un blog canaglia

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Rosario D'Auria

Rosario D'Auria has 43 articles published.

Nove fatti poco noti per iniziare con gioia il weekend

in Articolo by
  • Zinedine Zidane e Vito Crimi hanno la stessa età.
  • Roma è gemellata in modo esclusivo e reciproco con Parigi: “Solo Parigi è degna di Roma; solo Roma è degna di Parigi”.
  • La famiglia Curie ha vinto 5 premi Nobel: Marie Curie due volte, nel 1903 per la fisica e nel 1911 per la chimica; suo marito Pierre Curie assieme a lei nel 1903 per la fisica; la loro figlia Irène Joliot-Curie insieme al marito Frédéric Joliot-Curie nel 1935 per la chimica.
  • Tutto attaccato si scrive staccato, mentre staccato si scrive tutto attaccato. Inoltre, consueto è un termine consueto, mentre desueto è un termine desueto.
  • Il patrono di Sanremo è San Romolo.
  • Woody Allen, vincitore di 4 Oscar, non si è mai presentato alla cerimonia per ritirarli di persona.
  • Sulla bandiera del Mozambico è presente un fucile AK-47, meglio noto come Kalashnikov.
  • Sono più di quattrocento anni che un Papa non sceglie il nome Sisto. Probabilmente perché l’ultimo Papa con tale nome è stato Sisto V, e nessuno vuole essere ricordato come Sisto Sesto.
  • Nessuno sa chi ha inventato il tiramisù. Inoltre, la parola tiramisù non è stata presente in nessun vocabolario della lingua italiana fino al 1980.
  • Il numero di gatti esistenti al mondo è il doppio del numero degli abitanti degli Stati Uniti D’America (650 milioni circa contro 325 milioni circa).

La discussione sulle banche: come non buttarla in caciara

in economia/società by

Come di consueto, quando si parla di banche, l’opinione pubblica non ci capisce un cazzo di niente.

Così come quando rivalutarono le quote delle banche in Banca d’Italia (lì lo stato Italiano emise un bond perpetuo in favore delle banche azioniste. Lo avete mai letto da qualche parte? Certo che no, ne parliamo noi stronzi la sera davanti ad un Moscow Mule), anche qui sul salvataggio delle 4 banche del centro Italia, l’opinione pubblica non ci ha capito un cazzo.

A parte l’atteggiamento schizofrenico à la Fatto Quotidiano (se le salva lo Stato “EH MA I SOLDI DEI CONTRIBUENTI!”; se si salvano da sole “EH MA I SOLDI DEI RISPARMIATORI”), c’è da sottolineare che, come di consueto, tutto viene percepito o bianco o nero: o i risparmiatori vengono considerati pollastri a cui è giusto restituire del danaro (quindi adesso voglio che lo Stato mi restituisca le mie perdite su MPS, Finmeccanica o Unicredit accumulate negli anni passati facendo trading), oppure vengono considerati dei Gordon Gekko che stavano comprando Anacott Acciaio, “e quindi che cazzo gli vuoi restituire”.

Ancora non ho sentito nessuno (politici, giornalisti, commentatori, il Califfo, Varoufakis, Adele, Ignazio Marino, Valerossi, tua madre) dire parole di buonsenso, ovvero “esiste una direttiva che ha più di 10 anni (la MiFID): è stata rispettata? Se sì, cazzi vostra; se no, denunciate chi vi ha truffato. Ora però per favore scusate, che devo andare a vedere se ho strumenti di grandfathering da dedurre dal Common Equity Tier 1”

I am the Basileus who knocks

in storia by

Alcuni personaggi storici hanno rivestito un’importanza fondamentale nel corso di quella che è stata l’evoluzione della civiltà umana. Penso ad esempio all’imperatore bizantino Giustiniano, che, tra le innumerevoli opere meritevoli che ha posto in essere, può annoverare il Corpus Iuris Civilis, la raccolta di materiale normativo sulla base della quale è modellato il diritto di molti paesi occidentali ancora oggi.

Altri personaggi, invece, hanno rivestito un ruolo minore. Ma, cionondimeno, hanno regalato ai posteri momenti di una bellezza insopportabile. Penso ad esempio all’imperatore bizantino Giustiniano II il Rinotmeto (“naso tagliato”).

Giustiniano II il Rinotmeto nasce nel 669 d.C. a Sinope, città dell’attuale Turchia. Ad appena 13 anni sale al trono associato al padre, il Basileus dei Romei Costantino IV; stante la sua età e il ruolo del padre, si trattava in ogni caso soltanto di una investitura formale. È importante sottolineare il fatto che questi due imperatori appartenevano alla dinastia eraclea, nata appunto con Eraclio, uno dei più importanti imperatori della storia dell’Impero Bizantino, il Basileus che salvò l’Impero dalla dissoluzione definitiva nel 628 d.C. sconfiggendo i Persiani.

Nel 685 d.C., dopo la morte del padre, ad appena 16 anni, Giustiniano II diventò imperatore a tutti gli effetti, in quanto unico titolare del titolo. Mettetevi un attimo nei suoi panni: è l’ultimo esponente della più importante dinastia di imperatori bizantini, e a soli 16 anni diventa l’imperatore, il capo della Chiesa Ortodossa, l’uomo che ha il potere di vita o di morte su milioni di cittadini, e si chiama pure come l’imperatore più famoso della storia bizantina fino a quel momento.

Fosse capitato ad una persona normale, magari staremmo qui a parlare di un grande imperatore illuminato. Ma è invece capitato a Giustiniano II il Rinotmeto, un uomo che voleva solo vedere bruciare il mondo. E infatti, dopo qualche anno di regno relativamente tranquillo e persino positivo che lo portò a conquistare l’Armenia e l’Iberia e a sconfiggere i bulgari riconquistando Tessalonica, la seconda città dell’Impero, nonché a chiudere una pace abbastanza vantaggiosa con gli Arabi, pose in essere uno dei celebri atti “Why? Because fuck you, that’s why!” che lo rendono leggendario.

Il trattato di pace con gli Arabi prevedeva il versamento da parte di questi ultimi all’Impero di 1.000 nomismata all’anno. Tutto filava liscio, quando all’improvviso Giustiniano II decise di far coniare dei nuovi nomismata, per la prima volta raffiguranti l’effige di Cristo. Mi piace immaginare questo tipo di discorso tra Giustiniano II e il suo logoteta (il ministro dell’economia dell’epoca).

– oh cì, senti, ho deciso: mettemo Cristo sulle monete! 
– zio, ma che stai a di’? Se ce mettemo Cristo, gli Arabi non ci pagheranno mai il tributo, non conieranno mai nomismata con l’effige di Cristo, la loro religione glielo vieta!
– e a me che cazzo me ne fotte? Io sono l’Imperatore dei Romei, sono il capo del mondo civile, che cazzo vogliono quelle scimmie maledette?
– e dai, te prego, sii ragionevole…
– STOCAZZO! ANZI, SAI CHE C’È? MO JE DICHIARO GUERRA A QUEI SENZA DIO DEMMERDA!

E difatti così fece. Nel 692 formò un esercito di 30.000 Slavi deportati (tenete a mente questa informazione, molto importante più avanti) e mosse guerra agli arabi nonostante le ripetute offerte del Califfo di pagare il tributo con monete arabe

– dai zi’, te li do i 1000 nomismata, però te prego, no co Cristo sopra, nun se po’ fa, famo che te li do in valuta araba, tanto sempre oro è, dai, che dici? 
– I AM THE BASILEUS WHO KNOCKS!

I due eserciti si scontrarono a Sebastopoli. All’inizio l’esercito bizantino sembrava avere la meglio, ma poi il Califfo riuscì a corrompere 20.000 dei 30.000 Slavi deportati (you don’t say? Mandi 30.000 prigionieri a combattere per conto tuo, che te pòi aspetta’ Giustinia’? Eh?). Cosa farebbe un imperatore assennato in una situazione del genere? Ok, d’accordo, un imperatore assennato non si troverebbe mai in una situazione del genere, ma comunque: proverebbe a cercare una pace dignitosa con il nemico. Giustiniano II, invece, diede ordine di massacrare tutti gli Slavi residenti nella città di Leukate. Because fuck you, that’s why!

La pesante sconfitta subita contro gli Arabi, che costò inoltre la perdita dell’Armenia, oltre alla perdita del tributo annuale che gli Arabi versavano all’Impero Bizantino, fu soltanto una delle cause che portarono alla fine del regno di Giustiniano II il Rinotmeto: chiaramente, un personaggio di questo tipo viveva nel lusso e nello sfarzo, tartassando i cittadini dell’impero e strafottendosene della stabilità economica.

La goccia che fece traboccare il vaso fu la voce secondo la quale Giustiniano II si apprestava ad ammazzare tutta la popolazione di Costantinopoli. Qui il tema è lo stesso dell’affaire Culona Inchiavabile: non è più tanto importante che l’abbia detto o no; il punto è che è plausibile che l’abbia pensato. Nel 695 d.C. quindi, l’usurpatore Leonzio, col supporto del Patriarca di Costantinopoli e di tutta quanta la popolazione, catturò Giustiniano II, lo portò all’Ippodromo di Costantinopoli, e lì gli mozzò il naso. Questo gesto di crudeltà infinita si spiega con le leggi in vigore in quel periodo storico: all’epoca, infatti, chi subiva mutilazioni fisiche, non poteva più aspirare a diventare imperatore.

Giustiniano II fu quindi spedito in esilio a Cherson (l’attuale Crimea), luogo all’epoca remoto e isolato dal resto dell’Impero Bizantino. Leonzio pensava, dopo avergli mozzato il naso e dopo averlo mandato affanculo in un luogo irragiungibile e insalubre, di aver risolto il problema.

Grave, gravissimo errore. Gli uomini come Giustiniano II non si arrendono davanti a nulla, e compiono gesti per la maggior parte delle persone insensati, al solo fine di raggiungere i propri scopi folli.

(continua)

Ich bin griechisch

in economia/politica by

“Certo che le banche ci potevano pensare prima a perestare tutti questi soldi alla Grecia!”

Messa così pare che all’epoca il sor Papandreu si è recato nella filiale di Intesa Sanpaolo di Tessalonica dicendo “zio mi alzi 150 miliardi?”. In realtà, invece, fino ad un certo periodo storico, la Grecia, come qualasiasi altro stato sovrano, ha emesso titoli di debito pubblico che venivano acquistati dal mercato. Da voi lettori, da mio zio, da me, e ovviamente anche dalle banche. Anzi, prevalentemente dalle banche, perché, sempre fino a quel determinato periodo storico, acquistare titoli del debito di un Paese sovrano era una prassi consolidata per gli istituti finanziari, perché venivano considerati titoli “sicuri”. A maggior ragione quando tali titoli entrano sotto il “cappello” dell’Euro, moneta oggettivamente molto potente. Semplicisticamente: erogare un credito e acquistare un titolo di stato, se alla fine danno un effetto sostanziale uguale (“zio, me devi da i sordi!”), nascono come operazioni completamente diverse: nel primo caso sei tu che devi, da buon padre di famiglia, valutare le possibilità di rimborso del debitore; nel secondo caso, questa operazione è fatta, tendenzialmente, dalle società di rating. Che si basano su molte considerazioni, tra le quali i dati di bilancio. Che, come abbiamo avuto modo di apprendere, non sono propriamente ciò in cui eccellono i miei amati Opsiciani. E nemmeno i Bucellarii, se la cosa vi può consolare.

Ciò che poi è accaduto è che questo debito puzzone che girava per le banche (e per gli investitori privati) europei è stato sostanzialmente “trasferito” alle autorità sovranazionali. In buona sostanza, a tutti noi taxpayers europei. Questo, attenzione, non è stato fatto “rigirando” il debito dalle banche alla collettività: perché quel debito ha subito un pensante “haircut”, cioè una buona parte di esso è stato cancellato per sempre. Quindi occhio a dire “le banche hanno sbolognato il debito ai taxpayers”, perché a) non sono state solo le banche, ma magari anche mio zio che s’era comprato l’obbligazione ellenica b) in ogni caso, chi deteneva il debito greco all’epoca dell’haircut ci ha perso una discreta quantità di soldini. In soldoni: se prima JP Morgan Chase Manhattan deteneva un titolo che valeva 100, ha registrato una perdita secca a conto economico per 50; gli altri 50 se li è accollati la collettività europea.

Il trasferimento alle autorità sovranazionali (quelle rappresentate dalla Troika, per intenderci) è stato un passaggio fondamentale a mio modo di vedere, perché così ha finalmente liberato la gestione del debito greco dalle mere logiche finanziario/contabili. O meglio, avrebbe dovuto, perché effettivamente i tedeschi ragionano come se uno stato sovrano fosse una azienda, e questa è una cazzata bella grossa. Ma, tenendo un attimo da parte the unfuckable big assed, ripeto: che il debito greco sia diventato una questione politica e non più finanziaria è una cosa positiva, molto positiva. A questo punto la battaglia da fare è: ma adesso che possiamo gestire con calma questa roba, senza dover pensare al Net Present Value dell’investimento, ha senso andare lì e fare i pignoratori che si comprano il Pireo a due lire e lo rivendono agli oligarchi? Certo che no. Così come, però, non ha senso fare i pagliacci per mesi dicendo “io non vi pago” e basta. Se Tsi&Var avessero avuto un tipo di approccio diverso, se avessero dimostrato buona volontà e una visione di lungo periodo, a quel punto gli unici coglioni sarebbero rimasti i tedeschi e la loro mentalità tedesca. E a quel punto avremmo tutti potuto a buon diritto dire Ich bin griechisch e studiare assieme una strategia di lungo periodo per fare stare bene la gente. Perché se questi disgraziati chiedono solo di cancellare il debito, altri stati sovrani si troveranno a dover gestire perdite molto ingenti. Tra l’altro mentre dall’altra parte dell’Adriatico un panetto di burro costa 3 miliardi di dracme.

