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Biblioteca – Ep. 4

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Genesi, 4

Riassunto delle puntate precedenti: Dio crea l’uomo, un frutto proibito e un serpente tentatore, e quando tutto va a catafascio si ritiene profondamente offeso.

Cacciati per sempre dall’Eden, Adamo ed Eva (si chiamano così) si arrangiano come possono. Hanno due figli maschi: Caino, il più grande, fa il contadino, mentre Abele è un pastore. Un giorno i due fratelli vanno ad offrire qualcosa in sacrificio al Signore (meglio tenerselo amico, quello): Caino offre “frutti del suolo”, Abele invece “primogeniti del suo gregge e il loro grasso”.

Ma all’improvviso il dramma. “Il Signore gradì Abele e la sua offerta, ma non gradì Caino e la sua offerta”. Così. Senza un motivo particolare, uno sì e l’altro no. Per un genitore questo è l’errore-zero.

– Papà papà guarda, ti abbiamo fatto un disegno!
– Davvero? Vediamo.
– Vedi questo è spongebob e questa è peppapig.
– Che bello, bravo! Adesso lo appendiamo al frigorifero. Amo’, il bambino lo mandiamo alle belle arti!
– Guardapapà anchìo ho un disegno e questo sei tu e questa è la mamma e in mezzo cè un fiore grande grande e il sole co i raggi e qui ci sono io.
– Tu sei la mia delusione più grande.

Sia chiaro, anch’io tenderei a preferire l’agnello al minestrone; però se tuo figlio ti regala una torta di fango tu come minimo fai finta di assaggiarla e dici MMM BUONISSIMA. Se non lo fai, ti assumi la responsabilità delle inevitabili conseguenze. Caino infatti ci rimane talmente male che accoppa il fratello. Siete stupiti, voi? Dio sì.

Dio: – “Dov’è Abele, tuo fratello?”

Possibili risposte migliori di quella data: 1) “Chi?”; 2) “Credevo fosse a pranzo da te”; 3) “Ma dobbiamo per forza fare questa scenetta dell’interrogatorio ogni volta?”.
Invece, signore e signori, l’errore-zero lato figlio:

Caino: – “Non lo so. Sono forse io il custode di mio fratello?”

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Io una volta ho risposto così a mia madre che non trovava mia sorella, poi non ricordo più nulla.

Davanti a una tale faccia di bronzo, Dio comincia la sua solita tiritera di maledizioni, ma Caino ha un’obiezione. “Troppo grande è la mia colpa per ottenere perdono. Ecco, tu mi scacci oggi da questo suolo e dovrò nascondermi lontano da te; io sarò ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrerà mi ucciderà”. Obiezione piuttosto sens –
– Ma chiunque chi, se sulla terra ci sono rimaste tre persone lui compreso?
Non so, probabilmente la madre (se è come la mia) appena scopre cos’è successo. Comunque il Signore prende la domanda sul serio: “Ebbene, chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte”. Caino allora –
– E come lo uccidono sette volte?
Ma non lo so, sarà un modo come un altro per andare larghi, tipo quando ti danno quattro ergastoli. Caino allora si allontana, e va ad abitare nella regione di Nod. Qui, e non chiedetemi come sia possibile, conosce sua moglie e –
– E com’è possibile?
Oh ma mollatemi, non l’ho fatta io la sceneggiatura, quando vi siete sorbiti sei stagioni di Lost facevate mica tanto gli schizzinosi. C’è la regione di Nod, c’è la moglie e c’è una sequela di figli e discendenti, punto.

Nel frattempo, comunque, Adamo ha un altro figlio da Eva, Set. “Perché Dio mi ha concesso un’altra discendenza al posto di Abele, poiché Caino l’ha ucciso”. Come garanzia doveva essere parecchio lunga.

(continua)

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(ESERCIZI DI LOGICA) Trapiantato a Milano in quasi giovane età, scrive tendenzialmente per dimenticare, cosa che gli riesce piuttosto bene. Soffre da molti anni di Sindrome di Ingegneria, diffusa ma poco conosciuta patologia psichiatrica che porta il soggetto a credere che qualunque interazione al mondo sia descrivibile con non più di quattro equazioni differenziali e a non capire perché abbia così pochi amici. Si lamenta di tutto.

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