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Cosa è diventato il canone?

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L’ultima idea geniale dei tecnici del governo è includere il canone RAI (in due tranches) nelle bollette elettriche.Se non paghi il canone, via la luce. Il nuovo meccanismo di accertamento prescinde dalla possesso o meno di un televisore, ma di fatto presume la disponibilità di un qualsiasi strumento atto alla visione di contenuti multimediali.

Passo indietro. Nel 1990, in un periodo di riordino della finanza locale inglese, Margaret Thatcher propose una tassa, chiamata community charge, che sarebbe passata alla storia come poll tax. Il fatto di introdurre una nuova tassa, peraltro completamente regressiva (l’ammontare da pagare era uguale per tutti, e quindi considerato ingiusto verso i meno abbienti), e non giustificata nella sua natura dall’avere una corrispondenza con uno scopo preciso, ha giustificato un enorme movimento di protesta. L’impopolarità della misura è stata tale che i laburisti hanno, per la prima volta dopo lustri, superato i conservatori nei sondaggi, le manovre di partito dentro i Tories hanno portato al passo indietro della Thatcher, e infine la tassa è stata sospesa, quindi abolita.

Ora, chi scrive ha una opinione molto positiva di Margaret Thatcher, eppure avrebbe criticato fortemente l’idea della poll tax. Le conseguenze politiche di quella scelta sbagliata sono forse state sproporzionate rispetto alla sua figura e all’enorme contributo dato al suo Paese, ma hanno dimostrato l’esistenza di una opposizione sana, in grado di farsi sentire sulle questioni sostanziali e produrre cambiamenti.

Torniamo all’Italia. Dicevamo che il canone, ormai parte della bolletta, è nei fatti svincolato dallo scopo di finanziare il servizio pubblico: da un lato la RAI opera con criteri sostanzialmente commerciali, dall’altro la raccolta del canone non dipende più nemeno dalla fruizione potenziale del servizio.
A tutti gli effetti, il canone è un’altra poll tax. Chissà come si sentono in questo momento, i cari renziani, ad essere più “a destra” di Margaret Thatcher. Lo hanno capito, o sono convinti che se uno tassa e spende, comunque ciò accada, allora fa comunque una cosa “di sinistra” ? Quanto alle opposizioni, certifichiamo per l’ennesima volta, casomai ce ne fosse bisogno, la definitiva morte cerebrale.

(TACO'S LETTERS) Conosciuto anche come “Mazzò”, è un famoso polemista pop italiano. Ospite abituale in numerosi show televisivi, figura di rilievo nella polemica pop italiana dalla metà degli anni ’60 alla metà degli anni ’70, è conosciuto per l’estensione vocale (tre ottave) dei suoi insulti, come per l’agilità dialettica nell’enumerarli. Ritiratosi dalle scene live nel 1978, continua a rilasciare post di grande successo.

2 Comments

  1. Guarda che il canone è già, da un pezzo, quello che scrivi. È già dovuto da chiunque abbia un apparecchio idoneo, inclusi gli smartphone; se poi la gente non paga, sta evadendo. Non diventa di certo una poll tax (lo è già) con l’idea di farlo pagare in bolletta, che è solo un modo per ridurre di molto la sua evasione. Perciò, con quegli argomenti, puoi criticare il canone e chiedere che venga rivisto, ma non criticare il pagamento in bolletta, che è solo un modo per farlo pagare a tutti.

    • No. Per la precisione è
      « Chiunque detenga uno o più apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni è obbligato al pagamento del canone di abbonamento, giusta le norme di cui al presente decreto.[5] »

      Mica si parla di youtube. Di una scheda TV collegabile al PC sì, però devo prenderla a parte. Possedere un garage non mi obbliga a pagare il bollo dell’auto, se non la possiedo.

      La stessa RAI concorda con me
      http://web.archive.org/web/20120224032742/http://www.ufficiostampa.rai.it/comunicati_aziendali/20120221/rai__nulla_e__dovuto_per_mero_possesso_computer__tablet_e_smartphone.html

      Ora, posto che il pagamento _non_ è automatico (sempre per la stessa ragione: nessuno mi chiede di dimostrare di NON possedere un’auto, altrimenti il bollo mi tocca), metterlo in bolletta è una cazzata mostruosa.

      Diverso sarebbe se il canone diventasse una tassa che si è tenuti a pagare in quanto cittadini, e servisse a finanziare la tv pubblica, indipendentemente dal possesso o meno di una o più tv.

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