un blog canaglia

Berlino ha rotto il cazzo

in società by

Poi c’è quell’amico che un giorno, col sorrisetto beffardo di chi ha capito tutto della vita e che vuole assolutamente farti sentire una merda, confessa a te e alla comitiva il suo straordinario progetto esistenziale: “Raga, ho deciso, vado a Berlino”.

Siete nell’unico pub del paese, quello in cui avete passato innumerevoli noiosissime serate; lui sorseggia la sua bionda media (l’unica birra alla spina disponibile nel raggio di sedici chilometri), se la guarda continuando a sorridere, anzi di più, ghignando proprio. D’un tratto, quell’amico con cui sei cresciuto e che riconosci a stento dietro la sua maschera da italiano in fuga, dà voce ai luoghi comuni: “A Berlino la birra non costa un cazzo”. Hai una fitta nel costato: l’invidia, sì, l’invidia. “Beato te!” dici con l’entusiasmo di uno che è appena stato messo in regola in macelleria dallo zio a San Giovanni in Persiceto e col cazzo che si muove più.

Tu sei triste, lui è a tremila. Cristosanto, dovevi essere tu a prendere due stracci, buttarli in uno zaino e andare a Berlino. Sei tu quello con una laurea da 110 e lode in Scienze della comunicazione; lui ha fatto l’istituto tecnico e lì s’è fermato. “Ma che mondo è?” ti chiedi sbigottito.

Ad un certo punto, abbandoni il marrone scuro del tavolo, quella scritta “succhiamelo tutto” sapientemente incisa nel legno da qualche bontempone, per tornare a guardare negli occhi il futuro berlinese. Glielo leggi in faccia che diventerà un hipster. Lui, proprio lui che ha lavorato anni nell’azienda agricola dei suoi. Glieli vedi stampati in faccia i Rayban; gliela vedi tatuata addosso una camicetta a fiori di merda. Vedi persino le foto in cui sarà taggato, quelle scattate allo schiuma party con lo smartphone dall’amico italiano che sta lì da due anni e che adesso non sa più se è etero, gay o vegano. Del resto, vive a Berlino, può essere tutto quello che gli pare, no? Ma soprattutto un cameriere, visto che il suo tedesco è ancora ridicolo e non trova un cazzo di meglio. Eppure dicevano che a Berlino con l’inglese… Che poi anche il suo inglese è ancora ridicolo perché frequenta soprattutto italiani hipster come lui che tirano fuori un “genau” (“esattamente”, n.d.s.) ogni tanto per fare i fighetti con altri fighetti italiani che tirano fuori un “natürlich” (“naturalmente”, n.d.s.) ogni tanto per fare i fighetti con altri… Insomma, ci siamo capiti.

Pensi a tutto questo mentre il tuo amico continua a pavoneggiarsi. Sei sempre più insoddisfatto della tua misera vita provinciale. Poi, improvvisamente, inspiegabilmente, la ragione prende il sopravvento sui sentimenti; la realtà comincia a chiarirsi ed ora il tuo amico, più che un fortunato emigrante, ti sembra semplicemente un povero coglione. “Berlino ha rotto il cazzo” pensi. “Sì, diocristo, Berlino ha proprio rotto il cazzo!” ripensi. È tutto così evidente, come non averci pensato prima.

L’inverno gelido che dura sei mesi; l’estate tiepida che dura una settimana; l’odore di kebab ovunque; gli hipster; i capelli biondi; l’assenza estetica, gastronomica, esistenziale della mediterraneità; gli esterofili incalliti che non mancano occasione di sputtanare l’Italia; gli artistoidi emigrati e felici dei loro atelier tamarri; la musica elettronica; le pasticcerie vegane; le startup; i milioni di sedicenti fotografi, pittori, scrittori; le dieresi; il cibo etnico; l’anticonformismo conformista degli anticonformisti; il Mauerpark; il Checkpoint Charlie e le foto dei turisti col soldato americano e quello sovietico; la fila per entrare al Berghain; Kreuzberg; gli articoli di Vice su Berlino; quelli che leggono gli articoli di Vice su Berlino; quelli che li scrivono; il Muro; la ricerca della Berlino di Wenders.

“Sì, Berlino ha abbondantemente rotto il cazzo” pensi sorseggiando la tua chiara media, che non ti sembra più così male. Torni ad ascoltare il tuo amico, che è sempre lì davanti a te col sorrisetto da ebete. Sta parlando de “Il cielo sopra Berlino” di Wenders. Ecco, appunto. L’ha visto la settimana scorsa e s’è innamorato della città. Ecco, appunto.

È vero, domani sarai ancora nella provincia meccanica, vedrai le stesse facce e continuerai ad essere felice a modo tuo. Come un provinciale. Ma almeno non andrai dietro uno stereotipo, non ti tufferai a bomba nella retorica esterofila che semplifica tutto e fa sembrare un paradiso tutto ciò che Italia non è. Almeno sei consapevole del marketing esistenziale che si nasconde dietro il sogno chiamato Berlino. Ci andrai se e quando lo vorrai e non spaccerai la tua vita per interessante anche quando sarà priva di slanci.

