Boldrini sei una GRAN PUTTANA!”, “Perché non la chiamate Baldraca”, “Brutta troia, lesbica vacci a succhiare il pisello a la checca del tuo padrone vecchia zozzona”, “Gli metterei in mano il battacchio..altro che la campanella. quello lo sa usare bene”, “Manganello e olio di ricino?”, “Propio una grandissima zoccola”, “E’ da prenderla a calci in faccia questa quà !!!”, “Zoccola!!!!”, “Ma questa sarebbe la presidente della camera? Questa deve stare nella camera a gas”, “Che faccia di puttana”, “Boldrini più ti guardo e ti ascolto e più mi rendo conto che sei una vera maiala”, “Basterebbe guardarla in ogni minimo dettaglio, questa non lo riceve da un po’”, “Che brutta faccia. due calci in bocca aggiustano tutto”, “Direi metodo boldracca e non mi scuso per il turpiloquio”, “Io spedirei lei, la kyenge, coucky, letta e tutto il pd in africa assieme ai loro amici rom, clandestini,e gay e costringerli a vivere la”, “Ho appena finito di mangiare e mi fate vedere sta zoccola! Ora vomito tutto!”, “Vacca di merda”, “Troia..scommetto ti piace prenderlo solo nel culo puttANA”, “Una gran troia….se vuoi denunciami. Merdaccia del caxxo”, “Questa e una povera depressa lesbica”, “Giuro che non so piu come offenderti…..baldraccha da marciapiede”, “Hai detto pompini?”, “Zoccola torna nella fogna da cui sei uscita”, “Che faccia di merda che è la bocchini… Ops la boldrini”, “Auguro a sta faccia di merda della boldracca morte lenta e lunga agonia”, “Non la voglio neanche sentire la troia”, “Ha proprio una faccia da pompinara!!!!”; “Faccia di merda…non pubblicate più certe foto il trauma è troppo grosso! troia troia troia”, “Sta vecchia zoccola manco é bona più a fa pompini, almeno il porco di Berlusca se le piglia sotto ai 25”, “Faccia da bocchinara”, “Con quella bocca può fare ben altro!!!!!!!!!!!!!!!”, “Fai schifo anche a fare pompini….zoccola!!!”, “Troia vienimelo a succhiare”, “Sei brutta come una ZINGARA nn ti si può guardare”, “Questa cozza l’ha vista mio nipote e si è spaventato! Mi ha detto: nonno se le donne sono così mi faccio prete”, “Ho un tubo da 6 pollici che aspetta Il suo kulo….

Questi non sono i commenti al post Facebook sulla pagine di Grillo del quale oggi parlano tutti i giornali: sono una parte minima (ma minima, davvero) delle migliaia e migliaia di improperi contenuti nei commenti agli altri post. A tutti gli altri post.
Dalla pagina Facebook di Grillo (andatela a vedere per verificare) trabocca una sequela interminabile di insulti e ingiurie che spuntano praticamente dappertutto: roba che quelli del M5S si lamentano di come vengono trattati dai giornali mentre dovrebbero ringraziarli in ginocchio, perché di questo andazzo danno conto una volta ogni tanto, anche se ci sarebbe materiale in abbondanza per scriverne sei volte al giorno.
Al di là di questo, però, mi piacerebbe chiedere una cosa a Beppe Grillo: come ci si sente, ad avere una pagina Facebook nella quale la gente riversa tonnellate di questa roba? No, perché se succedesse a me, onestamente, mi sentirei di merda. Inviterei più e più volte i commentatori a esprimersi in modo diverso. Cancellerei tutte le frasi insultanti. Censurerei pubblicamente i loro autori. Li inviterei a non farlo più. Chiederei scusa, col capo cosparso di cenere, ai destinatari.
Tu, Beppe, non sei a disagio? Nemmeno un pochino? Cioè, su quella pagina c’è il tuo nome. Non so, ‘sta roba ti aggrada? Ti rende felice? Voglio dire, vai fiero di ospitarla? Credi che consista in questo, la “rivoluzione digitale” che dici di voler fare?
Insomma, dalle tue parti volano più insulti che congiunzioni e a te va bene così?
Evidentemente sì. D’altra parte ognuno ha i suoi gusti.
E, come si dice, raccoglie quello che semina.

Alessandro Capriccioli
METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

57 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *