un blog canaglia

Author

Platano Sorrentino

Platano Sorrentino has 97 articles published.

Come finire in un pantano senza accorgersene

in politica by

La Costituzione da quando è in vigore, in singole parti, è stata modificata almeno 30 volte.

Quando devi vararne una nuova o modificarla ampiamente, lo puoi fare solo a maggioranza allargata, altrimenti, se lo fai da solo, ti suicidi.

Per tale motivo la riforma Boschi passò in Parlamento con la maggioranza dei 2/3.

Ci si arrivò dall’assunto che bisognava cercare una maggioranza ampia. I grillini si sfilarono subito. Silvio, dato per morto dall’esito delle politiche 2013, fiutò l’occasione per restare a galla e diede la sua disponibilità. E Patto del Nazareno fu.

Poi però quel vecchio lupo del Berlusca, per bruciarlo politicamente, come aveva fatto con D’Alema in occasione della Bicamerale, si tirò indietro lasciando il cerino in mano a Renzi. Grillo lo sapeva e non aspettava altro.

A quel punto Renzi o lasciava perdere (ma poteva mai farlo con il timbro efficientista che aveva dato a se stesso ed al suo governo?) o portava avanti la riforma attraverso il referendum, che doveva essere l’unico modo per farla passare, sigillandola con un potenziale ampio consenso elettorale.

Si potrebbe obiettare:
1) Renzi ha sbagliato a chiedere referendum. Ma il referendum sarebbe stato chiesto lo stesso dalle opposizioni o da 5 Consigli regionali.
2) Renzi ha sbagliato a personalizzare. Sicuramente si, ma poteva fare diversamente quando aveva ricevuto come obiettivo principale del suo mandato Fare le riforme?

Da capo del Governo, che rappresenta tutto il paese e non una parte soltanto, doveva starsene in disparte. Infatti all’inizio aveva dato incarico alla Boschi che però non si è dimostrata all’altezza del compito di promuoverla e portarla avanti. Renzi, di conseguenza, costretto dalle cose a personalizzare, si è trovato in acque agitate, anche perchè la sua politica economica di stampo blairiano da Terza via anni novanta, giusta o sbagliata ognuno la pensi come vuole, non ha migliorato le condizioni peggioranti di larga fascia della popolazione che, insoddisfatta, di fronte ad una sua narrazione iperottimistica da Milano da bere anni ottanta, è andata a votare e l’ha bocciato.

Come si è arrivati a tutto ciò? Facciamo un passo indietro. Elezioni 2013. Non vince nessuno, entrano in crisi, richiamano Napolitano, il quale dice “ragazzi qua siamo nella cacca quindi dobbiamo fare le riforme”. A quel punto non andando subito di nuovo al voto, i governi (Letta/Renzi) scelti dal rieletto presidente della Repubblica, hanno come obiettivo principale le riforme.

Ma che tipo di riforme? L’errore è stato questo, cioè porre un’ampia riforma della carta costituzionale al centro dell’azione di governo (una roba troppo generica e rischiosa visti i precedenti, perchè se non si sono mai fatte prima un motivo ci sarà ed è la forte contrapposizione politica).

L’errore di Renzi è stato accettare l’incarico da Napolitano. Renzi,divenuto padrone del Pd dopo la disfatta di Bersani, aveva dalla sua l’euforia della novità che porta con sé sempre un certo fascino nell’elettorato. Vinceva le Europee e si sarebbe presentato a nuove elezioni senza il carico impopolare che stare al governo comporta. Molti elettori indecisi che nel 2013 avevano votato Grillo, avrebbero votato per lui. Ma ha pagato i punti deboli degli ambiziosi: l’impazienza e la spavalderia.

L’errore di Napolitano è stato pensare di uscire dall’impasse del risultato elettorale del 2013 attraverso un troppo ampio quanto vago disegno di riforma costituzionale, quando bastava più semplicemente fare una legge elettorale decente. Poteva dare l’incarico ad una personalità superpartes con scopi brevi di ordinaria amministrazione e di riforma della legge elettorale, con un governo che per forze di cose sarebbe stato sostenuto da tutti o quasi i gruppi parlamentari. Incaricando un politico ha innescato la politicizzazione delle riforme e chi non ci è entrato infatti ha potuto gridare al “ladri ladri ladri… non avete vinto elezioni etc etc” criticizzando il contesto ancora di più.

Il Napolitano rieletto ha fatto questa mossa spinto dalla paura di consegnare il paese ai 5 Stelle. Ma da organo di garanzia e terzietà, facendo quindi una mossa da molti percepita  come ‘di parte’ e quindi facilmente strumentalizzabile, ha finito con il caricare la faccenda di una forzatura eccessiva, sporcando un intento pacificatore e stabilizzante, innescando effetti opposti e ulteriormente divisivi.

Ma l’errore principale è stato richiamare Napolitano. La proposta a rieleggerlo è nata all’interno di una rilevante parte di quel mix di mondo liberale nostrano ed ex picisti, che possono essere dei buoni tattici da salotto ma a strategia stanno a zero, capendo da sempre molto poco le dinamiche politiche e sociali della realtà italiana. La rielezione comportava di per sè il mettere sul piatto qualcosa in più per giustificarla, un plus emergenziale e drammatico sproporzionato però a ciò che poi effettivamente poteva essere concretamente realizzato e che bolliva in pentola.

Un più prudente Presidente della Repubblica, magari non condizionato dal carico emergenziale di una rielezione mai avvenuta nei settant’anni di una Repubblica che ha conosciuto momenti molto ma molto più drammatici, avrebbe detto: “Cari parlamentari, siete dei caproni, quindi fate una riforma elettorale decente entro un anno e poi rivotiamo. Inutile fare un ampia riforma costituzionale perché non ne siete capaci né ci sono le condizioni politiche e culturali, e perché se vi concedo questo mandato combinerete un bordello”.

Ed infatti bordello è.

Soundtrack:‘Brothers in arms’, Dire Straits

I Cleveland Cavaliers per sempre nella storia NBA

in sport by

Tra un’ora c’è la finale NBA”.
Spunta questo in mezzo al flusso di messaggi che si rincorrono la notte di domenica durante la maratona dei risultati elettorali delle amministrative.
Non rispondo, ma quel messaggio mi rimane impresso come un pizzichìo leggero e costante.
Torno a casa, attacco la Tv che quasi ovunque propina programmi speciali dove la fanno da padrone le continue dichiarazioni ed analisi sulle proiezioni e sui primi dati reali, la carrellata solita di dissimulazioni, ritirate, “io l’avevo predetto”, il tutto ornato da facce distrutte e livide da una parte e contente e straentusiaste dall’altra.
Non ci metto troppo ad addormentarmi.
L’indomani mattina scoprirò di essermi perso una delle migliori finali Nba di sempre.

Ricevo e pubblico

“L’amore e la passione per il basket sono qualcosa di difficile da spiegare.
Uno o ce l’ha o non ce l’ha.
Ed è questa passione che ti porta a passare una notte insonne con un gruppo di amici “malati” come te, che in barba al fuso orario si ritrovano a guardare la Gara 7 delle finali NBA 2016 alle 2 di mattina.
E va bene così.

Finali NBA da cardiopalma come non mai. Golden State ci è arrivata battendo nella finale della Western Conference gli Oklahoma City Thunder di Kevin Durant dopo esser andata sotto 3-1, inanellando 3 vittorie di fila e quindi il 4-3 finale. E soprattutto forte del record ineguagliato di 73 partite vinte sulle 82 della Regular Season… parliamo di cifre stellari.

Cleveland del “prescelto” Lebron James, ci arriva dopo una finale della Eastern Conference vinta per 4 – 2 sui Toronto Raptors .. non dico facilmente ma di certo non combattuta come quella della costa Ovest.. e con una Regular season di 57 partite vinte e 25 perse.. ma soprattutto ci arriva con ancora  nella testa il ricordo delle finali dell’anno scorso, dominate da Golden State su una Cleveland decimata dagli infortuni e con un Lebron stravolto in gara 6 per terra dopo il canestro definitivo di Golden State.

Ed eccoci alle finali del 2016.. Golden State avanti di 2 , poi Cleveland vince in casa e siamo 2-1…poi Golden State che vince a Cleveland e siamo 3-1.. sembra fatta per i Warriors e invece.. invece Cleveland comincia finalmente a giocare come una “squadra”, smettendo di cercare incessantemente l’uno contro uno e il gesto spesso inutilmente egoistico del campione.. e allora vince ad Oakland gara 5 e siamo 3-2.. poi torna a Cleveland e vince ancora e siamo 3-3.. ed è gara 7 belli miei.

Tutti pensiamo che Golden State non possa perdere.. compreso me che tifo Lebron e Irving ma voglio dire.. gara 7, casa loro e tutti quei record in Regular Season.. però la birra è fresca e Mauro “ The Bro” ci ha convocato a casa .. non possiamo mancare.

Ed allora comincia la visione di una Gara 7 da far tremare i polsi e soprattutto le coronarie.. una partita che è stata lo specchio del basket che amiamo.

Punto su punto fino alla fine..Golden State che stacca di 8 punti a inizio 3° quarto e tutti pensiamo “è finita ora dilagano” e invece.. Cleveland recupera gli 8 punti ed è parità .. ma Golden State non ci sta.. Curry mette dentro un 3 punti e torna in vantaggio di 5 punti.. ma Cleveland inarca le schiena e li raggiunge e torna avanti di 7 punti .. Golden State si rifà sotto e recupera e fino alle fine testa a testa.. a 4 minuti dalla fine del 4° quarto le squadre sugli 89 pari.. non ce la fanno più, la stanchezza fisica dilaga per entrambe e i tiri sbagliati non si contano.. ma manca poco più di un minuto, la palla arriva a Kyrie Irving che in 10 secondi ci mette tutto quello che ha imparato sui playground e punta Curry.. altro che cuore oltre l’ostacolo.. Irving oltre l’ostacolo ci butta cuore mani e coglioni.. e ha ragione lui.. la palla rimbalza sul parquet Curry cerca di difender come sa fare ma.. ecco che Irving scocca il tiro da 3 punti “in faccia” a Curry che ne è il Re.. strano scherzo del destino .. e Cleveland a quel punto sente che ce la può fare.

Mancano 53 “ al fischio della sirena.. Golden State rimette e la palla arriva sul vertice dell’area da 3 punti a Curry.. che palleggia ma soffre la marcatura di Love ( lo so quello che ho scritto sembra una bestemmia ma è vero LOVE IN QUEST’AZIONE RIESCE ANCHE A DIFENDERE.. COME SE TUTTI I PIANETI DELLA VIA LATTEA SIMULTANEAMENTE SI ALLINEASSERO) , scocca il tiro che però rimbalza sull’asta del cesto e al rimbalzo ovviamente lui, Lebron ..siamo quasi alla fine mancano 17 secondi.. Irving parte dalla sua area con ancora velleità d’attacco..entra nell’area fa per penetrare ma regala a Lebron un’assist che il nostro si prepara a trasformare in schiacciatona quando.. SBAM arriva Green (indomabile fino alla fine e senza ombra di dubbio il migliore dei suoi ) che compie un fallo.. Lebron cade e resta a terra urlando.. sembra si sia seriamente fatto male a un braccio .. attimi di nervosismo, si teme il peggio ma poi alla fine si rialza per i due tiri liberi ( il che fa pensar al buon Riccardo che mai Lebroniano è stato “ me sa che ha fatto finta per guadagnar tempo”.. e potrebbe anche essere ).. ricordo che il punteggio è ancorato sui 92 Cleveland 89 Golden State … Lebron scocca il primo e lo sbaglia.. ma il secondo è dentro.. mancano 10 secondi, la palla arriva a Curry che ne prova uno da 3.. ma non è proprio la sua serata e anche questo rimbalza sull’asta del cesto.. meno 3 2 1 secondo FINE.. con la panchina di Cleveland che esplode e il silenzio della Oracle Arena.. sconfitti in gara 7 in casa propria è qualcosa a cui nessun degli spettatori vuol credere.

E come per liberazione Lebron si sdraia sul parquet e piange.. che ve devo dì.. mi sto immedesimando e anche a me sta per uscire una lacrimuccia.

Ma non c’è tempo per morire..

Ci ricordiamo tutti che domani si va a lavorare.

Va bè daje Cleveland ma mo tengo da I’ a dormì”.

Scatta la ritirata simultanea con pacca sulle spalle all’uscita .. si è visto qualcosa di veramente memorabile.. la prima vittoria nel campionato NBA di Cleveland e la prima volta che nelle finali una squadra sotto di 3-1 rimonta fino a vincere 4-3.

Chiudo consapevole che quello che ho scritto a molti di voi giustamente non dirà un cazzo.. ma per noi 7 è stata una cosa che non scorderemo facilmente.. anzi diciamolo.. mi sa proprio che ce la ricorderemo per sempre.”

Mauro Mantovani

Soundtrack1:’Free At Last’, Al Green

Soundtrack2:’Me and the Devil’, Gil Scott Heron

Soundtrack3:’Cynthy Ruth’, Black Merda

Soundtrack4:’Won’t get fooled again’, The Who

Il Giornale e il Mein Kampf: lo sdegno della domenica

in giornalismo/politica/società by

Leggendo vari commenti ed alcune riflessioni in merito alla polemica sulla diffusione da parte de Il Giornale del Mein Kampf, mi è tornata alla memoria una storiella accaduta durante l’ultimo concerto dei Nerorgasmo, avvenuto nel 1993 all’El Paso Occupato di Torino.

I Nerorgasmo sono stati una band hardcore punk italiana attiva dalla prima metà degli anni ottanta fino agli inizi dei novanta aTorino, che proponeva un hc/punk cupo e dalle tematiche nichiliste.

Riportiamo la testimonianza di Simone Cinotto, uno dei componenti e fondatori del gruppo insieme a Luca Abort Bortolorusso ( qui trovate tutta l’intervista):

“Nell’ultimo concerto alla batteria suonò Francesco Dilecce, ora mio batterista nei Via Luminosa. Con lui abbiamo fatto l’ultimissimo concerto dei Nerorgasmo, quello che è diventato l’album “Nerorgasmo Live a El Paso” e in cui Luca era vestito da nazi. Credo che sapesse che sarebbe stato davvero l’ultimo concerto. Mi ricordo che è stato tutto il giorno, dalla mattina alle otto, fino a mezzanotte, prima di suonare ad assemblare l’uniforme da ufficiale SS. Chicca, la sua ragazza dell’epoca, appena prima del concerto mi disse ‘Che due palle, mi ha portato in giro tutto il giorno per tutta Torino a cercare tutte le cose, maniacalmente.’ Voleva proprio la mostrina della particolare divisione delle SS… ti ho detto no che faceva un sacco di modellismo fin da piccolo, con la passione per i soldati nazi?” (.)

