un blog canaglia

display_full_imma

Biblioteca – Ep. 7: Promesse

in religione by

Genesi 12-17

Riassunto delle puntate precedenti: dopo il diluvio, Noè e i suoi tre figli con le rispettive mogli ripopolano la terra. Se ogni coppia adulta produce una coppia giovane, e dopo una generazione le coppie giovani diventano adulte, quante generazioni serviranno a produrre un milione di persone supponendo che il tasso di mortalità sia nullo? E se invece gli zii ingravidano anche le nipoti? Motivare adeguatamente le risposte.

Dopo la morte di Noè, bisogna aspettare una decina di generazioni per arrivare al nuovo protagonista della Bibbia, Abram. Ad Abram succedono un sacco di robe che non ci credereste, quindi vediamo di andare spediti.

Abram si annoia mortalmente fino a settantacinque anni, quando il Signore, senza neanche dire buongiorno, gli si rivolge così [Gen 12:1-3]:

Vattene dalla tua terra,
dalla tua parentela
e dalla casa di tuo padre,
verso la terra che io ti indicherò.
Farò di te una grande nazione
e ti benedirò,
renderò grande il tuo nome
e possa tu essere una benedizione.
Benedirò coloro che ti benediranno
e coloro che ti malediranno maledirò,
e in te si diranno benedette
tutte le famiglie della terra.

Insomma il Signore gli promette una grande discendenza e, nel caso non si fosse capito, lo benedirà; purché Abram gli liberi subito l’appartamento di suo padre. Non sappiamo il motivo, ma se devo azzardare un’ipotesi – e conoscendo il soggetto – l’avrà promesso il giorno prima al patriarca di un’altra religione.

Abram comunque prende e si mette in cammino con la moglie Sarài e il nipote Lot. In quattro e quattr’otto arrivano a Canaan e il Signore gli promette pure tutta la terra dei Cananei [Gen 12:6-7].
Poco dopo arriva la carestia e Abram se ne va in Egitto; allora siccome gli Egiziani (noti molliconi) l’avrebbero fatto sicuramente fuori per accoppiarsi con sua moglie, lui elabora questo piano geniale per cui la fa passare per sua sorella, cosicché il faraone ci si accoppia lo stesso ma almeno in cambio lo copre di regali [Gen 12:11-16] (vedi alla voce “famiglia naturale”). Proprio in quel momento passa di lì il Signore, vede il faraone con la moglie di un altro e per non saper né leggere né scrivere lo colpisce con grandi calamità [Gen 12:17].

Dio: – Ah, maledetto! Ecco la punizione che ti meriti!
Tutti i parenti del faraone fino al terzo grado muoiono all’istante.
Faraone: – NOOO! Ma perché? Perché?
D: – Lo sai bene il perché, lurido schifoso.
F: – Signore, io non so di cosa parli.
D: – Non fare lo gnorri con me. Ho visto cosa hai fatto stanotte con la moglie di Abram.
F: – Moglie? Credevo che fosse sua sorella.
D: – Sì, come no.
F: – Dico davvero, lui mi ha detto così.
D: – Ah.
F: – Eh.
D: – Bè, però ormai i parenti te li ho inceneriti.
F: – …
D: – Nessuno è perfetto.
F: – …
D: – Facciamo che hai un buono per un adulterio, ok?

Cacciati dall’Egitto, Abram e Lot si dividono per affascinanti problemi di convivenza del bestiame [Gen 13:5-11]. Lot si trasferisce a Sodoma, i cui abitanti erano perversi e peccavano molto contro il Signore, mentre Abram si ferma a Canaan, i cui abitanti erano assolutamente tranquilli ma al Signore dovevano stare un po’ sul culo lo stesso, visto che promette ad Abram l’intero paese (di nuovo) e tutto quello che riesce a vedere. Oltre ovviamente a una grande discendenza.

– Fai come ti dico, Abram, e ti prometto l’intera terra di Canaan.
– Sì Signore. Per amore di verità, tuttavia, la terra di Canaan me l’avevi già promessa.
– Te l’avevo già promessa?
– Sì.
– Ti prometto UNA GRANDE DISCENDENZA.
– Mh. Vabbè, sì, ottimo.
– Cosa c’è?
– Niente.
– No, dimmi.
– Bè, anche la discendenza…
– …già promessa, va bene. Vuoi fare il difficile. D’accordo.
– Ma no, Signore, ho s
– Ti prometto la terra di Canaan.