Guardi un’ultima volta il tuo amico negli occhi. Tornerà, oh se tornerà, pensi. Tornerà perché gli mancheranno il cibo, il clima, quell’italianità che adesso disprezza. Tornerà perché un giorno, in un momento di improvvisa lucidità, Berlino avrà rotto il cazzo pure a lui.

E’ nato a Bergamo 35 anni fa da una famiglia molto cattolica. E’ scappato dal collegio Sant’Alessandro a 17 anni e ha abitato dieci anni nell’India del Sud, dove ha vissuto producendo mosaici di ceramica (uno l’anno) destinati agli americani ricchi della Costa Occidentale. Poi si è trasferito per sei mesi in un gurudwara di sikh dissidenti, nel Punjab (India nordoccidentale). Tornato in Italia per problemi di visto, attualmente si mantiene affittando su Airb&B il monolocale in zona Corvetto (a Milano) ereditato da una zia. Pratica il buddhismo theravada, ma non regolarmente. Tifa per l’Atalanta.

99 Comments

  1. vivo a berlino da 3 anni, e un po’ mi ha rotto il cazzo, un po’ no. comunque mi sono spaccata dalle risate a leggere di schiuma party, vegani e hipsters con camicette a fiori…tutto noiosmente vero!! 🙂 e concordo in pieno col marketing esistenziale del sogno chiamato berlino. pero’ ecco, prima di berlino sono stata due anni in ohio, posto molto meno trendy e anzi, diciamocelo, abbastanza sfigato, ma l’italianita’ non mi mancava neanche la’. il cibo si, da matti, ma nemmeno il miglior piatto di spaghetti al mondo costituisce un motivo sufficiente, da solo, per vivere bene. Quello che voglio dire, e’ che dopo aver preso brillantemente per il culo lo “stereotipo berlino”, sei cascato anche tu nello stereotipo del “tanto poi tornano, che qui si mangia meglio”

    • Sono pienamente d’accordo con te! Io sono due anni che vivo in questa città ed è vero che ci si stufa presto delle mandrie di artistoidi e sciami di hipster che la popolano ma è anche vero che in due anni sono riuscito a mettere su famiglia e adesso sto aprendo una mia attività! e tutto sommato devo dire che non mi dispiace indispettirmi perchè non riesco a trovare parcheggio per la carozzina di mia figlia xche nel mio palazzo ce ne sono troppe altre. vorra dire che crescerà giocando con bimbi di tutto il modo invece che contendendosi una panchina al parco con dei pensionati!

  2. Tutto molto bello, tutto molto vero e poi da Decimina (guarda il caso) non sai come capisco… Ma cosa è meglio fare? Inseguire una chimera stereotipata o contemplare la bassa e lasciarsi vivere? Di emigrare per fare l’hipster di stocazzo non se ne parla…. Ma allargare un’attimo l’orizzonte è solo cosa buona e giusta

  3. fratello, sei molto limitato, lasciatelo dire. Tu ti romperai il cazzo ovunque andrai. L’aspetto culturale e “non-urban” non l’hai minimamente toccato. Se hai altri interessi non rompere i coglioni e vai in discoteca a farti un pippotto.

  4. Evidentemente sei venuto qui come tanti a cercare la fortuna col job center per poi avere gli aiuti sociali ma non ci sei riuscito, magari perché non sai una minchia di tedesco, magari perché non avevi abbastanza titoli per non finire in un ristorante a fare il cameriere, magari perché non t’ha preso nessuno. Se Berlino t’ha rotto il cazzo è perché le tue aspettative vanno oltre una vita fatta di stimoli, ma vanno per gli stimolanti. Dove vivrai mai di così bello tu da dire che Berlino t’ha rotto il cazzo? Una città dove arrivi ovunque coi mezzi di trasporto e in orario, dove c’è sempre qualcosa da fare /vedere (ah già ma tu vai solo al Mauerpark la domenica), dove un sacco di italiani vengono ad approfittare dello stato sociale. Ma dove vivrai tu di tanto meglio da romperti i coglioni a Berlino? Berlino è in cambiamento, lo è sempre stata, ma questo aspetto sociale e antropologico non fa per te. Tu vuoi il pacchetto pronto. Fatti un film sulla tua città ideale e vacci a vivere.

    • Mah, a me sembra che abbia parlato di quei ragazzotti che la menano col voler andare via e che sembrano deprecare chi osa restare in italia, come stai facendo esattamente tu. Io ci sono stato per lavoro, come cameriere, all’estero e mi ha fatto schifo. Se poi tu sei di quelli che l’europa è civile e l’italia no buon per te, ma non mi pare che questo articolo ti offendesse in alcun modo.