Non aiutare la Grecia (o non farsi aiutare, alla fine è uguale) è un gioco lose-lose, ci perdono i greci e ci perdono gli europei. Finanziariamente ma, soprattutto, politicamente.

Il relativo provvedimento

in politica/società by

Sempre più spesso, nei confronti di qualsiasi tipo di argomento, si vengono a creare posizioni antitetiche. Oh lo so, lo so, lo so, lo so bene lo so che voi personcine argute ve ne siete rese conto da tempo, e che da tempo ci siamo resi conto che questo fenomeno deriva dall’anteprima dei link su Facebook. Ormai funziona così: l’anteprima dell’articolo dice una frase, e su quella si crea il dibattito. Tipo oggi, che escono tutti pazzi per il fatto che i lavoratori possono essere monitorati dai datori di lavoro.

Quanto di voi hanno letto il relativo provvedimento?

E attenzione, non sto mica dicendo che sia un provvedimento giusto. Sto dicendo che, porca di quella puttanaccia maledetta, le cose della vita, specie quelle legate a politica, normativa, soldi etc, VANNO STUDIATE SERIAMENTE SE NE VUOI PARLARE.wrong hole

Perché sennò altrimenti il risultato è lo stesso di quando rivalutarono le quote di Banca d’Italia detenute dalle banche. Si arrivò al paradosso che, sia quelli che difendevano il provvedimento, sia quelli che lo appoggiavano, NON CI AVEVANO CAPITO UN CAZZO DI NIENTE (nello specifico: sostanzialmente lo Stato con quella operazione ricapitalizzò le banche italiane emettendo un bond perpetuo) (se non avete capito nulla di ciò che ho appena scritto, però all’epoca avevate una posizione in materia, li mortacci vostra)

O’ Professore

in società by

Nessuno, oggi, quando è partito il treno regionale 21267 da Napoli Piazza Garibaldi e diretto a Salerno, poteva aspettarsi di vivere ciò che è accaduto poco dopo la partenza, nei pressi della stazione di Napoli Gianturco.

Il treno era partito da appena cinque o sei minuti, quando dalla toilette del mio vagone cominciano a provenire urla belluine: “AIUTAAAATEME, STONG MAAAAAAAAAL, AIUTAAAAAAAAAAATEMEEEEEEEEEE! AAAAAAAAAAAAAAAAAAA!”. Abbiamo quindi cercato il capotreno per sottoporgli la questione, ed egli si è prontamente recato davanti alla toilette, offrendo prima aiuto, e poi, capendo la situazione, minacciando di chiamare le Forze dell’Ordine. Lo sventurato, chiaramente, era chiuso dentro. Continuava a urlare frasi sconnesse, quando, improvvisamente, appare LUI.

Una sorta di Doctor Penguin con almeno 50 chili in più, molti denti in meno, sulla sessantina, i capelli rasati, la barbetta incolta e uno splendido cappotto GIALLO (insomma, come dire: un incrocio tra l’ultimo Syd Barrett e Umberto Smaila), che, sentendo le urla provenire dalla toilette, bussa alla porta e dice

“SALVATO’, SI TU? ARAPR, A PORT, SONG ‘O PROFESSORE”

Insomma. Questo personaggio, già di per sé di una bellezza iperuranica, conosceva il tipo chiuso in bagno che urlava frasi sconnesse. Non solo: con una abilissima arte oratoria è riuscito a fargli aprire la porta del bagno. Il tutto, autodefinendosi “‘O Professore”.

“mannagg a miseria, chill è asciut stammatin a Puoggreal, s’è fatt ruje anne e nov mis, stev jenn a Saliern a firma’ ‘na cart p s fa ‘n at ann e domiciliar, e mo s buc ‘n’ata vot!”

dice preoccupato ‘O Professore.

“Shcusat, ma vuje ch n sapit ca chill s’è fatt a drog?”

chiede l’immancabile donna napoletana sui 45 anni, in tuta, coi capelli tenuti insieme da una pinza di plastica (sono OVUNQUE)

“E chell c stev ancor la siringa nel bagno, e poi guardat qua!”

e tira fuori l’eroina del tizio.

Ora. Va bene tutto, va bene che sei ‘O Professore, ma prendere la droga a un tizio in overdose, in un luogo pubblico, davanti a una decina di passeggeri e al capotreno, e poi mostrarla sicuro di te… insomma, non mi pare una grande mossa tattica. Ma andiamo avanti.

Perché, raccontata così (ma anche vissuta così), tutto porterebbe a pensare che ‘O Professore sia in realtà una sorta di spacciatore, o comunque un “poco di buono”. E invece, in pochi minuti, sono arrivate due persone diverse (e tutt’altro che eroinomani) che l’hanno salutato “Prufsso’, cumm jamme?”. Insomma, col passare del tempo ho scoperto che ‘O Professore è praticamente il Re dei Regionali sulla tratta Napoli-Salerno e Salerno-Napoli.

Un personaggio a metà tra quelli dei racconti di Stefano Benni e quelli delle opere di Luciano De Crescenzo, sospeso nel tempo, che è lì da sempre, per sempre.

 

 

No scusate, ho dimenticato la cosa più bella, il dialogo con il poliziotto
– salve, scusate, voi siete un parente?
– no no.

– siete un conoscente?
– Ij song ‘O Professore.

Ivan

in musica by

Ci fu un tempo in cui non avevamo accesso a tutta la musica del mondo comodamente seduti in poltrona, o, meglio ancora, la mattina in metro andando al lavoro. In quel tempo, l’acquisto di un cd era lo strumento principale mediante il quale fruivamo della musica. L’acquisto di costosissimi cd, almeno agli occhi di noi spiantati studenti.

Quindi andare alle Messaggerie Musicali, alla Feltrinelli, al Ricordi Media Store era quasi una sorta di rito. Potevi passarci anche tre o quattro ore dentro, con in mano Mellon Collie And The Infinite Sadness, Blood Sugar Sex And Magic, Up, (What’s The Story?) Morning Glory, Mondi Sommersi. In mano, perché poi a stento riuscivi a comprarne un paio, dovevi irrimediabilmente scegliere. E magari non ascoltare i Red Hot Chili Peppers per due mesi, perché nessun tuo amico ce l’aveva quel dannato cd, e aspettare il prossimo giro.

Per molti mesi, in queste mie sortite alla Ricordi, un cd mi ha affascinato, solo per la sua copertina. Ogni volta però, alla fine, non lo prendevo. Era uscito l’ultimo degli Smashing, era tornato il vecchio batterista, sarebbe stato sicuramente un bomba, ti pare che spendo altri soldi per quel cd con quel buffo tizio in copertina, con quegli improbabili occhiali rossi?

Invece, poi, complice la mai abbastanza rimpianta Radio Rock Italia, che durante la notte passava una canzone tristissima che parlava di una trentenne triste triste, con un nome così poco musicale, mi decisi a comprare quel cd. Era, come molti di voi avranno capito, Firenze-Lugano no stop, di Ivan Graziani.

Sinceramente, non ricordo come reagii al primo ascolto. Probabilmente un po’ rimasi perplesso ad ascoltare quella voce con così tanti falsetti. Ma la perplessità, quello sì che me lo ricordo, durò davvero pochissimo. Nel giro di pochi giorni, praticamente non ascoltavo altro. Era l’unico cd che avevo in macchina, lo portavo sempre con me, anche a casa di amici. Ero totalmente rapito.

Non riuscivo a capacitarmi del fatto che questo cantautore riuscisse a descrivere in maniera così dannatamente precisa il disagio esistenziale di tutti noi. Come riuscisse a infilarsi dentro le pieghe del nostro essere, come riuscisse a farci vedere, con garbo e velata ironia, gli ultimi. Senza nobilitare o giudicare le figure che descriveva, ma soltanto analizzandole. Quasi come un entomologo.

O come, in maniera deliziosa, andava a individuare quei sentimenti profondissimi che però spesso siamo portati a rimuovere, immagino per autodifesa, e a ricordarci che li abbiamo provati. E che, forse, li proveremo di nuovo. Perché nel verso “e non c’è più nessuno che mi parli ancora un po’ di lei, ancora un po’ di lei” (che scherzosamente -ma fino a un certo punto- definisco spesso “il verso più triste di tutta la poesia italiana del 900”) Graziani ci mette di fronte alla triste sensazione che abbiamo tutti provato almeno una volta nella vita: la storia che ci ha squarciato l’anima e ci ha distrutto l’esistenza cambiandoci probabilmente per sempre è terminata da un pezzo lasciandoci solo cocci da mettere a posto. Non solo: è passato talmente tanto tempo che ormai la tua malinconia è solo ed esclusivamente tua; le vite degli altri, anche dei tuoi più cari amici, sono giustamente andate avanti. E sei rimasto da solo, se ne è andato pure il Barbarossa.

(continua)

Le 3 fasi della reazione social(e) agli eventi

in internet/società by

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L’evoluzione sociale non serve al popolo
se non è preceduta da un’evoluzione di pensiero.
(F. Battiato –  New Frontiers, 1982)

PRIMA FASE – 2008-2011

Tale fase fu connotata da un comportamento simile a quello di un bambino di undici anni, e nemmeno troppo intelligente. Durante la prima fase della Reazione Social(e) Agli Eventi, gli Uomini erano portati a trattare in maniera abbastanza seriosa tali eventi: se un barcone di migranti affondava, si mostrava compatti solidarietà (o si mostrava compatti esultanza se si era di Casapound). Se moriva una persona famosa, senza alcun tipo di vergogna, la si commemorava. E sì, sto parlando di Mike Bongiorno. La fase ha vissuto i suoi ultimi splendori alla fine del 2011, con la morte di Steve Jobs. Vedere 20 contatti che in contemporanea cambiavano la propria immagine del profilo mettendo una mela morsicata è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, complice anche il nuovo clima sociale che si respirava. Basta Berlusconi, basta credere al venditore di tappeti, adesso non me la si fa più!

SECONDA FASE – 2012-2013

La seconda fase fu caratterizzata, come già anticipato, da una diffusa forma di iconoclastia. Alla morte di un personaggio famoso, sempre più persone non si affrettavano più a commemorarlo, bensì a

  • prendere in giro chi commemorava;
  • sbottare “fino a ieri non lo conosceva nessuno!” nella variante Uomo Della Strada;
  • sbottare “fino a ieri non lo conosceva nessuno a parte me!” nella variante Hipster;
  • fare una battuta sul morto.

Quest’ultimo comportamento, in verità, coprì uno spettro molto più ampio della sola morte di una persona famosa. In quegli anni, infatti, in barba a quanto prescritto dai professionisti (“Quanno se scherza bisogna esse seri!”, A. Sordi), qualsiasi tipo di evento degno di nota cominciò ad essere sistematicamente declinato in battuta. Qualsiasi. Dalla cosa effettivamente divertente (finto interprete di Obama, anyone?) su su fino alla cosa serissima. Improvvisamente tutti ci siamo trasformati in oversimpaty tipo Andrea Lucchetta o Gabriele Cirilli, senza renderci conto di quanto fosse assurdo ridere di qualsiasi cosa.

TERZA FASE – 2014-presente

Durante la Terza Fase, gli Uomini parvero rendersi conto di quanto fosse ridicolo ridere di qualsiasi cosa. Ma non già analizzando il nocciolo del problema (hint: il reiterare tutti assieme un comportamento cretino. Gli stilisti e gli statistici direbbero “la moda”), bensì creandone uno tutto nuovo: dopo l’atteggiamento umano, troppo umano, da massaia che si emoziona guardando Gerry Scotty, e dopo l’atteggiamento iconoclasta, si passò all’iconoclastia dell’iconoclastia.

  • avete rotto il cazzo con l’avete rotto il cazzo!
  • su dai, ancora non fate la battuta su [evento]?
  • oh io comunque lo conoscevo da prima che morisse, che cazzo volete da me?

sono frasi che tutti abbiamo letto almeno una volta negli ultimi anni. Gli effetti furono clamorosi: la persona che doveva mostrarsi intelligente, si ritrovò a criticare una critica ad una cosa scema, con risultati imbarazzanti tipo pregiati intellettuali ridotti a difendere le scuregge dei film di Christian De Sica o a riconoscere che sì, effettivamente i negri puzzano de cuoio, oh, mica è colpa mia.

Ebbene, cosa ci rimane di tutto questo?

E io che cazzo ne so, questo è un post iconoclasta degli iconoclasti degli iconoclasti, ho il mal di testa ormai.

