un blog canaglia

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Charlie Hebdo e gli istantanei paladini della libertà di parola

in società by

Cari i miei razzisti del “padroni a casa nostra”, che finalmente avete un motivo per riempire di insulti i musulmani senza che nessuno vi dica nulla perché – forza ragazzi, “siamo tutti Charlie Hebdo!” – vi fate scudo della libertà d’opinione.

Cari i miei bigotti promotori dell’Editto Bulgaro, paladini della libertà di opinione mentre mettevate giù la cornetta dopo una bella telefonata ai vertici AGCOM e che ora vi stracciate le vesti per mostrare sotto la scritta “Siamo tutti Charlie Hebdo”.

Cari i miei giornali e giornalisti, che già ora lanciate appelli “Siamo tutti Charlie Hebdo”, mentre sui vostri schermi e sulle vostre pagine scorrono le vignette di Charlie Hebdo unicamente rivolte all’Islam (qualcuno su RaiNews24 ha detto, mandandomi ai pazzi: “Charlie Hebdo non mancava di fare satira pesante anche sulla religione cristiana, per esempio su Papa Ratzinger” “Si, ma si percepiva sempre la tenerezza nelle vignette.”), quelle stesse immagini che vi cagavate addosso a pubblicare quando fu Calderoli a mostrarle e anzi condannavate chi, tra i media, le ripubblicava.

Ecco, carissimi, se volete un po’ di tenerezza pubblicate sui vostri profili, siti, giornali, televisioni questa vignetta di Charlie Hebdo.

Perché difendere la libertà d’opinione vuol dire accettare i messaggi di cui siamo antagonisti, non dare libero sfogo alla vostra bestialità solitamente frenata dal vostro essere quotidianamente benpensanti.

 

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Per quelli che la partita doppia è andare allo stadio ubriachi. Prendo un libro o un giornale di economia, lo apro a caso, leggo e – qualche volta – capisco l'argomento, infine lo derido. Prima era il mio metodo di studio, adesso ci scrivo articoli. Sono Dan Marinos, e per paura che mi ritirino la laurea mantengo l’anonimato.

146 Comments

    • Sinceramente pubblicare questa vignetta dimostra la superiorità dei cattolici perché non rischi di essere ammazzato…

      • Ma quale superiorità? Parliamo dei cattolici dell’Inquisizione o delle crociate?
        Gli estremisti musulmani arrivano solo più tardi, ma di estremismo si parla e come tale va sempre condannato in ogni contesto religioso.

          • Veramente 200 anni fa l’Inquisizione funzionava ancora alla grande. Se non c’e’ piu’ la caccia alle streghe e’ solo grazie alla laicizzazione dell’Europa, non certo grazie al Cristianesimo.
            PS: e’ di oggi la notizia che un rapporto ONU dice che in Africa Centrale le milizie cristiane stanno facendo pulizia etnica dei Musulmani.

          • ma di cosa parlate? Cristianesimo, Islam… Ma cosa c’ entrano le religioni in tutto quanto successo? Ad maiora

        • Cristina, vedi, la superiorità non sta nell’essere esente da errori, ma nel saperli riconoscere… e poi impariamo a non sputare nel piatto in cui mangiamo, in altre parole se non ci fossero state le crociate tu ed io non staremmo qui ad esprimere opinioni liberamente

          • No vabbè non esageriamo, non stiamo qui a parlare liberamente grazie alle Crociate, mi sembra proprio una grande fregnaccia. Forse, se vogliamo prenderla alla lontana, possiamo esprimerci liberamente grazie alla Rivoluzione Francese, sicuramente non grazie alle Crociate

        • se vuoi, parliamo dei fondamenatlisti cristiani negli USA, che “per difendere la vita” (degli embrioni) vanno ad ammazzare i medici che operano aborti. va ben, mi dirai: “ma cosa c’entra? è negli Stati Uniti, mica qui in Europa”.
          Allora parliamo di Forza Nuova e delle loro “radici cattoliche” e di quando vanno a massacrare chi non gli sta a genio. e mi dirai “ma loro sono fascisti”.
          E certo, proprio di questo stiamo parlando!!!! mica ce l’hanno regalata (e neanche ce la regalano adesso) la libertà di parola! altro che 800 anni fa: i concordati tra Vaticano e Mussolini?!?!?! te li scordi per comodo o perchè sei smemorato?!
          Per essere liberi bisogna essere vigili e lottare, qualunque sia la direzione da cui arriva l’oscurantismo

          • basterebbe anche solamente parlare della cristiano-protestante-cattolica NATO con la complicità di Israele, quando vanno a bombardare in medio oriente, altro che 17 vittime civili, bambini bruciati delle bombe al fosforo, per queste cose nessuno si indigna? nessuno ne fa un problema da esporre cartelli, magliette e pagine di giornali? ma l’umanità in tutto questo dove sta?

        • (peraltro 77-12 per breivik, anche se in inferiorità numerica. in questo sì, il cattolico è stato decisamente superiore.)

        • anche se, va detto, se l è presa con dei ragazzini non certo islamici. Equiparabile sarebbe stata la mossa di andare a fare la strage in una comunità islamica..

          • perchè, charlie hebdo è un giornale cattolico? due delle vittime peraltro probabilmente erano a loro volta musulmane

    • Piero in parole povere la vera ironia e sapersi prendere per i fondelli noi per primi e nn ridere solo quando prendono per i fondelli gli altri(troppo comodo…)
      Charlie prendeva per i fondelli tutti dal papa a maometto senza fare distinzioni ne favoritismi peccato xò che nn tutti la prendono nella stessa maniera….scordandosi che una bella risata allunga la vita….

  1. Perché non significa niente… I radicali non sono contenti se non vanno contro tutti e tutto anche in queste occasioni. E comunque non si sta difendendo le vignette di charlie h. ma la libertà di parola. Certo possono essere dissacranti e fuori luogo ma è un loro diritto esprimersi.
    E comunque la repubblica ( mi sembra) ha già detto che pubblicheranno tutte le loro vignette.

  2. In pratica questo articolo, se sono riuscito a interpretarlo, se la prende con chi di solito fa la morale a tutti quelli che prendono in giro la religione cattolica e sarebbero contro questa rivista, ma sono talmente anti musulmani che inneggiano alla libertà di parola e di espressione pur di andare contro i nemici giurati dell’islam.

      • se dissemina odio, disprezzo, anche se non istiga direttamente alla violenza, può ispirare qualche squilibrato che poi una mattina si alza e decide di tagliare la gola a chi identifica come suo nemico, come male assoluto, abbastanza limitante finire decollato, no?