“A quel concerto c’era pure Lallo, un eccellente bassista che ha fatto tra l’altro il turnista per artisti importanti. Non avevamo ancora iniziato a suonare e Lallo ha cominciato a fare il culo a Luca per il suo abbigliamento nazi, ‘Come cazzo sei vestito? Vergognati! Levati di torno’. La cosa è andata avanti per quasi tutto il concerto. E allora Luca ha fatto quel discorso che c’è anche registrato nel disco: «Volevo ricordare alla gente che si scandalizza ancora per queste cose che la nostra società ha assorbito tutto quello che c’era da assorbire dal nazismo, tanto è vero che i viaggi in Volkswagen, le vacanze e la vita come la facciamo noi adesso è quella che era stata programmata allora! E i nostri lager sono il terzo mondo lontani dagli occhi e lontano dal cuore… quindi la gente che si scandalizza di fronte ad una croce uncinata messa al collo per provocazione dovrebbe fare un pochino più attenzione a quello che gli gira intorno e alla vita che fa… perché se vogliamo guardare la nostra società è tutta nazista!»(.)

Ora, sicuramente direte voi, che c’entra tutto questo con la polemica degli ultimi giorni?

Vuoi dire che noi viviamo sotto il nazismo?

Pensi di risolvere la questione con questa storiella di questo tipo ipersconosciuto che nessuno sa chi sia?

No No. Assolutamente.

Mi pare però giusto sottolineare che molti di questi scandalizzati della domenica si ingoino tutta la cloaca illiberale possibile ed immaginabile ogni giorno, per poi indignarsi per la distribuzione da parte di un quotidiano, di un testo scaricabilissimo gratuitamente su internet e che si trova quasi regalato in ogni mercatino di provincia e non.

La diffusa reazione indignata alla provocazione de Il Giornale, è identica a quella del tipo che durante un concerto punk insultava irritato e sdegnato un frontman di una band hardcore vestito da mezzo Ss.

Ed è, credo, un tantino, ma proprio un tantino, esagerata.

Soundtrack1:’Adagio’, Tommaso Albinoni

 

Olimpiadi a Roma: una soluzione semplice

in politica by

Sembra che il tema Olimpiadi 2024 stia diventando l’argomento principale della disputa del Ballottaggio per l’elezione del sindaco di Roma.

In realtà, diciamolo subito, esiste una soluzione molto semplice.

E cioè far decidere i cittadini romani attraverso un semplicissimo referendum.

La richiesta c’è già ed è quella proposta mesi addietro dai Radicali.

Basterebbe che i due candidati a sindaco sostenessero tale iniziativa e, in subordine, si impegnassero, una volta eletti e qualora non si riuscisse a raccogliere le firme, ad indirlo con una loro iniziativa come previsto dallo statuto dell’ente comunale.

Si prendano la responsabilità di far decidere i romani.

Semplice, non vi pare?

Perché devono decidere Montezemolo o pochi altri?

Decidessero i romani se ospitare o meno queste Olimpiadi.

Si indice un referendum e si sceglie.

Ci saranno quelli favorevoli perché le Olimpiadi creeranno posti di lavoro e serviranno come occasione per rilanciare l’immagine e la reputazione mediatica di Roma dopo gli scandali degli ultimi anni.

Quelli contrari, per i quali sono solo l’ennesimo favore da fare ai soliti costruttori e palazzinari speculatori, l’ennesimo evento inutile in confronto ai tanti problemi che affannano la città, sui quali sarebbe meglio che l’azione amministrativa si concentrasse totalmente.

E quelli disinteressati che se ne staranno a casa.

Ognuno porterà a sostegno delle proprie tesi opinioni e tabelle con costi, benefici, vantaggi o svantaggi impattanti negativamente o positivamente sulla città.

Si vota e la maggioranza decide.

Si è votato sul nucleare e volete che non si possa fare un referendum sulle Olimpiadi?!

Perché avere paura delle decisioni delle maggioranze su un tema del genere?

Se in questi giorni sentirete dibattiti e insulti e teatrini vari, le speculazioni sulle frasi di Totti, gli aut aut di Montezemolo e Renzi o le ambiguità contraddittorie della Raggi, sappiate e dite che la soluzione c’è, è semplice ed è già partita..

Il referendum, appunto.

C’è un’iniziativa in tal senso che va avanti da mesi.

Seguitela e, se volete, sostenetela.

Soundtrack:’Higgs boson blues’, Nick Cave

Una legge elettorale che funziona

in politica/società by

Ammettiamolo, siamo troppo abituati a vedere le cose che vanno male per accorgerci invece di quelle che funzionano.

Per esempio, dopo le elezioni di domenica tutti a spremersi le meningi sui pericoli che ci potrebbero essere dopo quel che è successo, quando invece la notizia più bella e sorprendente è che abbiamo una legge elettorale che funziona.

Cazzo, in Italia abbiamo una legge elettorale, quella dei Comuni appunto, che nessuno contesta, che nessuno dipinge come la plastificazione creatrice di un regime autoritario ed antidemocratico.

Garantisce la massima partecipazione di tutti i soggetti possibili ed immaginabili con soglie di sbarramento ragionevoli ed accettate da tutti, produce una buona affluenza elettorale, delinea, attraverso l’elezione diretta del sindaco, maggioranze che sono solide e durature per tutto l’arco del mandato. Nessuno ha invocato brogli e l’invio degli osservatori dell’Ocse.

Certo, ci possono essere situazioni limite come quelle avvenute a Roma con Marino o a Cosenza, dove i vertici nazionali dei partiti hanno imposto la fine anticipata del mandato elettorale attraverso nessun passaggio d’aula, ma con le dimissioni dei consiglieri di maggioranza davanti ad un notaio. Ma, appunto, sono casi limite ed eccezionali, e dal 1993 (anno dell’entrata in vigore della legge) ad oggi, sono più o meno gli unici.

Dove nessun candidato al primo turno ha vinto superando il 50%, ci sarà il ballottaggio.

Gli elettori dei candidati sindaci che non parteciperanno al secondo turno, potranno decidere se astenersi in quanto non adeguatamente rappresentati, o scegliere in base al principio del male minore o minor danno, o ricredersi e dare il voto ad uno dei candidati precedentemente ignorato.

Ed alla fine ogni città avrà un suo sindaco, eletto direttamente dai suoi cittadini con una maggioranza che ha lui come garante e centro di riferimento, in quanto se sfiduciano lui si torna direttamente al voto.

Cose normali, ovvie.

Ma non da noi, diciamolo, torturati da decenni di leggi elettorali nazionali illegittime o che non garantiscono spesso nè governabilità né un’accettabile rappresentanza .

Ho scritto un temino di terza media, lo so.

Ma l’urgenza di testimoniare che “oh cazzo, abbiamo una cosa che funziona e sulla quale non è scoppiata una guerra termonucleare tra bande e fazioni”, era troppo forte ed immediata.

La personalizzazione dello scontro, la delegittimazione dell’altro, il finto cinismo, le varie vanità mediatiche elettoralistiche, hanno,  almeno a me, un po’ stancato. Questo nascondere la propria impossibilità dietro l’impossibilità generale, non credere nelle possibilità degli altri, il sospetto come modo di essere, hanno un pochino rotto le balle (lo dico a me per primo).

Una sera, a cena con altri autori del blog, si parlava di Scalfari. Ad un certo punto dico che a casa possiedo i volumi usciti con la Repubblica di tutti gli editoriali dell’Eugenio nazionale. Un altro autore mi rimbrottava simpaticamente dicendo” Ma perché? E’ uno dei personaggi più sopravvalutati degli ultimi decenni. Non ne ha mai azzeccata una.”

Finita la cena, mentre tornavo a casa, la discussione mi è tornata in mente e mi ha fatto pensare. In effetti un po’ è vero. Ho letto molti editoriali di Scalfari, alcuni buoni, altri si potevano tranquillamente anche non leggere. Ma ce n’è uno, non so se buono o no, ovviamente impregnato di moralismo e senso di superiorità che sono quasi i suoi segni distintivi, che a me è sempre rimasto impresso (non so perchè), che ci paragona ad uno specchio rotto.

“A guardare con occhi distaccati (ma è possibile?) l’Italia di oggi viene in mente uno specchio rotto. Tanti specchi rotti e ridotti in frammenti che riflettono, ciascuno, un’immagine parziale e deformata della società. Un effetto di rifrazione.

In quella molteplicità di immagini si specchia una moltitudine di gruppi sociali grandi e piccoli; nei frammenti di minime dimensioni si specchiano singoli individui. Ciascun – gruppi e individui – guarda se stesso e se ne compiace, ma non c’è la visione di insieme. Si parla molto spesso di identità condivisa, di valori e di obiettivi condivisi, senza comprendere che la condivisione è diventata impossibile.”

Forse è così, siamo parti di uno specchio rotto, siamo diventati noi stessi uno specchio frantumato, e per questo non riusciamo più a guardare e vedere le cose che funzionano.

Ecco, sarebbe ora di cominciare ad usare una nuova e diversa prospettiva.

Soundatrack1:’Is It Because I’m Black’, Syl Johnson

Soundtrack2:’Shaft1′, Isaac Hayes

Zelig in evidenza

in internet/scrivere/società by

You realise che stai arrivando a Craco quando d’un tratto lo sconfinato verde dei boschi lascia il campo a praterie di giallo ocra su cui troneggiano, come giganti addormentati, i calanchi.

Craco, comune italiano della provincia di Matera, è un luogo dove il tempo si è fermato in un’epoca incerta, ancestrale, indefinita. Le case arrampicate sulla roccia hanno finestre scure che sembrano scrutarti con sguardo spento ed autistico.

Le abitazioni con le ringhiere finemente decorate ma arrugginite, sono tutte abbandonate e rendono il paese una specie di conformazione plastica del relitto di una nave.

craco
A Craco non ci abita più nessuno, tranne una coppia di pastori che, occupato una casa abbandonata, ci sosta raramente. La popolazione (circa 700 abitanti) vive nella vicina località di Craco Peschiera.

La strada principale è un viale in pietra.

Il cammino è tutto in salita.

Il cuore in cima è una torre normanna del 1040 d.c.

Antico borgo medievale, importante centro strategico militare durante il periodo normanno, divenne sede universitaria nel 1276. La leggenda narra che ci giunse ferito San Vincenzo martire insieme a San Maurizio durante il viaggio di ritorno dalle crociate in Terra Santa. È storia reale invece la fucilazione di una ventina di briganti di fronte al campanile della chiesa Madre nel corso delle rivolte post-unitarie.

Craco diventa una città fantasma nel 1963, quando un’enorme frana, causata dalla composizione argillosa del suolo, si portò via un pezzo di paese e tutte le reti idriche e fognarie. Gli unici edifici ancora in piedi sono quelli risalenti al medioevo, come la vecchia torre, le chiese e alcuni palazzi importanti dell’epoca.

La frana ed una massiccia emigrazione al nord Italia e all’estero lo svuotò in breve tempo.

Craco è ormai diventato un luogo quasi soprannaturale, con i suoi silenzi continui. Durante le ore notturne, nel deserto totale, il vento fa letteralmente ululare il paesino dalle varie fessure e crepe degli edifici. Le tantissime finestre rotte e semi-divelte sbattono in continuazione. La presenza di cani randagi dà spesso l’impressione che ci siano presenze ultraterrene che stazionano per il paese.

E’ proprio qui che la notte di qualche settimana fa, l’ingegner Paolo Pretocchio* ha organizzato un summit semiclandestino chiamato L’acqua calda’s blocked, ultimissimo evento dell’embriornale fase di costituzione del Progetto Bimbozzi, che secondo le sue stime dovrebbe prendere il potere tra il 2026 ed il 2030.

Presente lo stesso Bimbozzi, che capitanava nell’oscurità della notte alcune figure con fiaccole e candele.

Prima che l’evento inizi, riusciamo a fumare qualche sigaretta ed a scambiare qualche chiacchiera con alcuni dei convenuti. Il concetto principale dell’essere a Craco lo spiegano quasi tutti così:” Tutti parlano della fine degli Stati Nazione, ma nessuno della nascita di Monarchie Immateriali come Google, Apple, Facebook, che hanno come territorio il non luogo del tecnoweb, come popolo gli utenti utilizzatori schedati, e come monopolio della forza il potere d’escludenza dell’algoritmo meccanico. Sul Non luogo non ci sono spazi e margini di operatività. Il Non luogo è quasi tutto occupato, è saturo. Bisogna inevitabilmente trasferirsi e colonizzare il Fuoriluogo. Il nostro luogo sarà il Fuoriluogo. E Craco, appunto, rappresenta perfettamente il concetto di Fuoriluogo.”

Rispetto alle altre volte, però, non siamo riusciti ad intervistare l’ingegnere che, terminata l’adunanza, è dovuto partire immediatamente per impegni d’affari verso Delaware, il nuovo paradiso fiscale creato da Obama negli States.
dealw

Vi riproponiamo lo stesso alcuni passaggi del suo intervento blobbati e campionati con modalità che non possiamo riferire per ragioni che lasciamo custodite al mistero di Craco.

“Questa di stanotte è la prima tappa della nostra spedizione verso l’interno, è la prima meta della nostra Anabasi.

Non si possono scalare le montagne con sacchi di immondizia trascinate sulle spalle. Dovete liberarvi di tutto il male che tenete dentro. Il Progetto Bimbozzi non è una confessione. E’ una liberazione. Gli incubi non sopravvivono nella luce.

Tutti siamo turbati occasionalmente da ansietà ricorrenti, prodotto di una qualche colpa occulta, segreta, che nemmeno sappiamo quale sia o che nemmeno magari esiste.

Il senso di colpa è un’istanza psichica derivante dall’originaria identificazione del bambino con le figure genitoriali e con gli educatori, atta a mantenere in vigore i valori culturali da essi trasmessi attraverso la paura di perdere il loro amore e di essere punito.

Ognuno ha un suo limite.

Ognuno si identifica con il suo limite.

La paura della punizione ti porta all’esitazione se accettare il limite o superarlo.

Nella volontà di superarlo ci si scontra con lo spavento della sua perdita, perdita che in qualche misura diviene perdita della propria identità per via della coincidenza individuo-limite.

Quando non lo si vuole superare ci rassicuriamo momentaneamente, ma poi spuntano il disprezzo di sé, i complessi di inferiorità.

Allora si prova a superarlo con l’immaginazione, che come un surrogato dell’avercela fatta, dà il via alla fantasticheria, alle arie di superiorità e di arroganza.

