un blog canaglia

Cara Valentina

in società by

Questo, si sa, è un paese maschilista: e uno dei mille possibili portati della cultura maschilista consiste nel ritenere che una donna, solo perché fa l’attrice porno, non possa avere un cervello pensante che le consente di essere curiosa, di studiare, di esprimere la propria opinione e magari di farlo anche in modo efficace.
Sta di fatto, occorre precisarlo, che sin qui di pornostar col pallino di commentare pubblicamente la politica e la società in cui viviamo mica ne abbiamo viste tante: ragion per cui, probabilmente, oltre ad essere maschilisti non siamo neppure troppo preparati ad accogliere nel modo più adeguato un’eventualità del genere.
Ebbene, oggi un’attrice porno che interviene a più riprese nel dibattito pubblico c’è, e credo la conosciate tutti: si chiama Valentina Nappi. E io, lo dico onestamente, superato un primissimo momento di stupore (sono pur sempre un maschio italiano) mi sono reso immediatamente disponibile ad ascoltare quello che aveva da dire: talora essendo d’accordo con lei, talaltra (debbo dire, un tantino più spesso) avendo l’impressione che sparasse delle minchiate, cosa che del resto capita non di rado anche a chi svolge professioni assai diverse dalla sua.
Senonché, il punto è un altro.
Ultimamente ho come la sensazione che alla Nappi si tenda a dar retta non tanto, o non soltanto, in ragione di quello che dice, ma soprattutto perché lo dice facendo la pornostar: come se quell’iniziale, immotivata diffidenza riconducibile al suo lavoro si fosse trasformata in una speculare e altrettanto immotivata attenzione dovuta alla medesima ragione.
Il che, a ben guardare, altro non è che lo stesso, identico riflesso maschilista di prima, stavolta declinato esattamente all’opposto.
Ebbene, io sono convinto che Valentina, che scema non mi pare, non soltanto costituisca la rotella più importante di questo curioso meccanismo, ma che ne sia la principale ideatrice e artefice: e che se la sia costruita e se la goda, la possibilità di sfruttare questo “bug” culturale, ergendosi a maître à penser e interloquendo sull’intero scibile umano con chi le pare, spesso ai massimi livelli.
Il che, ci mancherebbe, non è affatto uno scandalo. Voglio dire: ciascuno sfrutta quello che ha, e non vedo perché l’amica Valentina dovrebbe far eccezione.
Io, però, continuo ad essere perplesso. E mi sorprendo sempre più spesso a guardare con un misto di tenerezza e fastidio quelli (e ce ne sono tanti) che l’ascoltano a bocca aperta e che le danno spazio su giornali, riviste e rotocalchi come se si trattasse di un oracolo, a prescindere dal fatto che dica cose condivisibili o che spari minchiate. E ne spara, di minchiate.
Il tutto solo perché fa la pornostar.
Via, ragazzi, diciamoci la verità: a fare i “moderni” in questo modo sono buoni tutti.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

26 Comments

  1. mah, in questo caso non c’entra più di tanto il maschilismo secondo me
    mi sembra infatti che si possa dire in tranquillità che lo stesso “trattamento” lo ha (o lo potrebbe avere o lo ha avuto) anche quando apre bocca un Rocco Siffredi, ad esempio, che in comune con la Nappi ha il mestiere e non il sesso

    • Non direi. Siffredi è oggetto di una specie di banalissimo culto fallico, indipendentemente da cosa dica. A me sembra che in questo caso la tendenza sia “oh cielo incredibile è un’attrice porno MA SA SCRIVERE DELLE COSE COMPLICATE”. È maschilista? Sì. La diretta interessata lo sa? Credo di sì.

      • “A me sembra che in questo caso la tendenza sia…”

        ho dimenticato di premettere che non ho mai sentito/letto nessun intervento di sta Nappi e, essendo fuori dall’italia, senza l’ausilio di twitter e fb, in realtà stavo facendo delle assunzioni basandomi solo su quello che avevo capito dal post

        quindi in definitiva: ok, evidentemente ho fatto le assunzioni sbagliate
        sarei potuto andarmi a documentare, ma anche no, ha vinto la seconda opzione…. e l’ho fatta fuori dal vaso

  2. Un po’ hai ragione un po’ no. La parte no è: fosse stato un pornodivo che dice le cose che dice la Nappi avrebbe avuto lo stesso spazio? Forse sì, quindi potrebbe non essere il maschilismo, ma il preconcetto per il quale chi fa porno non debba essere troppo intelligente. Quindi sì, la Nappi ha spazio per motivi di pregiudizio, probabilmente però non di pregiudizio di genere (e quindi c’entra il giusto il maschilismo, imho), ma pregiudizio di professione.

  3. Solo una precisazione;

    “Sta di fatto, occorre precisarlo, che sin qui di pornostar col pallino di commentare pubblicamente la politica e la società in cui viviamo mica ne abbiamo viste tante”

    Be, direi proprio di no, abbiamo già avuto cicciolina con il suo partito dell’amore, milly d’abbraccio e luana borgia con amantha fox… Ora non so come sono messi nel resto del mondo, ma il connubio tra sesso, porno e politica qua in Italia è sempre stato un primato…

  4. A me pare che dica più spesso cose intelligenti che minchiate.
    Per esempio, ultimamente c’è stata una polemica fra lei e Fusaro, in cui le minchiate sono venute esclusivamente da parte di Fusaro (mi rendo conto che era prevedibile: sarebbe stato sconvolgente se Fusaro avesse detto qualcosa di vagamente sensato).
    Comunque concordo con Emidio: il pregiudizio c’è, ma non è relativo al genere quanto alla professione.

