un blog canaglia

Berlusconi e la dignità delle donne

in politica/società by

Visto che è passato qualche mese, e che gli animi -o dovrei dire gli ormoni?- dell’opinione pubblica si sono raffreddati, colgo l’occasione per precisare una cosetta che mi sta sul gozzo da un bel po’: mi perdonerete, ne sono certo, se la dico dritta come la penso, al fine di evitare inutili giri di parole e arrivare subito al punto.

Con le sue feste, di qualunque genere esse fossero, Silvio Berlusconi non ha mai offeso la dignità delle donne.

Le ragazze che frequentavano casa sua, stando alle cronache ampiamente disponibili sui giornali, lo facevano consapevolmente, e non mi pare di aver letto che ve ne siano state di costrette con la forza, né tantomeno che alcune di loro abbiano ricevuto un euro in meno di quanto pattuito.

Avrà fatto delle cose poco dignitose per un presidente del consiglio, Berlusconi, si sarà reso ridicolo agli occhi degli osservatori internazionali, avrà spalancato le porte di casa a persone che potenzialmente avrebbero potuto ricattarlo: ma che ci azzecca questo con la dignità delle donne, a difesa della quale milioni di nostre concittadine scesero in piazza con tanto di cartelli, slogan e striscioni?

Mi trovo spesso a riflettere sul fatto che se quelle schiere di fiere sostenitrici della propria integrità -peraltro non minacciata da Berlusconi, che non mi risulta averle mai invitate- si fossero sentite analogamente offese -armando analogo casino- dalla legge 40, che effettivamente metteva le mani nelle parti intime di tutte -e non solo della manciata di partecipanti a qualche serata-, per giunta a prescindere dalla loro volontà -e non solo, come in quelle feste, nel caso in cui fossero consenzienti-, quel referendum l’avremmo vinto a mani basse.

Cos’è, costoro non sopportavano l’idea che delle donne, contrariamente a loro, avessero deciso di guadagnare due soldi usando il proprio corpo? Ritenevano inaudito che quelle donne seguissero delle linee di condotta e dei principi morali diversi dai loro? Si sentivano le sole depositarie della dignità perfetta, le interpreti incontrastate del corretto modello di virtù femminile, le titolari uniche dell’integrità esemplare?

Temo di sì. Al punto da arrivare a teorizzare che le donne in questione, quelle che andavano alle feste, non sapevano quello che facevano, non ne comprendevano appieno la portata, credevano di essere consapevoli mentre non lo erano affatto.

Cioè, in sostanza, dando loro -chiaro e tondo- delle deficienti.

E poi sarebbe stato Berlusconi, a offendere la loro dignità.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

30 Comments

  1. Quindi, il fatto che alcune delle partecipanti alle feste abbiano in seguito ricoperto cariche amministrative non è lesivo della dignità di tutte le altre belle ragazze che non si sono piegate?

    Se ti dico “questo posto di lavoro è tuo se mi baci le chiappe”, e tu decidi di non farlo, non ti senti comunque offeso? Specie al pensiero che qualcuno le bacerà e avrà il posto?

    • Concordo pienamente. Con questo post hai dimostrato di non aver capito granchè delle donne, purtroppo!
      Il modello di donna imposto dal berlusconismo nelle televisioni private ben prima di imperversare nei palazzi della politica, donne sciocche tutte tette e culo pronte a vendersi al migliore offerente, creature suscettibili di esistere solo ed in quanto oggetti del piacere sessuale, ha cancellato e umiliato qualsiasi tentativo di “diversità” bollandolo come becero femminismo come stai facendo tu. Ne siamo talmente intrisi che neppure a te viene in mente che il posto della Minetti e delle varie “ministre” tristi figure mutuate direttamente dai filmetti di Pierino, ha offuscato, rendendola quasi patetica, qualsiasi speranza di ottenere con il merito quello che le “portatrici di gioia in mezzo alle cosce” ottengono senza merito alcuno se non quello di darla al padrone di turno. E sfocia negli insulti sessisti di cui è stata oggetto una donna come Rosy Bundi, che io non apprezzo ma certo non perchè non è un esempio di fulgida bellezza! CHE TRISTEZZA!