      • Chi sceglie di vivere all’estero, nell’80% dei casi “non lo sceglie”…ci va basta, a denti stretti, perche’ l’italia e’ un posto infame, c’e’ poco da fare…che poi sia berlino, londra o dove volete voi fa lo stesso. C’e’ poi chi non ha proprio voglia di reiniziare tutto da capo, e sta in italia, malgrado tutto…e io li rispetto (…e tanto). Se io tanti anni fa avessi trovato l’italia un posto ideale dove vivere, esprimersi e star bene non sarei mai andato in giro per l’europa, ma stiamo scherzando? Pero’ e’ successo che l’italia e’ stata sempre gestita sempre “al risparmio” (per noi cittadini), ci hanno regalato solo le briciole di tutto malgrado potessero renderci tutti ricchi e degni di vivere in modo degno, se solo avessero voluto; e poi piu’ tardi (oggi) ci hanno letteralmente venduti al miglior offerente…germania e inghilterra, appunto…paesi in cui la manodopera a basso prezzo, o carne da macello, ha fatto sempre gola (storicamente parlando). Oggi come oggi non consiglierei di lasciare l’italia per andare ad elemosinare una minimum wage da 7/8 euro all’ ora (tasse incluse); consiglierei invece di sforzarsi di capire PERCHE’ si e’ costretti a lasciare l’italia, perche’ i nostri genitori non lo avevano previsto e dunque non ci hanno mai aiutati a capire cosa davvero sarebbe successo (oggi) e soprattutto consiglierei di considerare che proprio quei paesi in cui apparentemente si vive meglio…SONO I NOSTRI CARNEFICI.

        • i nostri carnefici siamo noi. E’ facile dare la colpa a Germania, Francia, Inghilterra o al mondo intero se in Italia non c’è nulla che funzioni. Ma la classe dirigente dell’Italia viene selezionata dagli italiani, tra gli italiani.

        • Ma perché non la finisci? Se la maggior parte degli emigranti italiani va all’estero senza uno straccio di piano preciso ignorando, per esempio, che in uno stato carnefice come l’Inghilterra da cittadino europeo si possa ottenere un prestito potenzialmente a fondo perduto (9k di sterline l’anno) per l’intero corso di studi universitari? Perché si dà la colpa alle nazioni che ci circondano e OSPITANO quando siamo/siete/sono i primi a sentirsi realizzati alla cassa di pret-a-manger?

    • Ah giusto per capire se sono ancora un bravo psicologo: hai sotto i 25 anni, ti sei laureato alla grande e hai fatto qualche master? All’estero ti pagano per uno di quei lavori col nome inglese? E dimmi, anche se uno facesse il cameriere, sarebbe brutto? In fondo la bellissima Berlino sarebbe una figata comunque, no? é un posto civile, giusto? E scusa, non trovi che il tuo discorso sia da presuntuoso snob? “Una città dove arrivi ovunque coi mezzi di trasporto e in orario, dove c’è sempre qualcosa da fare /vedere (ah già ma tu vai solo al Mauerpark la domenica), dove un sacco di italiani vengono ad approfittare dello stato sociale”. Ok, e questo dovrebbe renderlo un posto assolutamente vivibile? Non mi stai parlando del vile denaro, della necessità di lavorare ma solo del tempo libero, ho il sospetto che tu debba essere parecchio giovane , fammi sapere qualcosa su chi è un poveraccio e parte perchè disperato, e non su chi ha “titoli” e stronzate varie, e ti dirò che Berlino è una grande occasione. ciao.

  5. splendido. Sono morto dalle risate e concordo su tutto. Sul discorso dello stereotipo fondamentalmente, che stavolta parla di Berlino, la prossima volta di Londra. Che pure li, a luoghi comuni ce n’è a bizzeffe!!!!

    • La classe politica italiana NOn viene selezionata dagli italiani dal novembre del 2011…ti dice niente questa data? Cerca di capire dove sta il VERO potere, poi capirai che la classe politica italiana non conta un emerito cazzo e non decide assolutamente niente sul destino tuo, dei tuoi cari e del tuo portafoglio. Saluto

  6. Bello!!! Proprio bello!!! Ma permettetemi in grande amicizia ….. Chi ha rosicato secondo me non ha capito un cazzo!!!!!

  7. e anche questa la aggiungiamo al catalogo intitolato “Se magna be’, se beve be’, si sta yeah yeah!” insieme alle canzoni degli Zen Circus e dello Stato Sociale, agli articoli di Quit the Doner, ai selfie anti-teutonici di Renzie. per bacco, non accettiamo lezioni da nessuno. questo è il più bel paese del mondo. #Italianistatesereni

  8. Sei un po’ frustrato. Accetta che gli altri abbiano dei sogni e che provino a realizzarli. Abbi la sicurezza del tuo percorso, e vaffanculo tu e la tua laurea

  9. Forse tornerà o forse no. Non ti deve offendere se uno decide di lasciare il posto in cui tu vuoi/devi rimanere per andare in un altro che tu non approvi/non sai com’è.
    Ognuno ha le proprie esigenze e priorità.
    Noi italiani che ce ne andiamo non siamo una minaccia per voi che restate, semplicemente vi lasciamo più spazio in un paese dove non viviamo bene.
    E ti assicuro che clima e cibo non sono sufficienti a farci tornare e che l’italianità come la chiami tu, è proprio ciò che ci ha spinti ad andarcene.

  10. Non mi sembra che il centro della narrazione sia “espatriare fa merda”, bensì quello che Marianna ha molto saggiamente denominato “marketing esistenziale”, ovvero la sindrome del migrante superficiale che si innamora dello stereotipo urbano che gli va più a genio (e qui si parla di Berlino – perché ora Berlino va di moda -, ma può essere Londra, Parigi, Gerico o Quarto Oggiaro).

    E il migrante superficiale che parte per un film di Wim Wenders, si merita di tornare per le lasagne di mamma’.

