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Cirinnà: un passo avanti, molti indietro

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No, qui se uno legge certi commenti sulla legge Cirinnà, pure quello dell’amico Tad, pare che ci si debba congratulare col PD per aver portato a casa chissà cosa.

Praticamente una legge che sarebbe già stata arretrata è diventata qualcosa di praticamente ridicolo. Perché è vero che contano i risultati pratici, e che la situazione di moltissime coppie sarà migliorata rispetto al nulla che lo stato offriva senza ricorrere ai tribunali. Questo tipo di leggi, però, servono anche a segnare principi, hanno un significato storico che va al di là della portata pratica.

Siamo un paese dove si vaneggia dell’introduzione di un reato di omofobia dai contorni vagamente definiti, laddove il primo a discriminare è lo Stato. E tale rimarrà dopo la legge Cirinnà.

Approvare il matrimonio omosessuale sarebbe stata la più grande operazione antiomofoba possibile: lo Stato avrebbe finalmente segnalato chiaramente che gli omosessuali non sono cittadini di serie B.

I compromessi fatti per approvare la legge hanno totalmente ribaltato questo significato. Niente matrimonio perché “il matrimonio è solo tra donne e uomini”, una petizione di principio totalmente arbitraria che qui in italia passa per ragionevole buon senso. Quindi vabbè niente matrimonio.

Niente stepchild adoption perché “i froci sennò si comprano i figli all’estero”. Certo, mica perché ci sono coppie omosessuali con figli avuti da precedenti unioni. La gestazione per altri (il temibilissimo “utero in affitto”) esiste da decenni e moltissime coppie eterosessuali vi ricorrono. Qualcuno propone di restringere la disciplina delle adozioni all’interno del matrimonio eterossessuale per evitare il rischio? Ma certamente no, perché a nessuno frega un cazzo dell’utero in affitto, alla maggioranza di governo frega mettere i bastoni tra le ruote agli omosessuali, segnalare che sono diversi, non sono adatti a crescere figli, sono moralmente inferiori.

E alla fine, proprio per rimarcare questa inferiore moralità, niente obbligo di fedeltà. Cosa che viene spacciata addirittura come moderna, “non è lo Stato che deve intromettersi tra le lenzuola”. Ma come no! A parte il fatto che l’obbligo di fedeltà non vuol dire solo che non si debba scopare fuori dal matrimonio ma è l’obbligo di mantenere una leale collaborazione all’interno della coppia. Soprattutto, questa lettura pseudoliberale è immediatamente contraddetta dal fatto che a imporre lo stralcio dell’obbligo è stato Alfano. Non prendiamoci in giro: lo stralcio è solo un altro modo di dire, il matrimonio è cosa seria, le unioni omosessuali sono un po’ come le storielle tra fidanzatini delle scuole medie, una roba effimera; inutile sancire l’obbligo di fedeltà a gente che non può assumere impegni affettivi seri.

Insomma, cari tutti, qui stiamo sancendo e perpetuando per legge una discriminazione. E a farlo è un governo che si dichiara progressista, addirittura “il più di sinistra della storia d’Italia”. La storia della legge Cirinnà dimostra invece che questo è un governo con una maggioranza conservatrice, senza neppure uno straccio di liberalismo per consolarci. Quindi facciamola finita con sti festeggiamenti di facciata e cerchiamo di capire come stiamo davvero messi politicamente. Perché se non si riesce ad approvare un provvedimento progressista perché i grillini, cioè un’accozzaglia di gente dichiaratamente senza consistenza politica, si tirano indietro, per me stiamo messi malissimo.

4 Comments

  1. A’ Nagasà, sono pure d’accordo, ma le cose si fanno un passo alla volta. Negli USA dall’abolizione della schiavitù al presidente nero ci sono voluti 150 anni e tanti cappucci bianchi nel mezzo. Nella laicissima Francia un bel po’ d’anni di PACS prima dei matrimoni.
    Sta tranquillo che dopo un paio di inviti a ‘feste di matrimonio-unione-insommaquellarobalì’ anche molte teste di cazzo nostrane diranno ‘ma come, questi froci sono uguali a noi!’.

  2. Immaginiamo un paese ddi ve esiste la schiavitù e la possibilità di approvare una legge che la abolisce, ma decreta che gli ex schiavi non abbiano diritto all elettorato attivo e passivo e paghino il 50% di tasse in più. Immaginiamo un paese dove l’adulterio è punito con la lapidazione e la possibilità di una legge che cambia la pena in cinque frustate. Immaginiamo un paese dove gli ebrei sono deportati in campo di concentramento e la possibilità di approvare una legge che elimina la deportazione ma stabilisce non possano sposarsi lavorare prendere i mezzi pubblici con i non ebrei. Bisognerebbe lasciare gli ebrei nei lager, gli schiavi schiavi, gli adulteri lapidati? No, bisognerebbe intanto votare per migliorare la situazione. Tutto si misura sulla situazione di partenza. Una legge che torna indietro non è la stessa cosa di una legge che va avanti, ma non abbastanza. Siamo un paese arretrato un misto di comunismo, fascismo e cattolicesimo, siamo illiberali X natura e X cultura. Per approvare questa piccola leggiucola è stata necessaria una battaglia che manco la riforma ichino. Il problema non è Renzi che ha portato a casa un risultato modesto, al posto dello zero assoluto di tutti gli altri, ma il paese di merda popolato da gente di merda. Domani voteranno salvini, fino a ieri votavano Silvio, l’alternativa vincente era Prodi. Che pretendete si possa fare di decente in questo paese?

  3. Mentre noi facciamo un passo alla volta gli altri corrono o almeno hanno un passo veloce. E comunque non prendiamoci in giro, ha vinto l’omofobia non il meglio possibile. Era impossibile non legiferare in questa materia e allora l’hanno fatto nel modo peggiore per sancire una volta per tutte che gli omosessuali sono diversi e devono rimanere nel ghetto che prima era almeno invisibile. Per questo questa legge è peggiore del niente precedente perchè si dovrà ripartire da questo semmai si riparlerà in futuro dei diritti di questa minoranza.

  4. Assolutamente ridicolo.

    Affermare “Approvare il matrimonio omosessuale sarebbe stata la più grande operazione antiomofoba possibile”, oggi, in questa italia, con questo parlamento, significa parlare del sesso degli angeli senza dover/voler fare i conti con la realtà (esercizio di cui molti sono assolutamente esperti, in questo paese).

    Le conquiste si fanno un passo alla volta e questo è un passo in avanti eccome.
    L’autore dovrebbe considerare che fine farebbe il matrimonio omosessuale (con adozione) se sottoposto a referendum popolare, oggi. La cirinnà è decisamente più avanti della media degli elettori di questo paese, in questo senso è un vero miracolo che sia passata.

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