Ve lo spiega Rosario vostro special edition “guerre di religione”

in cultura by

Oh, siccome vi vedo carichissimi su questa cosa della religione, senza che ovviamente ci capiate un cazzo di niente come di consueto (in due parole: o siete troppo bigotti e minchioni che credete alla gente con le ali in Paradiso – ma che so’, piccioni? (cit.) – oppure vi credete sto grancazzo col vostro relativismo stupido e inutile – le grandi evoluzioni dell’Uomo, che vi piaccia o no, sono per larga parte da ascrivere a gruppi organizzati e irregimentati, non a singoli, piantatela di sentirvi Gauss, Cristo, Socrate, Newton, Einstein, Zidane, ecc -) vi racconto questo simpatico aneddoto che spesso racconto nei miei post sull’Impero Bizantino.

A partire dal V secolo d.C., quando in Europa non si capiva più nulla perché i tedeschi sputavano sulle nostre candide tuniche e si arrubbavano gli ornamenti d’oro delle nostre deliziose statue di marmo copiate dai greci, del Cristianesimo serio non si occupava solo Papa, ma anche i bizantini. E facevano i bellissimi concilii di Calcedonia, Nicea, Trebisonda, insomma, sceglievano i posti in virtù della bellezza dei nomi che avevano. E come dar loro torto?

Siccome all’epoca non avevano né il terziario né Facebook, in qualche modo dovevano capire come impegnare quelle enormi praterie di tempo libero che avevano. E quindi si scannavano (letteralmente: i vescovi si pigliavano a schiaffi durante i concilii, oppure venivano fatti sparire awww) sulla natura di Cristo. Cioè le genti cristiane si odiavano tra loro perché alcuni cristiani erano convinti che Cristo fosse soltanto divino, mentre altri credevano che aveva una doppia natura, umana e divina.

Lo so, state pensando “ma che cazzata è mai questa?”. Eppure non solo la gente si odiava, ma la cosa rappresentava un problema serissimo per tutto l’Impero, e quindi i potenti dell’epoca dovevano giocoforza occuparsene. O fare finta di occuparsene per fare contenti i poverelli che a ‘ste cazzate ci credevano sul serio, così come fanno oggi per i soldi per noi “occidentali”, o come sono le vignette per quei pazzi squinternati.

Oh. Tornando a noi, e alla natura del Cristo, nel corso del IV e V secolo d.C., era fortissimo il dibattito su questa benedetta natura di Cristo, se umana, divina, o entrambe (la faccio semplice, lo so, se volete parlare di teologia seriamente contattatemi in pvt). Tanto forte che, dopo la decisione del concilio di Calcedonia del 451 d. C. di considerare due nature per Cristo, umana e divina, la quasi totalità dei vescovi egiziani si incazzò tantissimo, considerarono eretici tutti gli altri, e si rilanciarono come i pazzi sul monofisismo, secondo il quale la natura umana di Cristo era stata assorbita da quella divina, e quindi Cristo aveva una sola natura, appunto divina. Il concilio di Costantinopoli del 553 d.C. non fece altro che peggiorare le cose, e quindi, nel corso del VII secolo, la situazione era diventata insostenibile. Non potevano più convivere nello stesso Impero, specie quello bizantino in cui l’Imperatore era anche custode della cristianità e dell’ortodossia, due diverse teorie cristologiche.

A questo punto, i vari Denis Verdini dell’epoca non sapevano più che pesci prendere. Provarono prima col Monoenergismo (“amico egiziano, senti, due nature no, nun se po’ fa, però famo che aveva un’unica energia, eh? No eh? Vabbe’…”) e col Monotelismo (“amico egiziano, so che la cosa dell’unica energia ti pareva un po’ una presa per il culo, quindi ho pensato: ehi! Sempre due nature, però una sola VOLONTA’! EH? EH? DAJE! GRANDE! RELIGIONE DI STATO!”)

Ora. Io la prendo a ridere, e vabbe’, ma vi rammento che, se nel VII secolo la religione di stato era il Monoenergismo o il Monotelismo, e tu te ne uscivi con “buongiorno Esarca, secondo me Cristo ha due nature e due energie!” ti tagliavano il naso. Ma piuttosto, come si concluse questa storia? Molto semplicemente: a seguito della conquista araba dell’Egitto del 640-641 d.C., la reazione di Costantinopoli fu pressappoco la seguente:

“Ah ma quindi siete stati conquistati dagli arabi? E non c’è alcuna speranza che sia una di potere riconquistare l’Egitto? Perfetto, chivvesencula a voi e a ‘sta cazzo de natura unica, noi siamo duofisiti, lo siamo sempre stati e lo saremo sempre. Anzi, ortodossia religione di stato, che è ‘sta cazzata dell’unica energia e dell’unica volontà?”

Ve lo spiega Rosario vostro

in Chiedi a Rosario tuo by

L'Onesto asks:

alfa@beta.com
Caro Rosario, ma quelle che ora chiamiamo start - up sono quelle che una volta chiamavamo nuove imprese? Grazie

Your Answer:

Esatto, con la differenza che le start up hanno anche un account su Twitter.

Looka asks:

Infallibilità papale
Caro Rosario come è possibile che la Chiesa abbia imposto il dogma dell'infallibilità papale quando papi diversi in tempi diversi hanno detto cose diametralmente opposte?Qualcuno doveva avere torto per forza E non ultimo, perchè i preti usano paramenti che ricordano molto l'intimo femminile (sottane, stole, scarpe di Prada rosse) e poi rompono le palle sulla confusione sessuale dei tempi moderni ?

Your Answer:

Mio caro amico, facciamo chiarezza. Il dogma dell'infallibilità papale non vale per qualsiasi cosa il Papa dica. Se domattina Bergoglio si alza e dice "ehi, siamo ad agosto", mi spiace, ma no, siamo comunque a novembre. L'infallibilità papale vale solo ex chatedra, cioè ad esempio quando il Papa rivela un dogma di fede o una dottrina universale. Stante inoltre la enorme potenza del dogma, si ritiene che il Papa parli ex chatedra e si avvalga di tale dogma solo e soltanto quando lo fa esplicitamente. In altre parole, qualsiasi cosa dica Bergoglio, a meno che non dica esplicitamente che sta avvalendosi del dogma dell'infallibilità papale, non è infallibile. Per quanto riguarda l'abbigliamento ecclesiastico, sento un attimo Domenico Dolce e poi ti faccio sapere.

Zazzà asks:

Fisica dei peti
Una domanda nell'ultimo "chiedi a Rosario tuo" mi ha fatto ricordare che da molto tempo ho un quesito irrisolto sulle scoregge. Ti sarà sicuramente capitato, se non a te a qualche tuo cugino, di scoreggiare camminando. Dunque, la spinta è ovviamente nella direzione opposta al senso di marcia (a meno che uno non abbia il sedere davanti povero lui) quindi la scoreggia dovrebbe allontanarsi, ma non solo, la camminata è in corso e questo crea un costante allontanamento dal prezioso dono volatile EPPURE non c'è neanche il tempo di concluderla che quella ha già raggiunto le narici. Per carità, la cosa mi rende molto felice ma il il quesito rimane.

Your Answer:

Mi sfugge in quale parte del mio curriculum ho segnalato "esperto in peti". Sarà mia cura analizzare (eh eh) il fenomeno che mi sottoponi.

RODOLFO asks:

I GRANDI CONFLITTI MONDIALI
BEATLES O ROLLING STONES?

Your Answer:

Pink Floyd.

L'Onesto asks:

La statua col pistulino di fuori
Pregiatissimo Rosario, da buon Modenese non posso che essere felice quando alla vicina Bologna capita qualcosa di goliardico e / o carnascialesco. Fin dai tempi del duca Passerino e della Secchia rapita stiamo aspettando una nostra vittoria morale, ben maggiore del salvataggio del Kiwi di Piumazzo (Mo, ma piu' prossimo a Bo). E forse quel momento e' arrivato. Perche' ora a Bologna hanno QUESTA http://bologna.repubblica.it/cronaca/2014/10/26/foto/l_esibizionista_esibito_per_strada-99071416/1/#1 Che ne pensi?

Your Answer:

Berlusconi-Statua-Marmo

Giulio asks:

ma non è che...
ok. mi basta avere letto un paio di post per capire che è casa mia. vi supplico di poter far parte della vostra preziosa rosa (amo le allitterazioni) di autori. posso anche fare pezzi di prova. ma ho tremendamente bisogno di scrivere alcune cose e non avrò mai abbastanza autodisciplina per tenere un blog tutto mio.

Your Answer:

Mio caro Giulio, ti segnalo che il titolo di questa rubrica è "Chiedi a Rosario tuo", e non "Libernazione cerca nuovi autori".

anpa asks:

rosà
buonasera, volevo sapere, come lo vedi tu questo fatto di pagare gli acquisti in internet con carta di credito? e paypal? e amazon? che significa quando il buonuomo della strada ti dice che comprare con paypal o su amazon è sicuro? ah, e poi sempre lo stesso buonuomo della strada mi fa la palla tanta col fatto che amazon è un'azienda di merda e bisogna un po' boicottarli, altrimenti cresciamo una generazione intera di figli di dipendenti di amazon emotivamente deprivati. che ne pensi?

Your Answer:

Che la mattina in cui esce il nuovo Assassin's Creed, Amazon me lo fa arrivare dentro casa. Quindi viva Amazon!

Camilla asks:

bizzarrie della lingua
Buongiorno Rosariomio. Perché il nome della nazione è Germania però gli abitanti si chiamano tedeschi? Grazie Camilla

Your Answer:

Cara Camilla, la parola "tedesco" deriva alla parola theodische, che era la parola che designava la lingua parlata correttamente dalla popolazione germanica (in contrapposizione al latino, la lingua che veniva usata dai nobili e dal clero). Pertanto "lingua tedesca" non vuol dire altro che "lingua parlata dal popolo" (in questo caso, germanico). Da lì la nascita del relativo aggettivo.

paolo moreschi asks:

Diventare blogger
Sai se la redazione accetta post esterni o se è possibile diventare blogger per libernazione e scrivere sul sito? grazie paolo

Your Answer:

Non ancora, ma stiamo lavorando in tal senso. Sempre meglio i post dei lettori che una insulsa rubrica di posta, d'altra parte.

La corsa alla Presidenza della Repubblica (spiegata meme)

in humor/politica by

Si susseguono le indiscrezioni sulle immininenti dimissioni del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ed è già partita la ridda di nomi per la successione. Noi di Libernazione li abbiamo riepilogati qui, a vostro beneficio.

Giuliano Amato (Torino, 13 maggio 1938)

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Stefano Rodotà (Cosenza, 30 maggio 1933) 

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Giovanni Letta detto Gianni (Avezzano, 15 aprile 1935) 

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Roberta Pinotti (Genova, 20 maggio 1961)

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Giuseppe Civati, più conosciuto come Pippo Civati (Monza, 4 agosto 1975)

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Emma Bonino (Bra, 9 marzo 1948)

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Romano Prodi (Scandiano, 9 agosto 1939)

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Franco Frattini (Roma, 14 marzo 1957)

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Walter Veltroni (Roma, 3 luglio 1955) 

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Piero Angela (Torino, 22 dicembre 1928) 

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Massimo D’Alema (Roma, 20 aprile 1949) 

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Gianni Morandi, all’anagrafe Gian Luigi Morandi (Monghidoro, 11 dicembre 1944)

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The water(s) flowing

in musica by

Disclaimer: in questo pezzo faremo riferimento soltanto a Gilmour, in quanto Mason in studio probabilmente ci sarà andato solo a controllare il valore delle sue auto d’epoca sull’iPad.

Disclaimer 2: grazie a Nagasaki, senza cui questo post non sarebbe mai nato.

Se c’è una cosa sicuramente positiva di The Division Bell è il fatto che si conclude con i versi “forever and ever”. Che era un formidabile spunto di discussione nelle cene tra intellettuali, quando potevi uscirtene con “trovo sintomatico che le ultime parole dell’ultimo album dei Pink Floyd siano proprio “forever and ever”. Adesso, Gilmour e la sua sete di danaro ci hanno tolto anche questo.

Part I – la pancia

Ascoltare The Endless River è come incontrare di nuovo la ragazzina delle medie che tanto ti piaceva, e scoprire che è una smandrappata qualsiasi. Anzi, peggio: è come quando rivedi una persona che hai tanto amato e tale persona, senza di te, ha fatto esattamente la fine che ti aspettavi: tutti i difetti acuiti, tutte le bellezze sepolte dietro quei difetti.

Lì dove un tempo c’erano i tappeti sonori di Wright impreziositi da Gilmour nell’ambito dell’architettura di Waters e la simpatia di Mason, sono rimasti solo i dialoghi chitarra-tastiera tra Wright e Gilmour che sono diventati “musica da salotto”, buona solo ad acchiappare gente che non conosce la complessità celestiale di A Saurcerful Of Secrets o l’immenso fumo negli occhi (ma dolcissimo) di Shine On You Crazy Diamond (parts VI-IX).
Io non ne so quasi nulla di A Momentary Lapse Of Reason e di The Division Bell, perché al solo pensiero che il nome Pink Floyd sia finito accanto a LAMMERDA come Dogs Of War ho i conati di vomito.