        • Anche se per alcuni puo’sembrare inopportuno andare a provocare quelli che hanno più’volte dimostrato di essere dei grandi psicopatici che ossessionati solo dai loro problemi non riconoscono più’gli altri come esseri umani,le provocazioni del giornale Charlie sono state degne di tutti coloro che nel mondo arabo,dopo la strage di Parigi, e solo per una innocente vignetta che ha fra l’altro onorato il loro profeta facendogli dire “Tout e’ pardonne’,sono scesi in piazza con un cartello con scritto:
          IO SONO KOUACHI “.Quale orrore!!!

          • Il giornale Charlie ha scoperto molti altarini…Così ‘ ora sappiamo quanti falsi amici abbiamo nel mondo arabo…Basta contare tutti i cartelli su cui e’scritto:
            “Io sono Kouachi”.

      • La libertà di esprimersi liberamente si deve fermare davanti al diritto della gente di non essere offesa. Si possono avere idee diverse, ma non è giusto decidere di potersi permettere qualsiasi cosa in nome della libertà. Non è giusto offendere PUBBLICAMENTE una persona, insultandone ad esempio il credo religioso, qualsiasi esso sia. Ci deve essere un limite, almeno morale, se non legale. Charlie Hebdo questo limite non ce l’ha. Normalmente in una società civile non si va in giro ad ammazzare la gente per una vignetta per quanto possa essere offensiva, ma si procede con, ad esempio, una denuncia per diffamazione, vilipendio alla religione e cosí via. Purtroppo nessuno ha mai spiegato ai due pazzi di ieri che in un paese civile ci si confronta e scontra con metodi democratici e non a colpi di fatwe e kalashnikov.

        • Non esiste né è concepibile, un diritto a non essere offesi: il diritto, che è oggettivo, non può in alcun modo dipendere da una questione squisitamente soggettiva come la sensibilità.

          • Anche perchè chi stabilisce il limite dell’essere offeso o meno?
            Oggi si grida allo scandalo per certe vignette sulla religione, domani su altri temi e via via si potrebbe arrivare ad una censura “morale”…
            Tra l’altro morale o decenza spesso sono costrutti troppo intimi per riuscire a circoscriverli…

          • Suvvia, Animabella, io non inneggio certo alla censura, ma quello che sostieni è roba da manuali giuridici. “Questione squisitamente soggettiva come la sensibilità….” ma per favore. Charlie Hebdo pubblica da secoli contenuti ad altissimo tasso provocatorio, non barzellette allusive. Di fronte a Maddonne che copulano col Papa e roba simile anche a me che sono ateo sfugge il senso della libertà. Se poi sai di avere ache fare con fanatici islamisti che te le hanno già promesse, continuare col tuo esercizio in nome di un principio di estrema libertà di espressione che tanto ci piace a noi occidentali – e a me per primo – significa anche, nel tuo libro di diritto che hai letto prima, istigazione.

          • la tua liberta’ di non essere offeso si manifesta pienamente nella possibilità’ di non comperare la rivista.

          • Non è così semplice. La rivista alimenta comunque un sentimento comune a molte persone che fanno opinione pubblica e che finiscono col discriminare il diverso da sé. Questo è un rischio inevitabile se si vuole mantenere viva la critica, ma si può sempre controreplicare con altri argomenti non certo con le armi.

        • Il “purtroppo nessuno ha mai spiegato” è quasi commovente: piuttosto nessuno ha spiegato a te i limiti del razionalismo. La disposizione personale alla comprensione dell’interlocutore non garantisce minimamente che questi voglia starti anche solo a sentire. Se non ricordo male Gandhi disse che avrebbe applicato la non violenza anche coi nazisti, tanto per fare subito la reductio ad hitlerum. Commovente anche lui a non capire che gli era andata fin troppo bene ad avere davanti gente cui almeno un po’ piaceva stare alle regole, solo che ha creato tanta gente convinta che nella realtà può funzionare come nei film di Rocky: ne prendi tante fino che il tuo avversario si stanca, poi lo abbracci e diventate amici. Tanto per evitare di far pagare il conto ad altri, come spesso succede, potresti andare tu stesso all’Isis a spiegare loro il metodo di confronto democratico? Anzi, prendetevi per mano e andateci in fila (dritti uno dietro l’altro, così risparmiano pallottole).

          • Io potrei ritenermi offeso anche dal cristianesimo essendo ateo,in quanto lo trovo soffocante e i suoi discepoli sono petulanti,ma non ciò non impedisce a quei rompicoglioni di fare una cazzo di processione sotto casa mia di mattina

        • Il diritto a non essere offesi (meglio: il dovere di non offendere) e’ in via teorica inapplicabile, ma purtroppo e’ stato inserito nel corpo giuridico. Es: la bestemmia e’ punibile, ma mi chiedo come mai si faccia leggere la Bibbia ai giovani che non e’ altro che una collezione di mostruosita’ e piena zeppa di incitamenti all’odio etnico e religioso, oltre che portatrice di un messaggio malato secondo cui un padre puo’ sacrificare il proprio figlio per dare una lezione ai suoi sudditi su cui lui stesso ha lanciato una maledizione. Per non parlare di come a catechismo ti rifilano la storia di Abramo e Isacco.

  3. Per difendere la libertà d’opinione bisognerebbe prima capire la differenza tra un’opinione vera e una che pretende di esserlo mentre, in realtà, è solo un’interpretazione tutta personale della realtà.
    Mi spiego.
    Dire “secondo me questo fa schifo perché non mi piace” è manifestare un’opinione.
    Dire “questo fa schifo perché è così” non lo è.
    Difendo sempre il diritto alle opinioni, ma mai il diritto ad alterare la realtà o ad imporre la propria opinione su quelle altrui.
    È una libertà che non dovrebbe arrogarsi nessuno.

  4. In effetti, c’è molta più tenerezza nel mostrarci un Cristo finalmente gaudente, fosse pure in attività di carattere incestuoso, che nel rappresentarcelo ancora una volta massacrato nelle tappe della Via Crucis. Che splatter, quella Via Crucis! E che orrido modello di violenza, per l’infanzia…
    (Divagazione a parte, condivido tutto.)

  5. Non mi risulta che chi ha criticato questa vignetta sia andato a riempire di piombo i vignettisti. Un contro è esprimere dissenso per questa vignetta, un conto è armarsi di mitra e uccidere delle persone. Prima di scrivere i soliti discorsi populisti per attaccare i cattolici si farebbe bene a pensare fino a dieci e colpire su altri punti deboli, perchè ahimè non mancano.
    E credo inoltre sia cinico intavolare polemiche del genere quando sono morte delle persone che stavano solo facendo il proprio lavoro.

    • Non ha centrato il tema. ll punto è che alcuni degli attuali difensori della libertà di parola, o meglio, chi la sta usando (e la userà prossimamente) come randello da dare sulla testa agli immigrati giudica blasfeme e non pubblicabili certe vignette.
      Vedrà che spasso i Ferrara, gli Adinolfi, i Salvini eccetera.