Si recita un personaggio che non si è, ricadendo in continuazione nel dubbio di esserlo, con l’inevitabile alternarsi di sentimenti di superiorità e di inferiorità.

Tutti vogliamo stare bene con noi stessi.

Vogliamo sentirci importanti, degni e accettabili agli altri.

Vogliamo credere di essere attraenti.

Ma quando sbagliamo alimentiamo sentimenti di fallimento, di vergogna nascosta, di tensione e disagio in ambito sociale, si ha difficoltà a dire di no, ci si prende la colpa di tutto quello che succede.

A volte si giudicano gli altri per occultare le proprie colpe, o per scaricarle su altri, mettendo enfasi nei loro errori per evitare di essere noi il centro dell’attenzione altrui.

Tendiamo a diventare come ciò che odiamo ed abbiamo sempre disprezzato.

Alcuni scontano traumaticamente quei giudizi troppo scandalizzati sentiti da piccoli, che possono aver ancorato il sentimento che il sesso sia una cosa sporca, provocando blocchi e sensi di colpa nei rapporti e col piacere.

Aspettare il castigo ci rende ansiosi e turbati.

Il castigo si teme ma si desidera.

Ricevuto il castigo ci sentiamo sollevati, perché abbiamo pagato il nostro debito e possiamo tornare a vivere senza paura.

Il castigo espia il cattivo comportamento e allevia l’ansia.

Non si possono scalare le montagne con sacchi di immondizia trascinate sulle spalle. Dovete liberarvi di tutto il male che tenete dentro. Il Progetto Bimbozzi non è una confessione. E’ una liberazione. Gli incubi non sopravvivono nella luce.”

(Silenzio come se fosse partito un amen muto)

ZELIIIG IN EVIDENZAAAAAA

“Alterneranno la tattica della provocazione alla strategia dell’infiltrazione. La provocazione ha come obiettivo quello di aprire e scatenare una campagna di criminalizzazione. Una volta partita, la criminalizzazione serve come giustificazione preventiva per innescare le classiche azioni politico/militari/giudiziali, come forma di screditamento e divisione. Alla tattica della provocazione seguirà la strategia degli infiltrati che avrà due obiettivi. Da un lato dovranno spingere, come finti seguaci del progetto, tutte quelle posizioni che favoriscono il settarismo, costanti discussioni per spargere malumori e disagi, l’auto isolamento e la tendenza alle ”fughe in avanti”, dall’altro spiare e reperire il maggior numero di informazioni logistiche e strutturali.”

“L’ introduzione di una sfera spaziale inattesa, la sottopone automaticamente ad una svalutazione morale. Così come Napoleone male reagì al guerrigliero spagnolo criminalizzandolo e scatenandovi contro la potenza inutile di un esercito, anche l’Inghilterra male reagì al sottomarino tedesco durante la prima guerra mondiale. E male l’America contro i Vietcong. L’introduzione di una sfera spaziale inattesa provoca, infatti, inevitabilmente cattivi giudizi morali.”(x)

“Bisogna tenere presente che con il terrorismo si fanno crescere forze che poi diventano autonome. Non possono diventare autonome se prima non sono cresciute, ma non crescerebbero se non facessero comodo. Quando non fanno più comodo, vengono spazzate via.”

“Secondo Douglas Mortimer, nel western americano alla John Ford, la violenza rientra nella struttura della legalità come una forma di soluzione del conflitto: il topos dell’ “arrivano i nostri” serve a cavare d’impaccio i buoni e a far cessare il momento dello scontro. Nello spaghetti western, invece, il conflitto si interrompe solo con la vittoria “improvvisa e momentanea” di uno dei contendenti, non corrisponde mai al ripristino della legalità.” (y)

“Figlio del fabbro Alessandro Mussolini e della maestra elementare Rosa Maltoni, Benito Mussolini nacque il 29 luglio 1883 a Dovia, frazione del comune di Predappio. Il nome “Benito Amilcare Andrea” fu deciso dal padre,socialista, desideroso di rendere omaggio alla memoria di Benito Juárez, leader rivoluzionario ed ex-presidente del Messico, di Amilcare Cipriani, patriota italiano e socialista, e di Andrea Costa, imolese, leader del socialismo italiano (nell’agosto 1881 aveva fondato a Rimini il «Partito Socialista Rivoluzionario di Romagna»). Contrariamente al marito, la madre Rosa era credente e fece battezzare il figlio. Vive un’infanzia modesta.

Mussolini, assunta la direzione dell’Avanti alla fine del 1912, diventa l’ ascoltato portavoce di tutte le frustrazioni ed insoddisfazioni di una società caduta in una crisi economica ed ideale che trascinava masse sempre più vaste verso esplosioni insurrezionali senza chiare prospettive. Espulso dal partito nel 1914 a causa delle sue posizioni interventiste a favore della guerra, Mussolini intuisce tre cose: le debolezze del partito socialista italiano, le debolezze del socialismo reale creatosi nella russia di Lenin, e che la prima guerra mondiale aveva avuto un valore socialmente molto dirompente. Si era reso conto infatti che gli ex combattenti sarebbero stati una massa di manovra molto significativa ed utile dal punto di vista politico e che quindi bisognava non perdere il contatto con essi.

I governi italiani che si succedono tra il 1919 ed il 1920 faticano a trovare una soluzione alla crisi sociale ed economica dell’epoca, schiacciati tra le trattative internazionali e le insoddisfazioni di molti italiani per quella che viene già definita una vittoria mutilata.

Nel 1919 nascono i fasci di combattimento che proclamano loro nemici i borghesi, i clericali ed i socialisti.

Il fascismo, movimento che raccoglie forze eterogenee, senza obiettivi chiari o un’ideologia di fondo, esprime la ricerca di una qualche soluzione alternativa basata su una forte accentuazione del sentimento nazionale e sulla ricerca di una qualche attuazione di uno stato sociale diverso da quello liberale tradizionale.”(p)

“Raggiungere un punto avanzato nella lotta per il potere vuol dire imporre rapporti di forza favorevoli e poter contare su una situazione di ingovernabilità del sistema esistente in cui sia possibile affermare un reale contropotere. Le condizioni per la conquista del potere si determinano solo per una breve fase in cui l’avversario è debole e non può dispiegare integralmente tutti i mezzi di cui dispone. Se non viene colta l’opportunità che si presenta in quella fase si apre la fase della sconfitta e del riflusso.”

“L’essenza della politica consiste nell’individuare il proprio nemico principale. Ed ovviamente nella capacità di saperlo riconoscere, di capire chi veramente esso sia.”

Quel tanto di speciale, quel tanto di sacrale, quel poco che è reale forse basta a salvarci (tono dimesso)

“Nel 1812-’13 lo Stato Maggiore Prussiano scatena dei sommovimenti antinapoleonici attraverso l’emissione dell’Editto Prussiano sulla milizia territoriale o Landsturm, recepito quale legge dall’ordinamento interno, con tanto di firma del primo ministro. Agli artt.61-62 di tale editto sta scritto:

« Ogni cittadino ha il dovere di opporsi al nemico invasore con qualsiasi tipo di arma.[…] Scuri, forconi, falci e lupare vengono espressamente raccomandati.[…] Ogni prussiano ha il dovere di non obbedire ad alcun ordine del nemico, bensì di danneggiarlo con ogni mezzo possibile. Anche se il nemico volesse ristabilire l’ordine pubblico, nessuno è autorizzato a obbedirgli, perché così facendo si finirebbe per facilitarne le operazioni militari.[…] Gli eccessi di una canaglia sfrenata sono meno nocivi di un nemico nelle condizioni di poter disporre liberamente di tutte le proprie truppe.[…]”

Perso nelle città, potevi avere il mondo (tono dimesso)

“La psicologia collettiva accosta e non discerne. Tende a seguire chi crea una dimensione della speranza con estrema semplicità. L’idea che si possano convincere le persone in maniera razionale non ha efficacia, la politica ha dimensioni emotive, narrative e di coinvolgimento in qualche modo collettivo in quanto deve cercare di mettere insieme la doppia natura dell’uomo, contrassegnata dall’esistenza di un bisogno di socialità e di un bisogno d’individuazione intrinsecamente conflittuali.”

“Il moderno dittatore, sostiene Le Bon ne La psicologia delle folle, deve saper cogliere i desideri e le aspirazioni segrete della folla e proporsi come l’incarnazione di tali desideri e come colui che è capace di realizzare tali aspirazioni. Anche in questo caso l’illusione risulta essere più importante della realtà, perché ciò che conta non è portare a compimento tali improbabili sogni quanto far credere alla folla di essere capace: “nella storia l’apparenza ha sempre avuto un ruolo più importante della realtà”. Le folle non si lasciano influenzare dai ragionamenti. Le folle sono colpite soprattutto da ciò che vi é di meraviglioso nelle cose. Esse pensano per immagini, e queste immagini si succedono senza alcun legame. L’immaginazione popolare é sempre stata la base della potenza degli uomini di Stato, dei trascinatori di folle, che il più delle volte, non sono intellettuali, ma uomini d’azione. Questi sono poco chiaroveggenti, ma non potrebbero esserlo, poiché la chiaroveggenza porta generalmente al dubbio e all’inazione. Essi appartengono specialmente a quei nevrotici, a quegli eccitati, a quei semi-alienati che rasentano la pazzia. Per quanto assurda sia l’idea che difendono o lo scopo che vogliono raggiungere, tutti i ragionamenti si smussano contro la loro ferma convinzione (nella neuro-psichiatria essa prende il nome di “Pseudologia fantastica” – chi crede alle sue stesse bugie)” .

Non si esce vivi dal novecento(tono dimesso)

“Mentre la fatica del lavoro industriale si esercitava sui corpi, i muscoli, le braccia, oggi si esercita sul linguaggio, l’intelligenza, gli affetti, la totale reperibilità temporale tramite smartphone ed internet, innescando nuove forme di sofferenza, alienazione e schizofrenie. L’esistente è rimpicciolito. L’esistente è esaurimento. Sarà inevitabile un ritorno feroce dell’irrazionale, un assetato inconscio desiderio di laico paganesimo rituale e mistico.  Le pulsioni continuano a funzionare secondo la logica loro propria dell’appagamento. L’attuale canalizzazione del piacere, saziando solo a livello caricaturale pulsioni addomesticate da modelli pubblicitari finti, o tramite surrogati placebo di mediazione tecnologica, rende insoddisfatto tutto l’apparato psichico. Il senso di felicità derivante dal soddisfacimento di un moto pulsionale si scontra con le ansiogene ed eccessive richieste che la civiltà dell’algoritmo, sodomizzandolo nella psiche, pone all’uomo, parcellizzato ed isolato.”

“Senofonte, giunto finalmente sulla costa del Mar Nero, presso Trapezunte (Trebisonda) con il famoso grido “Thálassa! Thálassa!” (“Θάλαττα! θάλαττα!”) (il mare il mare) , vedrà però il fallimento dei suoi propositi di essere l’ecista di una nuova colonia ellenica e dopo numerose peripezie porterà l’armata a combattere per il re di Tracia Seute II, ed infine la consegnerà, a Pergamo, al generale spartano Tibrone che stava allestendo un esercito per una nuova guerra contro i persiani.” (f)

“E adesso, cantiamo tutti insieme:

Tu! Tu!
Tu pure sai
Che non va la vita
Com’è ragazzo mio
Ci son volpi di qua
Lestofanti di là
Mille topi tutti per te
Le zanzare che pungono me
Sono le stesse che poi
Pungeranno te
E tutto questo perché
Con tanti galli che cantano
Non si fa mai… giorno!

Chichichi cococo
Curucuru curucurucu quaqua
Chichichi cococo
Curucuru curucurucu quaqua

Ci son tanti galli che cantano
Chichichirichichi
Troppe galline rispondono
Cococoroccocco
E se i piccioni spariscono
Cucucuruccuccu
Tutte le papere piangono
Quaquaquaraqquaqqua

Chichichi cococo
Curucuru curucurucu quaquaE se domani pure tu
Ragazzo mio
Vedi un’aquila lassù
Tu vai con le gambe che hai
In un posto che sai
Dove lei non può arrivare mai
C’è una tigre
Dietro al cespuglio
Che aspetta là
Dove passerai
Non andare
Finché il gallo canta
Il gallo che canta
Non ci casca mai
Chichichi cococo
Curucuru curucurucu quaqua

Chichichi cococo
Curucuru curucurucu quaqua
Chichichi cococo
Curucuru curucurucu quaqua

Chichichi cococo
Curucuru curucurucu quaqua
Chichichi cococo
Curucuru curucurucu quaqua

Attenti al matto!

Con! Con!
Con tanti galli che cantano
Chichichirichichi
Troppe galline rispondono
Cococoroccocco
E se i piccioni spariscono
Cucucuruccuccu
Tutte le papere piangono
Quaquaquaraqquaqqua

Chichichi cococo
Curucuru curucurucu quaqua
Chichichi cococo
Curucuru curucurucu quaqua

Il gallo si sa
Becca qua becca là
La talpa fa
Tutti i buchi che può
E il gatto non va
Dove il pesce non c’è
Il lupo scenderà quaggiu
Il coccodrillo sa
Che presto morderà
E che nessuno lo prenderà
Ed il giaguaro è già pronto

A colpire finché
Ogni gallo canterà

Chichichi cococo
Curucuru curucurucu quaqua
Chichichi cococo
Curucuru curucurucu quaqua

Chichichi cococo
Curucuru curucurucu quaqua
Chichichi cococo
Curucuru curucurucu quaqua

Attenti al matto!

Chi! Chi!
Chichichi cococo
Curucuru curucurucu quaqua
Chichichi cococo
Curucuru curucurucu quaqua

Chichichi cococo
Curucuru curucurucu quaqua
Chichichi cococo
Curucuru curucurucu quaqua

Chichichi cococo
Curucuru curucurucu quaqua
Chichichi cococo
Curucuru curucurucu quaqua!!!”

Soundtrack1:”Sleep sound”, Jamie xx

Soundtrack2:”Mercy mercy me”, Marvin Gaye

Soundtrack3:”Futura”, Lucio Dalla

Soundtrack4:”Messenger”, Blonde Redhead

Soundtrack5:”Distilled”, Blonde Redhead

Soundtrack6:”L’estate”, Vivaldi

Ogni riferimento a fatti, cose e persone è puramente casuale.

*L’ing. Paolo Pretocchio è un personaggio di fantasia che cerca di uscire dalla fantasia per trasferirsi provvisoriamente in una forma di fuoriluogo.