  2. Diciamo che è lesivo. Così come sono lesivi della dignità dei bravi ragazzi tutti quelli -migliaia- che hanno ottenuto posti in parlamento, in consigli regionali e comunali, a strasburgo e via discorrendo adoperando nei confronti dei leader forme di prostituzione diverse da quella di tipo sessuale. Solo che in quei casi nessuno è sceso in strada, perché della dignità di quei bravi ragazzi, non essendoci una pruriginosa storia sessuale dietro. non frega un cazzo a nessuno.

  3. Faccio parte delle migliaia di donne scese in piazza e sono fiera e contenta di averlo fatto insieme a migliaia di donne che hanno capito.
    La dignità delle donne e degli uomini che “decidono” di guadagnarsi due soldi vendendo il proprio corpo è minata alla fonte.
    Non solo il modello pubblico di donna o uomo che vendono il proprio corpo per guadagnare due soldi, è terribilmente diseducativo.
    Gli stessi protagonisti politici che si sono riempiti la bocca della parola “merito” o “meritocrazia”, tentano di far passare il messaggio dell’ “embè che male c’è?”
    C’è il male già citato in altri commenti, dato dal fatto che le stesse ragazze abbiano occupato cariche di rilievo non per merito ma per “corpo”.
    C’è il male dato dal fatto che si abolisce qualsiasi tipo di ascensore sociale, se sei bella fai carriera se sei brutta non la fai, che è alla stessa stregua del se sei povero non diventerai mai ricco. Se sei figlio di operaio farai l’operaio se sei figlio di medici farai il medico.
    Inoltre ritengo che in realtà le ragazze in questo senso non decidano. Perchè questo tipo di decisione è il frutto di un costrutto sociale determinato da un immaginario femminile distorto a cui siamo stati esposti tutti negli ultimi 20 anni.
    La donna matura è sparita dalle televisioni, per essere rimpiazzata da giovanissime ragazze carine, che mostrano di tenere in pugno uomini di mezza età e di avere grazie al loro corpo un potere enorme.
    E i ragazzi come la vivono questa situazione? Spesso molti di loro faticano ad avvicinarsi in maniera sana alle proprie coetanee perchè l’immaginario è più condizionante del reale.
    Se puoi avere una donna giovane solo se sei vecchio e ricco, io che sono giovane e semi squattrinato non mi avvicino.
    Questo modello praticato da B. ma non solo, non ha tolto solo dignità alle donne, ma agli stessi uomini e chi lo ha capito è sceso in piazza.

  4. Ma io più che pruriginosa la definirei squallida, senza contare poi il fatto che volesse infinocchiarci tutti ergendosi a modello di padre, guida, statista e quant’altro vogliamo.
    Vogliamo rivalutare anche il porco come Craxi? E tutto il porcilaio che si portava appresso? Vogliamo anche sorvolare il fatto che commetteva pure reati? Reati che lui aveva promosso come tali, ergo si riteneva al di sopra della legge, quindi non solo le donne ma tutto il popolo “plebeo” deve ritenersi offeso. E’ lesivo della dignità delle donne il fatto che il porco ritenesse titoli di merito di ogni donna la bellezza e solo se in vendita, e secondeo lui tutte devono essere in vendita, il mondo come un immenso supermercato. E per contentino anche voler passare per un tombeur de femmes come fossimo tutti scemi. Io non perdonerò mai al porco di essere esistito e ad una parte di italiani di averlo pure votato.

    • Oh, beh, con due righe offensive mi hai proprio convinto. Fortuna che ci sei tu a preoccuparti della mia libertà, io è evidente che non me ne curo.