  6. In conclusione: la censura italiana non ha mai ammazzato nessun vignettista (e forse nessun poliziotto, ma non ci metterei la mano sul fuoco). Quindi, abbiamo un’eccellenza.

  7. Se si riflette su questa vicenda si può pensare che l’indignazione pubblica, in fondo, non sia una generata dalla mancata libertà d’espressione e sua difesa. Di libertà qui ce ne stata fin troppa: infatti Charlie Hedbo ha continuato a pubblicare le proprie vignette NONOSTANTE a qualcuno quelle vignette non piacciano e nemmeno siano mai piaciute.
    Per la maggioranza delle persone sono semplicemente morti dei lavoratori occidentali assassinati da estremisti islamici. Un quadro sufficiente alla maggioranza per decidere di essere indignato. E non è detto che dietro tutto questo debba esserci per forza dell’ipocrisia.

  8. L’articolo a chi si rivolge? Chi condanna? Chi difende? L’autore da che parte sta? Sta da una parte o butta pallette di merda un po’ dove capita nella speranza che qualcuna caschi dove deve?
    E soprattutto: ci ha mostrato la vignetta perché vuole scandalizzarci, aprirci gli occhi o difendere il diritto di satira?
    Chiedo perdono se ho fatto troppe domande, ma non si capisce una sega.

  9. Condivido quello che dici, ma la satira fa parte della nostra cultura, da secoli. La satira per quanto pesante non giustifica un massacro di tale portata, credo concorderai. Poi sappiamo tutti che il vero movente e un altro, non certo una vignetta.

  10. Siamo malpensanti. Che vuoi dimostrare? Chi difendi? Vuoi andare a sparare ai superstiti? Io resto Charlie, anche se trita la trinità.
    p.s. comunque al Vernacoliere se stanno già a caga’ sotto.. ma chi se crederanno d’esse mai…

  11. Andiamo tutti ad uccidere la redazione di queste incestuose vignette! Ma si possono scrivere simili amenità, dettate dalla voglia di mettersi in evidenza, di far emeregere in sede di socila networks un obnubilato spirito cirtico?

  12. Dan Marinos, almeno avessi il coraggio di scrivere fuori dall’anonimato dietro cui, da vigliacco quale sei, ti nascondi. Mostra il tuo nome, mettiti in prima fila come hanno fatto i tuoi colleghi francesi brutalmente assassinati da quei cani che tu difendi, in modo che tu possa seguirli quanto prima possibile. Grazie a nome di tutti gli italiani.

    • O sei Belpietro, o un altro di quella compagnia latrante, o non hai proprio capito un emerito cazzo di quel seppur breve post, di cui tutto si può dire fuorché difenda quegli assassini.
      Degno di nota poi l’inveire contro la vigliaccheria dell’anonimato e far uguale!
      I miei più vivi complimenti!

  13. Chapeau!

    Trovo questo post il più razionale e audace da molto tempo a questa parte.

    Quelli che attaccano l’autore dicendo che giustifica un tale massacro non hanno proprio capito un cazzo.

    Non si può essere benpensanti solo quando la satira colpisce chi ci conviene di più, solitamente il nostro antagonista.

    Non si può essere benpensanti e gridare “Je suis Charlie” quando siamo nel paese che ha buttato fuori dagli schermi TV uno dei migliori giornalisti di sempre.

    Siate coerenti e pubblicate tutti quella vignetta, non solo quella su Maometto.

    • Vedersi infilare nel culo la canna di un AK, o in alternativa la punta di una matita rosicchiata effettivamente producono il medesimo risultato artistico.

  14. quindi mi dovrei sentire offeso da queste vignette perche`cattolico o cristiano,tra battutine e vignette simili ne avro`viste migliaia da sempre,e non mi sono mai scomposto

  15. Una vignetta come questa, a me, che non sono cattolico praticante balle varie, può lasciare interdetto, posso trovarla di cattivo gusto eccetera, eccetera, eccetera. Sicuramente non mi viene in mente di imbracciare un kalashnikov e sterminare 12 persone, rischiando di farne fuori sempre di più. Una vignetta può risultare offensiva, per carità, ma vogliamo sempre e comunque trovare una giustificazione per chi ammazza in nome di Maometto? Eccheccazzo.

    • Pur essendo profondamente cristiana,anche a me e ‘ piaciuta questa vignetta perche’ non penso voglia offendere la trinità ‘.Per Charlie un Dio e’ al di sopra delle cose del nostro mondo ordinario e neanche le vede… Piuttosto e’ una provocazione per molti cattolici bigotti che abbassano l’ideale di Cristo alle loro debolezze…In pratica con questa vignetta descrive come molti cattolici,per come agiscono,vedono la trinita’.Penso che Charlie e ‘ molto più ‘ vicino al l’ideale di Cristo,di Maometto al quale fa dire:Tout est pardonne'(Dio e ‘ solo Amore ed ama tutti) e di qualsiasi altra religione.

  16. Quindi non si puo’ contemporaneamente essere urtati da quella vignetta sulla trinita’ incestuosa e contemporaneamente dire “Je Suis Charlie”?
    Forse che possa dirlo solo chi rideva anche di questo cartoon?
    Non capisco che tipo di rivendicazione sia la tua.

    Io, come cristiano, sono urtato da quella vignetta, ma se la satira non urta, che satira e’? Sono urtato, ma difendo (e non lo dico da oggi) il diritto di espressione, anche di dire delle cazzate vergognose. Un conto e’ essere infastiditi, un altro e’ imbracciare un Kalashnikov e ammazzare 10 persone.

    Io credo che il dire “Je Suis Charlie”, oggi, da chi da quelle vignette si sentiva urtato e offeso valga tanto quanto il tuo dirlo, da te, che a quel cartoon hai riso.

    Questi distinguo, queste piccole meschine guerre su chi e’ piu’ puro e chi lo e’ meno sono proprio il risultato che vogliono ottenere questi signori. Crediamo che il valore della liberta’ di espressione sia fondante per le nostre democrazie? Allora mettiamoci tutti sullo stesso piano, per favore, senza dare patenti di legittimita’.

    E’ da cretini affermare oggi che mussulmano significhi terrorista, perche’ anche solo le manifestazioni di ieri sera ci dimostrano ancora una volta che non e’ cosi’, come e’ da cretini continuare a mettere la testa sotto la sabbia e non ammettere che certe derive estremiste dell’islam sono un problema nella societa’ occidentale, un problema che dobbiamo ammettere e affrontare, e per risolvere il quale avremo soprattutto bisogno di tutte quelle persone islamiche che capiscono che la loro religione significa Pace, Amore e Fratellanza (e riporto i tre sostantivi che un amico mussulmano ha citato a me).

    Quindi, per favore, lascia anche a me, cristiano, dire “Je Suis Charlie”. Ne ho tanto diritto quanto ne hai diritto tu.