Le due visioni inconciliabili del Pd spiegate bene

in politica by

L’altro giorno Emanuele Macaluso qualificava il Pd come “un aggregato politico-elettorale caratterizzato da personalismi, privo di un asse politico-culturale”. Gli rispondeva Veltroni, sostenendo al contrario che i democratici sono una forza riformista che trova in Gramsci-Berlinguer e De Gasperi-Moro le proprie radici ideali, culturali, politiche e che quei partiti (Dc, Pci, Psi) l’un contro l’altro armati nel ‘900, caduto il Muro di Berlino, non potevano non ritrovarsi e non saldarsi nel Partito democratico.

Detto ciò, che può significare tutto e niente, dentro al Pd se le danno di santa ragione, più di quanto venga fuori.

E se le danno di santa ragione non per le questioni ideali che dice Veltroni, ma perché fin da quando è stato creato, il Pd è logorato da due visioni completamente contrapposte e tale scontro non ha ancora avuto una soluzione.

Da una parte, infatti,  abbiamo il Pd inteso come una coalizione con la presenza al vertice del nocciolo duro costituito dagli ex Ds, con una sinistra quindi che si evolve senza snaturarsi, che dovrebbe espandersi verso il centro, allargando le alleanze politiche in nome del socialismo europeo, in continuità con delle idee che sono quelle storiche e permanenti: uguaglianza, alternativa democratica, riferimento preciso ad una base sociale giudicata omogenea nel tempo.

Dall’altra, invece, abbiamo il centrosinistra che cede la parte di protagonista al ruolo attivo e determinante del proprio leader, con una politica riformatrice di avanzamento e di colonizzazione anche del campo avversario, che scommette su un progetto senza identità sociale predeterminata, privo di un insediamento culturale ed economico definito, interpretando la società come realtà dinamica, mutata rispetto al passato e in perenne divenire. (i)

Nella prima visione, 1) Partito e Governo dovrebbero avere leadership separate, in quanto se si colpisce uno dei due, l’altro risentirebbe di meno l’attacco, 2) il Partito avrebbe equilibri interni più bilanciati, 3) il Partito mira ad un forte insediamento sociale e territoriale stabile e costante.

I problemi di questa visione: 1) Partito e governo avrebbero due classi dirigenti che finirebbero col litigare tra di loro e col farsi sgambetti e trabocchetti incrociati quotidiani, 2) non ci sarebbe mai un leader forte, 3) formazione di una classe burocratica magari efficiente e ben radicata ma destinata a divenire un corpo a sé ‘isolazionata’ in rigide logiche corporative.

Nella seconda visione il leader è quello che conta. Ha mani libere e, in una fase politica dominata da populismi e smottamenti vari, navigando a vista riuscirebbe con più facilità a fare sintesi ed a superare ostacoli senza i lacci e lacciuoli della burocrazia di partito. Ha maggiore libertà di manovra e di comunicazione, può occupare più facilmente gli spazi degli avversari per disinnescarli, il che si attaglierebbe maggiormente all’epoca liquida e flessibile dei tempi odierni.

I problemi di questa seconda visione sono vari. 1) Colpito il leader, che è sia del partito che del governo, perché questa visione si basa su una leadership personale forte e l’ eventuale separazione ne dimezzerebbe la portata, cade sia “la cucuzza che il cucuzzaro”. Altro problema 2) è quello di non avere un insediamento sociale ed elettorale costante e ben definito: c’è una massa suggestionabile che può voltare le spalle da un momento all’altro e seguire, ad esempio, un leader nuovo meno logorato dal tempo e dalla normalizzazione governativa. 3) Gestione incontrollata del leader che può far crescere malesseri interni che diventano incalanizzabili, dispersivi e se cronici deleteri per il leader/partito medesimo. 4) Problema non marginale ed inevitabile in tutte le formazioni a prevalenza leaderistiche, è la creazione di una classe dirigente mediocre, fatta da mezze calzette, yesman, entusiasti emotivi (ma l’entusiasmo amoroso dura al max 24 mesi e quando passa scattano capricci, ripicche e gelosie), dai cacciati e dagli esuli del campo avverso, che diventano fedeli in quanto accolti, ma che, come tutti quelli che hanno tradito, ritradiranno alla migliore occasione, ed infine dagli opportunisti che come l’ossigeno che li tiene in vita, campano col motto “quando tira vento fatti canna”.

Il vero scontro nel Pd è tra queste due visioni. Oggi prevarrà una, domani l’altra.

Ma è una guerra che difficilmente avrà fine, tanto meno  immediata.

Soundtrack1:’Vehicle’, The Ides of March

Senza Ricetta

in politica/società by

Comunicato Agenzia Italiana del Farmaco – (GU Serie Generale n.52 del 3-3-2016):

Estratto determina V&A/219 del 1° febbraio 2016

“La modifica e’ relativa al medicinale NORLEVO e alle confezioni sotto elencate:

034884041 – 2 Cpr In Blister Pvc/Al Da 0,750 Mg
034884066 – “1,5 Mg Compresse” 1 Compressa In Blister Pvc/Pe/Pvdc/Al

Titolare AIC: LABORATOIRE HRA PHARMA

E’ autorizzata la modifica del regime di fornitura da: medicinale soggetto a prescrizione medica da rinnovare volta per volta – RNR a: medicinale non soggetto a prescrizione medica – SOP (per le pazienti di eta’ pari o superiore a 18 anni) e medicinale soggetto a prescrizione medica da rinnovare volta per volta – RNR (per le pazienti di eta’ inferiore a 18 anni).”

Quindi, in sentesi, la pillola del giorno dopo è disponibile, per le maggiorenni, senza ricetta medica.

Per dovere di cronaca, ricordiamo anche che l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) pubblicò sulla Gazzetta Ufficiale dell’8 maggio 2015 la delibera che permette, per le maggiorenni, la vendita della Ellaone, la pillola dei 5 giorni dopo, senza prescrizione medica e senza l’ obbligo di test di gravidanza.

Quindi, keep calm e farmacia.

Soundtrack1:’Voglio una pelle splendida’, Afterhours

Lo sfondamento al centro

in politica by

“I soviet e l’elettricità non fanno il comunismo,

anche se è un dato di fatto che a Stalingrado non passano.

Lunga vita al Presidente! Lunga vita al Presidente!”

Manifesto, CCCP

Quel partito politico nato dalla fusione dei Democratici di sinistra (ex Pci) e della Margherita (ex sinistra democristiana) in contrapposizione viscerale al Berlusconi di Forza Italia, oggi ha un capo che insegue un progetto centrista che cerca di radicare occupando territori politici moderati e sulla carta “nemici”, anche a discapito di molti dei “principi” fondanti quel progetto medesimo.

Lo “sfondamento al centro” è sempre stato un cruccio della dirigenza ex picista e diessina, come presa d’atto dell’insufficienza a divenire da soli forza maggioritaria alle elezioni. Solo che adesso a metterlo in pratica è un politico che non proviene da quell’esperienza, ma che, attraverso le primarie, ha avuto anche da quegli elettori ex diessini, la delega e la consacrazione a guidare il partito democratico.

E’ ormai chiaro a tutti che siamo in una nuova fase politica, che il berlusconismo è scemato, il mostro è cambiato, e che il grillismo ha occupato il posto di nemico aggregante ed aggregatore.

Ieri, quindi, il segretario del partito erede anche del Pci è andato alla Domenica In di Canale 5 e, trattato come una superstar, ha potuto fare senza trappole o imboscate repentine, un vero e proprio show.

Una meraviglia totale. Saltati tutti gli schemi. Siamo quasi in piena rivoluzione culturale di maoista memoria.

Sarebbe stato “bello” vedere Prodi arrivare con Sircana in Maserati presso gli studi Mediaset, accolto da un giubilante Confalonieri che gli concede mezz’ora della rete e di Barbara D’Urso per un’intervista scintillante e priva di contraddittorio, chiudendo l’ospitata con la presentazione di Ivana Spagna.

Peccato che all’epoca Silvio stava però all’opposizione… ops, che cazzo dico, anche adesso sta all’opposizione.

Soundtrack1:”Cooperbanca”, Spartiti

Soundtrack2:”Sendero luminoso”, Spartiti

Soundtrack3:”Austerità”, Spartiti

Soundtrack4:”Fire on love”, The Gun Club

Soundtrack5:”Jane says”, Jane’s Addiction

Soundtrack6:”1979″, The Smashing Pumpinks

Capire Verdini

in politica by

“C’è una conclusione sola a tutte le storie. Cadiamo tutti.”

Domino

“Sono vivo, più pulito, totalmente trasparente.”

Trasparente, G. Ciccarelli

Il passaggio parlamentare della fiducia sul Ddl Cirinnà ci aiuta a capire l’evoluzione delle dinamiche sotterranee che stanno scuotendo in questa fase la politica italica.

Il Ddl era un’ incombenza calendarizzata da superare, trasformatasi presto in un pretesto sotto il quale si è giocata una partita molto più ampia e complessa.

Il merito di contenuto del Ddl ad oggi interessa solo una minoranza del paese che ancora non è riuscita a trasformarsi in forza capace di imporsi politicamente e culturalmente, attraverso un’ efficace propaganda comunicativa, forme di pressione e ricatto parlamentari e non, alleanze ed infiltrazioni partitiche trasversali, manifestazioni ed agitazioni di minaccioso peso mediatico.

Detto ciò, anche se con mille contraddizioni, inesattezze e grossolane castronerie non solo giuridiche ma anche grammaticali, il Ddl è stato approvato e la fiducia è passata.

Sarà pure una vittoria di Pirro, di retroguardia e tutto ciò che volete, ma ci sono dei vincitori in questo passaggio parlamentare: Matteo Renzi e Denis Verdini.

Alfano si è pavoneggiato per lo stralcio della Stepchild Adoption, ma con il voto di fiducia di Ala ha capito che c’è qualcuno in potenza più Alfano di lui.

I 5 stelle rimangono prigionirieri del bertinottismo parlamentare, fenomeno politologico sviluppatosi nel corso degli anni novanta in base al quale per una questione di principio si fa cadere un governo amico ed alleato per poi ritrovarsi cancellati alle elezioni e con l’avversario a capo del nuovo governo.

Silvio completamente assente, occupato tra gli anniversari del Milan, nuovi presunti amori e la candidatura suicida di ‘bertoloso’ alle comunali di Roma.

La minoranza dem si ritoverà a votare un rimpasto di governo con Bondi vicepremier.

Gli altri non risultano pervenuti.

Ma torniamo a noi, alla partita vera e sotterranea che si sta giocando. Al ruolo di Verdini e al senso della sua entrata in maggioranza ed ai contraccolpi che ciò inevitabilmente innescherà.

Riporto integralmente:

[ Primo aneddoto. Da settimane Denis Verdini, nuovo plenipotenziario dell’esercito renziano, irretisce i parlamentari di centrodestra (…)(…) che sono ancora all’opposizione teorizzando in ogni dove questo scenario: «Ma quali unioni civili?! Ma pensate che uno come me stia appresso ai froci? Sono bazzecole. La vera posta in gioco riguarda altro. Intanto il conflitto di interessi: se passa la legge come la stanno facendo alla Camera, in Parlamento non torna più del 20% di noi. E poi c’è da modificare l’Italicum, bisogna introdurre il premio di coalizione. È questo a cui bisogna pensare. Sulle unioni civili facciano quello che vogliono. Noi stiamo tentando di dare una sponda a Renzi per evitare che sia risucchiato dalla sinistra interna…».

Secondo aneddoto. Uno dei protagonisti del Palazzo, che anche per motivi istituzionali ha libero accesso nei luoghi che contano, cioè quelli che una volta venivano definiti «poteri forti», racconta i giorni terribili del governo. «Siamo entrati in una nuova fase – fa presente -: Renzi si sta blindando in Parlamento perché non è più tollerato né in Europa, né da noi. Draghi esprime giudizi sempre più duri su di lui. Nelle parole di Visco, governatore di Bankitalia, si riflettono i giudizi negativi che vengono dalle istituzioni bancarie delle altre capitali europee. Il ragioniere dello Stato non crede più neppure alla spending review, perché i soldi che si tagliano per delle cazzate non vengono utilizzati per ridurre il debito, ma per altre cazzate. Personaggi come Bazoli che all’inizio avevano dato un’apertura di credito al giovanotto ora si lamentano, pensano che sia il peggio. E quelli che gli restano accanto in questo mondo, fanno parte della specie che ti segue fino a quando hai successo, ma ti molla subito nell’insuccesso».

Queste osservazioni dimostrano che nel grande scontro sulle unioni civili il contenuto della legge è solo una parte, e neppure la più importante. Renzi ha ragionato soprattutto d’altro: tra l’opzione di approvare una legge più attenta alla domanda dell’universo progressista con i grillini, che il giorno dopo avrebbero cominciato a sparare sul governo, e l’esigenza di ricompattare la sua maggioranza, legandosi a doppio filo ad Alfano e ai centristi, ha scelto la seconda. L’assedio al suo governo si sta facendo sempre più stringente e il premier ha bisogno di serrare le file. È una sensazione comune a molti nelle sale ovattate del Senato. «Ormai – osserva Maurizio Sacconi, che non voterà la fiducia – i veri pretoriani di Renzi sono Verdini e i suoi». «Gli serviamo noi – spiega Salvatore Torrisi, alfaniano doc – perché siamo temprati a sopportare il pressing europeo. Quelli del Pd, o per interesse o per relazioni, sono più sensibili alle sirene di Bruxelles». «La verità – sentenzia Corsini della minoranza del Pd – è che Renzi si fida più di Verdini che di noi». Appunto, tutta la commedia andata in scena al Senato – dal canguro, al super emendamento con fiducia che fa a botte con un argomento che appartiene alla sfera delle coscienze come le unioni civili – risponde a una logica squisitamente politica: Renzi per la prima volta ha paura.

Intorno a lui è tutto uno squillar di trombe e un rullar di tamburi. L’ex premier Monti e il presidente Napolitano professano pubblicamente i loro dubbi sulla linea del governo sull’Ue e lanciano segnali a Bruxelles, che contraccambia: oggi il presidente della Commissione, Juncker, vedrà a Roma non solo Mattarella e Renzi, ma anche Napolitano, il capofila dell’oltranzismo europeista nostrano. E tutti, nella maggioranza di governo e fuori, hanno capito che i timori di Renzi sono legati a come l’Europa, i mercati, la sua opposizione interna e i poteri forti non più amici, potrebbero cucinarlo da qui al referendum di ottobre sulle riforme costituzionali. Nel 2011 l’assedio al governo Berlusconi cominciò più o meno a febbraio (basta leggere il libro di Friedman Ammazziamo il Gattopardo) e si concluse a novembre con la defenestrazione del Cav. La parabola potrebbe essere la stessa. «Un fatto è certo – annusa l’aria Maurizio Lupi di Ncd – il vento su Renzi è cambiato. Nel Ppe non lo sopportano, ne parlano malissimo. Lui non può più fare lo spaccone con noi, deve tenerci ben stretti». Parole che riecheggiano nei discorsi di Massimo Mucchetti, pd dissidente: «Renzi è sveglio ma non è capace di giocare partite di livello internazionale. Lui si prepara al catenaccio come le squadre di parrocchia, ma non ha capito che sta giocando la partita della sua vita a San Siro che è un’altra cosa».

