un blog canaglia

Beppe, ancora una balla!

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Grande Beppe! Ho sentito la tua intervista a Mentana, dove ne hai dette di cotte e di crude che magari commenterò nei prossimi giorni.

Nel frattempo però ho una cosa da dirti.

Parlando con Mentana tu hai spiegato che la Costituzione prevede una cosa assurda rispetto al divieto di mandato imperativo o di “vincolo di mandato”. E hai quindi annunciato che farai sottoscrivere a tutti i candidati una dichiarazione in base alla quale, in caso di cambio di casacca o passaggio ad altro gruppo, dovranno pagare 250.000 Euro come “penale”, “multa”, “sanzione” (non hai le idee molto chiare sul punto ma vabbè: diciamo che devono cacciare il grano se escono dal Movimento).

Hai detto anche una cosa tipo: “In questo modo introduciamo noi il vincolo di mandato, visto che la Costituzione non lo consente!”.

Bene, Beppe: chissà quanti dei tuoi sostenitori si saranno sentiti tranquillizzati a questo punto: chi va in Parlamento coi 5 Stelle e viola il vincolo di mandato dei 5 Stelle finalmente paga!

Peccato che non sia così. Peccato che non possa essere così e tu, che non sei un idiota, non puoi non saperlo.

Che ci piaccia o no il divieto di vincolo di mandato (a te non piace a me si, ad esempio), questo divieto è previsto dalla Costituzione. La stessa che i tuoi salgono sui tetti a difendere per intenderci, ecco: quella là.

Ora, non è che se una legge (la Costituzione è come una legge, Beppe, ma gerarchicamente più importante, tanto per farla semplice) impone un divieto tu possa firmare una dichiarazione con la quale quel divieto  lo ignori.

Tanto per fare un esempio: se firmiamo un contratto che prevede che in caso di violazione del contratto tu potrai uccidermi non è che se poi io violo il contratto tu potrai davvero uccidermi. Quel contratto è nullo perché il sistema giuridico non consente l’omicidio.

Allo stesso modo, se firmiamo un contratto che dice che nel caso in cui io venga eletto dai 5 Stelle e poi violi il mandato elettorale dei 5 Stelle dovrò pagare una penale, è nullo. E’ nullo (se vuoi annoiarti, è nullo ai sensi dell’art. 1418 c.c.) perché viola appunto una norma imperativa cioè l’art. 67 della Costituzione che non consente il vincolo di mandato.

Ripeto, Beppe: sei troppo furbo per non saperlo. Quindi, ancora una volta, ci prendi per il culo.

(SINDACATO PAGANO) Nato in terre calde e prospere di disoccupazione si trasferisce giovinetto al Norte dove adesso lavora, rigorosamente a fini di lucro. Attende con speranza che Grillo faccia approvare il reddito di cittadinanza così da poter finalmente vivere come un rentier. Ha scelto il nome da usare nel blog guardando tra le bottiglie di alcolici di un amico rivoluzionario.

24 Comments

  1. Il problema è che lui è talmente ignorante da essere in buona fede e cioè da pensare davvero che può introdurre il vincolo di mandato con un contratto privato… Il che è ancora più grave, perchè dai furbi mi posso difendere, ma dai cretini no…

  2. Non capite la differenza tra far firmare un foglio che impegna una persona davanti al mondo (con tanto di penale, sicuramente non valida, in quanto contraria alla legge) e un contratto miserabile fatto per spillar soldi. Se è così, o siete berlusconiani (non capite niente che non sia denaro) o siete piddini ostinati (non capite niente che non sia potere). Grillo non è un granché, ma dovendo scegliere…

    • ma scusi, la Costituzione non era tanto bella da dover salire sui tetti a difenderla? Il Beppe fa firmare un foglio che impegna il sottoscrivente… a sbattersene dell’articolo 67 della suddetta costituzione. Il prossimo passo qual è, difendere la religione Cattolica salvo bestemmiare dentro al colonnato di San Pietro perchè quello ci piace tanto?

  3. è certo che la costituzione non prevede il vincolo di mandato , altri tempi e altre persone quando fu scritta….ma…..fà che io non incroci mai la strada con il razzi o lo scilipoti di turno.

  4. La coerenza è bella perché come la logica, da delle premesse consente di arrivare a delle conclusioni condivisibili.
    Allora rispondetemi:
    Il PD è coerente? D’Alema è coerente? Renzi è coerente? Governare con la destra è coerenza?
    No no, effettivamente il problema è se una sanzione pecuniaria nel M5S è incompatibile coll’assenza del vincolo di mandato.
    RAGAZZI SIETE RIMASTI INDIETRO DI 20 ANNI, il mondo nel frattempo è cambiato. Se non cambiate anche voi a subirne le conseguenze saranno anche i vostri figli! Open your mind!!!

    • ecco un’altra vittima della sindrome ‘e allora le foibe?’. Logicamente, visto che questa parola ti piace tanto, attribuire a un’altra parte (tra l’altro credo che l’autore del post manco lo voti il PD…) delle nefandezze atte a giustificare le proprie è completamente inconsistente.

      Ti faccio un esempio, parto da quel che scrivi tu
      domanda: “Governare con la destra è coerenza?”
      risposta: “proprio voi parlate di coerenza, che ignorate l’esito referendario del ’93 tra maggioritario e proporzionale, avete osato riproporre quest’ultimo senza consultare il popolo!”
      controrisposta: “senti chi parla, e il referendum sul finanziamento dei partiti?”
      conto-controrisposta: “perchè a voi sembra normale che un tizio sfruttando un’attività pubblica come la politica raduni la gente sul suo blog privato dove fa soldi, per non parlare degli spettacoli a 40 euro delle europee?”
      e così via

      Come avrei notato, se hai un briciolo di logica, entrambi dicono cose sensate, peccato che nessuno dei due stia rispondendo a mezza domanda.

    • Annamarì, non scrivere fesserie. Una cosa è lasciare il gruppo del PD (se sei contro un partito e pure gli voti contro mi pare legittimo lasciare), una cosa è espellere quelli che lamentano un po’ di mal di pancia o crocefiggerli se non si dimettono dal parlamento. L’art.67 mica vieta ai partiti di espellere la gente, semplicemente tutela gli eletti rendendoli più forti dei partiti, se vengono espulsi mica decadono dalla carica elettiva.

      • anche perché pd pdl e merda varia non hanno mai espulso nessuno, anzi fanno la compravendita dei parlamentari, mica sono scemi a mandarne via uno di iniziativa propria o metterlo ai voti

  5. Questo articolo ha senso, ma ovviamente tira l’acqua al proprio mulino. Parliamo nel merito. Gli articoli della Costituzione, come sapete, si possono cambiare, adeguare, integrare e lo si può fare democraticamente e costituzionalmente. L’articolo che regola la revisione è presente nella Costituzione ed è il 138. Quando i Parlamentari del M5S salirono sul tetto, lo fecero per tentare di impedire modifiche all’art. 138, che permetterebbero in futuro di legittimare revisioni selvagge. Non fu quindi una protesta per dire che la Costituzione non va modificata, servì invece per porre l’attenzione sui rischi derivanti dalla modifica di quel particolare articolo.
    La volontà di rivedere l’art. 67 per inserire il vincolo di mandato è legittima e opinabile, ma attualmente il vincolo non c’è, quindi se uno viene espulso da un partito/movimento non è automaticamente espulso dal Parlamento, perché l’art. 67 lo tutela.
    La sanzione che Grillo vorrebbe applicare causerebbe soltanto l’espulsione dal Movimento, ma non vìola l’art. 67, il Parlamentare continuerebbe ad essere tale.
    Per affermare che Grillo racconta balle dovrebbe essere dimostrato che questo tipo di sanzione non possa essere applicata all’interno di un movimento.

    • P.S. L’ art. 1418 c.c. è un ginepraio e non ho tempo di leggerlo nella sua totalità, ma visto che sicuramente l’autore dell’articolo l’ha fatto, potrebbe inserire una sintesi a dimostrazione della sua tesi.