      • Questa mi sembra tanto quella di chi rivendica l’accettabilità morale e civile della prostituzione nel nome della libertà delle donne di prostituirsi. Asserendo che esiste chi si prostituisce volontariamente, consapevolmente e con grande godimento.
        Di solito si tratta di argomentatori maschi, convinti che gran parte delle puttane si prostituiscano volentieri, accogliendo una ricca e ben selezionata clientela in graziosi appartamentini di proprietà; e che gemano e urlino di piacere per le strabilianti prestazioni sessuali dei felici clienti.
        Per quanto mi riguarda, io non faccio sconti ora – come non ne facevo all’epoca – alle miserie morali (e ai reati: nel caso delle minorenni non è prevista la non punibilità per consensualità) di un premier che dovrebbe passare alla storia per aver detto “Posso toccare il culo all’assessora?” durante una visita ufficiale all’Aquila terremotata.
        Ebbene sì: sarò bigotto, pur nel mio agnosticismo, ma non trovo affatto dignitoso per una persona vendere il suo corpo per una manciata di euro; vivere in un moderno harem per avere affitto e bollette pagati. Nossignori! Trovo triste vendere il proprio tempo e le proprie capacità lavorative per sopravvivere. Trovo vergognoso vendere le proprie idee e la propria dignità per il successo professionale. Ma trovo ripugnante vendere le proprie mucose e i propri sfinteri per potere fare shopping di lusso o avere la propria foto su un periodico diretto da Alfonso Signorini.
        In ogni caso vedo che si continua a ignorare che la prostituzione esiste solo perché c’è chi è disposto a pagare. Se non ci fosse il passaggio di denaro o beni equivalenti, materiali o immateriali, potremmo parlare giustamente di libertà sessuale o libertà e basta. E il discorso finirebbe lì.
        Ma non si sta parlando di libertà: per chi non se ne fosse accorto, stiamo parlando di corruzione; che è quanto di più diverso si possa immaginare dalla libertà.

  5. Ok. quindi l’aver spiegato a un paese per vent’anni che una donna vale solo in quanto gnocca non è lesivo. L’aver introdotto la gnocca di default nel pacchetto della corruzione non è lesivo. Benissimo, Capriccioli: adesso ti resta solo da dare a me e alle altre che sono intervenute della racchia invidiosa, poi sei a posto. complimenti.

  6. scusate se mi intrometto… secondo me vendere il proprio corpo non e’ diverso da vendere le proprie idee… una prostituta che lo fa di sua spontanea volonta’ e’ uguale ad un operaio che va in fabbrica o un camionista o un giornalista… fare la prostituta non significa essere inferiori a qualcuno, anzi credo ci vogliano delle “palle” grandi… se qualcuno crede di essere migliore di una prostituta allora e’ un essere arrogante che si crede di essere il padre eterno…
    poi tornando a berlusconi, dico che ha spesso denigrato le donne con uscite volgari (merkel, bindi, etc…) ed ha usato il suo potere per circondarsi di “belle” ragazze convinto che l’aspetto esteriore conti piu’ di quello che qualcuno ha in testa e per questo e’ da censurare, ma per le sue feste credo che le ragazze invitate siano sempre andate li di loro spontanea volonta’ e la dignita’ loro non e’ mai stata messa in dubbio, anzi sono state cosi furbe ed intelligenti da farsi dare un casino di soldi…
    per finire: tutti noi quotidianamente ci prosituiamo, chi in un modo chi in un altro…

  7. Guarda, scusa, ma stavolta non hai capito davvero nulla. E come te purtroppo molti uomini che si ostinano a parlarne.

    Il 13 febbraio dell’anno scorso (o la data che era) e la manifestazione, la dignità e tutto, NON erano affatto relative alle donne che B invita alle sue feste, non hanno niente a che vedere con la prostituzione, più o meno d’alto bordo, nè con il buon gusto o con la morale personale.

    La dignità riguarda il fatto che anche FUORI da quelle feste, B alla fine valutasse le donne solo come pezzi di carne, e dunque quelle stesse che andavano alle sue feste finissero su scranni in parlamento o consiglio regionale.

    Le donne si sentivano offese da queste, e forse è normale: lavori, studi, ti prepari, e alla fine anche con la tua intelligenza, non serve a nulla, perchè vivi in una società maschilista, il cui capo supremo è maschilista e se sei donna e hai un bel sorriso allora ti devi sposare uno ricco, come suo figlio, e basta, mica pensare di fare altro, no?