Per non parlare dell’altro pericolo che incombe su ogni altro soggetto politico che si muove nel paese, la magistratura. «Ci hanno già provato – ammette il sottosegretario Pizzetti – e ci riproveranno».La vittima predestinata si difende più seguendo l’istinto di sopravvivenza dell’animale politico, che non secondo un piano preordinato. Renzi ha fiutato il pericolo e si muove secondo copione. «Io non credo ai complotti – si sfoga con i suoi – ma se pensano di farmi fuori come fecero fuori qualcun altro, compiono un errore madornale». Sarà, ma la strada da qui al referendum autunnale è lunga e le tappe di questa corsa a ostacoli sono pericolose. La prossima riguarda la riforma del credito cooperativo e quella norma introdotta all’improvviso dal governo che dà la possibilità alle banche con un certo capitale di trasformarsi in spa. Una regola fatta su misura per favorire la nascita in Toscana di un nuovo polo bancario (banca del Chianti, banca di Cambiano) che potrebbe avere la benedizione e benedire il premier. Addirittura si dice che Renzi abbia immaginato di affidarlo a un suo vecchio amico, Lorenzo Bini Smaghi. Come dargli torto, nella politica di oggi le banche sono alla base di ogni sistema di potere, e la parte soccombente del Pd, quella legata al partito comunista, ha capito che l’operazione ha come obiettivo quello di portare l’intera Toscana, una delle roccheforti del partito, sotto l’influenza di Renzi. E – dato da non trascurare – di cementare ulteriormente l’alleanza con Verdini. «È il motivo principale – ammette Corsini – che ha fatto rompere gli indugi al governatore della Toscana Rossi e l’ha spinto a candidarsi alle primarie del Pd».

Sono le premesse della prossima battaglia che vedrà la maggioranza di governo e il Pd dividersi di nuovo. E Verdini, mai come in quest’occasione, per interesse e convinzione, giocare una partita a fianco di Renzi. Un’altra puntata del lungo duello tra un premier che tenterà di resistere e gli altri di logorarlo. Con un’unica variante rispetto al 2011: a differenza del Cav, Renzi al Quirinale può contare su un capo dello Stato fidato.]

“Ma che m’importa dei gay”. Il disegno segreto di Denis – A. Minzolini

Sposo in pieno l’analisi e la ricostruzione.

Vedremo presto venire a galla i primi sconquassi sottomarini della guerra in corso nei mari di quella ex piattaforma politica modellatasi tra il 1994 ed il 2013, oramai in frantumi e verso una nuova conformazione.

Soundtrack1:’Maggot Brain’, Funkadelic

Soundtrack2:’Before the beginning’, John Frusciante

Soundtrack3:’Sweet Morning Light’, Weed

Soundtrack4:’Billy Jack’, Curtis Mayfield

Soundtrack5.’Il volo’, Litfiba

Soundtrack6:’China girl’, Iggy Pop

Soundtrack7:’The parable of arable land’, Red Krayola

Sondtrack7:’Accetto tutto’, Sorge

Soundtrack8:’Trasparente’, Giorgio Ciccarelli

La questione Boschi sta curiosamente sfuggendo di mano

in politica by

. “Ti faccio vedere i sorci verdi, Fighetta!”
Ocio, Jerry Calà

Oggi che siamo tutti felicemente renziani, a certe cose non facciamo più caso.

Pensiamo se su un fatto simile avessero colto Berlusconi, Grillo o Salvini:

Chi pensa di strumentalizzare la morte delle persone, personalmente mi fa schifo!“, urlava l’altro giorno Matteo Renzi dal palco della Leopolda.

Peccato che anche a lui è capitato di “utilizzare” morti.

Ecco un passaggio del discorso alla Festa dell’Unita di Milano, durante il quale, sul teleschermo venivano proiettate le fotografie del piccolo Aylan, il bimbo siriano di tre anni trovato senza vita sulla spiaggia di Bodrum.

Oppure:

«Questa vicenda mi lascia un senso di tristezza addosso. Il problema non sono le dimissioni del ministro, il problema è che è in gioco la fiducia verso le istituzioni. Io al suo posto mi sarei dimessa, c’è un punto grave in questa vicenda (…) ed è che ancora una volta si è data l’immagine di un Paese in cui ci sono delle corsie preferenziali per gli amici degli amici. Oggi abbiamo perso un’occasione di fronte ai cittadini». E’ il 16 novembre 2013, puntata di Ballarò, ed a parlare è Maria Elena Boschi, riguardo la vicenda Cancellieri, all’epoca Guardasigilli del governo Letta. Il ministro della Giustizia non era indagata ma solo in grave imbarazzo per via di una telefonata ricevuta, dopo la retata della famiglia Ligresti, dalla compagna di Don Salvatore, che l’aveva chiamata per segnalarle le condizioni di salute della figlia.

Già immagino la levata di scudi dei renziani più esaltati che con sorrisetto derisorio scriverebbero:”ma guarda che ormai cambiare opinione è normalità, l’eccezionalità perdente è essere coerenti. La coerenza se non diventa incoerenza non è di sinistra, non è figa, è roba per gufi.

E come dargli torto, anche perchè come ci dicono da anni ormai, o ci teniamo Renzi oppure il paese è finito.

Il premier però alla Leopolda era nervoso. Urlava quasi con livore e risentimento e questo non è da lui.

Si è messo anche a fare gratuitamente pubblicità al Fatto Quotidiano che, da domenica, dopo la Leopolda, è divenuto nell’immaginario collettivo l’unico baluardo della libertà di stampa a cui i potenti vogliono chiudere la bocca.

E poi c’è la questione Boschi.

I due, per la prima volta, sembravano lontani, divisi.

Ora, non dovremmo mai dimenticare il fatto che ad un certo punto questi bravi ragazzetti li mettono dove stanno perchè dinanzi al caos risultano i più affidabili a rappresentare e difendere l’establishment politico, finanziaro ed imprenditoriale. E non c’è niente di male in tutto ciò. Sono cose che accadono da secoli.

Li scelgono perchè sembrano i migliori per la missione. E’ come quando a scuola le teste calde stanno prendendo il sopravvento, intervengono insegnanti, genitori e presidi e scelgono i più “svelti” tra ubbidienti, bacchettoni e sfigati e cercano di farli diventare fighi e potenti. La cosa, spalleggiata da tutti, funziona. Le teste calde vengono isolate, la situazione si calma, i genitori degli ubbidienti bacchettoni sfigati sono felici, gli insegnanti si compiacciono di aver raggiunto il risultato sperato. Gli unici che finiscono male, sotto psicofarmaci, odiati sia da una parte che dall’altra, sono però i prescelti, fatti fuori a lavoro ultimato.

Un sistema di potere veramente solido e sicuro, di fronte allo scandalo ultimo delle banche, avrebbe consigliato e convinto la Boschi a presentare le dimissioni, far passare qualche settimana prima di votarle e respingerle, far scemare la cosa.

Invece questa roba sta sfuggendo di mano.

Prima l’incontro con Bruno Vespa, ora l’intervista della madre. Tutto sotto Natale. Che bello. Bello si, ma per chi?

Le finte dimissioni non ci sono state non perchè non ci abbiano pensato, ma perchè non si sono fidati l’un dell’altro, perchè c’è aria di scollamento, sospetti e diffidenza.

Ci sono mosche nel latte.

Loro sono/erano forti perchè spalleggiati da una alleanza di cose diverse che decidono di unirsi di fronte al disordine di due anni fa.

Adesso, raggiunti certi obiettivi, con un cambio di fase e nascenti frizioni conseguenti all’accaparramento di spazi confliggenti ottenuti, stanno iniziando a venir fuori con forza le varie diversità e quell’alleanza non è più solida come prima.

Leggendo Contro Star Wars, una saga mediocre, che è diventata una religione, trovo questo passaggio folgorante assai: “La fanciullezza è un’epoca parecchio strana, lo sappiamo tutti, ci siamo passati. È un’epoca di folli innamoramenti e di folgoranti passioni, ma anche di sonore fregature. Tutto diventa un culto e acquista una dimensione talmente potente e mitica da stordire il nostro senso estetico anche a distanza di decenni.

Siamo pronti a credere a qualunque cosa: che siamo nati tutti sotto le foglie di un cavolfiore; che un vecchio ciccione vestito di rosso porti, a noi e ad altri milioni di bambini in tutto il mondo, i regali che abbiamo chiesto ai nostri genitori; che i cartoni animati giapponesi siano veramente animati; che i Goonies fossero il più grande film di sempre e si potrebbe andare avanti a lungo. È un’epoca magica, ed è bellissimo sia così. Ma siamo tutti d’accordo che continuare a credere in queste cose sia un po’ ridicolo, una volta cresciuti.”

Le mode passano. I cetrioli restano.

Rimanere coerenti è diventato ridicolo, impossibile.

I Renzi e le Boschi facciano ciò che vogliono, stare al potere senza abusarne non avrebbe senso.

L’establishment si difenda ed attacchi pure, faccia tutte le alleanze ed i cambi di strategia che ritiene più utili per sè ed i propri cari.

Per tutti gli altri, invece, una domanda pare d’obbligo: quando passerà la moda dell’incoerenza e della fanciullezza, cosa resterà, se non i cetrioli?

Soundtrack1:”Luca lo stesso”, Luca Carboni

Sondtrack2:”Gomorra”, Mokadelic

Soundtrack3:”Troppo poco intelligente”, Scisma

Soundtrack4:”Starless”, King Crimson

Soundtrack5:”Roundabout”, Yes

Soundtrack6:”Empire State of Mind”, Jay Z feat Alicia Keys

Parole in libertà

in mondo by

Grande bulimia di cordoglio e rabbia sui Social dopo l’ennesimo attentato terroristico che ha sconvolto la Francia e Parigi in particolare. Gente che non sa neanche cosa significhi “Stato Islamico” esprime livore contro i musulmani, altri si risvegliano da una granitica superficialità per elargire pietà per le vittime e le vite spezzate, preoccupazione per l’attacco contro i valori e la cultura occidentale.

Libero esce con il titolo Bastardi Islamici, gli altri giornali sottolineano le nazionalità siriane ed egiziane dei passaporti trovati accanto ai corpi degli attentatori. Il messaggio che passa per la maggiore è questo: i musulmani ci invadono, ci fanno gli attentati, ci uccidono, vogliono distruggere il nostro sistema culturale libero, democratico e pacifico, per instaurare il loro, medievale e sottosviluppato, con il sangue e gli attacchi kamikaze.

Pur ammettendo che possa essere così, detto ciò, ad oggi, chi sta veramente fronteggiando l’Isis? Con i fatti dico, sul campo, non con qualche raid aereo dimostrativo ed innocuo per beoti che guardano talk show impacchettati, non con le chiacchiere di qualche pupazzo leccaculo mediatico o con i dati statistici preparati da qualche agenzia pagata per far uscire appunto statistiche favorevoli a chi le ha commissionate. Lo aggredisce Obama? La Nato? Non mi pare proprio.

Lo Stato Islamico al momento lo combattono sul campo, seriamente, faccia a faccia,  oltre ai Curdi, l’esercito siriano di Assad (nostro nemico), Hezbollah (nostro nemico), forze di terra dell’Iran (nostro nemico), ciò che rimane del Free Syrian Army e l’esercito Iraqeno. Insomma, musulmani.

Quindi: i curdi combattono contro l’Isis, la Turchia (alleata Nato) combatte contro i curdi. Questi ultimi combattono anche contro Assad che combatte contro l’Isis e contro i ribelli siriani supportati dagli Usa, che a loro volta combattono contro Assad nemico dell’Isis. Poi contro l’Isis interviene Putin in difesa di Assad, bombardando anche i villaggi dei ribelli pro Usa e Nato. Alleati con il mondo occidentale minacciato dallo Stato Islamico, troviamo anche i Sauditi (nostri amici) e il Qatar (nostri amici), che supportano e finanziano, più o meno apertamente, il Califfato.

Detto ciò, al momento, quindi, la stragrande maggioranza degli assassinati e sgozzati dall’Isis sono musulmani, in Siria, in Iraq e Libia.

Solo due giorni fa, due esplosioni rivendicate dai fondamentalisti dello Stato Islamico, causate da quattro attentatori suicidi e  avvenute nella periferia sud di Beirut,  roccaforte del movimento sciita Hezbollah, hanno provocato più di 40 morti e circa 200 feriti. Ovviamente per queste morti nessun cordoglio di rilievo sui social o sui media nazionali ed europei.

Senza entrare, in questa occasione, nel merito geopolitico di una situazione molto complessa e confusa e riguardo al ruolo che lo Stato Islamico sta giocando in tutta questa faccenda che potrebbe tramutarsi in una Danzica al rallentatore, vorrei sottolineare e ricordare agli affranti e tristi indignados dei Social, che l’Isis ammazza soprattutto musulmani.

Sono quasi 50 anni che coabitiamo con atti di terrorismo fondamentalista. Basti ricordare solo gli ultimi sanguinosi attentati in Spagna (un treno fatto saltare con più di duecento morti), in Inghilterra (un assalto alla stazione Victoria e ad un bus), a Parigi  (assalto ad una stazione della metropolitana e strage di Charlie Hebdo). Atti di terrorismo che vengono dimenticati in fretta. Due settimane di facile e sterile indignazione per poi tornarsene avvolti nella routine dell’ovvio ed illusi dal torpore dell’anima e dell’intelligenza, per poi risvegliarsi di soprassalto al rumore di detonazioni sempre più vicine alle proprie case.

Ma questo è quello che accade.

Ed accadrà sempre in quanto abituati a pensare al proprio ombelico per poi gridare impauriti quando lo sentiamo in pericolo.

Soundtrack1:’Mistreated’, Rainbow

Soundtrack2:”I Saw You Shine’, Flipper

Soundtrack3:’Demoni e dei’, Contropotere

La sovraccumulazione è la divinità dei nostri giorni

in internet/società by

 A change of speed, a change of style.
A change of scene, with no regrets,
A chance to watch, admire the distance,
Still occupied, though you forget.

