un blog canaglia

La BCE deve fare lo stress test sui consulenti finanziari

in economia by

Proprio mentre scrivo questo pezzo vengono pubblicati i risultati degli stress test effettuati dalla BCE sulle banche. La scelta di pubblicare i risultati il giorno in cui gli orologi vanno un’ora indietro mi sembra sufficiente ad alimentare nuove voci di complotto, del tipo: “Ecco, vedete? I signori del denaro posseggono anche il potere di cambiare il tempo quando vogliono, così da poter terminare in orario il lavoro! E noi gente comune allora, che non abbiamo questo privilegio quando dobbiamo consegnare un report o pagare le tasse entro una rigidissima scadenza? Basta privilegi di casta! Mario Draghi ne risponderai al popolo!”. Tuttavia, sebbene perculare i combolottari sia un divertente evergreen, non è questo l’argomento di cui voglio parlare.

Lo scopo di questo articolo è di lanciare un appello alla BCE: non fate lo stess test soltanto ai bilanci, fatelo anche sulle persone che li hanno scritti! Fate un giro per gli uffici di contabilità. Passate in rassegna le sedi dei consulenti fiscali, degli advisor finanziari, dei revisori dei conti. Giudicate lo stato dei nervi delle persone che vi lavorano. Perché se dietro i conti di una banca c’è un team di persone affette da talmente tanti tic nervosi e manie ossessivo-compulsive da non sfigurare con una camicia dalle maniche molto lunghe, allora c’è da preoccuparsi seriamente della solidità “aziendale” della banca stessa. Secondo una stima, ogni anno circa 10.000 società falliscono perché i dirigenti, a furia di scrocchiarsi le dita, non riescono più a firmare gli assegni. Solo nel 2011 sono stati spesi 80 milioni per capire cos’hanno di buono le unghie, la dieta principale dei consulenti strategy. E la fisioterapia di recupero ogni anno costa agli Stati europei circa il 1,2% del PIL.

Il mio grido di aiuto ovviamente non è, come dire,  disinteressato. Non è da molto che giro questi ambienti, ma li frequento da abbastanza per poter avvertire anche in me i primi segnali di pazzia. Perché il tic nervoso è contagioso, viene trasmesso da un collega a un altro, più infettivo dell’ebola perché non serve il contatto con i flussi corporei: basta essere nella stessa stanza e vedere o ascoltare le manie del tuo vicino di scrivania. Senza uno studio approfondito che porti ad una soluzione, i casi di infezione possono terminare in due soli modi, entrambi sconvenienti per il colletto bianco che ha un collega infetto: o si lascia contagiare da quest’ultimo, o lo elimina – ma fisicamente, proprio.

Siccome più di una volta ho sognato di ripulire l’ufficio con un lanciafiamme, lascio qui alcuni dei sintomi che ho potuto osservare in questi anni, così da aiutare la BCE nell’individuazione dei contagiati (sono indicate in ordine crescente di pericolo):

  • Palpebra ballerina (grado 1). E’ un sintomo di stanchezza e di stress avvertito dall’infetto ma per nulla pericoloso per gli altri. E’ inutile che diciate agli altri “Guardami! Guardami! La palpebra si si muove da sola!”, perché tanto non si vede un cazzo.
  • Unghie Saclà (grado da 2 a 5). Se tutti consigliano di presentarsi al colloquio di lavoro con le unghie intatte, non vuol dire che una volta assunti ci si possa fare una scorpacciata. A maggior ragione se non si è in grado di farlo silenziosamente, e dall’altro capo della stanza si sente “Stock! Stock! Stock!”.
  • Dita musicali (grado da 1 a 6). Scrocchiarsi le dita non è un sintomo se fatto occasionalmente, in un gesto distratto e poco rumoroso. Diventa preoccupante se viene fatto meticolosamente, passando in rassegna un dito alla volta, e facendo vibrare tra i muri della stanza la scala diatonica delle falangine “Stock! Stack! STOCK! Stick! stick!
  • Muscoli marmorei (grado 7). State parlando con una persona quando questa comincia a fare smorfie assurde: mandibola che si contrae o si protende, sopracciglia che si inarcano, occhi che sembrano irrigidirsi e convergere, o che strabuzzano. No, non è un infarto. Non è nemmeno una crisi epilettica. E’ una deadline vicinissima.
  • Ciuffo di Sgarbi (grado da 4 a 10). Continuare a sistemarsi la frangia. Continuare. E continuare. E più si continua più il braccio diventa veloce, ma impreciso. Fino a che la mano non tocca più la testa, ma si muove a caso in spasmi casuali tanto che, se visti con la coda dell’occhio, fan pensare che l’individuo si stia facendo il segno della croce. Il fatto si aggravia se si è pelati.
  • L’orchestra d’ossa (grado indefinibile). Se le dita sono i violini, il resto delle articolazioni è tutta un’orchestra. Ci sono le percussioni nel collo. I fiati delle ginocchia. L’arpa fatta di vertebre. Ma se ti alzi dalla sedia per far risuonare una parte del corpo ignota con un movimento che sembra provenire da anni di studio ed esercizio, allora hai trovato l’ottava nota e puoi andare a suonare nel più vicino manicomio.

 

Questi sono solo alcuni sintomi che non troverete nelle fabbriche, dove i sindacati denunciano sia avvenuta la robotizzazione dell’uomo. Li trovate negli uffici, tra colletti bianchi e tailleur.

La classe dirigente è da sempre sull’orlo del collasso, e nessuno l’aiuta.

Cominciamo noi.

Per quelli che la partita doppia è andare allo stadio ubriachi. Prendo un libro o un giornale di economia, lo apro a caso, leggo e – qualche volta – capisco l'argomento, infine lo derido. Prima era il mio metodo di studio, adesso ci scrivo articoli. Sono Dan Marinos, e per paura che mi ritirino la laurea mantengo l’anonimato.

2 Comments

  1. Propongo di stanziare altri 8 miliardi a carico del SSN per riconvertire gli uffici openspace in celle alla quintino sella, ma insonorizzate. I lavoratori vanno tutelati, anche se sganasciano.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from economia

Go to Top