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Berlinguer non ti vuole bene

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Caro regggista veltroni, quando c’era Berlinguer, socialisti e democristiani “hanno usato la spesa pubblica contro il Pci, facendo salire il debito nel tentativo di attirare voti “. Caro regista, sai chi l’ha detto? Un signore che tu quando eri segretario dei Ds hai fatto diventare presidente del Consiglio.

Parliamo naturalmente di quella degnissima persona di Giuliano Amato, ex-consigliere economico di Bettino Craxi, uno dei principali protagonisti di quella fase politica in cui, dal 1980 alla fine della Prima Repubblica, il rapporto tra debito e pil è passato dal 60% a oltre il 100%. A sfondare la soglia del 100% ci pensò lui direttamente, portandolo al 105%, con razzolamento incorporato dei risparmi degli italiani varando notte tempo il prelievo forzoso del 6 per mille dai conti correnti bancari. Era il lontano 1992.

Dinanzi a tutto ciò, il tuo tanto caro ed osannato Berlinguer, caro regggista veltroni, avrebbe approvato le tue scelte politiche o ti avrebbe sputato in faccia, metaforicamente parlando? Perché, aldilà di chi avesse torto o ragione, Berlinguer ed il Psi si odiavano, basti pensare al suo ingresso al congresso dell’ 84 a Verona, quando fu sommerso da un boato di fischi e insulti dei delegati craxiani.

E cosa avrebbe detto e fatto il tuo caro stimato rimpianto segretario Berlinguer, del sindaco della città di Roma che come ultimo atto del proprio mandato, teneva la seduta di discussione ed approvazione da parte del Consiglio, del Nuovo Piano Regolatore (soprannominato ‘Regalatore’), a porte semichiuse, in quanto era esclusivamente ammessa la presenza di costruttori e imprenditori edili, mentre veniva impedito l’accesso ai rappresentanti dei comitati ed ai semplici cittadini attraverso l’intervento delle forze dell’ordine? Era il 2008, ultimo atto della giunta Veltroni. Caso rarissimo nella storia dei consigli comunali.

Il tuo caro Berlinguer sarebbe stato fiero di te? Credo proprio di no.

Ora, su Berlinguer si possono fare tante osservazioni e riflessioni, critiche etc etc. Ad esempio, si potrebbe disquisire sul fatto se quelli come te, reggggista, dovrebbero vergognarsi per gli ultimi 20 anni alla guida della sinistra italiana, piena di errori, danni alle persone che vi hanno votato, compromessi al ribasso, analfabetismo tattico e strategico. Oppure se non siete stati altro che il prodotto e la continuazione Berlingueriana nella sua deriva autocelebrativa ed autoreferenziale. Da questo punto di vista, Occhetto dimostra, per il basso profilo assunto e l’ingenuità quasi infantile dimostrata, di avere più dignità di tutti voi.

Ma, ad ogni modo, caro regggista veltroni, questo tuo utilizzo feticista dedito a scontate commozioni per la ggente de sinistra nostalgica del partito che fu, che sta bene a casa col portafoglio pieno, farà sicuramente effetto, tra un’intervista da Fabio Fazio, una passerellata dalla Bignardi e due chiacchiere dalla Gruber.

Invece, al contrario e più degnamente, arriverà mai il tempo ed il buongusto di lasciare in pace i morti e di rispettarli, qualora se ne riconosca la forza della memoria e del ricordo, non con il chiacchiericcio inutile per cazzi pieni d’acqua dediti all’imbambolamento parolaio, ma con una concreta azione politica ed umana coerente con i valori ed i principi di cui se ne vorrebbe tramandare la portata?

Stammi bene, regggista. E speriamo che sia l’ultimo.

Soundtrack1:’Lavatrice4-Mi iscrivo ai terroristi’, Magnotta

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