 

### La sovraccumulazione ansiogena è ormai a tutti gli effetti la vera e trasversale divinità dei nostri giorni.

Different colors, different shades,
Over each mistakes were made.
I took the blame.
Directionless so plain to see,
A loaded gun won’t set you free.
So you say.

20151103_231827

Troppi input. Troppe cose da fare.

Rispondo a questo, rispondo a quell’altro.

Scrivo le mail, attendo riscontro.

Parlo con questo, prendo appuntamento con quell’altro, rimando l’altro ancora (a quando?).

(Non mi va di fare niente).

Consulto l’agenda, verifico disponibilità.

Tu potresti per martedì mattina?“.

Ok giovedì sera?

Cazzo non rispondi?!

Faccio il primo incontro. Mi dirigo verso il secondo che è in ritardo. Il terzo salta.

Non ho finito e devo già iniziare altro.

Sono in ritardo.

Non ho i giusti riscontri.

Rispettare le scadenze, ma sono in ritardo.

Inventare scuse.

(Negli intermezzi fare la morale agli altri sul senso del dovere).

Aspettare risposte.

We’ll share a drink and step outside,
An angry voice and one who cried,
‘We’ll give you everything and more,
The strain’s too much, can’t take much more.’
Oh, I’ve walked on water, run through fire,
Can’t seem to feel it anymore.

Pigia, colpisci i tasti più veloce che puoi.

L’attesa però non è parimenti veloce.

L’attesa sta ferma. L’attesa non si muove, è ferma peggio di un pavimento.

L’esorcizzo schiacciando tasti su altri fronti, ma è roba alleviante solo immediata, e così finisco invece col creare altre attese. Accumuli di attese. Gerarchie di attese.

Ho un corpo ed una mente violentati senza che nessuno mi abbia messo le mani addosso.

Rido socialmente inappuntabile ma lo sento che mi crescono e mi salgono reazioni eccessive da mimetizzare abilmente.

La lingua vuole ingoiarsi.

Non lo dico in giro.

In giro simulo consolidata matura accettazione.

It was me, waiting for me,
Hoping for something more,
Me, seeing me this time,
hoping for something else.*

Quelli fuori, e quegli altri sotto.

20151104_003133

*New Dawn Fades, Joy Division

**Mirror mirror on the wall, C. Bukowski

Soundtrack1:’Pe dinte e viche addò nun trase o mare’, Almamegretta

Soundtrack2:’Spanish Sahara’, Foals

Soundtrack3:’All of a Sudden I miss Everyone’, Explosions in the Sky

Soundtrack4:’Peace of Mind’, Blue Cheer

Soundtrack5:’The Psychedelic Sound of The 13th Floor Elevators’,  The 13th Floor Elevators

Il caporalato è legale?

in scrivere/società by

” Ricevo e pubblico:

“Il cadavere rende tutto legittimo”
G. Anders, L’odio è antiquato

Italia – Piemonte – Carmagnola ore 6.00 del mattino: un ragazzo dai tratti slavi sui 40 anni fuma mesto e con espressione affranta quella che fu un tempo una cicca… “ Ciao, è successo qualcosa ??? Hai bisogno di aiuto???”, e lui con accento dell’Europa dell’est : “ Si io bisogno lavorare, oggi no per me, già passato Capo Cecco, già chiamato miei amici, no lavoro per me io chiesto 5 euri ora lui detto me troppo, riprova domani”, e io “Come 5 euro all’ora???Per fare cosa??? Per quante ore???”, e lui: “Raccolta verdure, peperoni, 10/11 ore!!!”…

Italia – Calabria – Rosarno ore 5.00: un ragazzo nord africano seduto sul ciglio di una strada, appoggiato a quello che rimane di un cartello stradale scambiato per un bersaglio da tiro a segno… “Amico che fai li a quest’ora??? Stai bene???”, e lui: “ Si io stare bene, aspettare Capo per andare lavorare!!!”, e io: “Che lavoro??? Dove???”, e lui  “Arance, frutta, qui tutta frutta arance!!! 20/25 euro una giornata fino sera!!!”…

Italia – Lombardia – Milano ore 11.00: a colloquio con il responsabile Ufficio Turni di una grande azienda di trasporto pubblico… “ Ciao A., ti avrei portato alcune proposte di modifica ad alcuni turni perché abbiamo riscontrato che ci sono delle anomalie, ad esempio non è stata inserita la pausa pranzo, poi questo servizio lungo 10 ore senza pausa lo si potrebbe riassemblare così, in modo tale che diventi lungo 8.30 ore garantendo un minimo di refezione al personale!!! Poi visto che ci siamo avremmo da proporti questa serie di modifiche al turno mensile perché ci siamo accorti che tra i due stabilimenti ci sono delle differenze di produzione; a parità di servizi da erogare, nell’impianto B cinquanta agenti lavorano al 140% con quote straordinario e nell’impianto C settanta agenti lavorano al 60%, non sarebbe meglio ridistribuire la produzione tra i due impianti in modo tale che gli agenti di ogni impianto lavorino al 100%???”, e lui, responsabile dell’ufficio turni ( sopra di lui appena l’A.D.): “ Heeee ma sai, avrei le mani legate!!! La proposta è buona ma come tu sai nell’impianto B la XXXX è il sindacato più forte e non posso andargli contro, nel tuo impianto C invece siete tutti iscritti all’ OO.A.A. , che tra l’altro non ha voluto firmare il contratto di secondo livello, quindi come faccio??? Non posso mettermi contro la XXXX, però questa vostra proposta è molto buona sai ??? Magari se me la faceste recapitare dal segretario provinciale della XXXX o della YYYY, loro possono sponsorizzare molto di più!!!”, e il lavoratore: “ Ma scusa, il mio sindacato è vero non ha firmato il contratto perché non dava abbastanza garanzie e seppur sindacato autonomo rappresenta l’80% dei dipendenti, quegli altri in tre arrivano appena a rappresentare il 20%, forse,  perché non devi tener conto di questo fattore???”, e lui nel modo tipico di chi ha fatto carriere in azienda sfruttando il sindacato: “ Heee nooo, non posso assolutamente, ho le mani legate”….

Italia – Lombardia – Crema ore 10.00: AAA Cercasi personale per cucina e sala per apertura nuova birreria e griglieria, per candidature rivolgersi a Tizio presso Camera del Lavoro….

Piazza del Duomo – Ore 18.15:  “Domani vai e ti presenti alla Camera del Lavoro. Hai l’appuntamento con R. Io ci ho già parlato e lui ti aspetta. In ogni caso ricordaglielo e fai il mio nome”. (“Mah!!!”)….

(L’indomani) Camera del Lavoro – Ore 10.00: “Salve, sarei venuto per la candidatura per il lavoro presso la birreria che deve aprire a giorni. Ho un appuntamento con il signor R.” – Risposta: “La mando subito dal segretario provinciale”…. (“Mah!!!”)… “Salve, piacere N., mi hanno mandato da lei per la candidatu…” – “Haaa sisisisisi, allora sisisisi quanti anni hai??? Disoccupato??? Esperienze lavorative??? Heeemmm per caso sei mai stato iscritto o hai intenzione di iscriverti al sindacato??? Questo sindacato!!!”, e N.: “Veramente non sono mai stato iscritto al sindacato, sono sempre stato disoccupato, da quando mi sono diplomato!!!”, e lui “ Haaa ma non c’è alcun problema guarda!!! Metti due firmette qui e con la tua copia vai li alla birreria, vai dal signor B. a nome mio e gli dici che hai già parlato con me , che hai fatto già tutto con me e poi ci pensa lui!!! Ciao Ciao Cia Cia”…..

Nei primi due casi il caporalato è illegale, negli altri si aprirebbero (il condizionale è d’obbligo) vie di criptolegalizzazione fattuale basata su usi e consuetudini in potenza più frequenti di quanto si potrebbe pensare.

L’annichilimento della dignità umana assumerebbe (il condizionale è d’obbligo) un peso differente se praticato da chi, per antonomasia, è dedito a questo tipo di relazioni lavorative o se, invece, praticato da chi, sempre per antonomasia, dovrebbe per statuto tutelare istituzionalmente i lavoratori, a maggior ragione dietro il pagamento di una tessera mensile… Come dire, un conto è se a picchiarti in nome del nazifascismo è un nazi/fascista che si reputa e declama tale, tutto un altro è se a picchiarti in nome del nazifascismo medesimo è un nazi/fascista che si reputa e declama antinazi-fascista !.

Italia – Gran Sasso – Crognaleto. “Li hai portati i soldi?“, “Si, ma stavolta mi dovete dare il passaporto e gli altri documenti che mi avete rubato. Questi erano patti. 2 mila euro e mi restituite tutto. Sono otto mesi che lavoro qua sopra su montagne. No vedo nessuno. No incontro nessuno. Devo tornare da mia famiglia in Macedonia“. “Se vuoi rivedere tua famiglia devi fare quello che diciamo noi. Lavora con pecore e no rompere cazzo. I 4 soldi che guadagni li dai a noi. Se no paghi ti spariamo. O peggio ti denunciamo. Poi documenti. Tu qui no sei nessuno“. Incattivendo lo sguardo e portando il dito tra la bocca ed il naso ad indicare di fare silenzio, l’albanese trancia ogni altra eventuale replica di B., da mesi sotto scacco del racket che colpisce i pastori clandestini che popolano come fantasmi parte delle montagne abruzzesi.

Un cadavere rende tutto legittimo quando l’attualità viene percepita come esistenza inconsapevole, quando i multiformi aspetti delle società contemporanee vicinissimi e diversissimi, non interagiscono però tra loro. L’evidenza abbagliante del sopruso e la dilagante demenzialità crudele che si costituisce in pretesa “Razionalità” legittima e normativa, hanno le fondamenta di una palafitta. Il male genera male e a questo non si sfugge. Anche se sei un dio che cammina a tre metri da terra estraneo al lato cattivo di ciò che si muove attorno a te, il male ti verrà a trovare, inaspettato e sconosciuto, alle spalle, quando starai pensando ad altro, quando starai programmando altro. Ti verrà a cercare perché hai contribuito ad allevarlo,  perché, in un modo o nell’altro, sei stato suo complice.

Frank Dla

Ogni riferimento a fatti e persone sopra menzionati sono puramente casuali e non fanno riferimento ad alcun evento realmente accaduto.

Latakia, Ivy Mike e il Casus Belli

in mondo by

 ” Accettando l’invito ad un incontro faccia a faccia che si terrà a breve, pubblico un altro contributo di

Arik il Rosso:

I cambiamenti fulminei delle condizioni geopolitiche di vaste aree del mondo hanno generato una instabilità negli equilibri geostrategici che si erano consolidati alla fine della “Guerra Fredda”, con la caduta dell’URSS ed il suo successivo salvataggio a suon di dollaroni!!! Tuttavia, in un mondo sempre più “globalizzato” e sempre più interconnesso, ove le condizioni di vita tendono ad un livellamento generale, i rapporti tra Stati cambiano repentinamente. In tal senso, si porti ad esempio come la querelle dell’annessione forzata della Crimea si sia rivelata controproducente all’ascesa della Russia, sia nei rapporti diplomatici e commerciali con l’UE, sia sul fronte dei mercati.

Il 14 luglio scorso a Vienna, USA, Cina, UE e Russia hanno sottoscritto un accordo con cui abolire le sanzioni all’Iran in cambio di una cessazione della ricerca nucleare a scopi militari: “Iran Deal”… Ovviamente Bibi, avendo pienamente ragione, non ha digerito affatto la cosa; sono ben note le intenzioni dell’Iran a riguardo dell’argomento!!! Washington si è rivelata troppo morbida, firmando un accordo ambiguo, che concede troppo spazio di manovra all’Iran per quanto concerne la ricerca nucleare per scopi civili, con sbocchi quasi certi nel campo militare al fine della creazione di un arsenale atomico.

In questa storia s’incunea perfettamente l’azione diplomatica israeliana, gestita con estrema maestria; frapponendosi tra l’unica superpotenza rimasta oggi, gli USA, fautori ad arte della recessione russa ( l’estrazione dell’Ural ha dei costi di gran lunga più elevati rispetto al WTI o allo Shale Oil americano, onde per cui se gli Usa immettono sul mercato cinque volte la domanda di petrolio, come hanno fatto, i prezzi a barile precipitano così in basso che i russi non riuscirebbero neanche a ripagarsi i costi di estrazione, come è successo) e la stessa Russia, ex superpotenza in campo militare ed economico, che non accetta di essere che un semplice elemento di disturbo nel panorama geopolitico mondiale, pur avendo un cospicuo magazzino di spent fuel da riprocessare e con cui ottenere plutonio a basso costo…

Indi per cui il generato “danno” nei confronti di Israele da parte degli USA, in quanto firmatari dell’Iran Deal, ha dato vita ad una compensazione nei confronti di IDF che si potrebbe esprimere sotto forma di elenco: nuovi F35, aerocisterne KC46 Pegasus, convertiplani V22 Osprey e ulteriori sistemi d’arma fin’ora mai esportati dagli Usa, vedi F22 Raptor.

Contemporaneamente, l’appoggio della Russia sotto forma di consulenza militare al governo laico siriano del presidente Assad, ha generato un ulteriore “danno” nei confronti di Gerusalemme; non ci si dimentichi che la Siria è ufficialmente in guerra con Israele, che la Russia è la nazione più vicina all’Iran del presidente Rouhani e che in Israele risiedano stabilmente diverse migliaia di cittadini russi con attività commerciali ben avviate… Siccome a casa mia chi “ Rompe” poi deve pagare e tenersi i cocci, i “ Danni” devono essere risarciti: da qui la decisione della Russia di “agire in Medio Oriente in maniera responsabile, per garantire la sicurezza dello Stato ebraico ed evitare di mettere in pericolo le forze russe dispiegate nella zona, in caso di interventi non necessari da parte delle forze di difesa israeliane”.

Dopo l’incontro con Putin, la delegazione israeliana composta da Bibi, dal comandante del Mossad e dal comandante delle IDF, non ha mancato di “Riferire con dovizia di dettagli all’amministrazione USA, perché i nostri legami con gli Stati Uniti sono di importanza straordinaria”… Come rifarsi l’intero arsenale “yankees” senza spendere un solo shekel e contemporaneamente sfruttare i “mugiki” come guardiani dei “vestaglioni”…

Come avevo anticipato in “Daesh, i Protocolli di Sion e l’arte di ingannare l’avversario”, ciò che è potrebbe non apparire e ciò che appare potrebbe non essere… Per quanto riguarda poi le B61-12 nel Palatinato, rimane un problema di virilità tra Goyim. Per me, adesso, è giunto il mese della meditazione e dell’ espiazione.