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Il problema è che sono stato per anni sul forum usenet dei Pink Floyd, e la guerra tra watersiani e gilmouriani è sanguinosa come quella tra Hutu e Tutsi. Quindi a questo punto del discorso di solito arriva il cretino fan di Gilmour che odia Waters a dire “Eh sì, invece The Pros And Cons Of Hitch-Hicking è fico?” MA BRUTTO COGLIONE HO MAI DETTO QUESTO? STO DICENDO CHE SEPARATI FANNO CACARE, QUINDI ANCHE CHE THE PROS AND CONS OF HITCH HICKING FA CACARE, LO VUOI CAPIRE O NO? AMLOR E TDB FANNO CACARE PERCHE’ SONO SOLO MUSICA CARUCCIA DISPERSA NEL NULLA, SENZA UN TESTO DECENTE E SENZA UN IMPIANTO DI ALBUM, TPACOH INVECE FA CACARE PERCHE’ NON VI È ALCUN TIPO DI MELODIA, SOLO LA PAZZIA DI WATERS.

E ANDATEVENE TUTTI AL DIAVOLO.

Scherzi a parte, ha senso che io scriva un post di questo genere? È semplicemente il mio modo di vedere i Pink Floyd; magari davvero arriva il Gilmouriano e mi dice che Marooned o che High Hopes sono dei bei pezzi. E ci mancherebbe che non lo siano, comunque stiamo parlando di roba scritta da Wright e Gilmour.

Il problema è che The Division Bell è quantomeno ascoltabile, a differenza di AMLOR, quindi magari anche un suo scarto può avere dignità. Ma, appunto, stiamo parlando dei scarti di 20 anni fa, peraltro rimasticati dal solo Gilmour, visto che Wright intanto è morto, e Mason… è molto simpatico.

Ma la domanda è: che cazzo ce ne dovrebbe fottere di un disco new age venduto a 18,99 euro?

Part II – un ascolto

Prendiamo la seconda traccia, la più decente del disco: It’s what we do. Le prime due note di organo sono prese pari pari da Celestial Voices (ma era proprio il caso di fare questo sgarbo a Wright?), poi è tutta una citazione alternata a Shine On e a Celestial Voices, impreziosita (ah ah) da Mason, che dal 1983 ha deciso di suonare la batteria sempre allo stesso modo in qualsiasi pezzo gli sottopongano. A 2.28 entra la chitarraccia di Gilmour col suono fetente di Run Like Hell / Young Lust, le cacate di The Wall che piacciono a lui (non sto certo parlando di quella divina di Comfortably Numb o di The Narrow Way), mentre a 3.55 cominci a chiederti “ok, dai, quando lo dice Remember when you were young“?

Una dedica a Richard Wright o al conto in banca di Gilmour?

Per essere endless è endless comunque, niente da dire (h/t Gianluigi Ceccarelli) e non si può dire che sia una schifezza come  è AMLOR, d’altra parte deriva da TDB, che quantomeno musicalmente era accettabile. Il punto è: che senso ha fare una Shine On rimasticata?  Cioè, la facesse un artista nuovo okay, massima fiducia: hai mezzo copiato, hai creato una mezza Shine On, in futuro potresti fare di meglio.
Ma Gilmour, cristo santo, a te cosa cazzo serve una nuova mezza Shine On rimasticata?

E non per rinfacciare (rinfacciamo, rinfacciamo)

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Ve lo spiega Rosario vostro

in Chiedi a Rosario tuo by

marco fanti asks:

nomi di città
Ciao Rosario, mi sono sempre chiesto: come mai Kansas City si chiama così ma non è in Kansas? E, venendo a casa nostra: come mai Novi Ligure si trova in Piemonte, mentre San Mango Piemonte sta in Campania? Che logica c'è in tutto questo?

Your Answer:

Caro Marco, andiamo con ordine. Novi Ligure si trova sì in Piemonte, ma ti rammento che tutta quella zona dell'Italia (Liguria e basso Piemonte) fu per lungo tempo sotto dominazione genovese: da lì quindi nasce il toponimo. Per quanto riguarda San Mango Piemonte, il Piemonte fa riferimento non alla regione italiana, ma al fatto che San Mango si trovi ai piedi (e si sviluppa sulle pendici) del Monte Tubenna. Altro discorso per Kansas City: tu probabilmente fai riferimento alla città del Missouri, ma ti segnalo che c'è una Kansas City anche in Kansas. In generale, negli Stati Uniti d'America, non è raro trovare svariate città tutte con lo stesso nome: basti pensare a Springfield, nome scelto da Matt Groening per la città dove ambientare I Simpson proprio perché tale toponimo è utilizzato per almeno una decina di città diverse negli USA.

Absinthe asks:

Una fine tipo Agroppi
Caro Rosario, una storica sigla di Mai dire Gol, a un certo punto faceva: "E il Mister silurato si ritira e fa una fine tipo Agroppi". Vorrei sapere, Rosario, qual è la fine che ha fatto Agroppi, senza però dover passare da Wikipedia... Aiutami, Rosario.

Your Answer:

Molto semplice. Agroppi fu un buon calciatore che provò la carriera di allenatore. Gli stava andando anche bene, (giunse quarto in Serie A con la Fiorentina a metà anni '80), poi fu coinvolto in uno scandalo scommesse. Da quel punto in poi, la sua carriera ha subito un velocissimo e inesorabile declino, culminato con  la sua ultima esperienza, il subentro come allenatore della Fiorentina 1992-1993, squadra che tra le sue fila annoverava campioni come Brian Laudrup, Stefan Effenberg, Ciccio Baiano e, soprattutto, Gabriel Omar Batistuta, e che però, anche grazie al periodo con alla guida Agroppi, è retrocessa in Serie B. Da lì in poi ha smesso di allenare, e ha cominciato a pontificare in tv (spesso in collegamento da casa sua). Dopo qualche anno, qualcuno si sarà chiesto "scusate, ma perché chiediamo un'opinione calcistica a uno che ha fatto retrocedere una squadra in cui giocava Batistuta?" ed è sparito per sempre.

adriano asks:

fenomenologia di Moana
Rosario, perchè si parla di Pozzi Moana come di una attrice particolarmente trasgressiva e bella quando - mi pare- sia stata una attrice modestina? grazie

Your Answer:

Mio caro Adriano, dal modo in come poni la domanda ho come l'impressione che tu non abbia avuto modo di vedere la filmografia completa di Pozzi Moana. Facciamo così: dacci un'occhiata, poi torna qui e ne parliamo per bene.

ruadolfo asks:

tiramisu' doppie file e gialli
Carissimo Rosario, Pompi chiude, o meglio si sposta, per motivi di quiete pubblica, intasamento del traffico urbano, lamentele del vicinato, vendendo le mura delle attivita' ad un imprenditore made in china. Secondo me e' solo l'ennesimo tassello dell'invasione cinese su territorio mondiale...tu come la vedi? tiramisu' primavera? nel ringraziarti per la cortese attenzione porgo i piu' cordiali saluti. HAIL.

Your Answer:

E pensare che un tempo le invasioni mondiali si facevano seriamente, aggredendo gli stati con possenti blitzkrieg. Oggi invece, questi smidollati, si limitano a comprare tiramisù. Che tempi bui.

Picci asks:

Voglio farti una domanda ma sono troppo timido
Come posso vincere la mia timidezza e mettere in piazza le mie sconcertanti questione intime?

Your Answer:

Caro Picci, dovresti innanzitutto fare un passaggio mentale non facile: strafottertene del giudizio degli altri. Da lì in poi è tutta discesa.

JJ asks:

TNMT
Ciao Rosario, volevo farti una domanda: quale è la Tartaruga Ninja che preferisci, e perché? Grazie, buon proseguimento.

Your Answer:

La Tartaruga Ninja che preferisco è Michelangelo, perché è un irredimibile cazzone.

Lucia asks:

(A)geografia
Cosa ne sai tu di San Giovanni in Persiceto?

Your Answer:

Niente.

jack asks:

flatulenze moleste
Esimio Rosario, mentre ero proprio in .. riunione in ufficio, ho pensato di approfittare della tua vasta conocenza e porti questa domanda: conosci un modo per eliminare o ridurre quei fastidiosi rumori che accompagnano la sana pausa riflessiva della defecazione in luoghi pubblici? Devo ammettere che in certe situazioni risultano essere sconvenienti anzichenò. Grazie per l'attenzione!

Your Answer:

Ti consiglio il più classico dei rimedi, ovvero simulare una tosse forte e catarrosa che provi a coprire i rumori. Bonus: quando esci dal bagno, puoi dire "uff, quest'ebola proprio non mi vuole passare". Tra l'altro, a quel punto, non avrai più bisogno di nascondere i rumori emessi dal tuo deretano, perché rimarrai da solo in ufficio in quarantena per sei mesi.

Emilio asks:

Scrittori, perché?
Ho molto apprezzato l'articolo "Gli aspiranti scrittori hanno rotto il cazzo". Ma ce ne sono moltissimi anche che si definiscono scrittori e hanno il loro insulso e autoreferenziale orticello di scrittura, cagato da una ventina di amici pseudo-intellettuali pseudo- scrittori pseudo-elite de sto cazzo. Dove li mettiamo? Sono quelli che dicono (nel 2014!!!) con aria seria frasi come: "Perchè il ruolo dell'intellettuale, oggi..." Ammazzatevi con napalm! - mi viene da rispondere. Cordialità, Rosario

Your Answer:

Ciao Emilio, l'occasione mi è gradita per ricordarti che questa rubrica si chiama "Chiedi a Rosario tuo" e non "Sfogati con Rosario tuo".

Davide dalla provincia di Pesaro asks:

la crisi è finita?
Ciao Rosarietto, in più di un'occasione mi è capitato di trovare un gran casino in aereo, una ressa esacerbante nei centri commerciali, mentre al bancone di alcuni bar del centro difficilmente si riesce a raggiungere la zuccheriera. E' il segno che la crisi è terminata?

Your Answer:

Esatto caro Davide, la crisi è terminata, adesso c'è solo LA MORTE.

La voce della senescenza

in società/televisione by

Complice un po’ di influenza fuori stagione, negli ultimi giorni ho guardato molta tv, molta di più di quella che guardo di solito (partite di pallone, serie tv, documentari e il canale 200 di Sky sino a perdere i sensi).

Mi sono reso conto, miei cari amici, che ancora oggi, dopo tanti anni, non solo esiste, ma prospera, Striscia la Notizia. Non seguendo più la tv con costanza, l’avevo come rimossa. E invece esiste ancora, eterna e immutabile.

Ed è proprio questo il gravissimo problema di Striscia la Notizia, l’immutabilità, ovvero il fatto che Antonio Ricci (che dio lo maledica), è invecchiato malissimo, così come, ad esempio, il suo amico Beppe Grillo. O Roberto D’Agostino. Ormai questi personaggi non hanno più un solo briciolo di quella che fu la creatività che li travolse e li rese famose negli anni ’80. Sono diventati, semplicemente, vecchi. Dicono cose da vecchi, si lamentano delle stronzate come i vecchi, dicono sempre più frequentemente “ai miei tempi…”, etc. Un po’ come Paolo Villaggio, ma almeno Paolo Villaggio da moltissimi anni ha fatto ben capire a tutti il seguente concetto: “sì, sono vecchio, la cosa mi diverte tantissimo, e quindi la sfrutterò fino alla fine facendo una cosa che mi diverte ancora di più, cioè diventare ancora più grottesco e fetente”.

Esempio relativo ad Antonio Ricci: è ancora fermamente convinto che montare la faccia di un politico su un altro filmato sia una cosa divertente (ho avuto modo di vedere un filmato in cui Putin si cimentava nelle arti marziali e aveva, come sparring partner, un tizio con la faccia di Renzi motata sopra). Ma, cosa ancora più grave, è ancora convinto che l’Avvocato Agnelli faccia ridere. Mi è rimasta davvero molto impressa questa cosa. Gianni Agnelli è morto 11 anni fa, ma per Ricci è una cosa sensata e divertente, in uno di quegli assurdi servizi tipo Speteguless o I Nuovi Mostri, far intervenire Agnelli mediante un filmato di repertorio doppiato da un imitatore. Nel 2014. Ripeto, 11 anni dopo che Agnelli, come Amedeo Nazzari, È MORTO!

Il passaggio di Agnelli è, come dicevo, solo un campanello d’allarme: in realtà, tutta Striscia la Notizia è permeata da un senso di stantio, di vecchio, di antico. Che non sarà certo lo scimmiottare la presentazione e il monologo iniziale di Letterman a rinfrescare. Perché quel monologo lo fa Ezio Greggio, che due minuti dopo ci regalerà l’ormai trentennale “badaben, badaben, badaben…!”. O, al massimo “è lui o non è lui? Cerrrto che è lui!”.

Già, cerrrto che è lui. Purtroppo.