    Ecco, questo è offensivo per me e per altre donne come me, perchè NON mi sento rappresentata dalle donne che stavano al governo.
    Che poi sia lo stesso per altri incompetenti in parlamento arrivati con forme diverse di prostituzione? certo, si chiama il problema della meritocrazia in italia, possiamo manifestare anche per quello, ma, come donna, al momento ho scelto di scendere in piazza per quseta cosa, che comunque include anche la questione giovani e la quesetione meritocrazia.

    E poi: il fatto che tante donne che pensi che tanto non vale la pena farsi il culo per qualcosa, tanto basta essere belle e disinvolte per “arrivare” (a cosa poi?) , e che è bello fare la velina muta sotto un tavolo in plexiglas, e passare sempre per scema, perchè la donna deve essere bella e sorridente, non conta altro, beh, è un modello portato avanti dalla televisione italiana. Nella TV francese, o tedesca, o svizzera, ci sono belle donne, per carità, ma non certo nelle modalità italiane (uomo vestito – 10 donne in bikini). E non che non mi piacciano le veline, ma solo vorrei evitare che fosse quello l’UNICO modello di donna nei media. Mi vanno bene i tronisti, ma poi c’è piero angela, c’è il conduttore di talk show, c’è l’esperto o gli esperti…e le donne – statisticamente provato – sono numericamente tante, ma proporzionalmente il tempo di parola è pochissimo.

    Chiaro che – soprattutto per le fasce più deboli e meno istruite – questo rappresenta un modello…e che bel modello.

    Quindi, Capriccioli, non è una questione di bigottismo di ritorno. Ma di un’immagine e ruolo della donna portato avanti dal nostro ex premier che – scusa – mi offende. Perchè non mi rappresenta, perchè mi relega in un angolo, etc etc.

    • Faccio rispettosamente notare che Berlusconi non ha mai brillato per l’intelligenza e la preparazione dei suoi collaboratori, scelti di solito in base a quanto vengono bene in televisione e ognuno con la sua presentazione redatta da Signorini.
      Badate bene che non sto dicendo “Ma succede anche a me, perché ti lamenti?”. Vorrei solo che si guardasse a questa iniziativa come a ciò che è, ossia uno stupidissimo girare intorno al problema per non affrontarlo.

  8. Due cose:

    1) sì, è lesivo. E ti stai arrampicando sugli specchi.
    “Diciamo che è lesivo. Così come sono lesivi della dignità dei bravi ragazzi tutti quelli -migliaia- che hanno ottenuto posti in parlamento[…].”
    Mettiamola così: in Italia un bravo ragazzo non diventerà mai premier se non leccando i c*** giusti. Una brava ragazza non diventerà mai premier _neanche_ leccando i c*** giusti.
    E che non sia colpa solo di Berlusconi è vero. Però dire che manifestare contro Berlusconi per la dignità delle donne non ha senso è come dire che manifestare contro Bossi (parlandone da vivo) contro il razzismo non ha senso.

    2)Sei un ipocrita. Perchè se davvero ‘sta “cosetta” che hai scritto “ti sta sul gozzo da un bel po’”, mi chiedo perchè non l’hai scritto prima, magari all’indomani della manifestazione “se non ora quando”, quando avrebbe fatto incazzare molta più gente. Invece allora hai cavalcato l’onda e hai pubblicato questo post: http://metilparaben.blogspot.com/2011/02/il-favoloso-mondo-di-nicole.html

  9. PS sulla dignità dei bravi ragazzi: ma non dire sciocchezze, frega a tanti, si parla di meritocrazia e tutto il resto. Non sono scesi in piazza? peggio per loro.
    La questione meritocrazia peraltro è un tema che viene molto riportato al centro dell’attenzione dalle rivendicazioni delle donne, che chiedendo la parità sostanzialmente cheidono che sia valutato il merito, non il sesso.

    • Simone: la dignita’ loro non e’ mai stata messa in dubbio, anzi sono state cosi furbe ed intelligenti da farsi dare un casino di soldi…

      Questa frase si commenta da sola. E’ l’ottimo specchio di un clima culturale che, forse, lo stesso Capriccioli condivide.