Arik il Rosso

Daesh , I Protocolli di Sion e come trarre in Inganno l’avversario

in politica/storia by

Ricevo e pubblico:

Nel gergo del servizio segreto il termine inganno comprende una vasta gamma di stratagemmi per mezzo dei quali uno Stato cerca di trarre in inganno un altro Stato, generalmente nemico, circa le proprie forze e intenzioni. Le tecniche d’inganno sono antiche quanto la storia, si pensi solo al “Cavallo di Troia”, oppure, come ci racconta Tucidide, la strategia dei greci contro Siracusa nel 415 a.C. In quest’ultimo caso i greci inviarono tra le file dei siracusani una spia, che riuscì a farsi passare per disertore e a convincere il nemico ad attaccare i greci accampati in un determinato campo ad una certa distanza dalla città. Contemporaneamente l’esercito greco s’imbarcò sulle navi e si diresse verso Siracusa, rimasta sguarnita di truppe; totalmente indifesa !!!

Il metodo migliore per far giungere in modo convincente e rapido un’informazione falsa ma verosimile al nemico è quello del caso; ovviamente affinché la riuscita sia massima, questo caso deve avere per il nemico tutte le apparenze di un inatteso colpo di fortuna… Ad esempio, l’inganno che gli Inglesi perpetrarono ai danni dei tedeschi qualche mese prima dell’invasione della Sicilia nel 1943. Nello specifico, ai primi di Maggio di quell’anno, fu rinvenuto sulla costa sud della Spagna, nei pressi di Gibilterra, il cadavere di un maggiore inglese con assicurata al polso una valigetta contenente le copie della corrispondenza tra lo Stato Maggiore dell’Impero e il generale Alexander in Tunisia. I documenti illustravano un piano d’invasione dell’Europa meridionale attraverso la Sardegna e la Grecia. I tedeschi abboccarono all’amo inghiottendo l’intera canna da pesca, non a caso Hitler spedì in fretta e furia una divisione corazzata in Grecia e gli italiani fecero orecchio da mercante, evitando, volutamente o no, di rinforzare le proprie armate in Sicilia. Ovviamente il cadavere rinvenuto in Spagna apparteneva ad un civile morto in un incidente d’auto che venne vestito con l’uniforme da maggiore, nelle cui tasche vennero inseriti i documenti che comprovassero la sua falsa identità.

Quello dei Greci e quello degli Inglesi rappresentano i due modi fondamentali per ingannare il nemico, ossia l’infiltrazione tra le linee nemiche di uno o più agenti che si fingano disertori per fornire informazioni false oppure inscenare un incidente. In entrambi i casi, sia per operazioni di penetrazione che per operazioni d’inganno, il compito principale per un servizio di controspionaggio è far si che il nemico si fidi. Veri e propri “Uffici di Disinformazione” che confezionino, redigano e distribuiscano falsi documenti ufficiali con lo scopo di offrire visioni inesatte, distorsione di orientamenti politici ed economici, distorsione delle finalità politiche di determinati governi o creazione di particolari movimenti rivoluzionari a sfondo razziale, politico o religioso, che suscitino reazioni da parte di governi o coalizioni di governi sempre e comunque fraintendibili a seconda degli interessi economici e geopolitici delle aree interessate; finanziare ed armare popoli per disarmarne altri, il cui disarmo porterà ad armare ulteriori popoli il cui scopo sarà quello di combattere una recessione economica indotta dal finto armare un finto popolo.

Con particolare attenzione si guardi e si rifletta sull’escalation del fenomeno “Daesh”, l’acronimo arabo di ISIS (Islamic State of Iraq and the Levant) che Stato non è…. Oppure sugli ottocenteschi “Protocolli dei Savi Anziani di Sion”, un falso di fattura alquanto rozzo e dozzinale, redatto a Parigi da agenti della polizia segreta Zarista con lo scopo di provare l’esistenza di una cospirazione ebraica per il dominio del pianeta. Divenendo così la fonte principale della propaganda antisemita, sulla cui base nasce e si evolve l’idea di una licenza di genocidio, rinnovando una paranoia nutrita nei secoli; la stessa paranoia che aprì la strada allo sterminio degli ebrei !!! Quando si ordisce un inganno, possono cadere nella trappola gli amici così come i nemici e in seguito, colui che ha ingannato può non esser più creduto, magari quando più se ne ha bisogno… Si pensi al caso “Cicero” e alla reciproca diffidenza tra Himmler e Kaltenbrunner, a capo del servizio segreto nazista, e Ribbentrop, ministro degli esteri del III Reich… Tutto ciò per ribadire il concetto che ciò che appare potrebbe non essere e ciò che è potrebbe non apparire, come potrebbe essere vero il contrario, a seconda della convenienza !!! Come disse Elvis Presley “We can’t go on together, With suspicious minds, and we can’t build our dreams, on suspicious minds….. . We’re caught in a trap…..”

Arik il Rosso

Chi è Arik il Rosso:

Io sono un “Fico d’India”, sono figlio di una terra secca e arida !!! In genere la gente si fa diverse idee sulla mia figura, alcune sono attendibili, altre menzognere… L’errore più grosso che la gente fa su di me e quello di dipingermi come un guerriero, un ossesso che si diverte a sparare. Io odio la guerra!!! Soltanto chi ha fatto tante guerre quante ne ho fatte io, soltanto chi ha visto tanti orrori quanti ne ho visti io, soltanto chi vi ha perduto amici e vi è rimasto ferito come vi son rimasto ferito io, può odiare la guerra nella misura in cui la odio io… E se proprio lo volete sapere, gli anni più felici della mia vita sono quelli che trascorro nella mia fattoria, a guidare il mio trattore e allevare le mie belle pecore…

L’ingorgo sessuale dei fanatici del web

in società by

” Più diventa tutto inutile e più credi che sia vero, 

e il giorno della fine non ti servirà l’inglese”

Il re del mondo –  Franco Battiato.

“Questa gente ha paura del profondo silenzio che segue alle risate”

 Emanuel Carnevali.

 

Ippaso di Metaponto lo ammazzano a mare. Lo strangolano in sette o otto durante un nubifragio violentissimo a Crotone, in Calabria. Il cadavere non lo disperdono, lo usano come monito, casomai a qualcuno venisse in mente di tradire la setta. Ippaso era stato avvisato qualche giorno prima, quando la setta gli innalzò un monumento funebre, perché fosse chiaro che per loro era già morto.

I fanatici di cui stiamo parlando erano i pitagorici, di cui lo stesso Ippaso era considerato la personalità più rilevante dopo il fondatore Pitagora. Secondo la leggenda, non gli perdonarono mai l’aver svelato al mondo alcune delle conoscenze matematiche esoteriche della setta, come l’esistenza del dodecaedro regolare e quella dei numeri irrazionali.

Per la Scuola Pitagorica, tutto e’ numero. Il mondo e la sua armonia erano basati sui numeri interi e sui loro rapporti; i rapporti fra numeri interi davano origine ai numeri “razionali” e su di essi i pitagorici avevano costruito un edificio coerente per l’interpretazione del mondo. Divulgandola all’esterno, la scoperta dei numeri irrazionali metteva in crisi le basi su cui la scuola si fondava(i). E tutto ciò per i fanatici era inaccettabile.

Perché i fanatici sono così, fin quando gli dai ragione stanno tranquilli, se inizi a contraddirli sbroccano e possono tranquillamente arrivare ad uccidere. Pensate Pitagora: presumibilmente il mandante di uno dei più feroci omicidi dell’antichità, allo stesso tempo uno dei primissimi divulgatori del vegetarianesimo pacifico, legato alla sua credenza nella metempsicosi, secondo cui negli animali non vi è un’anima diversa da quella degli esseri umani e per questo non destinabili ad abbondanti grigliate succulente.

I fanatici impazziscono quando qualcuno si discosta o contraddice i loro dogmi e criteri. Sono ossessionati dalle loro nozioni dogmatiche. Tutto ciò che non è conforme ai loro dettami è stupido, ridicolo, non buono. Tutto e tutti si devono adeguare alle loro leggi presunte ed alla loro struttura concettuale, altrimenti non ti riconoscono nessun tipo di valore se non quello del nemico da abbattere o da colonizzare concettualmente. Sono tristi questi pazzi con la loro verità assoluta in tasca.

Fanatici social di ogni risma: superegotici attitudinali, isterici manettari, tuttovabenisti eccitati, tragedisti incazzati h24, tuttologi artistici inflessibili, nazi grammar esasperati, neo socialisti sperduti nella loro stitichezza, liberisti più esaltati di uno stalinista di Sesto San Giovanni degli anni 50, provocatori a caccia di prede come squali affamati, entusiasti emotivi senza proporzionati motivi evidenti, pronti a pipponi interminabili pur di romperti il cazzo all’infinito.

Urlano le loro ragioni con occhi arrabbiati, con severa arroganza e stralunata prepotenza, delegittimano con conati derisori le altrui opinioni.

In realtà urlano il loro terrore, urlano, tali e quali a bestie ferite, per la propria solitudine che li assilla come un precipizio invadente, urlano la loro ostinata malinconia, la loro mal sopportata inadeguatezza, la consapevolezza che gli altri preferirebbero andare a lavorare in miniera piuttosto che passare 5 minuti live con loro.

Quando avete di fronte uno di questi fanatici che vi attacca, non pensate al contenuto di ciò che dice. Un fanatico non è altro che una vittima del proprio ingorgo sessuale. Il suo apparato psichico contiene una esasperata presenza di eccitazione sessuale insoddisfatta. La sua coscienza di soddisfazione delle esigenze pulsionali non genera anche la capacità di raggiungerne il pieno soddisfacimento. Per questo sbrocca.

Mandatelo a fanculo o lasciatelo perdere come se fosse un suono che pian piano si disperde in dissolvenza.

Sono tristi e soli questi pazzi. Per salvarsi, sicuramente, sono predisposti a rivendicarsi ed autolegittimarsi pure visceralmente, attaccando e delegittimando ancora con più veemenza. Ma mettetevi nei loro panni: cos’altro potrebbero mai fare?

Soundtrack1: ‘All I Have’, Deadmau5

Soundtrack2: ‘Hung Up’, Madonna

Soundtrack3: ‘What Else Is There?’, Röyksopp

Soundtrack4: ‘Hai rotto il catso’, J-Ax

Soundtrack5: ‘Disc Wars – Tron’, Daft Punk

Soundtrack6: ‘Dark Steering’, Squarepusher

Soundtrack7: ‘Palm Springs drive’, Giorgio Moroder 

Soundtrack8:‘Giorgio By Moroder’, Daft Punk

Soundtrack9:‘Supernature’, Cerrone

Soundtrack10:‘She’s in Fashion’, Suede

L’antiedipo infunzionale che ne fa le veci

in cinema/scrivere/società by

“(…) Crepa pezzo di merda, e vai a succhiare cazzi in aereo.”

Message to Harry Manback, Tool

“Perché ti lascio allora Michele? Dimmelo”
“Perche’ quello dice parole assolute, incantate, con le quali non si può resistere alla tentazione di scommettere”

(Tratto da Metti una sera a cena)

Dedicato alla memoria di Alberto Grifi e Claudio Caligari

BrEVITà. La brevità è una delle virtù della scrittura professionale ed elemento essenziale della scrittura online. L’accoppiata vincente è questa: brevità più chiarezza. Un testo breve ma incomprensibile non serve a nessuno, ancor  meno un testo chiaro, ma lunghissimo. Lo scrittore professionale non scrive per suo piacere. Scrive perché i suoi clienti o la sua azienda ottengano degli obiettivi precisi: comunicare bene con i dipendenti, descrivere con efficacia i propri prodotti e servizi, convincere fornitori e clienti, parlare con le istituzioni o con la stampa. Riuscirci facendo perdere agli interlocutori meno tempo possibile è naturalmente un bel valore aggiunto. Di qui l’importanza di testi brevi e sintetici, che arrivino dritti all’interlocutore e all’obiettivo.(x)

A:”Sta arrivando un’ondata di caos senza precedenti.”
B:”Ah si? Pensavo di essere finito dentro un quadro industrial che ne fa le veci.”
A:”Ma quale brevità, adesso qua combino un macello.”
B:”Perchè?

La rivoluzione industriale fu anche una rivoluzione energetica: il carbone soppiantò la legna come principale fonte di energia. Grazie alla combustione del carbone e al perfezionamento della macchina a vapore, si produsse energia meccanica capace di fare funzionare le prime macchine industriali e, successivamente, i primi mezzi di trasporto a vapore. Degli otto anni della presidenza Reagan, Bush ereditò un buco di circa tremila miliardi di dollari causato sia dall’aumento stellare della spesa pubblica, in particolare quella militare, sia dalla drastica riduzione dell’imposizione fiscale.Il posto più strategico dell’Italia è la Sicilia. Dalla Sicilia transitano i fondamentali cavi sottomarini che connettono l’Europa con tutto l’Oriente ed il Sud America: il controllo di Telecom Italia cui fa capo la rete fissa e le linee transoceaniche (Telecom Sparkle) è fondamentale per Washington. La crisi iniziata nel 2008 è molto simile a quella del 1873-96, ossia dalla fine della centralità inglese e dallo scoordinamento avvenuto per l’avvento del multipolarismo (Usa, Germania e Giappone nuove potenze in crescita) con tendenza verso il policentrismo conflittuale acuto della prima metà del ‘900. L’attuale fenomeno migratorio non potrà essere bloccato con misure di ordine pubblico. E’, tecnicamente parlando, un fenomeno epocale inarrestabile che nasce dalla disperazione di chi vuole e non può vivere. E se invece si trattasse di un fenomento tutto strumentalizzato ed utilizzato per destabilizzare l’Europa? Se l’emigrazione “selvaggia” dall’Africa verso l’Europa fosse vastamente organizzata, pagata e non poi così disordinata? Tutte le religioni e gran parte delle ideologie politiche e delle forme di cultura, altro non sarebbero che una risposta paranoide, ossia illusoria e delirante, allo «shock originario» causato dalla «scoperta» della irreversibilità dell’evento della morte. Il valore ed il successo di un uomo si dovrebbero giudicare da ciò che egli dà agli altri o da ciò che riceve dagli stessi, in entrambi i casi incomparabilmente? Berserk è un manga scritto ed illustrato da Kentaro Miura. Le vicende si incentrano su Gatsu, un guerriero maledetto costretto a vagare senza sosta per sopravvivere e trovare vendetta. La storia esplora il meglio ed il peggio della natura umana. Le tematiche principali sono l’illusorietà del libero arbitrio, il destino dell’uomo, l’istinto di conservazione, l’onnipresenza del male.Nell’attuale psicoautomatismo recettivo comunicativo socialmediatico, la tolleranza o la stessa libertà di pensiero sono solo vuoti concetti sminuiti ed addebitati con disprezzo ad ingenui o farabutti radical chic. Ma quando queste conquiste umane verranno a mancare, tutti quelli che se ne infischiano o credono di infischiarsene oppure troppo assillati da altre privazioni per ricordarsi che esistano, la vita anche e soprattutto per loro, ad un tratto, diventerà uno straccio. Repeat: Diventerà uno straccio, sappiano essi o non sappiano spiegare a se stessi il perché.(y)

AnTIEDIPo InSUFFICIENTe. Desiderio contro Legge. Il corpo come macchina desiderante contro l’obbedienza cieca alla Legge repressiva e mortificante. Il corpo come fabbrica produttiva del godimento pulsionale contro gli istinti di castrazione eteroancorati nell’inconscio. La spinta impersonale e deterritorializzante del desiderio contro la tendenza conservatrice e rigida del potere e delle sue istituzioni. La liberazione dei flussi della pulsione in una prospettiva di naturalizzazione vitalistica dell’ umano contro il culto rassegnato e avvilente del principio di realtà.(z)

franco minkia antiedipo

VeLOCITà. Un asino e una volpe, che avevano fatto società tra loro, uscirono a caccia e s’imbatterono casualmente in un leone. La volpe, cogliendo al volo il pericolo che li minacciava, gli si avvicinò e promise che gli avrebbe consegnato l’asino, se le avesse garantito di risparmiarla. Quando il leone le ebbe dato la sua parola a questo riguardo, la volpe condusse l’asino a una trappola e ve lo fece cadere dentro. Ma il leone, sicuro che l’animale non poteva fuggire, prima catturò velocemente la volpe, poi passò all’asino. Così quanti tendono tranelli ai compagni non si accorgono di trascinare spesso anche se stessi alla rovina.(v)

Un albero è caduto e sta in mezzo alla strada. Le macchine non possono passare.