    • il 138 è un articolo come tutti gli altri, e può essere modificato. Non si trattò di un colpo di mano, ma di una modifica che avrebbe eliminato la doppia lettura di entrambe le camere e tolto il vincolo dei 2/3 bastando il 50%, ma obbligava in ogni caso al referendum confermativo, anche se la modifica del parlamento fosse passata con il 99.9%.
      Una modifica buona o cattiva? E’ opinabile. Ma si tratta di una modifica come tutte le altre. Così come quella del 67. Insomma, non si toccano solo che cose che non piacciono a noi.

      • “Non si trattò di un colpo di mano”

        Vero, ricordo perfettamente in tutti i programmi elettorali dei partiti di maggioranza “un impegno concreto: modificare l’articolo 138, subito!”.

        • da quando in qua le modifiche procedurali all’attività legislativa vengono inserite nei programmi elettorali? Il 138 è un articolo tecnico, che riguarda il modo di legiferare. Ripeto, la mia non è una questione di merito, mi sto solo chiedendo perchè, se la Costituzione è intoccabile, alcuni articoli no.

  6. @Stefano
    Vediamo di non cambiare discorso, o, se preferisci, di non buttare la palla in calcio d’angolo.
    Ricapitolando:
    “L’Articolo 67 della Costituzione della Repubblica italiana recita:
    « Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato »
    Questo articolo della Costituzione italiana fu scritto e concepito per garantire la libertà di espressione più assoluta ai membri del Parlamento”.(da Wikipedia).

    QUESTO era il punto in discussione, e non altro.
    E di sicuro Civati (ma anche Cuperlo, ma anche Speranza, ma anche tanti, tanti parlamentari PD) quando dichiara apertamente che ANTEPONE la fedeltà o disciplina di partito alla sua coscienza di parlamentare, di sicuro VIOLA l’art. 67 della Costituzione e dimostra, NEI FATTI, che tale articolo, nel suo partito, è volutamente e ipocritamente ignorato. O NO?

    Dopo di che, possiamo anche parlare d’altro e fare salotto, non c’è problema.

    • no. Non confondiamo le cose. Il 67 sancisce il primato dell’eletto sul partito. Vuol dire che il giorno dopo l’elezioni, _per quanto riguarda la carica elettiva_ devi rispondere solo agli elettori. Cosa diversa è la disciplina interna di partito. Quello che vorrebbe fare Grillo (l’ha dichiarato in cinquecento occasioni almeno) è istituire il vincolo di mandato, ergo se ti espello dal partito in cui sei stato eletto, decadi (nel suo caso si chiama spada di damocle, visto che è proprietario del simbolo e del marchio).
      Il 67 fu appunto creato, dopo l’esperienza fascista, per impedire derive autoritarie in cui il capo di un determinato partito di maggioranza manovra come burattini i parlamentari, pena la loro decadenza e la sostituzione con altre marionette.
      Che poi Grillo, non potendo in maniera autocratica violare la Costituzione (je piacerebbe…) voglia mettere la ‘penale’ per fare in maniera furba quello che la legge non gli consente è altro discorso.
      Di fatto, la modifica al 138 di cui si strillava tanto sarebbe poca cosa rispetto al cambio di sistema democratico a cui si assisterebbe cambiando il 67. Solo io colgo la contraddizione ‘i difensori della costituzione vorrebbero rivoltarla come un calzino’?

  7. Caro Stefano, c’è un’evidenza abbagliante contro cui c’è poco da ‘girarci attorno’, e difatti anche tu non ci riesci.
    Il fatto è che, se i parlamentari a parole difendono l’art. 67 della Costituzione, ma nella pratica quotidiana rinunciano ad applicarlo, per obbedire NON alla propria coscienza, MA agli ordini dei loro capi bastone, ne consegue che siamo di fronte: 1) a una scandalosa violazione del dettato costituzionale; 2) a tanta, tanta sporca ipocrisia.