  10. Non ci hai capito granché se hai scritto e pubblicato un articolo del genere. La dignità di una donna non risiede nel fatto che ella accetti o meno determinate situationi, ma nel completo sfruttamento del suo corpo e nell’immagine che il Berlusconismo ne dà non solo a noi italiani, ma al mondo intero.
    Il concetto stesso è identico in tutto e per tutto alla tipica donna arrivista senza scrupoli che farebbe di tutto pur di guadagnarsi da vivere, incluso vendere il proprio corpo. Dignitosamente parlando, è qualcosa che ti mette al livello delle formiche, talmente basso che puoi schiacciarle ma non puoi ammazzarle tutte, ergo puoi facilmente etichettare quelle persone e condannarle moralmente, ma non puoi fermarle finquando saranno così tante e così ben protette da B.
    E l’immagine dello scempio che accadde, e che probabilmente ancora sta accadendo lontano dai riflettori, distrusse, e distrugge tutt’ora, quell’immagine di una donna degna che fa carriera usando le sue forze e la sua istruzione, non la bocca o le parti basse.
    Concludendo, stiamo già iniziando il recupero di Berlusconi, apparentemente. Meno male che sono in Inghilterra e me ne sono andato.

  11. Non c’è dubbio alcuno, e l’autore lo sottolinea, che l’affaire sia penosa e squallida.
    Talvolta desolante, talora compromissiva della sicurezza dello Stato- visto che ha reso un presidente del consiglio ricattabile da un’orda di sgallettate senza arte né parte- talora addirittura amaramente patetica.
    Talora del tutto disgustosa, allorquando qualcuna di queste signore ha assunto incarichi amministrativi nello Stato in virtù della sua ‘amicizia’ con Berlusconi.
    Ma la dignità delle donne non è stato affatto Berlusconi ad offenderla: l’avesse fatto, nel caso le avesse sfruttate. Cosa che non è avvenuta, avendole ricompensate persino fuori misura, mercato, decoro per i loro ‘servigi’.
    Di conseguenza, sono queste signore che hanno offeso la loro stessa dignità, è bene che chiunque abbia un minimo di onestà intellettuale lo riconosca.
    Tutto l’insieme ha offeso la decenza, il decoro, l’immagine del Paese, e ha mosso l’idea che non serva competenza per ottenere un lavoro, o uno stipendio, o dei soldi. Parlare di ‘offesa della dignità’ nei confronti delle donne riguardo vicende di sesso in cui vi era ampissimo consenso da ambo le parti mi pare non tanto una forzatura, quanto talvolta indice di cattiva fede e strumentalizzazione becera.

  12. Mi pare che qui il concetto di cultura maschilista, che dal mio punto di vista è centrale, sia stato estromesso dal dibattito. E questo è il risultato di vent’anni di berlusconismo. Ha vinto lui.

  13. La sai una cosa? Le donne che hanno manifestato, anche se tante, sono comunque una piccola percentuale rispetto a tutte, considerando anche quelle che non sono scese in piazza ma erano solidali.
    Ebbene, queste donne sono proprio quelle che sono andate a votare al referendum sulla legge 40. E non sono la maggioranza nell’Italia di 30 anni di tv berlusconiana

  14. sono d’accordo con il post. per la dignità delle donne sono più lesive le posizioni politiche della bindi (o di fini, o della buonanima di scalfaro) che quelle di berlusconi. e tutto questo moralismo su puttane e puttanieri è roba da bacchettoni, anche piuttosto reazionari

  15. Beh le risposte (più o meno interessanti) non sono mancate… Non mi verrebbe in mente di scrivere e di aggiungere altro se non fosse che ritengo, nel mio piccolo, che, sia l’articolo che i commenti, abbiano mancato il punto centrale.

    Bisogna scindere la cosa in tre punti:

    1-La questione legale
    2-La questione della dignità della donna
    3-La questione bigottismo

    1-Per la prima è semplice, ma mi sorprende che non ne abbia parlato nessuno: adescamento, prostituzione e pedofilia (non conosco il numero delle minorenni, ma ne basta una) sono reati puniti dalla legge. Punto.

