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Blu, i murales cancellati e l’arte del futuro (che non c’è)

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Si è detto che la scelta di Blu di cancellare i suoi murales è stata una scelta dolorosa ma legittima.

Si è detto che l’arte appartiene all’artista, e che sta a lui decidere se ne è stata snaturata la poetica o meno.

Si è detto che il suo è stato un grido di libertà contro lo sfruttamento commerciale dell’arte.

Si è detto che non può esserci alternativa se non la ribellione di fronte all’egemonia plutocratica delle istituzioni, dei curatori, dei privati.

Si è detto che la Street Art non è tale se rinchiusa fra le mura di un museo.

Si è detto che nella rivoluzione non esistono compromessi.

Si è detto che la cancellazione stessa è in sé un’opera d’arte, una macchia grigia di denuncia schiaffata in faccia ai magnati.

Si è detto che le generazioni future un giorno ringrazieranno Blu per la battaglia ideologica che sta portando avanti.

Blu

Si sono dette tante cose. Io so solo che un artista ha deciso di privarci in maniera definitiva della sua opera, di privarci del piacere (emotivo e intellettuale) di ammirare qualcosa di bello. E se un giorno vorrò mostrare ai miei figli i murales bolognesi di Blu, tutto quello che avrò da mostrare loro sarà un muro spoglio e qualche vecchia foto del passato.

In tutto questo, io non ci vedo niente di democratico.

Nato nella Somalia italiana nel 1909, si dedica giovanissimo all'antropologia lombrosiana e alla frenologia. Dopo aver contribuito alla fondazione di Latina, nel 1938 fugge in Argentina con Ettore Majorana poiché non condivide la linea morbida di Mussolini sul banditismo molisano. Rientrato in Italia negli anni '70 in seguito a una scommessa persa con Cesare Battisti, si converte allo stragismo mafioso e alla briscola chiamata. Tra i fondatori occulti di Grom, oggi passa la maggior parte del suo tempo refreshando la pagina facebook di Marco Mengoni.

8 Comments

  1. Niente di democratico? E da quando la democrazia avrebbe a che fare con l’arte? La democrazia è un dovere se si parla di istituzioni, ma un privato, nel privato, agisce come gli pare, e ci mancherebbe. Non confondiamo le regole di convivenza civile col pensiero unico, è un po’ quello che succede con la presunzione di innocenza, è sacrosanta se si parla di magistratura, ma io nella mia testa presumo quel cazzo che mi pare e piace. Invece vedo tanta gente mischiare le cose, e, siccome siamo in uno stato, almeno a parole, democratico e garantista, sembra che tutti debbano forzatamente ragionare partendo da queste posizioni. Ti dico solo una cosa: provaci, non fermarti al ragionamento, fallo davvero. Facci vedere com’è la tua bella vita democratica, fai un referendum per decidere cosa fare con la famiglia, e indici un’elezione quando devi assumere una persona. Auguri.

    • Mi sembra che il dato democratico, non inteso in senso istituzionale ma su un piano strettamente ideologico, sia imprescindibile dalla street art cosi come pensata da artisti del calibro di Blu, Ericailcane, Bansky, ecc… O se non vogliamo parlare di democrazia, limitiamoci al concetto di piena accessibilità e orizzontalità dell’arte. Da questo punto di vista, il gesto di Blu, che priva definitivamente il pubblico dell’accesso a un’opera d’arte, mi sembra piuttosto contraddittorio.

  2. Anche tu ci privi anti democraticamente di chissà quante cose!
    Cattivo, anti democratico, anti liberistaliberalelibertariolibertino…..

  3. boh… il gesto di protesta dell’artista, legittimo, per carità, priva la comunità dell’opera d’arte. voglio dire, se uno fa una tela e la tiene in casa sua ed un giorno decide di distruggerla, qualcuno lo può fermare? no. e non ne ha il diritto.
    Ma tu, street artist, hai deciso di dipingere sui muri. il muro non è tuo. la comunità ti ha consentito di utilizzarlo, tu sei l’artista e firmi. ma chi ti da il diritto di disporne? secondo me nessuno. hai disegnato in un posto nel quale, chiunque, sarebbe potuto venire e distruggere la tua opera. se non l’hanno fatto magari è per rispetto alla meraviglia della tua arte. Non dovresti avere lo stesso rispetto per la tua opera? ripeto , l’hai disegnata sul muro di qualcun altro.
    insomma: io e te siamo stati insieme e ci siamo amati. poi ci lasciamo. vabbè, io sono incazzato e distruggo le tue foto. ma posso obbligare anche te a distruggerle?
    io dico di no. e chi è andato lì a coprirle con uno strato di vernice ha, scientemente, deciso di distruggere il bello perchè non poteva essere di tutti.

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