  17. Cioè in pratica stai dicendo che la gente sta prendendo come scusa quello che è successo a Charlie Hebdo per dare sfogo al proprio razzismo islamofobo? Non lo so cosa ti sei fumato o se straparli solo per essere contro ma penso che, parlando di messaggi, un colpo di Kalashnikov non è un tipo messaggio che rientra nella mia banda di comunicazione. E vai a cagare per favore.

  18. Desolante. E dire che di solito il livello su questo blog è alto, me se neppure qui la percentuale di chi capisce (non “condivide” o “apprezza”, “capisce”) un post di poche righe va oltre il 10-20%, che livello di comprensione dobbiamo aspettarci fuori, al di là della ovvia e sacrosanta indignazione?

      • 1-il post non parla dell’attentato ne da una scusante agli attentori
        2-il post non parla della libertà di stampa in senso generale
        3-il post non parla del fastidio che può dare una vignetta
        4-il post non parla del piacere che può dare una vignetta
        3-il post parla di tutti coloro (i Ferrara, gli Adinolfi, i Fisichella, i Salvini etc) che quando c’è una cartellone con due uomini che si baciano lo fa rimuovere perchè offende la sensibilità dei benpensanti, mentre diventano tutti Charlie, vedi Calderoli a suo tempo, quando il bersaglio è il ‘nemico’.

        • Stefano, anch’io credo sia come dici tu mi pare chiaro che a volte sentiamo ma non ascoltiamo … guardiamo ma non vediamo quello che c’è ma quello che vorremmo vedere .

        • Grazie Stefano per aver chiarito il senso. Se l’autore e’ d’accordo poteva esprimersi in modo chiaro come te. Se la destra imporra’ una censura sono stato e saro’ con te nel condannarla. Salvini e altri mestano nel torbido. Pero’ oggi la mia emotivita’ e’ concentrata sulla condanna degli assassini criminali. Non voglio nenache lontanamente concepire: e’ brutto uccidere, pero’ in fondo se la son cercata, in fondo e’ solo una piccola “overreaction”. Non ho niente contro i musulmani, sono incazzato con gli assassini. Per la convivenza pacifica di tutti. Amen, Inshallah

        • Sono chiarissimi tutti i punti, peccato che non capiate che state mettendo sullo stesso piano tutti coloro che inneggiano a Charlie e la manciata di personaggi che hai nominato e la nonna Belarda.
          Credersi al di sopra delle masse giudicandole indistintamente ignoranti è ignoranza pura.

    • Se il 90% dei lettori non capisce un testo, l’autore del testo deve porsi qualche interrogativo.
      Di solito si scrive per comunicare il proprio pensiero. Si deve perciò usare un linguaggio comprensibile al proprio target. Se solo una minima percentuale dei lettori comprende il testo, vuol dire che l’autore ha fallito il suo scopo. Succede spesso.

      • Infatti mi sono posto l’interrogativo, ma poi ho visto il numero di persone che silenziosamente ha condiviso l’articolo e – diavolo! – mi sono rassicurato.

        Giustamente Stefano scrive “il 90% dei commentatori” (non dei lettori), per cui rilancio: “Se solo una minima percentuale dei lettori non comprende il testo, e nonostante ciò tiene a dire la propria e a lanciare all’autore accuse strampalate, vuol dire che è affetta da analfabetismo funzionale. Succede spesso.”

        • Caro il mio autore alla ricerca disperata di condivisioni, credo che il tuo articolo sia comprensibile, peccato solo che ti sfugga un minuscolo particolare: ti pare che qualche cristiano abbia massacrato persone a destra e a manca per la vignetta del tuo articolo? Da quel che ne so, non sono neanche arrivate minacce verbali.
          Se non si condivide la vignetta in questione è solo perché, grazie a Dio (TIE’!), non tutti sono caduti nel trabocchetto dell’orgoglio: cavolo, sono credente, perché dovrei condividerla??
          Solo che a me, come alla stragrande maggioranza dei cristiani, la vignetta non ispira alcun odio o sentimento omicida.
          No, dai, bisogna spiegartelo? È vero che il web è alla portata di tutti i QI, ma chi si schiera con CH non è necessariamente un benpensante, ma solo qualcuno che ha paura per la propria libertà d’espressione e di vivere. Con l’andazzo del terzo millennio in cui ci stanno silenziosamente privando di piccole libertà ogni giorno, credo che sia più che legittimo.

      • Il testo è stato ben compreso dalla maggioranza dei lettori (ed è dimostrato dal vertiginoso numero di condivisioni).
        Quelli che non hanno capito un cazzo, come al soltio, sono i commentatori.
        Ed è una regola di praticamente qualsiasi testata web che i commentatori siano scemi con un rapporto di 9,5 su 10.

  19. Io, che nel mio piccolo mi ritengo un artista, difendo e difenderò sempre la libertà d’espressione e si, se ci fosse sarei pronto ad accettare anche una satira in cui vedermi come antagonista.

    Questo è, permettetemi, il classico articolo di chi si è svegliato con il piede sbagliato e vuol dare contro al mondo. Per forza, in questioni del genere, ci sono sempre ipocriti (quelli a cui fai riferimento). Ci sono e ci saranno sempre, in ogni situazione, finché esisterà uomo sulla terra! Quindi mettiti il cuore in pace che, un simile articolo, è tanto inutile quanto la lagna di un bambino. Anzi è l’equivalente scritto di una lagna.

    Con quell’attacco di ieri, siano stati islamici, cristiani, politici o chiunque altro, l’obbiettivo è stato chiaro e semplice: un attacco alla libertà. Dunque, in questo momento Charlie Hebdo, costretto dalla situazione, si è mutato da una rivista in un simbolo di libertà violate e per ciò chi ha a cuore la libertà d’espressione con sincerità oggi dice: Noi siamo Charlie Hebdo!

    Si tratta di un modo come un altro per dire a chiunque sia stato che questo non frenerà le nostre libertà ma anzi, ci darà un motivo in più per essere liberi!

    Se poi tu vuoi vedere solo gli ipocriti, e leggere ovunque solo una voce gracchiante e stonante di che fa da pappagallo a ciò, allora fatti tuoi, mi dispiace per il tuo cinismo ma, ricorda sempre che in mezzo ai tanti che attacchi c’è anche chi ci tiene davvero.

    (PS: La vignetta postata a fondo articolo è davvero simpatica e profondamente veritiera imho)

  20. Sono d’accordissimo con l’articolo che se la prende con chi fino a l’altro ieri era favorevole a censure varie mentre oggi è diventato un paladino della libertà di espressione. Non capisco la quasi totalità dei commenti, non mi pare sia così difficile da capire ciò che ha scritto l’autore.

