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Platoon-DI

Brevi interviste con uomini schifosi- La persona sieropositiva

in cinema/giornalismo by

Cosa vuol dire essere una Megastar positiva all’HIV? L’abbiamo chiesto ad un diretto interessato.

A:”Allora ciao, come stai?”
C:”Cos’ e’? abbiamo gia’ cominciato l’intervista?”
A:” Beh no… Oh si’? Dipende, c’e’ qualcosa che mi vuoi dire sul tuo stato di salute?”
C:”Il mio stato di salute e’ la ragione per la quale facciamo questa intervista, coglione.”
Fa una pausa, agita simbolicamente dell’aria con un complicato gesto delle dita della mano destra.
C:” Ho appena dichiarato pubblicamente di essere positivo all’ HIV”
Tira su col naso e poi si stropiccia le narici. C’e’ molta enfasi in questo gesto, come quello di una persona abituata ad usare lo stropicciamento delle narici per sottolineare la solennita’ di certi momenti.
A:” Si’ infatti. Come e’ potuto succedere? Credevo che le persone famose non si ammalassero di  AIDS”
C:” Lo credevo anch’io, mi sono sempre sentito al di sopra dei problemi della gente comune. Sono andato con un sacco di prostitute. Decine, centinaie, migliaie di troie. E a tutte offrivo il doppio, il triplo, per fare sesso non protetto.”
A:”E hai mai trovato qualcuna che accettasse di fare sesso non protetto?”
C:”Al contrario, non ho mai trovato una che si rifiutasse di fare sesso non protetto per denaro. E’ solo una questione di prezzo, ma tutte le troie ne hanno uno. Per definizione. Stiamo parlando di donne che…” Fa un’altra pausa, il mio sguardo si sofferma su una ruga verticale che gli attraversa la fronte fino agli occhi. Apparte questo, sembra ancora un ragazzo.
Women that are paying bills with their pussy!”.
A:”In effetti, mica suore dell’ordine di San Frumenzio.”
C:” E poi comunque c’e’ anche questa cosa qua dell’essere famoso, come se la fama fosse un vaccino, un anticorpo verso tutte le malattie”
A:” Beh fama… quando si e’ parlato di una Megastar sieropositiva, in molti hanno pensato a Sean Penn, cazzo, uno che ha vinto due Oscar, uno che e’ praticamente il numero uno della sua generazione! Quella si’ che sarebbe stata una roba grossa, poi invece quando si e’ venuto a sapere che eri tu, beh gli entusiasmi si sono un po’ raffreddati…”
C:”Beh vabbe’, pero’ io ho fatto grandi film nella mia carriera” si irrita e mi guarda con quello sguardo un po’ folle che in fin dei conti e’ l’unica cosa che ancora lo rende credibile, interessante.
A:”Ma quali film? Due dico due americanate anni ’80, uno te l’ hanno fatto far perche’ tuo padre, cazzo, TUO PADRE e’ stato il protagonista di Apocalipse Now… E quindi qualcuno ha pensato che farti fare un epico film sul Vietnam, potesse avere un senso. Forse quella locandina, quell’ immagine di te insanguinato, sotto la pioggia- bisogna riconoscere- e’ l’apice della tua carriera ed oggi forse ancora di piu’ rimane qualcosa di emblematico per tutti noi. Ma detto cio’, finito.”
C”: Beh ma poi mica ho fatto solo quello”
A:”Si’, giusto, hai fatto anche quel film con tuo padre e con il figlio di Kirk Douglas, un’altra roba di gente che nella vita se le e’ dovute sudare le opportunita’.”
C:”Che c’e’, non ti sta bene neanche Michael?”
A:No tutt’altro, certo non e’ Sean Penn, ma almeno lui la sua opportunita’ l’ha saputa sfruttare, e si e’ fatto una carriera. Tu invece che hai fatto?”
