un blog canaglia

Biblioteca – Ep.2

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Continua l’appuntamento con la divulgazione sacra (nel senso che riguarda cose sacre, non che è sacra lei (forse profanazione era un termine più adatto)). Nel caso voleste seguire l’originale o procedere da soli nella lettura (voi protestanti siete i peggio), il testo di riferimento è l’edizione CEI del 2008, che potete trovare qui, o qui, o probabilmente anche qui, se cercate bene.

Genesi 2 – Director’s Cut (no, tranquilli, non farò tutta la Bibbia un capitolo alla volta)

Riassunto delle puntate precedenti: in sei giorni Dio crea tutto quanto, ma l’intero processo andrebbe reingegnerizzato.

Siamo al settimo giorno, e c’è grande attesa. Le acque, le piante, gli animali, I MOSTRI MARINI, l’uomo; cosa creerà ancora? Dinosauri? Kenshiro? I Led Zeppelin? Meglio: Dio crea il week-end e lo collauda con successo per tutto il giorno.

Ma a questo punto succede qualcosa di strano: la linea narrativa ha un salto improvviso e siamo catapultati nuovamente, senza nessuna spiegazione, su una terra spoglia e deserta. Probabilmente tutto quello che abbiamo visto finora era una specie di sogno, o forse una strana visione dal significato oscuro, o forse è tipo la scena della scatola blu di Mulholland Drive e staremo qui a discutere dell’interpretazione corretta della Genesi per millen – OH.

Com’è come non è, il Signore ricomincia daccapo. Forse memore dell’esperienza onirica precedente, snellisce di parecchio il processo: crea prima di tutto l’uomo, uno solo, maschio. Poi pianta “un giardino in Eden, a oriente” (non è chiaro a oriente di cosa, questo magari ce lo appuntiamo per il prossimo tentativo), ci mette qualche fiume, tutti gli alberi possibili e immaginabili e ci posiziona l’uomo. Poi il colpo di genio.

Dio: – Sì bello il giardino, bella la natura e tutto quanto, ma sai cosa ci starebbe veramente bene qui?
Dio: – Un gazebo?
Dio: – Un albero proibito.
Dio: – Grande idea. L’Albero della Morte.
Dio: – Pensavo qualcosa tipo Albero della Conoscenza del Bene e del Male.
Dio: – Giusto. Epico. Su una rupe scoscesa dove nessuno riuscirà a raggiungerlo.
Dio: – Lo metterò qui in mezzo agli altri.
Dio: – Ooh. Sottile. Nascosto tra gli alberi normali. La sua esistenza sarà un mistero per tutti.
Dio: – …
Dio: – Gliel’hai già detto, vero?
Dio: – Fidati di me.

A questo punto Dio crea gli animali e lascia all’uomo il compito di dare un nome a tutti quanti. Qualcosa come un milione e mezzo di specie viventi. All’inizio sembra anche facile, sapete com’è, “cane”, “mucca”, “robo che striscia”, “due zampe”, “quattro zampe”, eccetera. Il problema è che ci sono settecentocinquantamila insetti diversi (e hanno tutti sei zampe).

A parte questo, tutto sommato dare un nome, che so, al varano di Komodo o al pangolino nano del Borneo può anche essere uno svago interessante; ma siccome in tutto sto macello l’uomo non trova un animale che sia davvero di suo gradimento, Dio lo opera in anestesia totale, gli estrae una costola e ci fa una donna. Bello, dice l’uomo, contento di avere la stimolante compagnia di una sua propaggine. I problemi, come in ogni coppia, inizieranno più tardi.

(continua)

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(ESERCIZI DI LOGICA) Trapiantato a Milano in quasi giovane età, scrive tendenzialmente per dimenticare, cosa che gli riesce piuttosto bene. Soffre da molti anni di Sindrome di Ingegneria, diffusa ma poco conosciuta patologia psichiatrica che porta il soggetto a credere che qualunque interazione al mondo sia descrivibile con non più di quattro equazioni differenziali e a non capire perché abbia così pochi amici. Si lamenta di tutto.

4 Comments

  1. Oh, guarda che gli insetti – pallosissimi – non hanno tutti sei zampe. A me fanno pure schifo gli insetti, te lo posso assicurare, ma voglio proprio vedere con che spocchia mi vai a recensire il Deuteronomio, ammesso e non concesso che tu lo capisca.

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