      • Caro naufrago, non so da dove provenisse la tua nave né in quali flutti ti abbia abbandonato: ma se sei dalle nostre parti unisciti a noi. Ti abbracceremo forte: alle 18,30 in Scali del Corso 5, sotto (ça va sans dire) la redazione del Vernacoliere.

  21. Non si capisce un cazzo, hanno ragione quelli che se ne lamentano. Ma poi se uno legge “mettavate” allora è già più chiaro. Sentirsi in dovere di dire qualcosa di acuto anche se non ci si è fatti è una vera condanna…

    (nella tastiera “e” ed “a” non sono adiacenti, non dar colpa al correttore o ai polpastrelli grossi che non ti crede nessuno)

  22. Tutto ciò che dici è vero ma, pur essendo stati anch’essi presi di mira, i cattolici non hanno attentato alla vita di un vignettista che faceva satira!!

    • Però si fanno rodere il culo uguale, e pure tanto. Charlie può/deve continuare a pestarli fino a che non reagiranno pure loro?

  23. Se pur ci fosse un Dio …non è il nostro e neppure musulmano, purtroppo è questione di cultura e rispetto delle altrui opinioni, anche se scomode e magari offensive. Vignette sbeffeggianti il cattolicesimo non penso però che abbiano generato attualmente omicidi ed atti terroristici …in questa fase storica pare che l’unica religione che crea estremismi terroristici, purtroppo si deve prendere atto, è quella islamica. Poi se si ascolta il pensiero dell’imam di Firenze e capo dell’Islam in Italia …si capisce lo sdegno e la condanna del gesto e del terrorismo, ma alla domanda: come mai la satira quando colpisce le religioni, anche cattolica o ebrea, irrita in modo importante solo l’Islam? Ebbene, sottilmente il nostro ha ripetuto la condanna, ma ha lasciato intravvedere che si dovrebbe discutere di quello che può dare più o meno sui nervi a coloro che seguono il profeta! Se non è un distinguo questo …con tutta la buona volontà, non si vede la cultura del rispetto x l’altro …ed allora diciamolo che il rispetto deve andare anche alle donne dell’Islam seppur moderato con tutto lo strazio delle consuetudini disparitarie. Poi se ci sono molti cosiddetti benpensanti tra di noi …almeno non hanno mai preso un’arma in mano per uccidere persone inermi. Scusate se è poco cari estremisti del “tutto lecito” se è supino sulle posizioni decadenti di intellettuali troppo evoluti al punto da perdere di vista la realtà …che è quella che ci colpisce a tradimento. Buona fortuna a tutti noi e cerchiamo di smentire il mondo futuro descritto dal libro “Sottomissione” …con rispetto per tutti gli uomini di ogni genia, indistintamente!

  24. Scherzare con i santi è sempre stato arduo, ma proprio per questo è la misura della nostra libertà e della nostra tolleranza.
    Per chi ci crede, pensare che Dio possa sentirsi offeso da una vignetta significa ritenere Dio un essere debole e fragile. In realtà la debolezza e la fragilità sono le caratteristiche della sua fede.
    Il problema è fino a che punto si può scherzare non su Dio (che non si offende per così poco) ma fino a che punto si può ironizzare su un sentimento intimo che anima milioni di persone.
    La pratica di Charlie Hebdo di scherzare su Dio viene da lontano e ha (in Occidente e in Oriente) predecessori illustrissimi che non hanno mosso angeli vendicatore.
    Può non piacere ma è normale in una società libera e in ambienti animati da spirito libertario. E occorre saperla accettare (e magari per chi vuole saperne godere) ma accettando in primo luogo la satira sulla propria religione. Non si può difendere la satira antireligiosa ma poi inalberarsi se in una scuola non viene allestito il presepe.
    I razzisti nostrani e gli integralisti di ogni culto sono degli intolleranti per definizione. Deprecano l’ironia sulla propria religione e difendono la libertà di scherzare sull’altra.

  25. “Non sono d’accordo su cio’ che dici, ma faro’ di tutto perche’ tu abbia la possibilita’ di dirlo” (Voltaire).

    Questa e’ l’essenza della liberta’ di espressione. Non si puo’ assicurare liberta’ solo a cio’ che ci fa piacere.

  26. Ma contestare una vignetta non significa certo impugnare un fucile e andare a sparare a chi l’ha disegnata. Non condivido la vignetta proposta in questo articolo e posso dire che è blasfema… ma la critica, come la satira, sono espressioni del pensiero e dovrebbero essere diritti inalienabili dell’uomo. L’omicidio (in tale brutale modo poi) è un reato e basta!

    • “…posso dire che è blasfema… ma la critica, come la satira, sono espressioni del pensiero e dovrebbero essere diritti inalienabili dell’uomo.”

      mi preme sottolineare che in italia, come in irlanda e in altri paesi, sono ancora in vigore leggi contro la blasfemia (e non le hanno scritte gli islamici). tali leggi sono talmente anacronistiche e ridicole da produrre risultati comici quando si tenta di applicarle, tipo un giudice che decide di non punire la bestemmia contro la madonna in quanto non di natura divina mentre condanna la bestemmia contro lo spirito santo in quanto divinita vera e propria, ditemi voi se la magistratura italiana deve dare pronunciamenti teologici…

      sarebbe un piccolo ma importante messaggio al mondo (e in particolare al pakistan, arabia saudita, egitto, mauritania e altri paesi dove si continua a uccidere per le opinioni) se a seguito di questa strage tali leggi venissero rapidamente e di comune accordo abrogate dai vari paesi europei che ancora le adottano, ma scommetto che questi sedicenti difensori della liberta di espressione si guarderanno bene dal pensarci, sono troppo impegnati ad inbullonare crocifissi nelle aule scolastiche.

  27. e i cattolicissimi antiabortisti che fanno saltare per aria cliniche e uccidono medici li dimentichiamo? Ipocrisia planetaria.

  28. con tutto l’amore del mondo per charlieh (pur avendogli intimamente dato dei fessi al tempo, forse inconsciamente traviato dalla vista di calderoli con addosso la famosa vignetta), sarò curioso di vedere le reazioni dei vari attuali difensori della libertà di pensiero, parola ecc. non appena spinoza.it dedicherà una pagina alla vicenda.