C’è poi una guerra tra una manciata di re dai nomi impronunciabili che salteremo a piè pari – no, Aioros, raccontacela – ah sì? D’accordo: “Al tempo di Amrafèl re di Sinar, di Ariòc re di Ellasàr, di Chedorlaòmer re dell’Elam e di Tidal re di Goìm, costoro mossero guerra contro Bera re di Sòdoma, Birsa re di Gomorra, Sinab re di Adma, Semeber re di Seboìm, e contro il re di Bela, cioè Soar.” [Gen 14:1-11]ripensandoci, Aioros – ecco, dicevo. Alla fine di questa appassionante battaglia Sodoma e Gomorra vengono saccheggiate e Lot viene fatto prigioniero. Ma Abram raccoglie trecento uomini, insegue l’esercito nemico, lo sconfigge e recupera Lot e tutto il bottino [Gen 14:14-16]. Questa storia naturalmente nei film sulla Genesi non ve la raccontano, perché guerre e battaglie sono notoriamente noiose e poco adatte al grande schermo, a differenza dell’avvincente storia di quella volta che ha piovuto per un mese e mezzo.

Il Signore è molto soddisfatto: “Non temere, Abram. Io sono il tuo scudo; la tua ricompensa sarà molto grande”. Abram invece è pessimista: “Signore Dio, che cosa mi darai? Io me ne vado senza figli e l’erede della mia casa è Elièzer di Damasco”.
Al che il Signore rispose, “ma figurati se ti lascio avere un erede con un nome tanto ridicolo. Ci penso io a te. Guarda cosa ti promette adesso il Signore tuo”. Pensavate fosse la terra di Canaan? Sbagliato. È una grande discendenza [Gen 15:1-5]. Solo dopo un sacrificio tanto abbondante quanto complicato [Gen 15:8-9] alla promessa viene aggiunto qualcos’altro: LA TERRA DI CANAAN.

no-words

En passant, come il Signore si premura di ricordare, nella terra in questione ci abitano già i Keniti, i Kenizziti, i Kadmoniti, gli Ittiti, i Perizziti, i Refaìm, gli Amorrei, i Cananei, i Gergesei e i Gebusei [Gen 15:19-21].

Nel frattempo, per portarsi avanti col lavoro, l’ottantaseienne Abram viene convinto dalla moglie a mettere incinta Agar, la di lei schiava (vedi alla voce “famiglia naturale”). Qui parte un’avvincente telenovela, con Agar che diventa arrogante, Sarài che si lamenta col marito, Abram che le dice ma cazzo ne so fai come ti pare, Agar maltrattata che se ne va [Gen 16:4-6]; infine il Signore la convince a tornare promettendole – no davvero – un’enorme discendenza [Gen 16:9-10]. Nasce così Ismaele.

Una dozzina di anni più tardi, il Signore appare di nuovo al novantanovenne Abram. Io adesso vi dico che cosa fa ma voi mi dovete credere, non vi sto prendendo per culo: gli promette, primo, una grande discendenza, e secondo, la terra di Canaan [Gen 17:4-8]. Inoltre, Abram e Sarài cambiano ufficialmente nome e diventano Abramo e Sara, e il Signore assicura ad Abramo che avrà un figlio anche dalla moglie. Abramo è scettico: “A uno di cento anni può nascere un figlio?” [Gen 17:15-17]. Bè certo perché invece ingravidare la schiava quando ne avevi ottantasei era normale.

In compenso, comunque, Dio pretende qualcosa da Abramo e da tutti i suoi discendenti, un segno tangibile a sigillo dell’alleanza, un simbolo eterno del patto divino: il prepuzio [Gen 17:10-14]. Milioni, miliardi di prepuzi. In quello stesso giorno furono circoncisi Abramo e Ismaele, suo figlio. E tutti gli uomini della sua casa, quelli nati in casa e quelli comprati con denaro dagli stranieri, furono circoncisi con lui. Momenti che vorresti non finissero mai.

rabbituckman
“Devo lavorare su gente più giovane”

Premio Nota Buffa CEI 2008

Il Premio Nota Buffa CEI 2008 di quest’oggi è assegnato alla misteriosa nota di Genesi 14,18-20:

Bibbia CEI 2008 PBS

 

(continua)

(ESERCIZI DI LOGICA) Trapiantato a Milano in quasi giovane età, scrive tendenzialmente per dimenticare, cosa che gli riesce piuttosto bene. Soffre da molti anni di Sindrome di Ingegneria, diffusa ma poco conosciuta patologia psichiatrica che porta il soggetto a credere che qualunque interazione al mondo sia descrivibile con non più di quattro equazioni differenziali e a non capire perché abbia così pochi amici. Si lamenta di tutto.

8 Comments

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from religione

Go to Top