    2-La seconda è già stata ampiamente trattata… non penso di dover aggiungere altro, ciò che svilisce la donna non è la prostituzione in sè, ma è la simonia sessuale delle cariche pubbliche. Solo una rettifica: la velina (non come velina, ma come figura di donna zitta, bella e sorridente) non è una creazione di B, ma il risultato di duemila anni di educazione religiosa, in cui l’uomo lavora e la donna sta a casa a procreare, quindi deve essere piacente. In Francia, Spagna oppure Inghilterra e USA (pur non cattolici) la situazione è diversa? Vi assicuro che no! Mediaset è la conseguenza, non la causa del problema, le veline nascono prima di Mediaset. Un po’ diversa è la situazione in Germania (e paesi crucchi) dove la religione ha sempre imposto altri modelli e, dove, anche figure come quelle del “mammo” non sono considerate avvilenti come in Italia… il problema qui sta a monte.

    3-Questa è la questione più annosa e scomoda per entrambe le parti… il punto meno grave dal punto di vista formale (non illegale, non lesivo in sè) eppure quello più “mainstream”.
    Da un lato c’è l’ex paladino della famiglia pescato con fior fior di figliole in gare di burlesque estremo, dall’altro gli ex paladini della riapertura delle case chiuse che si sconvolgono se poi uno trasforma in una di esse la propria. Berlusconi doveva cadere, e alla svelta. Ci stava portando alla rovina, ci HA portati alla rovina, se oggi c’è il caro Mario è colpa sua e della sua incapacità… e di quella dei suoi amichetti.
    La verità non è mai stata detta, mai nel modo giusto, ma è stata davvero una grande strumentalizzazione politica antiberlusconiana. E’ vero, dopo duemila anni di cultura cattolica, il sesso è un tabù e, come tutti i tabù, attrae e respinge, ma non lascia mai indifferenti. Ci è voluto uno scossone di natura sessuale per far cadere il governo, B ne ha fatte di cotte e di crude, ma se c’è figa c’è audience. E questo mediaset lo sapeva già da tempo, abbiamo solo imparato la sua lezione e l’abbiamo messa in pratica meglio. Può sembrare che abbiamo bastonato la sella perché non potevamo bastonare l’asino, ma in realtà è stato come mettere in galera Al Capone per evasione fiscale.
    NON IMPORTA! Ciò che conta è che Al Capone sia in galera e Berlusconi fuori dalle palle!

  16. Penso che quanto sta accadendo con la Minetti dimostri chiaramente cosa si intendeva con dignità delle donne.
    Non è il fatto di essere zoccole o meno, belle o meno, disponibili o meno. E’ il fatto che il Berlusconismo vede la donna in funzione dell’uomo, usa e getta, come ha detto la Ravera.
    Devi essere in un certo modo, ti prendo, ti uso, ti elevo o abbasso come voglio, quando voglio, a seconda di ciò che mi serve. Questa è la mancanza di dignità, il considerare le donne, tutte, come oggetti dei quali si può disporre a piacimento.
    Forse succede anche con gli uomini, quelli più giovani, meno intelligenti, paracadutati in posizioni che non meritano solo perchè “yes men”. Può essere, e anche loro sicuramente saranno “disposable”. Ma per le donne il problema è che sono considerate in questo modo in generale perchè donne, non è previsto un altro ruolo (oppure sei brutta, e dunque finito in partenza).
    Il maschilismo berlusconiano è questo. E che uno come te lo difenda facendo passare le altre per streghe bigotte, è l’ennesima dimostrazione che evidentemente funziona.

    Non è girare intorno al problema, è iniziare ad affrontarne una parte. Non è il tutto, ovvio, perchè è sbagliata in generale la “cultura” (sic) politica portata avanti con successo da quel partito, ma è certamente una parte. E la meritocrazia è uno degli elementi.

    Alla fine anche tu parli del problema delle unioni gay, eppure è solo un “girare intorno al problema” di uno stato che non riesce ad essere laico. Però è un elemento, un passo avanti, e si combatte anche per quello.

  17. Tutte le signore indignate….dove sono finite, oggi? Non protestano + per nulla, il loro era esclusivamente un movimento politico, punto. Contro chi protestano, oggi che di motivi ce ne sarebbero a iosa?VERGOGNA

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from politica

La festa spenta

Oggi è il 25 aprile. Come sempre, ci sono manifestazioni e cortei
Go to Top