    • Io di superficiale vedo solo questo post.

      Non capisco che cosa faccia di male uno che decide di emigrare scegliendo il luogo che gli va a più a genio.

      • che ste cazzate le fanno i ragazzini, mentre se uno espatria per un progetto di vita, almeno almeno, la lingua la volemo sape?
        Sennò noi fan di star wars dovremmo sta tutti i Turchia perché ci hanno girato le scene di Tatooine?
        essù bambini, ragionate.

    • Sono pienamente d’accordo con te. Quello seduto al banco è solo un povero prigioniero di se stesso e delle sue limitazioni. Preferire rimanere nel paese per un posto in una macelleria dopo una laurea in scienze delle comunicazioni è la sua condanna, non vuole ammettere che non ha lui la forza di prendere le due magliette e ficcarle in uno zaino e lasciare il paese che gli sta offrendo un posto da macellaio. Questo post è pieno di risentimento, un malessere proiettato sull’altro che nella narrazione non fa altro che dire che vuole andare a berlino. Si sottintende un giudizio “sta per fare una scelta sbagliata”, per cui `è psicologicamente insana come apportazione. Invece di essere felice per l’amico che ha trovato la forza per scrostarsi dal paese gli lancia una fatwa “tornerai”. La cosa piú divertente è che nel caso in cui l’amico rimanesse a berlino, si trovasse un lavoro e si stabilisse lí, l’unico a starne male sarebbe proprio chi ha scritto ‘sto post.

  11. il tuo “italianissimo” articoletto trasuda invidia e frustrazione e lascia sgorgare ignoranza a non finire, qualche anno in qualsiasi posto estero ti farebbero bene…ma saresti uno di quelli che fa fare gran figure di merde agli italiani.

    • Veramente illeggibile. Non va neanche bene nella differenziata. Direttamente in discarica. Specialmente le ultime tre righe. Incredibile.

  12. tu che ti firmi /malcom y/ parli di atelier tamarri? ma perche’ non ti spari? spero gente come te all’estero se ne veda sempre meno quelli come te devono rimanere in italia e non uscire mai.

  13. Ma due risate non se le sa fare più nessuno? Io mi sono scompisciata a leggere quest’articolo! Leggete, ridete e poi rimanete delle vostre opinioni. Non mi sembra il caso di offendersi o offendere l’autore, non con un post come questo. Ho letto e continuo a leggere cose ben peggiori sull’argomento emigrazione!

  14. Ma l’autore è stato lasciato dalla ragazza che è scappata con un hipster a Belino? Tipo il protagonista di OVOSODO che nel tema della maturità se la prende con chi parte per la Corsica. Solo così riesco a giustificare la pochezza di questo articolo che qualcuno addirittura dice che fa scompisciare dal ridere. Ci si divertite ormai davvero con poco.

  15. chi ha scritto quest’articolo non può essere che un italiano medio, che nonostante viva all’estero, che sia Berlino o qualsiasi altra città del mondo, non fa che uscire con italiani e vivere come un italiano e quindi seguire la moda del momento. Per fortuna non tutti la pensano come te, o vivono come te! Berlino è una città splendida che ha tanto da offrire se si ha una mente un pò piu aperta della tua. Vero, ormai si parla solo di Berlino come il centro culturale d’Europa, ma…nonostante il clima di merda, chiediamoci perchè!

  16. io avrei una domanda per tutti voi, e per il tizio che ha scritto sto articolo : ma andare avanti a scrivere sempre ste robe su berlino a cosa vi porta ? c’ è un disegno misterioso che io ignoro, sotto sta continua e noiosa ripetizione ? rimango scioccato, sarà il 200esimo articolo palloso scritto da un italiano su berlino, e come al solito vengono fuori le solite sciocchezze, come se in italia non ce ne fossero di sciocchezze e a bizzeffe altro che bla bla bla. cioè ragazzi, in italia vivere fa schifo, punto. la gente è tristissima, la società non funzia, non c’ è dinamismo, si muore di sbadigli, altro che clima e cibo, qui con 20 euro compro orate e branzini per due settimane e frigo pieno di tutto quello che mi garba, in italia con 20 euro mi compravo la pasta e il burro. ma poi ripeto, ma che vi frega di berlino se siete così orgogliosi di vivere in italia ? prendo me stesso a esempio : in italia facevo la fame e ero infelice, e non potevo suonare da nessuna parte per mille motivi, qui a berlino VIVO suonando da 3 anni. VIVO SUONANDO. vivo suonando, mi guadagno da vivere uscendo la sera con la mia ragazza e le chitarre, e VIVIAMO FELICI SUONANDO. e questo è solo l’ inizio, se dovessi scrivere tutte le cose positive che berlino HA e l’ italia tutta NON ha, altro che articoletto palloso. ma tant’ è…