Ve lo spiega Rosario vostro

in Chiedi a Rosario tuo by

Maxx asks:

I furbastri
CIao Rosario, ti scrivo per farti una domanda che in apparenza è banale. Vorrei sapere: come posso diventare un po' piu' furbo come lo sono tanti in giro? Mi spiego: vorrei evitare di essere quello che passa per "troppo buono = coglione" e godermi di piu' la vita e allo stesso tempo offire agli altri il meglio di me. Qualche dritta da darmi? Ciao e grazie

Your Answer:

Mio giovane amico, non puoi diventare più furbo, per il semplice fatto che mi stai facendo questa domanda. Provare a diventare più furbo ti costringerebbe a porre in essere atti che ti farebbero stare male, stante la tua indole buona. Quindi procedi pure con la tua bontà, quantomeno vivrai serenamente.

up asks:

ciao
ho letto "gli aspiranti scrittori hanno rotto il cazzo" e mi è piaciuto. mi faceva piacere darti un feed-back. up

Your Answer:

Grazie mille, girerò il complimento a chi di dovere.

lorenzo mazzucato asks:

info su Guido Carpi
"FRA RUSSIA E UCRAINA È L'EUROPA CHE CI PERDE" è il titolo di un vostro articolo firmato da Guido Carpi? Se sì, per favore segnalatemi il link diretto all'articolo. Graziemille. Lorenzo

Your Answer:

"FRA RUSSIA E UCRAINA È L'EUROPA CHE CI PERDE" non è il titolo di un nostro articolo, né tantomeno abbiamo tra i nostri autori Guido Carpi.

l'avvocato asks:

matrimoni combinati
Ciao Rosario, sono il tuo avvocato. Il mio gatto mi ha detto che vorrebbe provarci col tuo. Che ne pensi?

Your Answer:

Non c'è problema. Informa però il tuo felino che il mio è castrato, pertanto si tratterebbe di un amore platonico.

anpa asks:

a cuadradura do cerchiuo
rosà, perchè diego costa, il quale è brasiliano, gioca per la spagna, la quale è una squadra che sostanzialmente non ha più voglia di vincere, e non per il brasile, il quale è la squadra che ha più voglia di vincere e a cui manca proprio un giocatore come diego costa?

Your Answer:

Diego Costa ha spiegato la sua scelta dicendo che la Spagna è il Paese che l'ha fatto crescere professionalmente e umanamente, che l'ha accolto, che l'ha amato. La federazione Brasiliana, invece, sostiene che sia stato pagato dalla federazione Spagnola.

Tor Quemada asks:

Belli dentro
Insostituibile Rosario, perché se una donna ha un attacco di colite dopo aver mangiato 3kg di fagioli e subito dopo tu entri in bagno quell'ambiente profuma comunque di mughetto mentre se un uomo espleta con regolarità grazie anche a una dieta appropriata i miasmi si diffondono siccome sarin, peraltro con effetti similari? Cosa contengono gli uomini di orrido che le donne, ivi comprese le tifose laziali e le clienti abituali di tatuatori esperti in arabeschi, non contengono?

Your Answer:

Che io sappia, le donne non fanno la cacca.

L'Onesto asks:

Livelli di lettura
Caro Rosario, cosa sono io per la mia banca?

Your Answer:

Una riga di un tabulato Excel di centinaia di righe. Quindi nulla.

Dracula Frizzi asks:

Paulina Rubio
Caro Rosario, hai per caso notizie della bella Paulina Rubio? Sai se è ancora bella? Secondo te perchè non ha trovato un posto nel cuore dei sudamericani, come invece ha fatto Laura Pausini? Laura Pausini può essere considerata KA$TA!?

Your Answer:

Mio caro amico, purtroppo non ho molte notizie su Paulina Rubio, sicuramente purtroppo no, non è più così piacente. Ed è ecco perché la Pausini è ancora nel cuore dei sudamericani, perché è invece ancora verace e tosta, quasi come agli esordi.

Camilla asks:

Razzismo quando fa comodo
Buongiorno Rosariomio. Il 28 aprile, durante la partita Villarreal-Barcellona, il calciatore del Barcellona Dani Alves ha mangiato una banana tiratagli da qualche tifoso razzista. Il gesto ha fatto il giro del mondo e molti personaggi hanno solidarizzato con lui e contro il razzismo. Bene. Contestualmente Alves ha dichiarato che "Bisogna ridere di questi ritardati mentali". Ecco, vorrei chiederti: al razzismo verso le persone disabili non ci pensa nessuno?

Your Answer:

No, perché purtroppo tale razzismo deriva dall'istinto animale insito nell'uomo di diffidare di chi ha un aspetto diverso dal solito.

Absinthe asks:

Holly e Benji
Caro Rosario, quale calciatore non protagonista della serie Holly e Benji preferisci? E' vero che Holly si faceva Patty nei bagni degli stadi? E' vero che Roberto Sedinho se la faceva con la mamma di Holly? Ti prego, risolvi questi miei dubbi, Rosario!

Your Answer:

Andiamo con ordine. Il mio calciatore non protagonista, se così si può chiamare, è Bruce Harper, ovvero una sorta di Moreno Torricelli che non si sa bene come sia arrivato sino alla nazionale giapponese pur essendo una pippa. Holly si faceva Patty, ne sono quasi certo, specie perché i cartoni animati giapponesi arrivavano in Italia pesantemente censurati (caso clamoroso: Lamù). Sedinho era gay e forse anche pedofilo, attenzione.

Ilario asks:

GOMBLOTTI di serie A e di serie B
Quindi: quando i grillini parlano di scie chimiche (illazioni indimostrate) sono da prendere per il culo, quando Angelo Tofalo -oltre che grillino, membro del COPASIR- dice alla Picierno "te come sei arrivata lì!? Lo chiediamo a #Franceschini!?" (illazioni indimostrate) tutti ad osannarlo. Ho capito che la logica aristotelica non si applica alla giurisprudenza, ma se non si applica neanche alla politica allora 'non fate finta di vivere in una società civile' (semicit.)

Your Answer:

Ma difatti ormai diventa quasi un dovere morale essere fuori dalla società civile e dedicarsi completamente alla carbonara, a Leibnitz e al Concilio di Calcedonia.

Cosmin Moți e noi

in sport/storia by

Sovente mi capita di partecipare a discussioni il cui tema è l’evoluzione del giuoco del calcio. Dato il tono di queste discussioni, più che dell’evoluzione si discute di una presunta involuzione. Tipicamente, c’è sempre un interlocutore che rimpiange “il calcio di una volta”, “le partite tutte alle 3 di pomeriggio”, “i calciatori che non erano milionari”, “i vecchi valori”.

Che negli ultimi 20 anni ci sia stata una lenta trasformazione del giuoco del calcio è fuor di dubbio. Non voglio annoiarvi analizzando gli eventi o le persone che l’hanno favorita: vi mostro soltanto un piccolo particolare, che secondo me racchiude dentro di sé tutto un mondo.

Questa che vedete sotto è una foto tratta dalla premiazione della Coppa delle Coppe 1992-1993, vinta dal mitico Parma di Nevio Scala.

Esatto, QUEL Parma: Taffarel, Benarrivo, Apolloni, Minotti, Grun, Di Chiara, Osio, Zoratto, Pin (Cuoghi), Melli (Brolin), Asprilla.
Esatto, QUEL Parma: Taffarel, Benarrivo, Apolloni, Minotti, Grun, Di Chiara, Osio, Zoratto, Pin (Cuoghi), Melli (Brolin), Asprilla.

Guardate bene questa foto. Fateci caso, sembrano i festeggiamenti che potremmo fare noi persone normali vincendo un trofeo di quartiere. Non ci sono fuochi artificiali e festoni colorati coi colori della squadra che ha vinto, non c’è una pedana con su scritto il nome della manifestazione, i calciatori sono messi un po’ a caso, mescolati con i massaggiatori, i dirigenti e qualche passante. Ah, e purtroppo non c’è nemmeno più la Coppa delle Coppe, abolita nel 1999.

È ciò che pensavo durante il Mondiale giocato in Brasile: gli stadi sembravano quelli di un videogioco, di Fifa 2014 o di Pro Evolution Soccer 2014: non c’erano striscioni, gli spettatori stavano quasi sempre composti e seduti, era tutto così preciso, ordinato. Niente emiro pazzo o difensori a cui non sono state spiegate le regole. Sembrava quasi una parata nazista. E difatti, a riprova che tutto è stato ormai codificato, durante la finale del Mondiale si è proceduto alla assolutamente ridicola premiazione del “Miglior Giocatore del Mondiale”, titolo vinto da Leo Messi. Cioè quel Leo Messi che pochi minuti prima aveva visto sfumare non solo la vittoria del Mondiale della sua Argentina grazie al gol di Götze, ma anche (e forse soprattutto) la sua personalissima ascesa al trono di Miglior Calciatore di Tutti i Tempi, trono ancora saldamente nelle mani di Diego Armando Maradona, grazie anche a quel mondiale del 1986 in Messico, vinto praticamente da solo e condito da due dei gesti più geniali di sempre, peraltro effettuati nella stessa partita: la Mano de Dios e il Gol del Secolo. Messi, invece, all’ennesimo Mondiale, ha fallito ciò che tutti gli chiedevano: portare l’Argentina alla vittoria grazie ai gol pazzeschi che però purtroppo di solito fa con l’Almeria o con la Real Sociedad. Ciononostante, mentre i tedeschi festeggiavano, un cupissimo Messi ha dovuto ritirare quel premio e persino abbozzare un sorriso. Kafka da lassù lo guardava con affetto.

Quindi, come dire: amici che pensate che le percentuali di spettacolo e sport nel calcio si siano via via sbilanciate in favore dello spettacolo, beh, non posso certo darvi torto. Sarebbe da cretini non ammettere ciò, in un Paese che fa giocare una partita della propria Serie A alle 12.30 in modo da poterla trasmettere, grazie al fuso orario, in prima serata alle 20.30 nel Sud Est Asiatico.

Detto tutto questo, però, va rilevata anche un’altra cosa. Che il calcio, per quanto si voglia normarlo, standardizzarlo, twittarlo, renderlo un prodotto vendibile e tutte quelle altre diavolerie che piacciono a Caressa, resta sempre uno sport. Resta sempre un gioco che simula una battaglia, e a volte, ancora oggi, alcune battaglie si risolvono nelle maniere più strane, casuali, incredibili.

Ieri sera, durante il turno di qualficazione alla UEFA Champions League 2014/2015, a Sofia si sono incontrate il Ludogorets, squadra bulgara, e la Steaua Bucarest, squadra rumena. La partita di andata, tenutasi la scorsa settimana in Romania, terminò 1-0 in favore della Steaua Bucarest. Quindi al Ludogorets, per passare il turno, sarebbe servita una vittoria con almeno due gol di scarto. O con un gol (ma senza subirne) per andare ai supplementari ed eventualmente ai rigori.

La partita è stata una battaglia nervosissima che ha costretto l’arbitro ad estrarre ben 10 volte il cartellino giallo, ma fino al 90′  è rimasta ferma sullo 0-0. La Steaua Bucarest ormai intravedeva la qualificazione, quando il brasiliano Wanderson Cristaldo Farias ha fatto scoccare il tiro decisivo che ha portato il Ludogorets sull’1-0, regalando alla squadra bulgara la possibilità di giocarsi ancora la qualificazione durante i tempi supplementari. Fin qui, episodi di questo tipo, sebbene rari, sono quasi dei classici: basti pensare alle finali di UEFA Champions League del 1999 o dell’anno scorso.

I supplementari, come spesso capita, sono stati una ulteriore guerra di nervi tra le due squadre, fino ad un episodio molto importante: al 119′ minuto, a un solo minuto dai calci di rigore, il portiere del Ludogorets, Vladislav Stojanov, viene espulso per un’uscita a valanga sull’attaccante avversario. Il problema per il Ludogorets era che aveva terminato le sostituzioni a sua disposizione, pertanto, non potendo giocare senza portiere, ha dovuto dirottare in porta un calciatore che di solito occupa un altro ruolo. Quel calciatore è il difensore Cosmin Moți. Ironia della sorte, Cosmin Moți è rumeno. Come la Steaua Bucarest. Cosmin Moți è l’unico rumeno che gioca nel Ludogorets. Inoltre, ha giocato per sette anni (inframmezzati da quattro mesi al Siena, tra l’altro) nella Dinamo Bucarest, l’acerrima rivale della Steaua Bucarest. Per capirci: è un po’ come se la Lazio dovesse giocare contro una oscura squadra svizzera che schiera però (per caso) Francesco Totti o Daniele De Rossi in porta.

Moți ha indossato la maglia numero 91 del secondo portiere Ivan Čvorović (e già qui, in un mondo in cui ci sono i numeri fissi e i nomi sulle maglie, vedere un calciatore con la maglia di un altro compagno è un gustosissimo ingranaggio che si inceppa in quel fantastico macchinario scintillante che è il calcio moderno), non si è perso d’animo, e ha portato a termine i tempi supplementari.

E i rigori? Probabilmente i giocatori della Steaua Bucarest già pregustavano una facile vittoria, pensando che un difensore non avrebbe mai e poi mai potuto essere all’altezza di un portiere. Evidentemente non sapevano nulla di Bilica e di Shevchenko. Moți però, a differenza di Bilica, non ha neutralizzato un rigore a fine partita, peraltro ininfluente ai fini del risultato (il rigore fu tirato sul 3-0 per il Milan).

Cosmin Moți, investito della responsabilità probabilmente più grande della sua intera carriera, ma, beffardamente non connessa a ciò di cui si occupa abitualmente (fare il difensore), decide di trasfigurarsi. E, così come il mitologico Ricardo di Euro 2004, decide persino di prendersi la responsabilità di tirarlo, un rigore. Moți ha infatti tirato il primo rigore della serie per il Ludogorets, e l’ha segnato.

