un blog canaglia

miniatura-medievale-degli-archives-dc3a9partementales-de-perpignan-raffigurante-lhommage

Beppe Grillo e la democrazia diretta delle investiture

in politica by

Oggi sul blog di Beppe Grillo (e nella casella e-mail degli iscritti al M5S) è apparso questo interessante messaggio:

Quando abbiamo intrapreso l’appassionante percorso del MoVimento 5 Stelle, ho assunto il ruolo di garante per assicurare il rispetto dei valori fondanti di questa comunità

Bene. E’ il garante. Io pensavo che fosse il capo, ma vabbe’, fa niente.

Oggi, se vogliamo che questo diventi un Paese migliore, dobbiamo ripartire con più energia ed entusiasmo

Dai, entusiasmiamoci!

Il M5S ha bisogno di una struttura di rappresentanza più ampia di quella attuale. Questo è un dato di fatto. Io, il camper e il blog non bastiamo più. Sono un po’ stanchino, come direbbe Forrest Gump

Fermi, fermi. Vediamo se ho capito: siccome lui, che è il garante (mica il capo, eh), non basta più e per giunta è stanco, il Movimento ha bisogno di una struttura di rappresentanza più ampia. Quindi: per sopperire alla stanchezza di uno che non si capisce se sia un capo o un garante, servono dei rappresentanti. Tutto molto chiaro.

Quindi pur rimanendo nel ruolo di garante del M5S ho deciso di proporre cinque persone, tra le molte valide, che grazie alle loro diverse storie e competenze opereranno come riferimento più ampio del M5S in particolare sul territorio e in Parlamento

Ah. Ok. Non sono proprio rappresentanti, ma punti di “riferimento più ampio” sul territorio e in parlamento. Insomma: capo, garante, rappresentanti, punti di riferimento, territorio. Un guazzabuglio. Ma vabbe’, vediamo come verranno scelte, queste persone che “servono”. Dalla piattaforma, immagino. Dagli iscritti. Dalla gente, no?

Oggi le propongo in questo ruolo per un voto agli iscritti, in ordine alfabetico:
– Alessandro Di Battista
– Luigi Di Maio
– Roberto Fico
– Carla Ruocco
– Carlo Sibilia

Ah, ecco. Li propone lui. Monocraticamente. E in ordine alfabetico. Li propone lui “in questo ruolo”, che tra parentesi non si capisce che ruolo sia. Anzi no, aspettate, forse qua sotto c’è scritto.

Queste persone si incontreranno regolarmente con me per esaminare la situazione generale, condividere le decisioni più urgenti e costruire, con l’aiuto di tutti, il futuro del MoVimento 5 Stelle

Ah, be’. Eccoci. I rappresentanti, o punti di riferimento, in sostanza avranno il compito di prendere “le decisioni più urgenti” (cioè potenzialmente tutte) insieme a lui (che però è solo un garante, eh) “con l’aiuto di tutti”. Poi cosa faranno ‘sti “tutti” per “aiutare” non è dato sapere. Vabbe’, direte voi, almeno gli iscritti li voteranno: se uno gli piace diranno di sì, se non gli piace diranno di no. Invece guardate che bella sorpresa:

consulta
In blocco. Gli iscritti devono votare in blocco cinque persone scelte dal capo (pardon, garante) non si capisce bene in base a quale criterio, se non quello di essere le più “visibili” e avere delle non meglio precisate “diverse storie e competenze”, per fare una cosa che nella migliore delle interpretazioni non si capisce cosa sia, e nella peggiore consiste sostanzialmente nell’incontrarsi regolarmente col capo (ops, garante) stesso allo scopo di decidere tutto.
Ora, io dico una sola cosa: Beppe Grillo è lo stesso che faceva fuoco e fiamme perché i candidati alla segreteria del PD venivano “calati dall’alto”, proposti “per grazia di partito”, di tal che dette primarie non erano altro che una farsa, al punto da ribattezzarle “buffonarie“? Era lui, vero, oppure mi sbaglio?
Ecco, la “democrazia” interna del partito (pardon, scusate, “movimento”) che mette alla frusta gli altri per il suo “verticismo” è tutta qua: in cinque nomi proposti dal capo, che possono essere votati solo in blocco allo scopo di formare una specie di “gran consiglio” con il capo stesso.
Siamo al livello delle investiture medievali, e questi ancora parlano di democrazia diretta.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

24 Comments

  1. Purtroppo da ‘ste parti ormai i talebani dell’isisbattista ormai scarseggiano, quindi non ci sarà da ridere. Un tempo avrei potuto osservare tripli carpiati con avvitamento e scappellamento a destra, al grido di ‘e allora le foibe?’.