C:”Mi sono fatto piu’ fighe ho potuto.”
A:”Beh pero’ pagando non vale, scusa. Ma poi perche’ volevi fare sesso non protetto?”
C:”Il presevativo e’ una merda, ti spezza tutta l’intesa, mi rompe i coglioni. E’ come mangiare con la bocca foderata di domopak.”
A:” Domopak? In America c’e’ il domopak?”
C:”La pellicola intendevo.”
A:”Comunque sembrava una metafora convincente, come se l’avessi provato realmente’”
C:”A fare cosa?”
A:”A foderarti la bocca di cellophan e poi a mangiare”
C:”Ma figurati, e’ una cosa che si dice, ma quando mai uno dovrebbe fare una cosa del genere?”
A:“Infatti”
C:”Ma e’ proprio questo il punto: scopare con il condom e’ come magiare col domopak’”
A:”Vabbe’ abbiamo capito, possiamo procedere con l’intervista?”
C:”Le domande le fai tu.”
A:”Quindi due film da raccomandato. Per il resto Coca e Mignotte. Un po’ poco per parlare di una Megastar, non credi?”
C:” Io sono stato per sette anni l’attore televisivo piu’ pagato d’America’”
A:”Quando hanno detto una Megastar, qualcuno ha persino scomodato Leonardo Di Caprio, te ne rendi conto? Cioe’ Leo rispetto a te e’ un Dio, cazzo lui ha fatto  “The Departed”, “Jango” e “Inception”. Tu invece hai  fatto ”In fuga con l’ostaggio””
C:”Non hai sentito cosa ho detto a proposito dell’essere stato l’attore piu’ pagato d’America per sette anni?”
A:”L’attore televisivo piu’ pagato. Cioe’ tu praticamente sei una star come lo e’ David Hasseloff.”
C:”Beh David Hasseloff ha fatto Supercar, mica salcicce’”
A:”In effetti. Tu te la sogni una serie come quella.”
C:”E poi le serie Tv sono quelle dove c’e’ la qualita’ piu’ alta della scrittura…”
A:”Altro fatto tutto da dimostrare. E comunque parliamo di serie drammatiche, roba con le palle come Six Feet Under, Breaking Bad, Lost non una commediola come Two and a half men…”
C:”Anche Friends era una commediola”
A:”Friends e’ un capolavoro. Comunque non c’e’ nessun attore che dopo una serie TV sia passato al cinema in maniera convincente. Cioe’ i vari Michael C. Hall, Hugh Laurie, Bryan Cranston alla fine rimangono intrappolati nei loro personaggi’.”
C:”Si’, come 007. Comunque c’e’ anche chi ce l’ha fatta. Tipo Jennifer Aniston.”
A:”Ah beh, allora… anche lei rimane sempre Jennifer Aniston”
C:”Ah si’, e io? Io chi sono?”
A:”Beh tu sarai sempre il figlio di Martin, quello che spacca la testa di Brando-Kurtz nella Jungla del Vietnam.”
C:” Comunque una cosa giusta prima l’ho detta, forse senza pensarci.”
A:”Devo essermela persa’”
C:”Si’ ‘sta cosa qui del fatto che le persone famose non si ammalano di AIDS. Un po’ e’ vera, sai? Soprattutto se sono anche ricche. Il giorno dopo la diagnosi ho iniziato una terapia a base di anti-retrovirali, Truvada, Emtriva e altre cose. Lo sanno tutti i farmaci che prendo, ci sono le foto di quella troia nel mio bagno con le scatolette. Quella roba costa migliaia di dollari al mese. A me quel selfie mi e’ costato settecentomila dolalri, pensa te…”
A:”La cosa si fa interessante.”
C:”Beh insomma, prendo il mio cocktail regolarmente, non salto una dose, ho un app sull’iPhone che mi avvisa quando e’ il momento. Poi faccio vita sana, vivo praticamente al mare, mangio un sacco di pesce, prendo le vitamine. Mi sento bene. Per uno come me, cresciuto a pacchi di cocaina e vodka, smettere tutto un botto e’ una cosa incredibile.”