    • quello tra Fusaro e Nappi è uno scontro fra titani, e a dire minchiate sono in due. Nessuno che dica o scriva cose veramente serie parteciperebbe mai ad una discussione con Fusaro (o con la Nappi, e volendo prendiamo uno dei suoi articoli, uno a caso, e ve lo smonto punto per punto, filosoficamente). La Nappi non capisce niente di filosofia, snocciola nomi a caso, scrive cose a caso, si contraddice nell’arco di dieci righe almeno tre o quattro volte…ma le hanno dato spazio su Micromega e assurta a eroina del neofemminismo, al grido di “A me piace il cazzo!”. Eh già, è proprio questo il dunque nella lotta per i diritti delle donne. Sì, proprio così.

  5. concordo e rilancio. si tendono oggidì a conferire all'”uomo della strada” poteri taumaturgici – un tempo prerogativa solo dei re – e a volte lo si candida in Parlamento perché pare la panacea populista e paternalista di tutti i mali della nazione. salvo poi scoprire che altro non sono, gli uomini della strada, dei pirla come e più degli uomini di potere classici. esempi di uomini della strada assurti ai vertici dell’intellighentia (come cazzo si scrive?!…): l’antesignano salvini, detto “o rej” (del bar-logismo); di battista, di maio e molti grillini premessi (e non) da preposizioni (molto) semplici, praticamente banali; ovviamente razzi e tutta la tipologia che esemplifica e sublima; ecc.
    ho nostalgia dei politici di professione e delle tribune politiche. i talk-show – in cui fanno parlare tutti ma proprio tutti, basta che dicano cazzate periodiche – hanno decisamente rotto il cazzo…

  6. La sua discussione sul capitalismo e sull’anti-capitalismo, per quanto non perfetta, è bel al di sopra di qualunque ragionamento che viene fatto in pubblico dai famosi intellettuali italiani.

    Valentino, MA, MSc, MRes, PhD.

  7. Ormai una pornostar se vuole emergere dal mucchio deve essere blogger-social.
    Però nessuna di loro che ponga il problema che una volta un privè con una spogliarellista veniva 50mila lire e poi d’improvviso 50 euro. Queste cose Mentana non te le dice!

    • …no che non te le dice. Più che altro perchè l’Ucraina in mezzo alla strada l’arrestano mentre a questa quà gli facciamo pure gli articoli e gli diciamo anche che è brava.

  8. E va be’, è un personaggio pubblico, no? Se possono sparare stronzate anche gli altri, dagli stilisti ai cantanti eccetera, potrà farlo anche lei, in più essendo pornostar c’è quel pizzico di share in più.

      • Per esempio per tutti quelli che vedono i suoi film, e per tutti quelli che poi ne parlano, è semplice, non c’è davvero niente altro, appena hai un nome noto ti senti in diritto di sparare cazzate su tutto, e te le fanno sparare, attrae lettori e click.

  9. Io non so quale sia il “dibattito pubblico” a cui si interessa il Capriccioli, ma io di questa qua non avevo mai sentito parlare finora, nè come opinionista nè come pornostar, zero assoluto.
    Gradirei andare avanti così, ignorandola, e forse anche altri farebbero bene a fare lo stesso.

  10. Io credo onestamente che il problema e’ solo di carattere politico economico, l’avvento dei nuovi media (parlo di internet) e della crossmedialita’ si ha sempre di piu la tendenza a voler essere portagonisti e non piu spettatori….. per la prima volta dopo centinaia di anni, gli spettatori hanno la possibilita’ di diventare protagonisti (selfie – video su youtube ecc ecc) e se prima al culutra umana (di tipo voyeristico) adesso si sta trasformando in protagonismo e in tutti i campi: saltata completamente la barriera tra pubblico e privato con la tv stiamo saltando adesso quella tra “pubblico” inteso come spettattore e performers con tutti i problemi e incroci connessi: (gente comune che pubblica video su youtube e ricevono milioni di visualizzazioni….. comici che fanno i politici (vedi Grillo) politici che fanno i commedianti (vedi Renzi) pornostar che fanno i politici ( vedi Cicciolina e poi Nappi) politici che si fanno le pornostar (vedi B.) giornalisti che fanno gossip e Panorama (gossip) che pubblica inchieste interessanti… La fiction e’ sempre piu reale e il telegiornale e’ sempre piu Fiction…….

    Vitale Fusco

  11. Non capisco cosa c’entri il maschilismo/femminismo.
    Ma va tanto di moda e sta bene con tutto.

    Pare che dal maschilismo (italico) segua tutto e il suo contrario.

  12. sono rimasto indietro…. mai sentita nominare… ma chi è ?
    Tipo…. Selvaggia Lucarelli ?
    Se così fosse, io, tutto sommato non mi preoccuperei nè di maschilismo, nè di altro…
    Dunque, non facciamo i “moderni” e teniamoci la nostra “grettezza” da Neanderthal se chi tenta di arrampicarsi sullo scranno è il solito sottoprodotto dell’attuale pochezza culturale dei media.
    E se una donna, qui dentro, dice che rimpiange Moana…. bè, chiusa la discussione.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from società

Al posto di Fabo

Già si sentono i rumori di fondo dell’esercito di fondamentalisti che si
Go to Top