  17. onestamente non capisco cosa vi sia di cosi’ geniale nel giudicare cio’ che non si e’ mai vissuto personalmente se non appreso attraverso foto di facebook e racconti altrui. Mi tocca tornare in Italia e temo molto questa ignoranza italiana… come se Berlino fosse solo hipsters (lo sapete che chiamavano cosi’ anche i bianchi che ascoltavano la musica jazz?) phuahahaha… no non e’ la culla cul;turale d’Europa, no eh??? ma perche’ non scrivi un bell’ articolo su quanto sia bello dove stai tu invece di inneggiare all’odio verso un’altra citta’ che e’ semplice riprova di invidia? Io son venuta qui 3 anni fa, senza lavoro e ho dormito 6 mesi per terra su di un materasso… certo che se ti muovi poi scordare le comodita’ di mamma e papa’ eh…questo articolo e’ chiaramente quello di un insoddisfatto della sua vita nel quale si rispecchiano altri insoddisfatti. Qui non c’e’ ne l’oro, ne la merda, semplicemnte un modo di vivere diverso e la roba di marca phuahahaha … e’ l’ultima cosa che interessa! Non so che italiani ti guardi su facebook… ma sta fissa per il brand e’ puramente italiana eh!

  18. #Andrea: cos’è un aspetto antropologico? Si mangia?

    #Gianni: gli Zen Circus!!!11!! Renzi!!11!1 Gomblotto!!1!!1

    #JJ Spalletti in risposta Peppa Pig: ti amo.

    #Merda: nomen omen?

    #Piero: ottima capacità di sintesi.

    #Ergandory: ti sei scordato di dire che quest’articolo trasuda pure una certa mancanza di igiene.

    #Lella S.: vergognarsi per quest’articolo?…e per le puzze in ascensore invece?…

    #Marco Settimo: subito crowdfunding per pagare i proiettili a Malcom Y!

    #Nico: ché da Berlino alla Corsica è un attimo.

    #Carla: mi sfugge il nesso tra “vivere da italiano” e “seguire la moda del momento”.

    #Zuma: le famose orate di Berlino.

    #Nike: nel centro culturale d’Europa è concesso massacrare la lingua italiana?

    • mister cancelletto, hai proprio l’atteggiamento del troll, non pensi?
      comunque se un giorno riuscirai ad uscire dal tuo cortile potresti scoprire tante cose interessanti, del tipo che anche a Berlino è possibile comprare le orate. Però poi non ci sarà la mamma a cucinartele, quindi te lo sconsiglio, meglio che resti a casa.

  19. mah. Ho vissuto a Berlino un po’ d’anni. Sono d’accordo che dopo un paio di anni tanti aspetti ultragiovanilistici e forzatamenteartistici di Berlino vengono un po’ a noia. Però la qualità della vita là è ineguagliabile. Poi mi sono spostato a Parigi, dove, essendo molto più difficile sopravvivere, l’ultragiovanilismo viene presto stroncato, e di artisti restano solo quelli che sanno davvero fare qualcosa. E alla fine devo ammettere che sto meglio qui.
    Ma in ogni caso non è per fare l’esterofilo, ma non c’è paragone con qualunque città di Italia, per le possibilità che vengono offerte incondizionatamente a chi è in cerca di un futuro, per il livello culturale, per tante cose… Se poi il problema degli italiani è che manca il bidet e la pasta non è buona, se ne restino in Italia, all’estero nessuno ha bisogno di questa gente.

  20. Era tanto che non leggevo una pagina scritta solo con luoghi comuni,non dev´essere stato facile! Ho riso tanto,grazie Malcom Y e auguri per la carriera di affittacamere ereditate dalla zia,altro che guadagnarsi da vivere lavorando!

  21. Uhhh, e io che pensavo che fosse l’altro il post venuto male.
    “Ci andrai quando e se lo vorrai” , mi fai un sacco tenerezza eh. Tu e il tuo bisogno di sventolare la tua laurea.

  22. Arrivai a Berlino, la prima volta, in treno. Inverno, attraversando la DDR sorvegliato da una coppia di militari armati.
    La città divisa in due, occidente e russia che si fronteggiavano e mostravano i muscoli.
    Luci, libertà, possibilità del futuro da una parte.
    Grigiore, sguardi fuggenti, un mondo senza ossigeno dall’ altra parte.
    Ho assisitito alla caduta del muro, la tempesta di libertà che improvvisamente sveglia un paese dal torpore.
    Ho visto la speranza negli occhi dei “fratelli” finalmente uniti. E la loro voglia di tornare ad essere la famiglia unita che erano, allontanata dal corso della storia.
    Se non si conosce perchè Berlino è oggi cosi’ non si và da nessuna parte.
    Libertà, tolleranza, multiculturalità non sono parole vuote. Non sarà la “città perfetta” ma sicuramente molto molto meglio del bigottismo passatista che aleggia sopra le italiche teste.
    Ho lottato per vivere qui, in Italia come fossi a Berlino. ( perchè avevo visto con i miei occhi un mondo possibile..) Non sò se ci sono riuscito, ma ci provo, nonostante tutto.
    E Potsdammer platz, vista vuota e poi simbolo di modernità è il mio riferimento.
    ( ma vorrei tanto avere amministratori berlinesi…)

  23. ahahahahahhah veroooooooooooooooooooo BASTA HIPSTERRRRRRRRRRRRRRR!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    ahuauhahuhauhuahauhuahuauhauhahuauauha