Poi si è accomodato in porta. Secondo rigore. Invece di stare fermo come pensavano i calciatori dello Steaua, Moți si è buttato. Non solo, ha anche intuito il lato della porta in cui il pallone si è insaccato. A quel punto, terzo rigore: Wanderson, l’eroe che aveva portato il Ludogorets sull’1-0, sbaglia. La situazione in quel momento per il Ludogorets era a dir poco disperata: sotto di un gol e con un difensore al posto del portiere. E invece, Cosmin Moți, fa il capolavoro: para il quarto rigore, e rimette in gioco la sua squadra. Ed ha anche cominciato a fare il fesso, ballando sulla linea di porta, come il Dudek dei tempi d’oro. Da qui in poi, nessuno ha più sbagliato un rigore.

Fino al quattordicesimo rigore, quarto della serie a oltranza. Sul dischetto, per la Steaua Bucarest, si è presentato Cornel Râpă. E ha sbagliato. O meglio: Cosmin Moți ha parato anche questo rigore. Terminando la serie ad oltranza, e portando per la prima volta nella sua storia il Ludogorets alle fasi a gironi della UEFA Champions League.

Ricapitoliamo: sei l’unico rumeno in una squadra bulgara, giochi contro la squadra rumena di cui sei stato nemico giurato per sette anni, ti mettono in porta anche se non è il tuo ruolo, segni un rigore, ne pari due, e porti la tua squadra per la prima volta nella sua storia in UEFA Champions League. E hai pure giocato sei mesi nel Siena, per la gioia di noi appassionati di calcio italiani.

Ecco, davanti a tutto questo, penso possiate capire come sia possibile che, nonostante Blatter, nonostante Platini, nonostante mille divieti (non si può più esultare come Ravanelli o andare in giro con monili d’oro -e la faccia da parcheggiatore abusivo- di Hristo Stoichkov), nonostante il fatto che ormai metà delle inquadrature durante le partite trasmesse in tv siano primi piani dei calciatori o suggestive panoramiche dello stadio ripreso dall’elicottero, nonostante tutto questo, ci sarà sempre un nutrito gruppo di persone (di cui fieramente faccio parte) che amerà il giuoco del calcio. Perché questo gruppo di persone sa che, prima o poi, apparirà un Cosmin Moți a ricordarci cosa sia davvero il bello del calcio, come ci ha spiegato Chris Piersonqualche momento sublime, molti episodi ridicoli, e tutto ciò che sta nel mezzo tra i due opposti. 

Ve lo spiega Rosario vostro

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Max asks:

il Cancelliere del Reich
Ciao Rosario! Sono da sempre un tuo estimatore ma ho scoperto da poco questa rubrica e muoio dalla curiosità di sapere: quali influenze ha avuto nella tua formazione post-adolescenziale un grande statista come Otto von Bismarck?

Your Answer:

Principalmente una: il farmi crescere dei bei baffoni asburgici.

L'Onesto asks:

Eredi importanti
Pregiatissimo Rosario, sei un grandissimo esperto di calcio e di evergetismo. Pertanto vorrei farti una domanda che riguarda entrambi gli argomenti : secondo te chi sono (o sono stati) gli eredi della mitica coppia Teofilo Cubillas - Hector Chumpitaz? O chi potenzialmente potrebbe diventarlo? So che questo atto di evergetismo aumentera' la stima che ho di te.

Your Answer:

Gli eredi della coppia Teofilo Cubillas - Hector Chumpitaz non possono che essere stati i Calypso Boys Dwight York e Andy Cole, seguiti a ruota dal duo Tentoni-Florijancic.

Gionni Catetere asks:

Storia di un grande amore
Tu terresti Pogba o faresti un'operazione tipo quella con Zidane? Nell'eventualità di un trasferimento, non ti pare un po' sprecato uno scambio quasi alla pari con Cavani?

Your Answer:

Pogba lo terrei solo se ci sono almeno 40 milioni da investire tra cessioni, risparmi di ingaggio, maggiore fatturato, etc. Qualora ce ne fossero sensibilmente meno, procederei alla sua cessione, ma non chiederei mai nella vita Edinson Cavani in cambio, bensì Marco Verratti. Sia per una questione di brutale logica (centrocampista per centrocampista), sia perché Verratti ricopre il ruolo che The Maestro Andrea Pirlo sta ricoprendo egregiamente, ma che a brevissimo rimarrà scoperto, stante l'età dell'artista bresciano. In altre parole: di registi classici (Pirlo, Pizarro, Verratti, Xabi Alonso, etc) ce ne sono pochi al mondo, di interni tutto corsa e grinta che si inseriscono, invece, è pieno il mondo. E poi la Juventus ha Llorente e Tevez nel pieno della loro maturazione calcistica, non avrebbe senso, alla fine dei conti, togliere uno tra Llorente e Tevez per far rientrare l'eroinomane Marchisio a centrocampo (Claudio, ti voglio bene, ma non sei il nuovo Tardelli, hai troppa poca personalità, facciamocene tutti una ragione).

martina asks:

linguistica
Perché il correttore non accetta che stantio si scriva "stantìo"?

Your Answer:

È uno dei grandi misteri dei correttori automatici, assieme all'assurda voglia di declinare i verbi al passato remoto, il "c'è" al posto del "ce" e la E accentata maiuscola al posto della E normale. Perché accade tutto questo? Diavolerie moderne, ecco perché.

adriano asks:

Moviola in campo
Caro Rosario, dopo il sinistro caso del destro di Destro, dove l'arbitro ha riportato sul suo verbale una cosa ma poi il giudice lo ha smentito con la prova TV, non potrebbero esserci altri casi in cui il giudice possa modificare le decisioni sbagliate degli arbitri anche fuori dall'ambito del giuoco violento (ad es. gol in fuorigioco, rigori ecc)? E se questa è la strada che sta per intraprendere il calcio (cioè della moviola in campo) che fine faranno le migliaia di persone che parlano di calcio nelle radio, tv, internet e carta stampata che 24/7 parlano quasi esclusivamente di arbitri? Non è che per caso la FIFA, l'UEFA e tutte le altre federazioni sono contrarie alla tecnologia in campo perchè non vogliono essere responsabili di buttare di persone per strada a cercarsi un lavoro vero?

Your Answer:

Caro lettore, ho aspettato deliberatamente di rispondere a questa domanda in attesa che si verificasse un altro episodio di questo tipo. E si è verificato, con Chiellini, ironia della sorte proprio in un Roma Juventus. Quindi direi che ormai la prassi è quella di cui sopra, mi spiace per tutti i miei amici romanisti che andarono ai matti all'epoca. Per quanto attiene alla moviola in campo, la trovo una fesseria sesquipedale. Un conto è dire "mettiamo i sensori sulle porte per verificare se la palla è entrata o meno": in quel caso, avremmo un criterio oggettivo. Pensa invece ad un rigore dubbio, e pensa a quanti dibattiti nascono durante le moviole post partita. Sarebbe una follia totale vedere, che so, Conte e Garcia che si pigliano a coppini davanti ad uno schermo litigando su un contatto dubbio, non credi?

Anna Oberdan asks:

eredi al trono
Caro Rosario, mi sai dire come mai l'erede al trono dell'impero austoungarico nel 1914 era il nipote di Francesco Giuseppe, il Francesco Ferdinando che hanno impallinato a Sarajevo, e non Gisella, figlia dell'imperatore? Essendoci stata un'imperatrice donna (Maria Teresa), escludo che il problema fosse che Gisella era donna. Illumina tu questa mancata suddita.

Your Answer:

Mia cara Anna, Maria Teresa d'Austria fu sì imperatrice, ma di fatto, non di diritto: formalmente era imperatrice consorte. L'Imperatore era suo marito Francesco III di Lorena (diventato Imperatore del Sacro Romano Impero col nome di Francesco I grazie proprio a lei, che aveva bisogno di un pupazzo per poter detenere il potere).

Anto asks:

nello spot cornetto algida del 1993 si giocava allo schiaffo
io sono fedelissima al cornetto cuore di panna. a me il winner taco non dice niente. cioè, il cornetto è proprio vecchio, c'è da sempre, il sempre che noi conosciamo intendo, il cornetto abbraccia un tempo più lungo, ha il sapore dell'infanzia. perché non scegliere di voler bene al cornetto che è sicuro e definitivo? perché la gente insegue le cose che non ci sono più? che poi quando tornano, se tornano, non sono mai come te le ricordavi, nei ricordi è tutto più bello.

Your Answer:

Mia cara Anto, hai dato tu stessa la risposta alla tua domanda: nei ricordi è tutto più bello, per un banale sistema di autodifesa umana, che tende ad eliminare i ricordi brutti.

Elisa asks:

top 5
top 5 registi preferiti. top 5 autori letterari preferiti. top 5 filosofi preferiti. 'mo te vojo

Your Answer:

Stanley Kubrick, Werner Herzog, Federico Fellini, Orson Welles, Quentin Tarantino; Fëdor Dostoevskij, Chuck Palahniuk, Massimo Fini, Stefano Benni fino a La Compagnia dei Celestini, Jonathan Carrol; Socrate, Platone, Aristotele, Gottfried Wilhelm von Leibniz, Friedrich Nietzsche. Però tieni conto che questa è la lista di oggi 15 maggio 2014: dieci anni fa sarebbe stata diversa, tra 10 anni probabilmente lo sarà.

Paola asks:

I Dumbo di Hollywood
Rosario mio, tu dimmi perchè due esemplari di "maschio quasi perfetto" come Channing Tatum e Will Smith ancora non si sono fatti una otoplastica!!!

Your Answer:

Perché se lo possono permettere: hanno altre doti che li portano avanti nel mestiere che fanno. Aggiungo: per questo tipo di personaggi, arrivati ad una certa notorietà, l'imperfezione si trasforma da disagio a punto di forza, a tratto distintivo: pensa per esempio al naso di Carlo Delle Piane, al neo di Cindy Crawford, alla faccia rugosa di Danny Treyo, etc.

tuttoilmondo mario asks:

PANE
Caro Rosario, quanto pane ti avanza mediamente al giorno e quindi al mese e quindi in un anno intero? io l'ho calcolato adesso con la calcolatrice e il risultato è 300 gr. AL GIORNO 7.2 kg AL MESE 86.00 kg ALL'ANNO ora, tenuto conto che la domenica non compro pane perchè ho sonno, che faccio io: mi mangio 400gr di pane avanzato durante la settimana e quindi, a 4 (quattro) domeniche al mese fanno 1.6 kg di pane ancora non proprio duro, per un totale di 19.2 kg di pane non proprio duro da decurtare dagli 86 kg all'anno di pane generico avanzato. PIU' ANCORA c.ca 2.00 kg di pane MOLTO DURO per month che do a mia zia MARINA per le galline (24.00 kg in un anno) mi viene fuori questo numero di pane: 86.00 kg di pane generico avanzato - 19.20 kg di pane non molto duro - 24.00 kg di pane duro x galline = ------------------------------------------------- 42.80 kg di PANE MISTERIOSO Quindi Rosario io ti chiedo: 1) dove finisce questo numero di PANE MISTERIOSO DELL'OBLIO (42.80 kg) considerato che ti giuro non lo butto mai perchè è peccato e i bimbi dell'africa ecc ecc e dio s'offende. apposto questa è la domanda, ciao

Your Answer:

Cominciamo subito col dire che a me non avanza mai pane, in quanto quello che mi avanza lo congelo e lo riutilizzo quando mi pare. Nel tuo caso, mio giovane amico, vanno affinati i calcoli. Vediamo come. Innanzitutto, fissiamo i numeri certi: 300g di pane avanzato al giorno, 400g di pane consumato la domenica, 2000g di pane regalato a tua zia al mese. Il tuo calcolo è un po' approssimativo, io lo farei come segue: 300g di pane avanzato al giorno fanno 1800g di pane avanzato ogni sei giorni. Le settimane dell'anno sono 52, quindi il pane che ti avanza ammonta a 93.6 kg l'anno, e non 86 (il tuo calcolo che ti porta ad 86kg così come è strutturato - 300x6x4x12-, presuppone che tutti i mesi siano di 28 giorni, e sappiamo bene che non è così. Anche il mio è approssimativo, ma ti porta ad un anno di 364 giorni, che è molto più aderente alla realtà. Detto questo, calcoliamo adesso quanto pane riesci a smaltire: 400gx52 fa 20,8kg, e questo è l'ammontare del pane che riesci a smaltire mangiandolo la domenica; 2x12kg fa 20kg, e questo è l'ammontare del pane che riesci a smaltire dandolo a tua zia. Risultato? Il PANE MISTERIOSO, come lo chiami tu, ammonta in verità a 93,6kg meno 20,8kg meno 20kg, ovvero 52.8kg. Come vedi, il problema del PANE MISTERIOSO è ben più grave di ciò che pensi. Detto questo, veniamo alla domanda. Dove si trova, se non lo butti? Ancora a casa tua.

anpa asks:

uèuè
rosà, come va? tutto apposto?

Your Answer:

Sì grazie, tutto bene.

Ve lo spiega Rosario vostro

in Chiedi a Rosario tuo by

claudia asks:

numeri sconosciuti
Caro Rosario Mio (dove Mio è il cognome) perchè quando si diventa grandi smettiamo di rispondere alla chiamate provenienti da un numero sconosciuto?