    Quanto all’art.138, che in realtà non si dice di voler abolire, ma, ipocritamente, di voler “accantonare” per procedere, in tempi rapidi, a snaturare l’intero impianto della nostra Carta fondamentale, mutando l’ordinamento dello Stato in senso oligarchico e autoritario, trattasi di un articolo di importanza fondamentale.

    L’art.138 è quello che caratterizza una Costituzione “rigida”, che si può sì modificare, ma osservando procedure severe e complesse, rispetto ad una Costituzione “flessibile”, che può essere invece agevolmente modificata con una legge normale.
    Per capirci: lo Statuto Albertino (travolto facilmente dal fascismo) era una Costituzione flessibile, come lo era la Costituzione della Repubblica di Weimar (travolta facilmente dal nazismo).

    I 5Stelle, con la loro opposizione, DA SOLI hanno difeso le nostre istituzioni: nel silenzio vergognoso degli altri partiti e dei ‘media’ di regime, che hanno fatto di tutto perché questo NON si sapesse.

    • Hai indubbiamente ragione, e non c’è altro da aggiungere. L’articolo è scritto da chi ha una determinata opinione politica (legittima ovviamente) ma che non è capace di svincolarsi da essa nello scrivere. Non è una balla, perchè lo può fare semplicemente. Tu vieni espulso dal gruppo, non da parlamentare. E su questa fuoriuscita si pone la penale. Non era così difficile da capire. Poi puoi essere favorevole o meno (io penso sia eccessivo e limiti la circolazione delle idee all’interno. Come farai a dire qualcosa temendo di dover pagare una cifra così alta. La toglierei completamente.). L’autore però sa anche benissimo come sia main stream, comodo e quasi ridondante scrivere i termini “Grillo” e “balla” nella stessa frase, specialmente se è un titolo. O è una balla?

    • due inesattezze.
      1-la disciplina di partito è esistita da Pericle ad oggi. L’art 67 tutela i parlamentari, che continuano a rappresentare i loro elettori anche il partito li scarica. Non vincola il partito a tenere proprio nessuno. Elimina però il ricatto da parte di quest’ultimo. “Scuoti solo la testa e sei fuori”. No, sarai fuori dal mio gruppo parlamentare e basta, e io avrò un nemico in più in aula.
      Ora, se Civati contesta il PD e lo vuole cambiare dall’interno, benissimo, anzi, meno male che non è nel M5S o l’avrebbero cacciato a pedate. Se però votasse pure contro, capiamoci: critichi il PD, voti contro il PD, che cacchio ci fai nel PD? Vai altrove. Cosa che Civati non fa perchè nel PD ha più visibilità, e il PD nemmeno lo caccia per avere un voto in più. Se non ci fosse il 67, per ipotesi, Renzi potrebbe dire ‘Pippo, sei un grullo, fuori dalle palle’ (vabbè ci sarebbero pure i probiviri, non siamo nel M5S…) e lo sostituirebbe con il primo dei non eletti, che sicuramente avrebbe imparato la lezione.
      Non è che rinunciano ad applicarlo, semplicemente appartenere a un gruppo vuole dire seguire alcune regole. Non è un’assemblea da liceo okkupato dove ognuno fa quel cazzo che gli pare, su.
      2-dimentica un dettaglio, l”abominevole’ tentativo di modifica al 138 eliminava sì la doppia lettura e abbassava la soglia di maggioranza, ma obbligava al referendum in ogni caso. Per cui, come scrive lei, per evitare di “snaturare l’intero impianto della nostra Carta fondamentale” bastava non andare al mare quel giorno e votare contro la kasta kattiva.

      Mentre eliminare il vincolo di mandato, quello sì che sarebbe “snaturare l’intero impianto della nostra Carta fondamentale”.
      -Ciao miei parlamentari sono Pino, il capo del nostro movimento
      -(coro) Ciao Pino
      -Oggi votate tutti una bella legge secondo cui i capi partito di nome Pino sono autorizzati a stuprare a morte le mule in piazza. Chi non lo fa lo sbatto fuori e lo rimpiazzo.
      -(coro) Come vuoi tu, Pino

      rimpiangeremmo il voto sulla nipote di Mubarak, si fidi…

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