A:”Com’era quella storia? Che ognuno ha a disposizione una vasca di coca e una piscina di Vodka, e che quando ti accorgi che stai iniziando con la seconda, beh forse e’ meglio che lasci perdere”
C:”Io la seconda piscina l’ho iniziata, sicuro. E l’ ho pure fintia. Ma una piscina di coca, cazzo. E’ incredibile la quantita’ di sostanza che puo’ entrare e uscire da un corpo. Mi faccio la plasmaferesi una vota al mese, c’e’ un megacentro qui, vicino San Diego. Sto li’ un paio di giorni, mi aggiro in pigiama bevendo centrifughe al sedano, mi levano il sangue, me lo lavano e me lo riiniettano, tutto tramite dei reni artificiali progettati tipo con la NASA. Costa trentamila dollari a ciclo, ma ogni volta la carica virale scende del settanta, ottanta per cento.
A:”Quindi?”

C:”Aspetta, non e’ tutto. C’e’ un’azienda Biotech, californiana, che si e’ inventata la cura, ma non e’ ancora approvata. Ha un nome italiano, tipo SanGallo. E’ una roba complicata, non e’ che ti pigli una piollola e stai sereno. Si tratta sempre di modificare le cellule del sangue, aggiungendo un pezzetto preso da quei soggetti sani, portatori di una mutazione, che si sa sono resistenti all’infezione. Tipo George Michael, che il compagno di una vita era sieropositivo da vent’anni ma lui non si e’ mai infettato”
A:”E quindi?”
C:”Quindi niente, ‘sta cura se conosci- e se paghi- te la fanno, costa un botto, c’ha dei rischi, ma si fa. Ci sono almeno dieci persone solo in California che sono completamente guarite dall’AIDS. “
A:”Ma figurati, mi pare una roba tipo scie chimiche.”
C:”Garantito. Io sto in lista, che comunque un po’ la voce si e’ sparsa”
A:”Quanto costerebbe questa cura?”
C:”Dipende, ma con meno di dieci fischi non te la cavi.”
A:”Diecimila?”
C:”Dieci milioni.”
A:”Fiuuu…E ci sta la gente che fa la fila?”
C:”Non immagineresti quanti. Anche famosi, anche megastar.”
A:”Ma dai?”
C:”Che non lo sai? E’ pieno. Io ho dovuto fare coming out che mi ricattavano e ora mi servono i soldi. Tanto non lavoro piu’.”
A:” Quindi e’ cosi’? I ricchi si infettano, ma non muoiono”
C:”E’ il mercato bellezza. E tu non puoi farci nulla’”

Presidente fondatore, nonchè socio unico, del FLNRPABMB-Il Fronte di Liberazione Nazionale dalla Rucola-Pachino-Aceto Balsamico-Mozzarella di Bufala, amo invitare alla mia tavola bevitori di sangue, collezionisti di sogni infranti e consumatori di aria fritta. Guardo con egual sospetto vegetariani, amanti della carne ben cotta e assassini seriali. Da sempre mangio per piacere e mai per necessità.

13 Comments

  1. Magari il nome di Bryan Cranston è stato scritto in modo errato per emulare quel che può succedere in una conversazione, e lo stesso può essere per il titolo della sitcom (il titolo corretto è “Two and a half men”), ma “intreressato” è un errore di battitura da correggere.

  2. … poi c’è Apocalypse, che non si scrive con la “i”. E volendo ci sarebbe da discutere su Hugh Laurie, che a livello planetario è noto solo per House MD, mentre in patria lo è perlomeno da qualche decennio in più, da quando faceva tv con Stephen Fry.

    Attori passati al cinema con successo dopo una serie tv: ne prendo due a caso, George Clooney e Joseph Gordon Levitt. E visto che ho menzionato JGL, salto tramite Loopers a qualcuno che ha avuto un successo mica da ridere, al cinema, e che è diventato celebre tramite un telefilm: Bruce Willis. Che era pure in un film con Charlie NonMenzioniamoIlCognomeDArte Estevez, una parodia di Arma Letale e degli altri “buddy movie”.

    Comunque, per me il più grande contributo di “C” alla cinematografia mondiale sono i pochi minuti di conversazione con la sorella di Ferris Bueller in “Una pazza giornata di vacanza”, coi quali le cambia l’umore.

    ‘Notte.

    • Beh allora c’é anche Ron Howard, se consideriamo i telefilm. La discussione partiva piú da quello che dice “C”, cioé che le attuali serie TV siano il luogo dove reperire la piú alta qualitá di scrittura. Questa idea generale é di più recente diffusione rispetto a ER o Moonlighting, due telefilm peraltro adorabili, ed é legata (l’idea, intendo) ad alcuni successi clamorosi del genere, tra i quali mi sembra esemplificativo citare LOST. Friends-citata non a caso- rappresenta forse l’anello di congiunzione tra la vecchia idea di telefilm coi suoi attori da telefilm (con fantastiche eccezioni come quelle da te citate) e la nuova etá dell’oro delle serie TV coi protagonisti che assurgono al ruolo di Megastar.