  2. Alessandro non saprei. Che si fà? Accendiamo un cero?

    Pensa che hanno più chiesto anni di squalifica per la Carolina Kostner che per Galan. Vedi te come siamo messi…

  3. Scanzi comunque è davvero favoloso. Il problema non è la mancanza di democrazia interna, ma l’autogol comunicativo mentre il governo Renzi è in difficoltà.

  4. Siete voi che non avete capito nulla. Il modello è quello iraniano: i guardiani (solo guardiani eh?) Della Rivoluzione decidono chi sono i candidati che possono essere votati dal popolo.Ecco Grillo è solo un Garante nel senso iraniano….

    • lo penso pure io e da non stellato. Mi dispiace, perchè la qualità di chi ci governa aumenta o diminuisce in funzione pure delle opposizioni, sia per quello che fanno, sia per il ruolo di ‘deterrenza’. Se all’opposizione ho Topo Gigio, posso fare le porcate che voglio, tanto le elezioni le vincerò comunque.
      Ecco, il seppuku del movimento non mi fa piacere per niente, nonostante le mie idee siano spesso diametralmente opposte alle loro.

  5. Invece a me sta cosa qui piace e l’auspicavo da tempo…
    I 5 fedelissimi di Grillo ci stanno, ci mancherebbe, ma adesso finalmente il M5S avrà forse la forza di dividersi: i talebani pro Grillo-Casaleggio da una parte ed i “dissidenti” del “dialoghiamo con chi ci stà” dall’altra…
    A me pare che sia normale dialettica politica all’interno di un partito.
    Le puttanate di Grillo (e lo dico da sostenitore del Movimento da prima che avesse consensi a due cifre) sull”uno vale uno”, “non siamo un partito”, “click o web democracy” e “meetup forever” sono finalmente giunte al pettine; a dire il vero hanno resistito anche troppo.

    Ora capisco gli horray di coloro che invece vedono in Renzie il loro leader maximo, ma vivaddio un M5S che iniziasse ad andre finalmente in televisione, che si desse una struttura con sezioni e delegati e segreteria nazionale, fa fare la pupù nelle mani di quelli del PD a Roma. Non so come si chiamerà, non so cosa sarà, ma una di quelle due cose che verranno fuori dall’ormai inevitabile scissione del M5S sarà probabilmente dialogante e possibilsta nei confronti di una parte del PD e potrebbe anche fargli torvare la forza per quel gesto da tanti atteso di chiara presa di distanza dalla Democrazia Cristana di Renzi…
    E siccome una buona fetta degli elettori 5S è sotto i 40 anni, siccome il PD di Renzi ha la crisi di vocazione degli attivisti della base, ‘sta crisi del Movimento ho la netta sensazione che alcuni dei scendiletto di Renzi, e forse anche Renzi stesso, non la vedano poi tanto bene.
    Era ora che succedesse. Meglio ora che in prossimità di elezioni.
    Ora la cosa si fa davvero interessante!

    • Giorgio, con tutto il rispetto,
      Se tu sei uno di quei rarissima panda, all’interno dei sostenitori del movimento, che ha fatto questa scelta in maniera ponderata, valutando programmi, fini, metodi e quant’altro, per quanto non riesca a capire come si faccia, hai tutto il mio rispetto; ma la tua onestà intellettuale ti permetterà di rendenrti conto che il 90% (a esser buono) dell’elettorato 5 stelle è fondamentalmente “fanculista” attirato esclusivamente dal becero messaggio “tutti a casa” di Grillo… tolto lui, tolto tutto, la scissione determinerà l’estinzione di entrambe le fazioni, una si troverà numeri esigui in virtù dell’ormai manifesta non credibilità del personaggio, e l’altra non li avrà mai perchè orfana del “fanculatore”

      • C’è quel rischio, chi dice di no.
        Ma il fanculatore del “mandiamoli tutti a casa” (estrema puttanata sulla quale ero critico già durante i comizi della campagna 2013) deve dare spazio ad altri ora proprio per evitare ciò che dici.
        Sul 90% ho i miei seri dubbi. Direi che realisticamente i quasi nove milioni del febbraio 2013 si sono già fisiologicamente ridotti ai cinque milioni e mezzo delle europee e, a mio avviso il movimento adesso può contare su uno zoccolo di circa tre milioni e mezzo / quattro milioni.
        Qualora si dividesse e se Grillo dovesse mantenere la promessa di cedere via via parti sempre più consistenti di “potere”, allora tutto dipenderebbe da chi assumerà il ruolo di leader dei dissidenti. Nel caso fosse Pizzarotti credo che questo nuovo soggetto, probabilmente “dialogante” con la sinistra del PD, potrebbe assorbire parte dei delusi da SEL e puntare ai due milioni e mezzo di consensi; l’altra parte, quella dei talebani dell’uno vale uno a mio avviso potrebbero mantenere un paio di milioni di voti.
        Certo, tutto dipenderà dalla legge elettorale e da quanto saremo ancora nella crisi in prossimità del voto.
        Renzi probabilmente riuscirà a fare le riforme istituzionali, ma non a riportare la disoccupazione sotto il 10%.
        Nel qual caso gli italioti che lo hanno indirettamente votato alle europee (i quali hanno comunque la memoria corta, ma l’incazzatura facile) potrebbero anche rivoltarglisi contro…
        Lo ripeto. Questa nuova fase all’interno del Movimento è ossigeno puro per il dibattito politico. Finalmente qualcosa si muove!