Your Answer:

Perché col tempo e l'esperienza capisci che, nella larga maggioranza dei casi, le chiamate provenienti da un numero sconosciuto sono foriere di rotture di cazzi, e non di belle notizie inaspettate.

Ilario asks:

Mi faccio una domanda, ma non mi so dare una risposta
Ma come mai Marzullo non si vede da un po' in televisione?

Your Answer:

In realtà non si vede, ma si sente. Mi spiego. Qualche tempo fa la RAI ha emanato un ordine di servizio che imponeva a tutti i dipendenti con incarichi dirigenziali di NON apparire in pubblico. Pertanto gente come per esempio Bianca Berlinguer o Francesco Giorgino hanno dovuto scegliere se mantenere il proprio incarico senza apparire in pubblico (come ha fatto la Berlinguer, salvo qualche deroga) o se perdere il proprio incarico per rimanere in video (come ha fatto Giorgino). Marzullo, invece, colpo di genio: ha mantenuto il suo incarico dirigenziale in RAI, ma è rimasto alla conduzione dei suoi programmi. E come ha fatto, visto che è vietato apparire in video per quelli come lui? Semplice: interviene come voce fuori campo, mai inquadrato. Prova a guardare un programma di Marzullo adesso: sono lisergici.

anpa asks:

il folletto dell'aria compressa
Rosà, perchè a novembre lascio il pallone bello gonfio nel ripostiglio e a marzo lo riprendo che è floscio come una tetta di Daniela Santanchè?

Your Answer:

È una lezione di vita: il pallone va amato 365 giorni all'anno. Tu lo trascuri per qualche mese, e questo è il risultato.

L'Onesto asks:

Stili di vita
Varo Rosario, Nereo Rocco diceva “Come in campo, cosi’ nella vita”. Secondo te questa regola vale anche per i politici, cioe’ “Come in Parlamento, cosi’ nella vita”?

Your Answer:

Manco per il cazzo. La spettacolarizzazione della politica, coi politici diventati attori della mondanità e del gossip, ha portato anche a queste considerazioni che fai tu. A me non me ne fotte un cazzo di niente di cosa faccia un politico nella sua vita privata, così come non me ne fotte un cazzo di niente di cosa faccia il mio salumiere nella sua vita privata, basta che mi dia il Parma 30 mesi verso la fine (che è più dolce) buono.

Aioros asks:

Tecnologia
Come mai una persona attenta alla modernità come te non ha ancora installato Telegram?

Your Answer:

Perché ritengo che sia solo una frociata nata in quel momento di delirio generale dovuto all'acquisto di WhatsApp da parte di Facebook.

anpa asks:

psicopatologia della vita quotidiana
Volevo sapere: quando metti le stoviglie ammollo nell'acqua e sapone, è necessario che ci sia schiuma per sgrassare?

Your Answer:

È consigliabile.

Pliocene asks:

Antiquità
Ciao Rosario, abbiamo qualche speranza di rivedere De Michelis e La Malfa ministri?

Your Answer:

"Togli la ragione, lasciami sognare, lasciami sognare in pace"

Ve lo spiega Rosario vostro

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Anna Missiaia asks:

carbonara
Rosiario mio, come diavolo si fa a fare la carbonara non acquosa senza mettere l'uovo sul fuoco????

Your Answer:

Sono molto felice di rispondere a questa domanda, perché anche io, per anni, anni e anni, ho ottenuto o carbonare acquose o "pasta con la frittata". Mia cara Annina, il segreto è semplice quanto lardelloso: nella preparazione dell'uovo sbattuto devi aggiungere talmente tanto formaggio da rendere il composto denso, e non liquido come se stessi facendo una frittata. E per "talmente tanto formaggio" intendo quantità che possono arrivare anche a 70/80 grammi di formaggio grattugiato a persona (escluso quello da spolverare sopra il piatto DOPO che è avvenuta la preparazione, eh). Buon appetito!

Stukash asks:

Geometrie di coppia
Perche' quando devo andare da un punto A ad un punto B, mia moglie si trova esattamente nel punto C che e' esattamente nel mezzo tra A e B? Aggiungo che la stessa cosa si verifica anche con nostra figlia e mia suocera, quindi sospetto sia una cosa ereditaria.

Your Answer:

Questa domanda non ha alcun senso, per il fatto che non esistono nella realtà luoghi che si chiamano "punto A" o "punto B", né tantomeno "punto C".

Andrea asks:

Forum
Caro Rosario, cosa si nasconde dietro l'addio di Rita Dalla Chiesa da Forum? Secondo te il programma è migliorato da quando c'è la moglie di Rutelli?

Your Answer:

Dietro l'addio di Rita Dalla Chiesa da Forum si nasconde la scelta di Rita Dalla Chiesa di provare una nuova sfida professionale a La7. Il programma, purtroppo, non lo posso seguire in quanto viene trasmesso in orari in cui sono in altre faccende affaccendato; debbo dire però che mi risulta davvero difficile coniugare i concetti di "migliorato" e di "Barbara Palombelli Rutelli".

Ilario asks:

Ho bisogno di un giurista, giurin giurello
Non mi torna: la Corte Costituzionale non aveva bocciato il "porcellum" perché (tra le altre cose) non prevedeva il voto di preferenza? E allora non mi spiego come con la nuova legge elettorale in votazione l'abbiano allegramente escluso. Di nuovo. Ma forse so' stronzo io.

Your Answer:

Quanto sei tenero a voler applicare la logica aristotelica alla giurisprudenza...

Gingie asks:

Dieta e malumore
Ciao Rosario, perché quando mi allontano dalla pasta per un po' mi viene un'improvvisa voglia di assassinio di massa?

Your Answer:

Evidentemente perché segui il Menù di Benedetto.

fabiana asks:

dubbio che mi attanaglia dall'infanzia
Ma secondo te, l'aranciata - poi - l'aveva pagata?

Your Answer:

No.

claudia asks:

post-it
Se il postit con una roba da fare si stacca dal tabellone e cade, posso considerarmi esonerata dal farla sempre?

Your Answer:

Eri esonerata anche da prima che si staccasse: facendo qualcosa, qualsiasi cosa, avresti fatto aumentare l'entropia dell'Universo. Ti sembra il caso?

flipperella asks:

Quel cane di Walt
Caro Rosario e caro Miciogatto, ho sempre pensato che Dogs dei Pink Floyd potesse spiegare bene la figura di Walter White in Breaking Bad. Sulla carta potrebbe anche reggere, ma poi guardo quel faccione pelato e non posso che provare un sentimento di profonda e sincera simpatia, in totale contraddizione con l'avversione di Waters. Quindi ti chiedo: qual è la differenza, se c'è, tra un "cane" e Walt?

Your Answer:

Cara flipperella, non vi è alcuna differenza tra i cani di Dogs e Walter White, hai colto nel segno. E, quando guardi il faccione pelato e provi simpatia per lui, ricorda sempre che in Pigs On The Wings Part II c'è un verso in cui Waters dice "and any fool knows a dog needs a home". Stante il fatto che le due Pigs On The Wings presenti in Animals sono chiaramente autobiografiche (sono dedicate alla donna con cui Waters intraprese una nuova relazione dopo il burrascoso rapporto con la precedente fidanzata, rapporto ben descritto in The Wall), ne dobbiamo dedurre che Waters stesso ritiene di essere un cane, come quelli che ha cantato nel pezzo omonimo. In altre parole: se chiedessi a Waters "perché hai sputtanato i Pink Floyd nel 1983?", egli probabilmente ti risponderebbe "L'ho fatto per me. Mi faceva sentire vivo."

Ve lo spiega Rosario vostro

in Chiedi a Rosario tuo by

Alessandro asks:

Disfunzioni erettili dei ratti
I ratti, poveretti, hanno disfunzioni erettili?

Your Answer:

Solo se prima di fare all'amore guardano Porta a Porta.

Luca asks:

Parmigiana
Bisogna pelare le melanzane nella parmigiana?

Your Answer:

Dipende dal tipo di melanzana. Quelle che si trovano in questo periodo hanno la buccia abbastanza dura, quindi è consigliabile pelarle. In estate, invece, quando sono al massimo del loro fulgore, le puoi lasciare anche con la buccia.

anpa asks:

CDP
Caro Rosario mio, volevo sapere cos'è e come funziona la Cassa Depositi & Prestiti, ammesso che sia questo il significato che si cela dietro la sigla in oggetto. grazie e buona settimana

Your Answer:

La Cassa Depositi e Prestiti è una società per azioni il cui controllo è del Ministero dell'Economia e delle Finanze, che ne detiene circa l'80% del capitale. Ha due attività principali: da un lato il finanziamento agli enti pubblici e/o afferenti lo Stato Italiano, finanziato tramite la raccolta del risparmio postale, e dall'altro l'investimento in opere pubbliche infrastrutturali, finanziato mediante l'emissione di bond.

Adriano asks:

Toc toc
Perché?

Your Answer:

Perché sì.

gubane asks:

opzioni e amici degli amici
Perché non esistono le plain pistacchio? Per caso i maggiori produttori di vaniglia siedono al tavolo dei Bilderberg?

Your Answer:

Esatto. E ci siedono pure un sacco di sadomasochisti, eccoti spiegato il collar.

Giovanni Fontana asks:

Rufo
Conosci un giocatore più pippa di Rufo Emiliano Verga?

Your Answer:

Sì, si tratta di Cesar Gomez, su cui ti vado a raccontare questo gustoso aneddoto. Durante un allenamento della AS Roma, un tifoso lo richiamò a gran voce verso la recinzione con carta e penna in mano. Cesar Gomez pensava di dover rilasciare un autografo, così si avvicinò alla recinzione. Mentre si avvicinava, il tifoso gli urlò «A' Cesar Go', vie' qua, too faccio io n'autografo»

Aurelio Ludovico Barilla asks:

Vita
Qual è il sesso della vita?

Your Answer:

Femminile.

Giuseppe asks:

Denaro
Che cos'è il denaro? Perché non possiamo stamparlo quando ci serve? Perché non posssiamo distruggerlo quando crea inflazione?

Your Answer:

Se distruggessimo tutte le banconote del mondo, io domattina non potrei acquistare il mio consueto pacchetto di Marlboro rosse morbide da 20, e ciò sarebbe un enorme problema di ordine pubblico.

Noe asks:

è un po' che volevo domandartelo
Come si chiama il tuo gatto?

Your Answer:

Il mio gatto si chiama Niceforo I il Miciogatto.

Thank you, Internet

in internet/società by

Internet fa ormai parte delle vite di  buona parte di noi, da ormai alcuni lustri. Ci ha consentito di fare cose che sino ad appena venti anni fa sembravano impossibili, pertanto molte persone ritengono la nascita e lo sviluppo di Internet sul finire del XX secolo paragonabile alla nascita e allo sviluppo dell’energia, che portò alla Rivoluzione Industriale nel 1800.

Grazie a Internet siamo venuti a conoscenza di fenomeni notevoli, e altri sono nati direttamente su Internet. In questo gustoso post vorrei elencarvi alcuni di questi fenomeni, senza alcuna pretesa enciclopedica data la vastità del tema che stiamo affrontando. Buon divertimento!

 

1. Mai parlato di puttanelle

Sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze potete trovare ancora oggi un comunicato datato 10 novembre 2010 che recita quanto segue

"Stampa il testo"
“Stampa il testo”

Vi consiglio caldamente di aprire il link e di cliccare su Sintesi Vocale – Ascolta Comunicato. Una voce robotica ripeterà quanto avete appena letto, con risultati al limite del surreale.

 

2. Around The World, Around The World

Internet ha aiutato moltissimi amanti della musica a comprendere finalmente i testi di molte canzoni. Infatti, cercando su Google “nome canzone + testo” si ottengono decine di risultati di pagine che riportano il testo della canzone scelta. Ciò vale per praticamente qualsiasi canzone sia mai stata scritta. E quindi, se cercate “Daft Punk Around The Word testo” su Google, otterrete centinaia di risultati. Tutti belli come questo

Intorno al mondo, intorno al mondo
In tutto il mondo, in tutto il mondo

 

3. Sosia italiani

Vi consiglio caldamente di recarvi su questo sito, in cui potrete trovare alcuni tra i migliori sosia italiani, come ad esempio

Un giorno, e non arrivi mai quel giorno, assumerò costui come sosia di Marlon Brando
Un giorno, e non arrivi mai quel giorno, assumerò costui come sosia di Marlon Brando

 

4. La scena più bella della Storia del Cinema

Youtube è uno strumento portentoso, grazie al quale possiamo vedere e rivedere in ogni momento praticamente qualsiasi prodotto audiovisivo prodotto dall’Uomo. Compreso il film Grazie Padre Pio di Gigione e Jo Donatello, dal quale è estratta la seguente scena, indiscutibilmente la più bella della Storia del Cinema

 

5. Video musicali in versione literal

Cosa accadrebbe se il testo di una canzone descrivesse fedelmente il video della canzone stessa? Tutto nacque con Total Eclipse Of The Heart – Literal Video Version, il capostipite di questo tipo di video. In Italia, una delle versioni meglio riuscite è Tutto L’Amore Che Ho di Jovanotti

6. Massimo D’Alema images

Massimo D’Alema, oltre ad essere famoso per tutti i motivi noti ai più, negli Stati Uniti è famoso per questa immagine. Gli utenti di reddit, knowyourmemes ed altri siti che raccolgono immagini buffe e memi lo hanno amato fortissimamente, tanto da creare centinaia di varianti a quella foto, alcune delle quali sono riepilogate qui. Vi segnalo una delle mie preferite

to the infinity, and beyond
to the infinity, and beyond

 

7. Facebook durante la Seconda Guerra Mondiale

Qui potete trovare un riepilogo di ciò che è stata la Seconda Guerra Mondiale vista con gli occhi di una bacheca di Facebook, con perle tipo

oh come on!
oh come on!