  3. Qualità della scrittura… Il tuo commento arriva al momento giusto, mentre cerco di recensire Fargo e sbavo pensando a The Man In The High Castle su Amazon, che rischia di essere poco Dickiano e molto Amerika2015, il tutto mentre il primo episodio della nuova serie di The Bridge incentrato su attacchi alla polizia e (unrelated) LGBT resta lì, in angolo del mio cervello, in attesa d’essere digerito.

    Diventa interessante vedere come il flusso di attori è cambiato: le star del cinema che passano alla tv anziché viceversa. Il prossimo Clint Eastwood nascerà sul grande schermo?

    • Non so Claudio, tutto il ragionamento si presta anche a riflessioni su piú ampia scala, una su tutte IMO, come cambia e come sta cambiando la fruizione dell’entertainment. L’idea che ci si debba recare in un Lugo fisico -il cinema- per fare uso di qualcosa che qualitativamente diventa sempre piú accessibile dalla postazione Home, diventa quasi insostenibile, a meno che il recarsi in detto luogo non sia che l’inizio di un percorso di fruizione, inizio al quale non é indispensabile partecipare peraltro. Per dire, film—serie TV–magliette–parco-a-tema etc. Con i protagonisti che sono sempre gli stessi. Fermo restando che percorsi alternativi o trasversali sono sempre possibili (il film di Dexter é una minaccia solo da poco sventata, per dire).

      In aggiunta direi che la modalitá seriale si presta meglio ad alcune storie. Per dire, il mio sogno é una serie su “Preacher”.

  4. Tu parli di spazio, io ti rispondo col tempo. Cambia il luogo fisico della fruizione, e cambia il momento della stessa. L’aggregazione sociale offerta sia dal cinema che dalla tv e’ scomparsa: in passato capitava di arrivare a scuola o al lavoro la mattina dopo la prima puntata di Twin Peaks, o dopo che avevano sparato a JR, o dopo il “mooning” a Sanremo dal cantante del cantante dei Bad Manners, e tutti avevamo visto la stessa cosa nello stesso momento sullo stesso canale di distribuzione.

    Ora le modalita’ di fruizione sono tante, e quel che tu vedrai stasera e’ stato visto dai tuoi colleghi un mese fa, e verra’ visto da altri solo tra un mese.

    Una sitcom tradizionale come The Big Bang Theory, per esempio: io guardo il nuovo episodio in tv il giovedi’, mia moglie non resiste e sa gia’ quel che e’ successo perche’ l’ha visto online, mia sorella a Torino e’ ancora alla serie precedente, e chi e’ piu’ avanti cerca di non fornire inavvertitamente degli “spoiler” agli altri.

    Saltando di palo in frasca: ho scoperto solo da poco LiberNazione/LIbernazione, quindi chiedo a te se (1) le foto vicino ai commenti sono riservate ai soli redattori, e (2) i titoli ed articoli ad effetto fanno parte della linea editoriale del sito o sono solo in linea con quello che legge il lettore medio italiano (se urlano tutti urli anche tu per farti sentire).

    • Rispondo intanto alle due domande numerate

      1- non ne sono sicuro, ma credo che anche gli utenti wordpress possano loggarsi e avere il privilegio dell’iconcina accanto al nome, al pari degli autori.

      2- La mancanza di linea editoriale a Libernazione é la Linea, in un approccio semi-sperimentale secondo cui la non-direzione é la matrice comune tra gli autori. Questo per dire che in pratica ognuno fa un po’ come cazzo si pare. Non é detto nemmeno che io sia d’accordo eh, ma tant’é. Inoltre, nello specifico, mi pare che i titoli siano spesso la cosa migliore che alcuni autori di Libernazione propongono.

  5. Tornando a questa pagina dopo una settimana mi sono reso conto di un’involontaria conseguenza di questo articolo: ho utilizzato una foto da Platoon (Elias e Barnes che si guardano in cagnesco) per un post su Expo 2015.

    Continuo a ripensare a Friends=capolavoro, e non mi riesce di formulare un’obiezione decente. Tornerò.

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