    (no, non credo che qualcuno imbraccerà il mitra. ma non è questo il punto)

  29. Leggendo diversi articoli su questo blog viene spontaneo chiedersi se l’approssimazione sia la cifra intellettuale comune ai vari scrittori o una ben precisa linea editoriale.
    Nei fatti, quello che poi resta è una accozzaglia di scritti arroganti ed insufficienti.
    Riconoscere la libertà di espressione, non significa certo disconoscersi il diritto di difendersi da quelle espressioni troppo libertarie che colpiscano le proprie sensibilità. A questo, si aggiunga che l’essere cresciuti in un contesto piuttosto che in un altro, per forza di cosa mi sensibilizza nei confronti di determinati argomenti e non di altri.
    Traduco ed esemplifico: se io sono cattolico, è normale che mi incazzi per qualcosa che offende il mio credo e che invece sia indifferente, o anche divertito per qualcosa che non tocca così profondamente le mie sensibilità emotive. Ed è anche normale che mi aspetti il contrario, cioè che un mussulmano rida della satira su Cristo e si incazzi per quella su Maometto.
    Chiarito questo, posso riconoscere la libertà di espressione ed allo stesso tempo posso tranquillamente agire, attraverso gli strumenti che mi sono concessi dal sistema sociale in cui vivo, per contestare quelle espressioni che ritengo offensive della mia sensibilità, considerando che quel sistema sociale avrà gli strumenti per decidere se effettivamente è stato travalicato un limite o se sono io ipersensibile. Tutto questo di chiama appartenenza culturale e non ipocrisia.
    Di contro, l’aver adito al sistema di “protezione” delle mie sensibilità non può certo precludermi – tesi dell’autore – il sacrosanto diritto di indignarmi verso un episodio come quello di cui si parla.
    La questione non è quella di farsi paladino di tutte le istanze di tutte le religioni o di nessuna. La questione è di condannare ogni gesto di violenza e ogni cultura, religiosa o meno (o ogni esasperazione di cultura) che riconosce e santifica la violenza come strumento di “difesa” delle proprie “sensibilità”

  30. “Perché difendere la libertà d’opinione vuol dire accettare i messaggi di cui siamo antagonisti, non dare libero sfogo alla vostra bestialità solitamente frenata dal vostro essere quotidianamente benpensanti” Linernazione.it Questa potrebbe essere esattamente la dimostrazione dello schierarsi contro la libertà di opinione, dare una definizione alla libertà di opinione sindacando il modo di esprimere la libertà di opinione altrui.

    • quindi se per lei la libertà sessuale è nel farlo solo alla missionaria coi calzini darebbe dei reazionari fascisti a quelli che affermano ‘fatelo come cacchio vi pare, non sono affari miei’?

  31. Non si condanna l’Uomo perché si esprime liberamente a traverso un colpo di matita ognuno ha le sue convinzione, anche se non è condivisa ma non è per questo che possiamo togliere la vita. Gli estremiste hanno voluto mettere in ginocchio i Francesi ma oggi siamo uniti e tutti in piedi !!!
    *****JE SUIS CHARLIE*****

  32. Ti sei rivelato un imbecille. I media italiani non pubblicano per un discorso di “pudore cristiano” verso i cristiani, ma al contempo se lo facessero aggraverebbero ancor di più la posizione di quei beceri jihadisti, in quanto Charlie Hebdo era un settimanale laico/ateo che faceva satira sulla religione in quanto tale, oppio dei popoli come diceva qualcuno più intelligente di te. Se avessero colpito solo l’Islam allora potrebbero essere considerati miseri provocatori di bassa lega, ma la realtà è ben diversa e rappresenta la sfera più ignobile di un popolo difficile per l’Occidente. L’integrazione é bellissima se iper regolamentata, parola di un bastardo con sangue di 4 diverse nazioni e due diversi emisferi.

  33. 300 mila sono già morti in siria… una popolazione intera è stata cacciata dalla sua terra… Cristiani (che sono i pionieri nel medio oriente nel diffendere la libertà di parola) sono cacciati dall Irak, da parecchi villagi nella siria… sono discriminati in Israele, perseguitati in Egitto… condannati a pena di morte se manifestano la loro fede nell Arabia Saudita e tutta l’Europa è muta.

    è la francia che ha venduto le armi ai militanti e le mafie nei paesi arabi. l’italia vende le armi usate per gli arabi e quelle nuovi per gli israeliani.

    pensate bene di non cadere nel razismo.
    distruggete le vostre armi prima di parlare di pace e giustizia.

  34. 300 mila sono già morti in siria… una popolazione intera è stata cacciata dalla sua terra… Cristiani (che sono i pionieri nel medio oriente nel diffendere la libertà di parola) sono cacciati dall Irak, da parecchi villagi nella siria… sono discriminati in Israele, perseguitati in Egitto… condannati a pena di morte se manifestano la loro fede nell Arabia Saudita e tutta l’Europa è muta.

    è la francia che ha venduto le armi ai militanti e le mafie nei paesi arabi. l’italia vende le armi usate per gli arabi e quelle nuovi per gli israeliani.

    pensate bene di non cadere nel razismo.
    distruggete le vostre armi prima di parlare di pace e giustizia.

  35. Si sono d’accordo, come al solito una tragedia viene colta a becero pretesto per fomentare l’odio razziale e religioso, della libertà di stampa, a questi signori ipocriti, che se ne riscoprono improvvisamente paladini, non importa un fico secco! Se si parlasse con la stessa energia e istantaneità delle stragi nella striscia di Gaza, di bambini uccisi dalle bombe al fosforo, ecco questa si sarebbe vera libertà di stampa!

  36. Le religioni non hanno di per se diritti, solo le persone li hanno, ma tra questi non c’è quello di non sentirsi offesi (ho visto che altri lo hanno scritto nei commenti ma è meglio ribadirlo).

    E’ dalla parte del torto sempre e solo chi traduce il pensiero in azioni violente, la libera espressione di per se stessa non può fare male neppure ad una mosca!

  37. Forse, ma è solo un’ipotesi, fanno vedere le vignette su Maometto perchè sono state prese a pretesto per ammazzare 12 persone. Forse, ma è solo una congettura, se le avessero ammazzate “guai a chi offende il Papa”, adesso vedremmo sui telegiornali vignette come quella che hai postato sul Papa.

    Magari tanta gente che in Europa si sveglia la mattina per andare a lavorare ha solo paurache al sera non torna a casa dai propri figli come è successo a quel poveraccio che faceva il protinaio per una cooperativa.

    Può anche darsi che le persone volino più basso dei pensieri elevatissimi espressi dagli intellettuali snob per cui tutto e sempre il contrario di tutto e le discussini si avvitano in una girandola senza senso il cui unico scopo alla fine pare che sia trovare un ruolo (o un lavoro).

  38. Ma che state dicendo… la fate troppo grossa.
    Non c’è nessuna guerra, nessun pericolo.
    Questo è solo un REGOLAMENTO DI CONTI tra teste di cazzo.
    Sono 4 schiaffi tirati in faccia al mondo occidentale, e ci volevano: tanto per ricordarci che la nostra presunta superiorità si ferma quando ci caghiamo addosso per una raffica di kalasnikov.
    Il modo è pieno zeppo di gente che muore OGNI GIORNO, e noi ci lamentiamo se la benzina aumenta di 2 centesimi.
    Svegliaaa! Il mondo è una giungla, vi siete abituati troppo bene 😉
    Domattina anzichè lamentarvi se la brioche del bar sottocasa non è abbastanza fresca, pensate a chi muore di colera in Bangladesh.