  24. E il dubbio che un italiano voglia emigrare a Berlino (o a Londra), non tanto perchè ami ” l’estate tiepida che dura una settimana; l’odore di kebab ovunque; gli hipster; i capelli biondi; l’assenza estetica, gastronomica, esistenziale della mediterraneità, gli artistoidi emigrati e felici dei loro atelier tamarri; la musica elettronica; le pasticcerie vegane; le startup; i milioni di sedicenti fotografi, pittori, scrittori; le dieresi; il cibo etnico; l’anticonformismo conformista degli anticonformisti; il Mauerpark; il Checkpoint Charlie e le foto dei turisti col soldato americano e quello sovietici…”
    ma semplicemente per più prosaici motivi economici e di lavoro..? no..?
    forse perchè quelli sono paesi che danno qualche prospettiva di vita migliore rispetto a questo scassatissimo stivale, in cui non investe più nessuno e da cui semmai le aziende e gli imprenditori scappano..?
    Beh se l’autore non sente questo problema sono solo contento per lui… mi spiace per la tua sensazione di invidia iniziale, ma credimi, oggi come oggi in Italia conviene tenersi ben stretto anche il posto di lavoro nella macelleria dello zio a San Giovanni in Persiceto…

  25. Bello. Per ora non conto nessun rientro da Berlino… se va bene torneranno a spendere la pensione e ad incazzarsi ancora un po’.
    L’unica cosa non verosimile di questo pezzo è “lo zio che ti mette in regola”. Forse 10 anni fa…

  26. frequenta vernissage. assiduamente. ma a volte omette di ammettere che alcuni sono proprio brutti.

    si vanta dei timbri che riesce a collezionare su un braccio durante un fine settimana.

    beve e vomita. ancora.

    se maschio rimane in parte scioccato, attratto, sconvolto dalla indipendenza sessuale delle ragazze berlinesi. non riescono a capacitarsene, si sentono confusi. la realtá é che non é quello che vogliono o che cercano. quando vogliono e quando cercano.

    non sopporta le critiche su berlino.

    http://www.lasnoblovesberlin.com/2014/06/il-berlinese-imbruttito.html

  27. Ricapito a leggere un post di questo blog e a quanto pare non possono mancare il tavolino con la scritta sconcia del bontempone, la rottura di cazzo e la volpe che dice che l’uva è acerba e si sente meglio dopo questa rivelazione pensando che l’amico è solo un povero pirla che non ha capito un cazzo. Hipster che segue la moda del momento. Sarai anche intelligente ma hai solo amici idioti se sono vittime del momento di moda. Che gente frequenti?
    Il post è banale e ripetitivo tanto quanto quello sui fotografi.

  28. Avevo problemi ad orinare ed ho digitato su google le parole: “cazzo” … “rotto” … cazzo rotto quindi……. e mi sono usciti tutti gli esiliranti articoli di Malcolm Y ………
    colpa dei tag? e beh… sicuramente si……
    Complimenti. Grande.

  29. Avevo problemi ad orinare ed ho digitato su google le parole: “cazzo” … “rotto” … cazzo rotto quindi……. e mi sono usciti tutti gli esiliranti articoli di Malcolm Y ………
    colpa dei tag? e beh… sicuramente si……
    Complimenti. Grande.
    tentando di pubblicare questa mia risposta mi dice che è un duplicato….. c’è qualche altro con il “cazzo rotto” in giro?

  30. Io sinceramente non capisco cosa la gente ci trovi di bello nelle grandi città, cosa pensino di trovare all’estero nelle metropoli. Se sei nessuno nella tua città italiana, figurati all’estero dove devi imparare non solo la lingua ufficiale, ma il dialetto, il gergo, vari stili di vita.
    E poi sinceramente che c’è di originale nell’andare a Londra o a Berlino? Se lì hanno vissuto grandi artisti non è che chiunque ci vada diventerà come loro grazie all’aria-zozza-che si respira!
    Molto più originale, sincero, autentico, chi va in Alaska per creare un allevamento di husky!

  31. …e poi ti diranno:”Beh,Berlino o si odia o si ama,è una città piena di contraddizioni”
    Questa frase “è piena di contraddizioni” va bene su tutto,un pò come “non ho capito,ma mi adeguo.”
    Però sembra che hai detto qualcosa di figo:hai detto “contraddizioni”.
    Per 30 anni siamo andati a Londra,ma era facile,era famosa.
    Siamo andati in Spagna,ma era troppo simile a noi.
    E nel frattempo tutti a chiedersi cosa facessero a Berlino.
    Niente,non facevano niente allora come adesso.
    Poi è scoppiata la moda dell’est.Tutti a Praga (magnifica città,altro che Berlino:una passeggiata all’alba lungo Ponte Carlo ti fa sentire un Re) e tutti volevamo essere i primi a dire che eravamo appena tornati da Praga.
    Budapest,bellissima,maestosa,decandente nella sua antica nobiltà,altro che sta’ ciofeca di Berlino.
    Però c’era Berlino,doveva avere un suo perchè,visto che ancora esisteva.
    Anche Roccapipirozzi esiste ancora,e sarà di sicuro “piena di contraddizioni” se le vuoi vedere.
    Il punto è che chi va a Berlino ora,ci va come quelli che vanno al cinema a vedere il film comico del momento che tutti hanno detto che fa ridere.Si siedono e ridono.Non possono dire che non fa ridere,anche i titoli di testa devono far ridere.
    I palazzoni di cemento post sovietici?Eh vabbè,sono a Berlino però.
    Lascia stare che di fronte casa tua ce n’è uno uguale.Quello che hai visto sta a Berlino.DEVE essere più interessante,sarà pieno di gente con una grande storia alle spalle.E di contraddizioni.
    Quella monotonia grigia che ti prende camminando su Friedrichstraße?Eh vabbè,non è la stessa di quella che senti camminando alla periferia di Roma.E’ quella di Berlino,è piena di monotonia Berlinese,vuoi mettere?
    La vita notturna di Berlino?il Berghain ed il Watergate?Ti hanno detto che lì è difficile entrarci e se ci entri sei un figo.E se un punkettone analfabeta ti vomita a due passi fuori dal Berghain,vuoi mettere?E’ vomito Berlinese.Pieno di storia,e contraddizioni.
    “E’ una città multiculturale,è tutto un mix”.Dipende dalla qualità,anche il kebab è un mix.Di frattaglie.E’ non è un caso che sia tanto popolare a Berlino.

