Cose che non esistono

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Gli elfi, per quanto ne so io, non esistono.
Ciò non toglie che alcuni, come Tolkien, ne abbianno narrato le gesta, trasportandoci magicamente in un mondo incantato, permettendoci di scatenare la fantasia a briglia sciolta e facendoci letteralmente sognare ad occhi aperti.
Fino al momento in cui, inevitabilmente, ci toccava chiudere il libro. E allora gli elfi scomparivano, per lasciare il posto al vicino di casa che faceva rumore, alle bollette da pagare, alla pila di piatti ammassata nel lavandino e alle ultime novità del calciomercato.
Eggià. Non esistono, gli elfi di Tolkien. Così come non esistono gli zombie di George Romero, gli animali parlanti di Walt Disney, i replicanti di Philip K. Dick, i robot antropomorfi di Gō Nagai e le creature immaginifiche di H. P. Lovecraft.
Il punto è che non sono i soli.
Neanche i governi tecnici, esistono: perché un governo, adottando provvedimenti che vanno necessariamente in una direzione piuttosto che nell’altra, è per sua stessa natura -chiacchiere a parte- un organismo politico.
Men che meno, per come la vedo io, esistono i cosiddetti “affari correnti”: perché essi, in realtà, altro non sono che decine e decine di veri e propri atti politici compiuti ogni giorno su questioni a volte delicatissime, spesso cruciali e perlopiù determinanti per gli anni a venire, la cui distinzione rispetto agli atti “non correnti” finisce per diventare una roba vaga, indistinta, impalpabile.
Ecco, oggi riflettevo sul fatto che Tolkien, Romero, Dick, Nagai e Lovecraft, pur avendo liberato più di una volta la mia fantasia, non hanno mai cercato di farmi credere che potessi incontrare i loro personaggi nella realtà.
Questi altri, invece, sì. Cercano di convincermi tutti i giorni che i governi tecnici e i governi che si occupano solo degli affari correnti esistano per davvero.
E per giunta manco sono capaci di farmi sognare.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

3 Comments

  1. dicesi anche – mistificazione: s. f. [dal fr. mystification]. – Distorsione, per lo più deliberata, della verità e realtà dei fatti, che ha come effetto la diffusione di opinioni erronee o giudizî tendenziosi, sia in campo ideologico sia, per es., nel settore del commercio e della pubblicità, al fine di trarre vantaggio dalla credulità altrui: operare una m.; rimanere vittima di una m.; tentativi di m.; le m. della società contemporanea. Con sign. più generico, imbroglio, falsificazione.

    PS: per il sottoscritto le creature esistono 😉

  2. nessuno vuol farci credere nulla.

    gli affari sono correnti perché corrono. è nella loro natura, corrono continuamente. chiunque sia al governo, e con qualunque (de)legittimazione…

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