  39. Il dibattito di queste ore mi ha portato a scoprire per la prima volta questo blog.
    Vorrei solo evidenziare quanto io mi sia sentito ignorante quando anni fa la mia futura moglie (musulmana) mi mise al corrente che Gesù e la Madonna (ma anche Adamo ed Eva, Abramo, Mosè, ecc.) siano parte della religione musulmana, anche se con considerazioni diverse rispetto alla religione cristiana (e non entro in dettaglio su argomenti che conosco poco, per evitare di dire fesserie). Quindi un musulmano “normale” e non “ignorante in materia” si sente offeso sia dalle vignette sulla sua religione, sia dalle vignette sulla religione cristiana, ma dovrei credo dire anche ebraica dato che nella mia ignoranza credo di non sbagliare affermando che Gesù, Abramo, Mosè e compagnia bella erano di religione ebraica. La cosa singolare su cui sto cercando di elaborare una risposta (ma non la trovo proprio) è come una parte del mondo occidentale acculturata e paladina della libertà di opinione, non riesca nonostante tutte le informazioni in tempo reale e storiche di cui dispone, dicevo non riesca a capire che una ampia parte del mondo proprio un certo modo di intendere la vita non riesce nemmeno lontanamente a concepirlo.
    Purtroppo la fede religiosa, essendo per l’appunto una fede, sfugge da sempre a logiche razionali. Io, nella mia immensa ignoranza, credo che la fede religiosa sia per molti nel mondo certamente a volte una imposizione, ma spesso sia anche l’unico modo razionale per gestire con l’irrazionalità ciò che molti, ma molti davvero, non riuscirebbero a sopportare, cioè una vita che non abbiamo richiesto, una esistenza spesso difficile e dolorosa e poi la fine inevitabile. Credo che in generale chi faccia satira sulla religione, qualsiasi religione, pur essendo sovente istruito, sufficientemente benestante e tendenzialmente altruista e di mentalità aperta, non riesca a capire che in giro per il mondo molte persone che nascono, sopportano la vita, vedono a volte morire di fame i propri figli ma non hanno gli strumenti oggettivi nè l’istruzione per vivere dignitosamente, non riescono, proprio non riescono a capire minimamente che l’unica cosa che ti tiene in vita, la fede religiosa, sia rappresentata in modo volgare e ridicolo da qualcun’altro in virtù della libertà di espressione, concetto questo che come molte altre cose purtroppo non sanno minimamente cosa sia. Detto questo anch’io confesso di aver raccontato varie volte la barzelletta del Crocefisso e del pappagallo…

  40. Sono molto scosso e sconcertato dall’attentato ai giornalisti francesi del giornale satirico. Da condannare ogni atto di violenza. Tuttavia vorrei riflettere su che cosa sia la libertà di espressione e di stampa per noi occidentali. È la libertà di insulto e di bestemmia? La libertà di blasfemia? La libertà di offendere i sentimenti religiosi di milioni di persone? Un conto è l’espressione articolata e strutturata del proprio pensiero e della propria idea, anche ironicamente, nel rispetto dell’altro, un altro conto è l’offesa, il turpiloquio. Da cattolico mi sono sentito ferito e offeso in passato da alcune vignette di Charlie Hebdo che raffiguravano il Cristo, la madonna, i santi o il Papa in atteggiamenti dissacratori e sessualmente espliciti. Questa è libertà di stampa o libertà di offesa? Sono queste le conquiste della nostra civiltà illuminista? Come possiamo parlare di integrazione, multiculturalismo, convivenza pacifica, società globale, laicità, quando si offendono gratuitamente i sentimenti religiosi delle persone, la loro intimità? Cosa c’è infatti più intimo per una persona della propria religione? Cosa pensiamo di ottenere in cambio? Siccome la violenza non rientra nel mio orizzonte culturale, quando mi sono capitate le vignette anti-cristiane sotto gli occhi, ho pregato e perdonato, ma quando si offende il senso religioso di una persona, di qualsiasi religione, soprattutto di una religione come quella islamica in cui il rapporto tra fede e ragione è problematico (come ci ha insegnato Ratzinger a Ratisbona) e che è perennemente in preda agli estremismi, bisogna aspettarsi ogni tipo di reazione. La religione non è un fatto privato come ci vorrebbero far credere gli araldi del laicismo aggressivo, essa ha una sua dimensione/funzione pubblica che deve essere rispettata, soprattutto in una Europa in cui il cristianesimo viene rimpiazzato dall’Islam, per il bene di tutti: la pacifica convivenza.

    • Quando leggo “il cristianesimo viene rimpiazzato dall’Islam per il bene di tutti: la pacifica convivenza”, intendi Islam sunnita o sciita?

    • oh no, eccome se dev’essere un fatto privato. Proprio perchè non lo è io non posso terminare la mia esistenza quando e come mi aggrada, ma la vita d’altra parte non è mia, ma appartiene al suo Dio. Al _suo_ Dio, per intenderci.
      Tra l’altro, mi pare che i dieci comandamenti siano stati scritti usando la seconda persona singolare. “Non pronunciare il nome di Dio invano”, TU, non chiunque cammini per strada. Se bestemmio, non mi frequenti se le dà fastidio. Andrò all’inferno, ma sono affari miei. Ah, a me danno fastidio le borse di LV,i leghisti, i cani, offendono la mia sensibilità i leghisti, gli animalisti, i religiosi, ma me ne sono fatta una ragione. Evito di frequentarli, e se per sbaglio sono sul tram con un leghista che sta esponendo al vicino le sue teorie elaborate, ingoio il rospo e sto zitto. Come potrebbe fare lei se il suo vicino di posto bestemmia, o se sta leggendo Charlie Hebdo.

    • Sono perfettamente daccordo sulla necessità di riflettere sul confine tra libertà di espressione e libertà di offesa, personalmente non amo charlie hebdo proprio perchè abusa della libertà di espressione, ovviamente tutto ciò non dovrebbe autorizzare a uccidere, chi uccide passa sempre inevitabilmente dalla parte del torto. Se ci fosse un po più di rispetto reciproco forse si potrebbero evitare tanti problemi più o meno grandi, ma spesso pare di predicare nel deserto, oppure vieni preso per oscurantista cattolico o bacchettone pur non essendolo.