 

8. Polite cat

Non sarò certo io ad insegnarvi che Interned was made for cats, cioè che buona parte di Internet è ormai concentrata su foto di gatti. Dal celebre Gatti che assomigliano a Hitler, citato anche in The Social Network della premiata ditta Fincher&Sorkin, sino alle foto dei nostri gatti sui social network. C’è però una foto in particolare, che ogni volta mi uccide per la sua bellezza, e che vi vado a proporre

For The Love Of God, Turn The Page. You Are Like The Slowest Reader Ever
For the love of God…

Ogni volta che vedo questa immagine resto incantato dalla totale compostezza ed educazione del gatto, che, nonostante si trovi ad avere a che fare con quello che oggettivamente è il più lento lettore della Terra, non impreca, ma gli chiede comunque gentilmente, per l’amor di dio, di girare la pagina.

 

Bene, siamo giunti alla fine di questa sapida carrellata di roba proveniente dall’Internet. Ringrazio tutti voi per l’attenzione, ma soprattutto il Papa Gatto che ci ha bedetto.

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Giovanni Gatto II è dalla nostra parte

 

La partita più assurda della storia del calcio

in sport by

Il 27 gennaio 1994, al Barbados National Stadium di Saint Michael, si tenne il match di calcio Barbados – Grenada. Perché mai parlare di un match di calcio valevole per il turno preliminare della Coppa dei Caraibi tenutosi venti anni fa? Perché questo match è conosciuto dagli addetti ai lavori come La partita più assurda del storia del calcio. Per farla breve: verso il finire della partita, i calciatori di Barbados hanno segnato deliberatamente un autogol. Quelli di Grenada, a quel punto, hanno provato a segnare a loro volta una rete nella propria porta. Come è stato possibile un tale rovesciamento logico? Andiamo con ordine.

Tutto nasce dal regolamento della Coppa dei Caraibi di quell’anno. Tale regolamento prevedeva, inizialmente, 6 gruppi da 3 o 4 squadre, che si sarebbero incontrate in partite secche. Al termine, la prima classificata del girone avrebbe passato il turno. In caso di parità, si sarebbe guardato alla differenza reti. Fin qui tutto bene.

Ma, appunto, fin qui. Perché gli organizzatori, in un momentary lapse of reason, inserirono altre due regole relative allo svolgimento delle partite. Innanzitutto, stabilirono che le partite non potevano finire in parità. Pertanto, in caso di parità alla fine dei tempi regolamentari, si sarebbero dovuti giocare i tempi supplementari con la regola del golden gol, ovvero chi segna il primo gol durante i tempi supplementari ha automaticamente vinto, e la partita finisce lì. La regola del golden gol in sé non è peregrina, fu adottata per qualche anno anche in manifestazioni molto più importanti (la Francia vinse un Europeo nel 2000 grazie a tale regola contro l’Italia). La cosa che lascia interdetti è il suo utilizzo in partite che non sono ad eliminazione diretta, partite che per definizione possono finire anche in parità.

Ma non è certo questo il problema. Il vero problema, il comma del regolamento che ha trasformato Barbados – Grenada nella partita più assurda di sempre, è un altro: l’eventuale gol segnato nei supplementari, non si sa bene per quale imperscrutabile motivo, sarebbe valso doppio. Quindi, se per ipotesi una partita fosse finita ai tempi regolamentari sull’1-1, e poi un team avesse segnato durante i supplementari, la partita sarebbe finita 3-1. Con tutto ciò che ne consegue, soprattutto in termini di differenza reti.

Orbene, fatta questa doverosa premessa, veniamo al nostro match, che fu l’ultimo di un girone che comprendeva Grenada, Barbados e Porto Rico. La partita tra Porto Rico e Barbados terminò 1-0. La partita tra Grenada e Porto Rico terminò 2-0 dopo i tempi supplementari (quindi, in realtà, 1-0. Ma per quella folle regola succitata, formalmente fu considerato 2-0). A quel punto guidava la classifica Grenada con tre punti in una partita e differenza reti +2, seguita da Porto Rico con tre punti in due partite e differenza reti -1 e Barbados con zero punti in una partita e differenza reti -1. I più attenti di voi avranno già notato che, per passare il turno, Barbados avrebbe dovuto vincere contro Grenada con due (o più) gol di scarto. Vincere con un solo gol di scarto avrebbe sì portato Barbados anch’essa a tre punti, ma con differenza reti zero, inferiore a quella eventuale di Grenada (+1).

Il match si mise subito bene per Barbados, avanti per 2-0 nel primo tempo: a passare il turno sarebbe stata quindi Barbados. All’83mo minuto, però, Grenada accorciò le distanze portandosi sul 2-1. A quel punto, sarebbe stata Grenada a passare il turno. Quindi Barbados si lanciò disperatamente all’attacco alla ricerca del gol del 3-1. Questo però fino all’87mo minuto, quando Barbados ebbe la più grande idea dopo il big bang, che mi piace immaginare sia nata così:

– riga’, qua c’avemo solo du minuti per fa’ un gol, se mette male.
– senti un po’, e se invece ci facciamo un autogol?
– ma sei cretino?
– no, ascolta. Noi ci facciamo un autogol, andiamo sul 2-2 e quindi andiamo ai supplementari. A quel punto abbiamo 30 minuti, e non più 3 più recupero, per segnare il gol che ci serve. Perché, ti ricordo, che il gol nei supplementari vale doppio. La partita a quel punto finirebbe 4-2 e noi saremmo qualificati.
– BELLO CHE SEI, VIENI QUA, FATTI DARE UN BACIO IN FRONTE!

e così avvenne.

Al minuto 87 il difensore di Barbados Sealy tirò fortissimo verso la propria porta, portando il match sul 2-2. A quel punto, però, i giocatori di Grenada capirono la strategia di quelli di Barbados, e fecero una riflessione che mi piace pensare sia stata fatta così

– anvedi ‘sti bastardi, cor 2-1 passavamo noi, mo invece se dovemo fa’ pure i supplementari, cor rischio che ‘sti stronzi vincono 4-2 segnando solo un gol!
– senti un po’, e se invece ci facciamo un autogol?
– ma sei cretino?
– no, ascolta. Facciamo come hanno fatto loro. Perché si sono fatti un autogol? Perché per loro pareggiare è meglio che vincere con un gol di scarto. Appunto. Facciamoci anche noi un autogol, la partita finirebbe 3-2 per loro ma saremmo qualificati noi.
– BELLO CHE SEI, VIENI QUA, FATTI DARE UN BACIO IN FRONTE!

e così avvenne.

I calciatori di Barbados, a quel punto, si resero conto che stavano per subire lo stesso trattamento che avevano riservato a quelli di Grenada poco prima, e quindi, invece di difendere la propria porta e di attaccare verso la porta di Grenada, cominciarono a difendere la porta di Grenada. Tutto qui? No, perché, se ci pensate bene, a Grenada andava bene non solo l’autogol, ma anche il gol, perché a quel punto, vincendo 3-2, avrebbe chiuso ogni tipo di discorso qualificazione portandosi a quota 6 punti in classifica.

Dopo il 2-2, quindi, Grenada provò a farsi un autogol, ma i calciatori di Barbados glielo impedirono. Allora Grenada provò a segnare, ma i calciatori di Barbados glielo impedirono. Insomma, gli spettatori assistettero allo spettacolo più assurdo mai avvenuto su un campo di calcio: una squadra (Barbados) difendeva entrambe le porte e un’altra (Grenada) attaccava entrambe le porte. Lisergico.

Per la cronaca: ai supplementari Barbados riuscì effettivamente a segnare, la partità finì 4-2 e Barbados passò il turno.

La matematica non è un’opinione; l’inferenza, a volte, sì

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Me ne tornavo bel bello da 800 grammi di pizza di Roscioli, quando ho letto questo tweet che diffondeva i risultati delle Primarie Delle Idee organizzate lo scorso weekend da Fratelli d’Italia – Centrodestra Nazionale.

"Ritwittato da Fabrizio Bracconeri" è una voluttà da fine gourmet
“Ritwittato da Fabrizio Bracconeri” è una voluttà da fine gourmet che spero possiate cogliere

L’analisi fatta dall’utente sembra fornire un dato molto interessante, e cioè che più dei tre quarti degli elettori di Fratelli d’Italia vogliono che sia inserita la storica fiamma di missina memoria nel simbolo del loro partito.

Perché dico “sembra”? In effetti è vero che, se si sommano i voti ottenuti dai simboli che contengono la succitata fiamma, si giunge alla percentuale del 77.9%. Ma non notate nulla di strano? No che non lo notate, anzi, probabilmente state pensando “ecco, vedi, sono sempre i soliti fascisti demmerda!”.

E allora ci penso io a voi. Quelli qui sopra erano gli otto simboli tra i quali si poteva scegliere. Gli unici otto simboli tra cui si poteva scegliere. E, tra questi otto, sei contengono la fiamma. Sei diviso otto fa 0,75, cioè… il 75%. A questo punto, miei giovani amici, penso vi sia chiaro che l’analisi “il 77.9% dei votanti vuole la fiamma nel simbolo” ha la stessa profondità della battuta che mi faceva mio zio, unico fratello di mia madre, quando io, unico figlio di sua sorella, ero bambino: “sei il miglior nipote che ho!”.

Tutto questo mi fa venire in mente due riflessioni. La prima riguarda un’analisi che ebbe a fare Daniele Luttazzi (o chi per lui) in un suo monologo di qualche lustro fa su Berlusconi, soffermandosi su alcuni degli stilemi comunicativi del Cav. In particolare, Luttazzi (o chi per lui) si soffermava sul fatto che, quando Berlusconi parla di cifre, utilizza sempre numeri decimali: “il PIL è cresciuto del 2,7%”, “abbiamo abbassato la disoccupazione del 3.4%”, “i comunisti hanno alzato la pressione fiscale del 5,8%”. Fateci caso la prossima volta che ascoltate lui (o chi per lui): l’utilizzo della cifra decimale rende autorevole chi parla, da subito l’idea di uno che ha studiato seriamente il tema, ed è pervenuto ad un risultato preciso. Usare il decimale parlando di cifre è garanzia di affascinare l’interlocutore, è come quando si cita Wittgenstein (che già il nome è bellissimo) “su ciò di cui non si può parlare si deve tacere” per darsi un tono, quando invece si vorrebbe semplicemente dire “ma statte zitto, a cojone!”.

La seconda è una riflessione legata ai sistemi elettorali. Molto spesso, quando qualcuno si lamenta del quadro politico nazionale, riceve come risposta “potevi votare qualcun altro!”. Ecco. Pensate adesso ai simboli di Fratelli d’Italia presenti sulla scheda. Il 75% di essi contiene la fiamma, e il risultato è che il 77.9% degli elettori ha votato un partito con la fiamma. Sostituite adesso “fiamma” con un termine a piacere (“cretini”, “mariuoli”, “cialtroni”, “irresponsabili”, “Amedeo Minghi”) e otterrete la XVII Legislatura della Repubblica Italiana.

Conclusione: andate a mangiare la pizza al taglio da Roscioli, quella con pachino e basilico e quella con cicoria e salsiccia sono davvero deliziose.

Heisenberg presidente? Per me è sì

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Mentre ero in macchina ho sentito in radio che dal 2014 il rinnovo della patente non funzionerà più come funzionava finora. Ovvero: finora la Motorizzazione, dopo il rinnovo, ti dava un adesivo da attaccare alla patente. Dal 2014 sarà invece necessaria una nuova emissione della patente. Provvedimento del Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti.
Primo pensiero: Lupi deve qualche favore all’azienda che produce le patenti, a chi le stampa, insomma, non ha senso un provvedimento di questo tipo. Perché non credo che un adesivo costi più della nuova emissione della patente.

Poi sono tornato a casa, mi sono immerso in Breaking Bad, e mi sono imbattuto nella gif in cui Walter White chiede “davvero vuoi vivere in un mondo senza Coca Cola?”.

 

Do you really wanna live in a world without Coca Cola?
Do you?

E nemmeno per un attimo ho pensato che la Coca Cola avesse dato del danaro a Gilligan per piazzare il proprio nome nella serie. Anche perché il nostro professore di economia aziendale, il primo anno di università, ci fece notare questa cosa divertente: “se andate in un bar, di solito, chiedete beni generici: caffè, acqua, panini, succhi di frutta… e Coca Cola. In automatico, come se fosse qualcosa di generico, e non un prodotto. Ecco la potenza di Coca cola, prima che industriale, iconica”. Quindi ha perfettamente senso utilizzare la Coca Cola come si parlerebbe degli uccelli, del cielo azzurro o di una tempesta. Fa parte di noi.

Questo per dire che Breaking Bad è molto più credibile dello Stato Italiano.

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