un blog canaglia

immagini_thumb_c_cameriere-non-dice

Come ti cucino la notizia della droga

in giornalismo/politica by

Premessa: il titolo del post è, volutamente, ripreso da un articolo che ebbe una certa diffusione, qualche anno fa. Ai tempi, il direttore di lavoce.info era giá molto vicino all’Ing. e alle sue preferenze politiche, ma sopratutto si parlava molto di criminalità comune, tema caro alla parte politica avversa all’Ing.; com’è come non è, comparve questo bell’articolo che parlava di come la criminalità comune fosse sovrarappresentata nei media.

Insomma, questo è un post dietrologico. Odio la dietrologia, peraltro, quindi mi pentirò di averlo scritto. Non riesco, peró, a non mettere in fila i seguenti fatti:

1. Da qualche mese Benedetto della Vedova e la sua pattuglia parlamentare trasversale battagliano per ottenere un cambiamento di prospettiva, al netto della semplice legalizzazione di questo o quello, sul tema delle droghe. Superare il proibizionismo è cosa necessaria, utile e razionale, ma ovviamente si schianta con interessi criminali molto forti – ed è un ingenuo chi pensa che siano interessi non rappresentati nelle istituzioni, nella finanza, nel mondo della cultura.

2. La stampa italiana da qualche settimana ha iniziato una campagna intensa sul tema: il ragazzo del Cocoricó, quello di Gallipoli, la tizia di Messina, il barista di Brescia ucciso perchè contrario allo spaccio nei dintorni del suo locale, etc. Ci sono guerre, crisi economiche, se vogliamo anche carenza d’idee e giornalisti in vacanza, ma il risultato è lo stesso: si parla solo di droghe, c’è una notizia sulle droghe nella prima pagina di ogni quotidiano ogni giorno.

3. Non esiste alcuna emergenza droghe. Ripeto: non esiste alcuna emergenza droghe. Il consumo di droghe è, semmai, in calo da anni e così le morti collegate.

Mettere insieme i fatti 1.,2.,3.; alambiccarsi su come pesare le interpretazioni cupe e dietrologiche sugli interessi incrociati e le oscure frequentazioni romane e non romane di molti editori italiani, da un lato, la scarsa professionalità (ai piú alti livelli) dei giornalisti, dall’altro. Esercizio non semplice. Che in un Paese meno disperato, probabilmente, spetterebbe proprio ai giornalisti.

 

(TACO'S LETTERS) Conosciuto anche come “Mazzò”, è un famoso polemista pop italiano. Ospite abituale in numerosi show televisivi, figura di rilievo nella polemica pop italiana dalla metà degli anni ’60 alla metà degli anni ’70, è conosciuto per l’estensione vocale (tre ottave) dei suoi insulti, come per l’agilità dialettica nell’enumerarli. Ritiratosi dalle scene live nel 1978, continua a rilasciare post di grande successo.

6 Comments

  1. Gomblotto su gomblotto… la cosa curiosa è che, con l’occasione, si rinnova l’attacco a Gallipoli, così in voga da qualche mese: il ragazzo era di Lecce, la discoteca di Santa Cesarea Terme, ma alla fine tutto è ricondotto alla cittadina jonica.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from giornalismo

Go to Top