un blog canaglia

Caro Matteo

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Caro Matteo, non credo proprio che ti ricordi di me. Sono quel cialtrone che quando l’avete -fu Pippo Civati, per la verità, e forse fu un azzardo- invitato a parlare alla Leopolda e si trattava di indicare una “parola d’ordine” scelse “froci”: il che, non so se ti sovviene, non solo mandò in confusione la gentilissima ragazza incaricata di comunicarla alla “regia”, ma -mi è parso- mise in imbarazzo anche te, visto dopo il mio intervento non mi desti -come avevi fatto con tutti gli altri- entusiasticamente il cinque, ma anzi -forse casualmente- ti girasti dall’altra parte con l’aria un tantino contrariata.
Sia come sia, caro Matteo, ti scrivo per dirti -senza ironia- che apprezzo molto la tua intenzione di “rottamare” gli attuali vertici del PD, dal momento che anch’io, come tutti gli altri, me li sono cibati per decenni e davvero non ne posso più; e che mi ha fatto molto piacere -da radicale, e nuovamente senza ironia- l’esplicito elogio che hai riservato -caso quasi unico nel tuo partito- ai miei compagni commentando l’orribile vicenda dei fondi ai partiti nella ragione Lazio.
Tuttavia, Matteo, c’è una cosa che stento a capire: e che magari, se ne hai tempo e voglia, potresti chiarirmi.
Il fatto è questo: ho come la sensazione, avendo leggiucchiato qua e là come sono solito fare più o meno tutti i giorni, che la tua proposta consista grosso modo nel dire ehi, ragazzi, scegliete me, perché io sono meglio di quelli che voglio rottamare perché ci hanno scassato i maroni, ho amministrato Firenze come si deve, voglio prendermi i voti che prima andavano al centrodestra, mi piace un sacco il merito, rappresento una generazione nuova e via discorrendo; ho la vaga impressione, insomma, che queste primarie si giocheranno soprattutto sul “chi”, cioè sulle qualità della persona cui verranno affidate le sorti elettorali del PD, e solo marginalmente sul “cosa”, vale a dire sulla linea politica che il partito adotterà in relazione a tutta una serie di tematiche nel caso in cui questa persona dovesse prevalere sulle altre.
Il che -ma magari è solo una sensazione- mi conduce all’atroce sospetto che al giorno d’oggi la politica -così come la state presentando ai cittadini- non consista più nel confronto tra diversi punti di vista sull’economia, sui diritti civili, sul lavoro, sulla politica estera eccetera eccetera, ma semplicemente nella scelta tra uno più bravo e uno meno bravo, tra uno più brillante e uno meno brillante, tra uno più onesto e uno meno onesto, tra uno più giovane e uno meno giovane; il che, per carità, è una parte del tutto, ma è ben lontano -ne converrai con me- dall’essere tutto.
D’altronde, ci avrai fatto caso, questo atteggiamento ha consentito a Vendola di confezionare una campagna facile facile all’insegna della parola “oppure”, agevolata dal fatto -per come la vedo io- che tra te e Bersani gli “oppure” di ordine politico, perdonami, sembrano scarseggiare parecchio. Oppure, se ci sono, io faccio una gran fatica a vederli.
Ecco, Matteo, più o meno è tutto qua. Da tuo potenziale -per la terza volta senza ironia- elettore, mi piacerebbe capire un pochino meglio che differenza ci sia tra te e gli altri, a parte il fatto che rappresenti finalmente una generazione nuova, che se vincessi si tratterebbe di un salto in avanti dal punto di vista anagrafico e quindi culturale, che abbiamo l’occasione di toglierci dagli zebedei qualche cariatide di cui non sentiremo la mancanza, che si volterebbe pagina e via con tutta la solita tiritera.
Cheddici, chiedo troppo?

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METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

6 Comments

  1. Credo che fra Matteo e i vari D’Alema & C. ci sia una sola differenza, l’età.
    Per il resto la voglia di inciuciare con la destra, col centro e con proposte di facciata è la stessa!!!

  2. Io ho una soluzione diversa: voterò per Sandro Gozi, che unisce il rinnovamento (non di facciata) alle idee (una per tutte l’Europa come contesto imprescindibile). E mi dà più garanzie come persona, per come l’ho visto lavorare in questi anni. Le alternative vanno cercate e sostenute, se aspettiamo che ce le propongano i media ufficiali (tutti concentrati su Renzi-Bersani) siamo condannati ad essere governati sempre dalle Polverini di questo mondo. E sarà anche colpa nostra.

  3. Hai proprio ragione …. perché Renzi, ma non solo lui, non parla di contenuti, di cosa lo differenzia dagli altri, a parte l’età? Se continueranno così, a proposito di votare, a quale santo votarsi ?

  4. E sti cazzi….un mistificatore al limite del falso, sei sulla strada che porta a Rutelli, Vito e Capezzone ormai.
    E meno male che ci sei stato personalmente alla Leopolda!!! A me è bastato scrivere su Google due parole chiave per trovare i cento punti programmatici…che faccio te li devo scrivere o te li vai a cercare tu?

  5. …e complimenti agli autori dei commenti precedenti che neanche si sono degnati di farla una ricerca su internet.
    Su una cosa aveva ragione Capriccioli: il berlusconismo ha fatto un sacco di danni.

  6. Dopo ere di disaccordo totale, sono d’accordo col Metil, caro Giuseppe. Anche se io, a differenza sua, il Renzi non lo voterei neanche sotto tortura.
    Il programma l’ho letto, caro Giuseppe, ed è fuffa allo stato puro. Lo avrei scritto identico anche io, se non avessi i dindi da portare a casetta.
    L’unica differenza è che io avrei anche aggiunto il “come” attuare quel programma così lacunoso e furbettino.
    Mi dirai che recentemente nel Sole24Ore ha dato alcuni spunti a riguardo. davvero? Io l’ho fatto leggere ad un economista serio, e si è fatto tante risate.
    Certo, avrei da ridire anche tante cose sul Gori, sul Da Empoli, su ilPost e sul Serra. Ma a voi renziani frega nulla la qualità umana delle persone, si sa.
    Per cui, buona rottamazione a tutti. Una sola cortesia: non definitevi “di sinistra”, ma solo “sinistri”; sarebbe più coerente, no?

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