    Ormai l’hanno santificata,ed è difficile essere obiettivi con quelli che seguono i santi.Sono intolleranti,bigotti,e molto meno anticorfomisti di quello che vogliono mostrarsi.E’ la Shangri-La di chi vuole andare lì a cambiar vita…
    …ed avranno i loro buoni motivi….

    Caro autore di questo articolo,si Berlino ha rotto il cazzo.Anzi nemmeno quello,a noi nessuno rompe il cazzo.Che vadano pure felici.
    E’ se sono infelici sarà un’infelicità Berlinese,che detto agli amici in piazzetta farà più cool…finchè gli credono…

  32. A Berlino ci vado spesso per lavoro.
    Di Italiani transfughi a Berlino ne ho conosciuti di due tipi:

    1) Quelli che fanno (dicono di fare) i designer\stilisti\fotografi\artisti\dj col mensile che ogni mese, puntuale, gli arriva dal babbo in Italia. O che hanno un piccola rendita grazie all’appartamento che il papà gli ha comprato a Friedrichshain o a Kreuzberg (“costavano così poco, lo abbiamo considerato un investimento di famiglia) e che affittano a 50 euro al giorno come casa vacanza su airbnb.

    2) Quelli che su il culo se lo fanno davvero, che lavorano e che oggettivamente sono riusciti a fuggire dall’Italia per ottenere tante di quelle piccole, ovvie certezze, che da noi mancano.
    Insomma realtà complessa e variegata.

  33. Sei un grande. Mi piaci da matti. Bravo. (ma non ti risparmieranno nulla: pigliare per i fondelli la modestia e la scarsa intelligenza di molti ne evoca livori nazi o staliniani… Dipende dai gusti)

  34. è arrivato LUI. Quello che si, ha capito tutto. Quell che copia gli articoli di Vice, si sente scrittore, ironico e spumeggiante. Ma che non è ne brillante ne fa più ridere xche sti articoli hanno cessato di essere interessanti 3 giorni dopo la loro invenzione.

    • C’è qualche tesi o qualche teoria,che spero esporrai a breve,contro questo articolo,o è solo opposizione gggiovane a prescindere?

  35. “…Se poi il problema degli italiani è che manca il bidet e la pasta non è buona…”

    Oddio! Fare un cunnilinguo ad un cavallona stile Claudia Schiffer e scoprire che ha i tarzanelli al culo non è il massimo eh…
    Che poi i tedeschi abbiano inventato la coprofilia e che quello mangino è altro paio di maniche.
    Vabbè dai. Il bidet è una grande invenzione!

  36. Deprimente… Questo il mio parere sull’articolo, se proprio ci tenessi a saperlo.. Per questo grazie a tutti quelli che hanno espresso un parare contro.. Mi avete risollevato! Cioè, sei depresso tu e vuoi fare deprime gli altri..! Ed è vero pure che non fai ridere proprio.. Io vengo regolarmente in Italia, poco in porta in che parte, e se da una lato ti venisse un minimo di nostalgia dall’altro ti rendi conto che non esiste proprio.. quale l’esterofilo.. Qui è in gioco l’esistenza.. Quali nazisti e carnefici? L’Italia se paragonata alla Germania su materia di razzismo la vince di gran lunga.. Un paese maschilista e ladro fino al midollo.. Dice bene il Capa in “vieni a ballare in Puglia” “ci siamo dimenticati di esseri figli di emigrati, mortificati..”, a volte c’è da vergognarsi dell’Italianità che espatria.. Non che sia diverso per tutte le altre nazioni, ma mi limito ad ascoltare almeno quello che l’orecchio percepisce..
    Sono finito su questo articolo proprio perché sto muovendo le tende a Berlino proprio in questi giorni.. Lavoro a Monaco e mi ha rotto il cazzo la provincialità della Baviera, che sarà sede pure di tutto quello che vorrai, ma è anche sede di uno stato di polizia che deve tenere sotto controllo la città che deve fungere come gioiello del paese.. Lungi è da qui la più che minima intenzione di manifestazione.. Tramontata l’era degli artisti, dei principi e dei commercianti, sono spariti i primi (forse tutti a Berlino), i secondi hanno formato l’elite, i terzi prosperano.. E tutti i vecchi che c’erano a Berlino li hanno mandati a Monaco, così che hanno fatto gl’ISARPREUSSEN.. E così dopo tre anni di lavoro, studio e divertimenti, ho deciso di traferirmi a Berlino, perché si, tutto quello che volete voi, ed a me piace! 🙂
    A Monaco forse ci tornerò quando ne avrò quaranta.. Molto più sicura, borghese e silenziosa, ma soprattutto più ricca.. Per adesso Berlin, du bist so wunderbar! Italien, nein nein nein! È tramontata la sua era, già da molto, mio figlio non ci nascerà, a malincuore, ma con tutti i diritti che può avere qui.. Se poi com’è nato in Germania, vorrà prendere nazionalità qui e giocare anche in una nazionale, col suo cognome italiano, beh, avrò fallito, perché quello che vorrò insegnare a mio figlio sarà: one love, one world, one nation! Jah rastafari!

