un blog canaglia

Corpi liberi

in politica/società by

Voglio iniziare a scrivere su questa piattaforma parlando di una cosa bella anche se un po’ macabra, perchè certe volte è nelle pieghe della umana e politica disperazione che si annidano notizie interessanti ed inattese, che fanno pensare che sì, siamo un Paese indecente, ma capita che ci riesca pure a noi di fare qualcosa di buono.
La legge n. 130 del 2001 ha ammesso la dispersioni delle ceneri dei defunti, modificando sul punto la normativa del codice penale che sanzionava questa condotta con la reclusione da due a sette anni. In pratica ognuno di noi è libero di fare del suo corpo cremato quello che vuole, facendolo disperdere nei mari, nei fiumi, su terreni privati e non, ed evitando così l’obbligatoria conservazione nei cimiteri.
Sembra una baggianata, questa, ma la mutazione culturale di cui è frutto, e allo stesso tempo causa, è incredibile: è la fine di secoli di prescrizioni che, in nome della obbligatoria sacralizzazione del corpo, avevano interdetto la pratica pagana della riduzione in cenere, obbligando la tumulazione dei corpi a monito della futura resurrezione degli stessi alla fine dei tempi.
Oggi, al contrario, intelligenti esigenze igeniche unite alla non necessaria ideologizzazione del tema hanno determinato l’introduzione di una norma giusta, pia nel senso più elevato del termine, rispettosa del diritto di ognuno di fare ciò che vuole di sè stesso.
Riuscire a far capire che anche da vivi si deve poter disporre liberamente di sè purchè non si arrechi danno agli altri costituisce, a mio avviso, la grande sfida a cui è chiamata oggi la politica in Italia.
Che il destino ci trovi sempre pronti e degni.

1 Comment

  1. Hai fatto bene a ricordare la legge che riconosce all’individuo di utilizzare il suo corpo come vuole a morte avvenuta.
    Quando ero più giovane, e quindi involontariamente ribelle, vagheggiavo la cremazione del mio corpo.
    Qualche anno dopo fu la volta del Pulp; scimmiottando qualcuno ( Baudelaire ? ) pretendevo esser lasciato su qualche albero in attesa che gli uccelli o altri animali,strappassero a morsi quel organismo.
    Oggi, a corto di ambizioni, ritengo legittimo che la mia carne torni alla terra, della cui stessa matrice biologica e minerale essa è composta.
    Poco conta se questo avverrà nell’orto dietro casa, nel fondo di una discarica, nel cuore dell’oceano, o lassù nel Maine…

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