un blog canaglia

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Che settimana pesante

in cinema by

Così esordiva il mio compagno quando mi scriveva che, oltre a David Bowie e ad Alan Rickman era morto pure David Margulies.

A parte quello sfigato due volte per essere morto dopo un’icona della musica e una del cinema, Margulies ve lo ricorderete senz’altro per essere stato il sindaco che a “masse isteriche”

decideva di dare carta bianca a Peter Venkman.

Niente, era giusto ricordare anche lui.

Dopodiché lo sappiamo tutti: Alan Rickman ci ha fatto innamorare interpretando Severus Piton (o Snape, per chi ha seguito la saga in lingua originale), uno dei personaggi meglio riusciti della letteratura ME NE FREGO DI TUTTI I VOSTRI SCRITTORI FAMOSI HIPSTER MATTI, HARRY POTTER PIETRA MILIARE TOTALE BRAVI BRAVI CONTINUATE A FARE I CLASSISTI E A LEGGERVI I TOMI DI SCRITTORI POLACCHI MORTI SUICIDI GIOVANISSIMI

Si diceva; Alan Rickman in realtà non ha interpretato solo Piton: l’altro ruolo per il quale tutti se lo ricordano è il marito di Emma Thompson in Love Actually, che ora voi romanticoni andrete subito a rivedervi, perché alla fine quando Colin Firth va a trovare la sua filippina in Portogallo per chiederle di sposarlo ci vengono sempre i lucciconi.

Però che cazzo: questo era un super attore e tutti se lo ricordano per essere stato il sosia di Renato Zero che insegnava pozioni a degli insopportabili adolescenti in più doveva pure sorbirsi tutto il disagio di questo mondo. Mica è giusto. Alan, ci penso io a darti un degno tributo, anche perché quando mi hanno detto che eri morto ero triste sul serio. State a mori’ tutti, mannaggia alla miseria.

Non spenderò parole su quanto amassi Rickman, il suo viso meraviglioso, il suo estremo fascino, il sorriso magnetico e la versatilità che ha fatto sì che diventasse un attore in grado di interpretare qualsiasi ruolo: mi limiterò ad elencare 5 film che sarebbe carino rivedere per omaggiarne la figura, perché scommetto che non vi ricordavate che in queste pellicole ci stava pure lui.

  1. Sweeney Todd, quando Tim Burton voleva fa’ il musical perché era il più matto di tutti;
  2. Profumo, storia di un assassino, o del perché mi tinsi i capelli di rosso per la prima volta cercando di somigliare vagamente a quella super fregna roscia bellissima protagonista, invece mia madre mi disse “Questo colore io lo chiamo rosso menopausa” (avevo 22 anni);
  3. Robin Hood – Principe dei ladri: Rickman è il secondo sceriffo di Nottingham che se ne va, il primo è stato lui,
    "Vi chiamate Smerdino...?"
    “Vi chiamate Smerdino…?”

    ab aeternam, ragazzi.

  4. Die Hard, quello che in italiano hanno chiamato Trappola di cristallo (ma perché?): non me lo ricordavo nemmeno io che ci stava lui;
  5. Dogma, il Kevin Smith che ci piaceva tanto.

Bonus: se vi capita guardatevi pure Gambit: non è certo un capolavoro nonostante sia scritto dai Coen, ma Alan Rickman tira su tutto il film.

Grazie, eri un grande.

 

JJ

 

Nasce a Frascati nell’85. Vive, mangia e dorme a Roma. Ha una casa tutta sua. Ascolta la musica, specialmente le canzoni, e guarda molto cinema. Possiede una laurea in lettere di sua proprietà e ha scritto una tesi su Herzog, il quale ha dovuto farsela cancellare con un doloroso e dispendioso metodo laser. "Remember: there are no stupid questions, just stupid people." (Herbert Garrison, South Park)

3 Comments

  1. Mi spiace per Alan Rickman, mi spiace per David Bowie. Ma la scomparsa di Scola lascia un segno più grande in me. Aveva una delicatezza della quotidianità senza essere noioso che non riscontro in altri registi o sceneggiatori. E poi non si è mai atteggiato a divo. Mi mancherà

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