  41. Comunque una citazione la meritano Giulietto Chiesa, Vauro e compagnia cantante col Grillismo complottante e complottistico. I giustizialisti ad un tot chilo che prima condannano Charlie Ebdo quando pubblicavano le vignette con Maometto e dopo corrono al capezzale dopo la strage. Un po di buonsenso e di equilibrio. Grazie

  42. Premetto che trovo per lo più orribili le vignette di Hebdo, e che comunque da buon liberale sono comunque contento che esistano. E che non sopporto imposizioni da parte di esaltati religiosi di alcun tipo o provenienza.
    Detto questo, volevo sottolineare che si tende a decontestualizzare le vignette: per esempio questa non è solo una blasfemia gratuita, ma si riferisce a un fatto di cronaca, ovvero la posizione anti matrimoni gay presa dal vescovo Vingt Trois nel 2012 (addirittura scrisse una preghiera-contro).
    Quindi diciamo laicismo estremista, ma senza spargimenti di sangue 😉

  43. Noi fingiamo di dimenticarci che sono almeno più di 10 anni che l’Occidente è all’attacco del mondo musulmano, guerra all’Afghanistan nel 2001, particolarmente sciocca perché l’Afghanistan, il talebano non è mai uscito dai suoi confini, quindi non era per niente pericoloso , guerra all’Iraq nel 2003 tra cui tra l’altro nasce il fenomeno Isis, guerra alla Somalia per interposto Etiopia nel 2006/2007, guerra alla Libia per defenestrare Gheddafi, bombardamenti sull’Isis che sta combattendo una sua battaglia lì, cosa intendo dire con questo? Intendo dire che è l’aggressività dell’Occidente che ha fomentato poi questo radicalismo, questo integralismo islamista che si sta effettivamente allargando a macchia d’olio, perché non c’è solo l’Isis ci sono gli Shebab somali, Boko Haram in Nigeria. Ci sono cellule minori in Egitto, nel Sinai, in Algeria, tra l’altro i due fratelli sono di origine algerina che potrebbe anche avere un suo senso. Semplificando, il discorso è: portate la guerra in casa nostra e noi la portiamo in casa vostra, la porteranno con i mezzi che hanno a disposizione, in questo caso il terrorismo, quindi quello che è successo dovevamo ampiamente aspettarcelo e adesso siamo in una situazione difficilissima perché contrastare un terrorismo di questo genere che è all’interno, ma viene dall’esterno, ha l’appoggio esterno, è difficilissimo per due motivi: 1) è che gli obiettivi sono infiniti, l’altro giorno è stata la volta di Charlie Hebdo, ma poteva essere qualsiasi altra cosa, 2) è che noi abbiamo grandi eserciti tecnologicamente avanzatissimi, ma contro questo tipo di avversario è come sparare con una palla di cannone contro uno sciame di moscerini che può ucciderne uno o due, ma lo sciame rimane!

    Però mi verrebbe da dire che: “Chi è causa del suo male pianga se stesso”.

    Giustamente ci impressioniamo perché vengono uccise 16/20 persone, però quando un aereo bombarda, o da un drone parte un missile, uccidiamo 300 persone di cui magari 20 sono guerriglieri, poniamo, il resto sono civili, di questo noi non riusciamo mai a vedere le ragioni dell’altra parte, cosa succede dall’altra parte, che è veramente molto poco, di cultura liberale, diceva Lucio Colletti, un filosofo liberale che “L’essenza delle democrazie è la critica di se stessi”, questo noi ce lo siamo completamente dimenticati. È così che si può capire il fenomeno, altrimenti si grida all’orrore, ma non si capisce niente. Tutte le volte che siamo intervenuti nel mondo musulmano in modo armato, penso all’Iraq, alla Libia, non solo abbiamo fatto un’infinità di morti, ma abbiamo ottenuto l’effetto contrario, il fenomeno Isis nasce dal fatto di avere voluto, chissà perché, defenestrare Saddam Hussein che avevamo prima finanziato. Quindi non riesco più a capire la politica che è sostanzialmente americana, anche se poi è anche europea, l’attacco alla Libia è stato voluto per esempio da Sarkozy, perché non riesco a vederne il filo logico, forse hanno perso quei cervelli che la follia di Hitler gli aveva regalato, non riesco a capire questo tipo di politica.

    • Al di là dei giudizi sulle particolari strategie e sui particolari presidenti USA, dimmi una cosa: come mai, secondo te, tanti interventi in paesi musulmani? E, innanzitutto, tante guerre da quelle parti?

      • Soldi, petrolio. Non certo, perchè benefattori di una qualche grande fratellanza bianca.

        Certo che nemmeno un “cane politico” che abbia alzato la coda e rimandato al mittente quel crocefisso disegnato dalla matita di un poveretto, dovrebbe raccontarcela lunga sulle questione della razionalità e della retorica a proposito delle marce per la pace.
        Alla fine ancora il buon Papa ha dovuto erigersi e riportare tutto sul corretto binario comunicativo.

        Ma se un fondamentalista cattolico domani entrasse nella sede di quelle teste di cuoio e regalasse due schiaffoni al nuovo direttore chiederebbero ancora l’aiuto di Stato per l’affermazione della supremazia editoriale?
        .

    • Con il tuo ragionamento sono perfettamente daccordo, il problema però è che il pericolo lo viviamo noi occidentali che la pensiamo come te in egual misura ai vari razzisti con cui dobbiamo convivere, quando arrivano bombe o colpi di fucile chi li spara non fa distinzione tra occidentali buoni e cattivi.

  44. Penso che siamo tutti d’accordo che nessun omicidio o strage vada fatta per qualsiasi motivo. La vita umana deve sempre essere posta su una sfera più alta delle cose. Tuttavia, non posso non indignarmi per vignette di questo tipo, rivolte a qualsiasi religione, perché non di satira si tratta ne’ di libertà di espressione, ma di turpi volgarità, che non fanno ridere affatto, anzi fanno capire la povertà di idee di chi le pubblica.
    N

  45. Chiunque deve essere libero di dire ciò che vuole, se, poi, qualcuno si sente offeso, ci sono i tribunali, altrimenti in questo modo nessuno sarebbe responsabile di ciò che fa e torenremmo ale faide – ci bastano quelle delle mafie – ; che, poi, i tribunali italiani non siano veloci, questo è un fatto politico, perchè ai politici conviene, per ovvii motivi(vedi Belusconi e i berlusconidi) che essi non funzionino, come è funzionale per i ricchi l’esistenza di una certa percentuale di povertà e di disoccupati perché sono essi a fare il prezzo di ogni cosa, naturamente a loro favore.

    .

  46. Non so, io sono atea e decisamente contro ogni censura però sia questa vignetta che quelle contro l’islam mi turbano abbastanza. Il “Dio” per una persona religiosa rappresenta una parte di sè sacra, vederlo vilipeso è un atto che arriva con una certa violenza. Che ognuno è libero di usare in quanto si tratta di una violenza che non miete vittime ma certo non rema, per lo meno in questo periodo storico, a favore dell’integrazione, dell’accettazione della cultura altrui e nemmeno rema contro il terrorismo, il razzismo, l’integralismo. E’ solo una riflessione che va logicamente oltre, o a lato, dell’atto estremo e sempre condannabile di togliere la vita ad altre persone.

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