        PS nel movimento ho conosciuto di tutto; gente proveniente da precedenti esperienze politiche, gente che si riavvicinava dopo anni alla politica, gente che credeva veramente nella democrazia diretta, gente che cercava visibilità, fanatici delle scie chimiche e sostenitori di ogni altro immaginabile “gomblotto”. Financo falliti in cerca di un nuovo scopo di vita…quella gente che trovi insomma nel Meetup. Beh con quella gente lì si e no che alle politiche il movimento avrebbe preso un milione di voti.
        Mi spiace dirlo ma è il 90% degli elettori di tutti i partiti ad essere fanculista. Nel senso di votare con la pancia lo slogan più “cool” di quel momento pronunciato dal leader di turno.Conosci qualche elettore di FI che non sia un fan di Berlusconi? Oppure ora di Salvini nel caso della Lega – o di Bossi prima – o di Renzi adesso per quanto riguarda il PD (alcuni milioni dei quali votarono Monti alle politiche)?

        • Interessante visione, Giorgio N.
          Mi traballa l’assunto che la metà “conciliante” del M5S cerchi il dialogo con la parte sinistra del PD e non con quella centrista.

    • Il discorso che hai linkato è chiaro, ma…

      Sul sistema operativo ci sono anche le proposte di legge messe online dai parlamentari del M5S (la qual cosa può spiegare il flusso costante a cui fai riferimento – peraltro costantemente in calo come fai ben notare 😉 )

      Seconda cosa. Come fai a vedere un picco in un rank? Cioè il 10% di differenza nell’afflusso giornaliero dovrebbe modificare il rank di quel sito rispetto alla globalità dei siti? Non credo. Essendo il rank un confronto, se capita che altri siti hanno aumentino le visite in quel periodo il tuo rank resterebbe basso anche se aumentassero le visite di un singolo giorno. Quello che importa è il trend; ed il trend è indubitabilmente negativo.

      Terzo punto. quale sarebbe il problema e un blog politico viene monitorato dalla polizia di stato? Anzi la cosa è piuttosto inquietante rispetto ad un certo concetto di “libertà di espressione politica”…

      Quarto punto: grazie mille della dritta! Non conoscevo Alexa. E’ straordinaria la quantità di informazioni che si possono desumere. Ovviamente ho fatto subito la ricerca per il PD e, sorpresa! Alla quarta posizione del “What sites are related to partitodemocratico.it?” c’è….
      Il sito del Ministero degli Interni! (che è retto da un politico di centrodestra!) che magari un po’ con la polizia di stato centra no?! Ed altri interessanti confronti con il blog di Grillo ho fatto e dei quali sarà bello discutere in future occasioni 😀

      Comunque grazie mille ancora. C’è sempre da imparare qualcosa. Quanto è vero! 😉

      • “Quello che importa è il trend; ed il trend è indubitabilmente negativo.”
        E credo che sia il punto più saliente.
        “Comunque grazie mille ancora.”
        Dovresti ringraziare Uriel Fanelli…

    • purtroppo le alternative più ‘democratiche’ sono tutte le altre. Forse l’unico partito meno scalabile del M5S è FI, perchè morto (non si ritirerà mai) Berlusconi si squaglierà come neve al sole.

  6. Gentile Capriccioli, dopo aver dimostrato come i 5stelle siano profondamente antidemocratici, sarebbe anche carino indicare quali siano le alternative maggiormente democratiche, possibilmente reali e non teoriche. I radicali? Novantadue minuti di risate.

  7. Ogni movimento o partito politico ha una democraticità interna per il processo decisionale ed una esterna per l’azione attuativa, nella società civile e nelle istituzioni. A me come semplice elettore interessa quasi esclusivamente la seconda.
    E quando la situazione è ormai nella merda come quella attuale in Italia, spetta a me l’onere della scelta tra una sana astensione e il voto per la lista meno antidemocratica che a mio giudizio vedo in giro. Perché non tutte le cacche sono uguali e io non “appartengo”.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from politica

Go to Top