  37. Pare sia scentificamente provato che tutti sembrano meno scemi a Berlino,e tutti siamo più interessanti.
    I ricercatori Oral B hanno dimostrato che a Berlino il tuo indice di figaggine aumenta del 20%/25% ed a volte,nei fine settimana può raggiungere addirittura il 35%/40%.

  38. Tutto vero: BERLINO È VERAMENTE COSI!!
    Volete che parliamo dei suoi abitanti? i famosissimi nazicomunisti di berlino?
    Leggendo l’articolo devo aggiungere che non esiste il sogno di Berlino ne tantomeno il sogno americano…
    ormai il sogno è “farsi vedere di fronte a tutti” .
    Non importa se tu sia a Berlino dove tutti si vestono #amerda o in Italia, l’importante è farsi notare.
    (Se tutti si vestono di merda vuol dire che sei a Berlino – neanche a Francoforte ne tantomeno a Monaco)

  39. “Berlino è fantastica fino a quando sei giovane e hai il tempo e la voglia di darti alla nightlife, ma quando diventi adulto e fai figli, cosa ti rimane? Una città fredda e dura. Invece guarda qui, siamo a settembre, in campagna, in maniche di camicia a mangiare benissimo e parlare tra noi. Moltissime cose che per gli italiani sono scontate e, nella vita di tutti i giorni, e nonostante questo non fate che lamentarvi, ma per i tedeschi sono un lusso. Bisogna lasciare la Germania, per trovarle, e pagare caro. Per questo sono venuto a vivere qui.” Questo è quello che mi disse un tedesco a cena, vicino Roma, quando gli dissi “ma quanto è bella e civile e meravigliosa Berlino”. Mi sembrava molto felice.
    Poi ho tanti amici italiani che sono andati comunque a vivere a Berlino, hanno messo su famiglia, stanno bene. Ma quello che mi disse quel ragazzo tedesco mi fece capire come, banalmente, tutto sia relativo.

  40. Ho letto l’articolo che ho trovato anche divertente. Andare all’estero o restare in Italia può essere a volte un compromesso con se stessi. Magari in Italia tiri avanti e allora resti. Magari invece non prendi neanche 800 euro al mese, stai ancora con i tuoi, hai una laurea che non riesci a spendere, stai findanzato/a e fai progetti che si sarebbero dovuti realizzare da almeno 10 anni. E allora cosa fai? Guardi il tuo paesello, il bar vicino casa, i tuoi amici e con la coda tra le gambe vai via… sapendo che comunque anche fuori dal tuo nido non ti aspetta il paradiso.

  41. L’autore è uno di quelli che si romperà il cazzo ovunque andrà. Se ne trovano tanti così, di quelli si lamentano sempre. E se ne trovano ovunque. Poi alla fine, quando tornano nella loro città del cazzo di provincia, non lo so se continuano a lamentarsi. Ma molto probabilmente sì, si lamentano anche nella loro città del cazzo di provincia.

  42. L’autore evidentemente è giovane ed è comprensibile che risulti odiosa la spocchia di chi crede di aver trovato la soluzione per la propria vita emigrando a la cazzo, ovvero senza progetto e senza sapere la lingua.
    Io sono all’estero da oramai 10 anni e mi accorgo che vi sono molte fortune a stare all’estero, ma che la cosa importante, ben più del lavoro, è l’affetto delle persone che vi sono vicine, famiglia, amici e, perchè no, parenti. Qui a Parigi ho diversi amici, ma la città è talmente grande che facilmente possono passare 6 mesi prima di vedere qualcuno a cui si tiene. Insomma la grande città offre tanto, ma isola parecchio. Certo coi mezzi pubblici si arriva ovunque, ma il costo è di passare ore sottoterra e se si hanno bambini piccoli non è così pratico…
    Inoltre faccio fatica a capire chi emigra per fare lo stesso lavoro di merda che potrebbe fare in italia (cameriere, call center, insomma lavori non qualificati). L’articolo è cmq scritto in modo meraviglioso, complimenti.

  43. É patetico, é troppo pesante l’aria che crei.
    Berlino hai rotto il cazzo non sembra che ci hai vissuto, lui con il diploma tu con laurea in comunicazioni(inutile perdita di tempo), vai a vedere il mondo forse scriverai meglio quando torni..
    Berlino ha rotto il cazzo.. Boh

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