Chi è stato eletto capo dovrebbe dare l’ordine per farlo cacciare. Le opposizioni gli dicono che lo devono cacciare al più presto. Il capo, però, non dal’ordine, anzi, con il tono da capo dell’opposizione, dice che la colpa è dei vigili che non lo tolgono. Lui l’ordine l’ha dato, ma i vigili provano che non possono agire in quanto l’ ordine riguarda lo sgombero di copertoni usati in un posto dove non ci sono mai stati copertoni usati.“Sto al governo ma mi atteggio a capo dell’opposizione. Do la colpa a gli altri per le cose che non funzionano. Do la colpa all’opposizione che addito come responsabile delle cose che non migliorano. Io che dovrei migliorare la vita dei cittadini e che vengo pagato per questo, siccome non lo riesco a fare mi invento una scusa fantastica. Di quello che non riesco a fare do la colpa agli altri. Il partito perde? È colpa della minoranza, non di chi lo guida. Il governo non fa le cose? È colpa dell’opposizione. E quindi voglio, pretendo, per essere più efficace, più potere. Via la minoranza. Abolire le elezioni altrimenti c’è sempre una minoranza che dice che ci sono le cose che non vanno bene. Sto impazzendo. Non so più come fare, che scuse trovare. Sono terrorizzato. MAMMAAA AIUTAMI, MAMMA TI PREGOOOOO. Devo mantenere la calma, devo inventarmi altre scuse. Devo continuare a ridere sempre. Sforzarmi di ridere sempre. Non devo avere mai un cedimento. Ma fino a quando!? Fino a quando,Maledizione! (Sbatte i pugni sul tavolo). Fino a quando, porco il mondo!!!”

 “Non avrai altra scelta all’infuori di me. Fuori di me c’è la morte e la pazzia. Anche se deprederai tutto ciò che potrai depredare e lo farai tuo. Anche se raggiungerai tutti i tuoi obbiettivi ed i tuoi scopi, all’infuori di me ci sono la pazzia e la morte. Se non vuoi soffocare, anche per te che nemmeno sulla cima verrai a capo di niente, l’unica scelta che hai a disposizione sono io. Sono infunzionale. Sono tornato. Sono asimmetrico”.

“(…)Le principali preoccupazioni di Washington rimangono il Medio Oriente e il confine tra la Russia e la penisola europea. Non sono soltanto i soldi che fanno la potenza di una nazione, anzi esiste qualcosa di più determinante come l’azione strategica per la supremazia politica e militare. Infatti, gli intrecci finanziari fortissimi tra Cina ed Usa continuano ad essere presidiati dalla predominanza militare americana che Pechino non è in grado di mettere in questione. Diverso è il discorso in Europa, dove la presenza della Russia, economicamente meno vitale della Cina ma sicuramente più avanzata politicamente e militarmente, è motivo di grande preoccupazione per la Casa Bianca. Un saldamento degli interessi di Mosca con quelli europei rappresenta uno spauracchio poderoso per gli alleati d’Oltre Atlantico, in virtù di un motivo molto semplice: dalla fusione di istanze tutte continentali potrebbe nascere quella massa critica geopolitica in grado di compromettere l’egemonia americana tanto in Europa che nelle zone viciniore del Nord Africa e del Medio Oriente.(…)Così spieghiamo meglio l’aggressività della Nato nel cosiddetto “estero prossimo” russo ed il suo espansionismo verso egli ex satelliti sovietici. L’occupazione militare delle nazioni Baltiche e di quelle dell’ex patto di Varsavia da parte dei marines, che si portano dietro armi pesanti e ordini bellicosi, sta diventando un problema serio per Bruxelles, incapace d’ imporsi con l’alleato in casa sua. Inoltre, il dislocamento di missili orientati contro Mosca, posizionati sul suo territorio, rischiano di trasformarla in un potenziale campo di battaglia per le mire e le diatribe altrui, senza che essa possa mettere becco. Da tutta questa situazione l’Europa trarrà unicamente svantaggi se non saprà ricollocarsi nei nuovi orizzonti. La posizione del vaso di coccio tra incudini di ferro non è quella migliore da assumere in questa fase di rimodulazione dei rapporti di forza internazionali e di scoordinamento generale degli equilibri mondiali che farà esplodere contraddizioni e conflitti quasi ovunque.(…)”(y)

La maggior parte dei paesi europei ha al suo interno una presenza militare statunitense molto forte ed al momento l’Europa non possiede una sua autodeterminazione militare. L’Ue però dipende anche dal punto di vista energetico dalla Russia. Francia e Germania soprattutto, per questioni di accordi commerciali, risorse energetiche e sbocchi imprenditoriali sono legati alla Russia.In Europa è in atto una guerra tra Intelligence senza precedenti.

La narrazione renziana è ancora efficace? No. Cresce Salvini che è filo Putin. Silvio è amico personale di Putin. Pd=Governo=Renzi=Usa. E se Renzi dovesse perdere o cadere? Pd governa quasi tutte le regioni del paese. Ha una solida maggioranza in parlamento. Qualora non dovesse cadere prima, se non prendesse 40%, riuscirebbe a vincere in un eventuale ballottaggio? I 5 stelle grazie alle riforme Renzi, non solo non sono scomparsi, ma si sono radicati territorialmente. Più Renzi governa e ride, più i 5 Stelle crescono. A Renzi tra l’altro stanno arrestando mezzo partito e classe dirigente locale. I 5 stelle hanno posizioni molto critiche sull’euro e sull’attuale piattaforma europea. In una situazione del genere, gli Usa punteranno su di loro.

                                                                                                   

(w)

So di una piaga, di una luce, di una lente, ma poi…
Si rincorrevano nell’angolo, ma poi…
I calci sullo stomaco, l’affacciarsi apologetico, quando la cenere si sparge sopra i tuoi occhi drogati,piani di spargimenti, sulla schiena passa la lingua, la carne, la lingua, la prova segregata della lisergia, la fica.

Profilo rosso dell’ogiva, ventata malata, ti ripaga facendoti schifo.
So di uno sterminio di bocche nei cessi, il trono dell’amore.
Hai le mani sulla faccia, una ragione mentita allo specchio, una corda per impiccare la restaurazione terminale.

A:“Il desiderio poi divenne la Legge. Il desiderio divenne il Limite. Per neutralizzare lo scontro, il Limite si travestì di Desiderio. La Castrazione di soddisfazione pulsionale. Un’occupazione del territorio opposto come stratagemma autoassolutorio. Prova a deterritorializzare ma di sicuro ti hanno occupato anche il deterritorio tramite gli psicoautomatismi algoritmici finanziari. Come lo oltrepassi il Limite se il Limite stesso ti si propone come l’unico mezzo che avresti dovuto usare per oltrepassarlo?”
B:“Mi alleo con il nemico. Mi alleo con la Castrazione che per rigenerarsi automaticamente diventa nome della vita che rigetta ogni forma di se medesima e macchina pulsionale che gode ovunque.”
A:“Devi partire da un presupposto: se sei forte annienti, se sei forte non hai bisogno di mimetizzarti. Ti mimetizzi per sedare e mettere a bada. Occupi, circondi, immobilizzi.Ok, ma se sei forte, annienti. Non devi circondare, immobilizzare, occupare. Ciò significa che ciò che sottometti ti serve. Ha una funzione. E’ per te ‘funzionale a’. E nell’essere ‘funzionale a’, tu ne diventi dipendente. E quindi sei fottuto. Anche se occupata, circondata, immobilizzata, è più forte di te perchè tu ne dipendi. Ti serve.”
B:“Ma cosa?”
A:“La funzionalità. E’ lei che ti fotte. E’ lei che mortifica ed annichilisce il tuo sacrificante adattamento al principio
di realtà. ”
B:“Senti… Guarda che i lettori vogliono distrarsi, non pensare a queste cose. Devono pagare il mutuo, non scopano, mangiano merda tutto il giorno, sono comandati a destra e sinistra. Vogliono svagarsi, capisci?, non sentire questa roba.”
A:“Hai ragione.”

C:“Ma vai a cagare va, coglione.”

D:“Ma vattene affanculo, idiota.”

Il post trae liberamente ispirazione da La Verifica Incerta di Gianfranco Baruchello ed Alberto Grifi.

Soundtrack1:‘Not Dead’, Berserk!

Soundtrack2:‘Fetal Claustrophobia’, Berserk!

Soundtrack3:‘Macabre Dance’, Berserk!

Soundtrack4:‘Come back’, Owls

Soundtrack5:‘Hide and Seek’, Owls

Soundtrack6:‘Strange Kind of the Beauty’, Owls

Soundtrack7:’Tone Poetry’, Black Swan

Soundtrack8:‘Rosetta stoned’, Tool

Soundtrack9:‘Bellezza’, Marlene Kuntz

Soundtrack10:‘ Radar King’, Mugstar

Soundtrack11:‘He has left us alone, but shafts of light sometimes grace … ‘, A Silver Mount Zion

Soundtrack12:‘Message to Harry Manback’, Tool

Soundtrack13:‘Ape Regina’, Marlene Kuntz

Soundtrack14:‘Atlantide’, De Gregori

Roma Capitale, ovvero mai sottovalutare le conseguenze dei verminai

in politica by

“Todo modo para buscar la voluntad divina”

 S. Ignazio di Loyola.

Oramai è palese che la classe politica dirigenziale romana, come centro autonomo decisionale di governo della città, non esiste più. Dalle indagini di Mafia Capitale, appare soltanto come l’espressione di gruppi di interesse che operano al di fuori delle istituzioni, le usano e le condizionano per i loro fini. Destra, sinistra e centro, sono tutti completamente infiltrati, compromessi e subalterni da e a varie forme di pressione affaristiche trasversali.

La delegittimazione delle istituzioni e di chi ci lavora dentro, nonostante un tentativo di minimizzazione di alcuni media, è forte e straripante.

Prendersela con Marino ci può stare, ma è troppo facile.

Proviamo una breve ricostruzione dei fatti che hanno portato all’elezione dell’attuale sindaco.

Nel 2008 Veltroni lascia. Alle elezioni vince Alemanno contro Rutelli. Alemanno e tutta la destra romana va al potere e fa i disastri. Il Pd fa le primarie in prossimità della nuova tornata elettorale. La classe dirigente piddina candida alcuni personaggi che la base palesemente schifa e  quindi per reazione sceglie l’outsider Marino. Marino vince contro Alemanno ma si ritrova contro tutta la classe dirigente del suo partito. Per iniziare a governare cominciano i primi compromessi, ma l’obbiettivo è dall’inizio quello di indebolirlo lentamente e farlo fuori il prima possibile. Poi scoppia il caos con Mafia Capitale. Finiscono nella fogna destra, sinistra e centro.

Marino per ora regge, ma si attendono nuovi sviluppi dell’inchiesta e poi ci stanno le indagini sui lavori della Metro C. Molto probabilmente, ad un certo punto, anche se personalmente estraneo, il commissariamento sarà quasi inevitabile e quindi il sindaco si dimetterà.

Il dopo Marino doveva essere rappresentato dall’accordo neocentrista tra Renzi e Marchini con la benedizione del Vaticano, che si doveva concretizzare nella candidatura di un personaggio noto ai salotti del potere romano. Ma al momento questo progetto sembra essere improbabile perché chi diavolo voterà ancora il Pd romano? Il partito democratico nella capitale ha perso ogni forma di credibilità. Orfini e Barca faranno pure breccia tra qualche addetto ai lavori e nei media catechizzati a sbandierarli come paladini di giustizia e lealtà, ma nella concretezza politica quotidiana non contano niente e non se li fila nessuno.

Appare quasi scontato e prevedibile un aumento dell’astensione che colpirà tutto l’elettorato democratico, tranne la parte parassitaria clientelare che campa tramite raccomandazioni e porcate varie.

La faccenda dell’astensione e della disaffezione colpirà anche la destra, divisa e disorganizzata dal post Alemanno, anch’ essa devastata da indagini ed arresti.

A questo punto l’unica forza rimasta intatta in campo pronta a vincere le prossime elezioni è il Movimento 5 Stelle. I modi che si utilizzeranno per disinnescare questa evoluzione potrebbero essere l’ imporre un commissariamento molto lungo, o cercare di far uscire fuori qualche scandalo giudiziario che li coinvolga. Quest’ultima ipotesi pare difficile da attuare in quanto sono da pochissimo nelle istituzioni e sempre all’opposizione.

La seconda/terza forza (dipende da quanto lungo sarà il commissariamento o rimarrà in carica Marino) potrebbe essere un movimento inedito di sinistra che si discosti dal Pd, da Sel e dalla Coalizione sociale, che diverrebbe la vera novità della fase politica che si sta sviluppando. Tale movimento dovrà organizzarsi in tempo con una piattaforma programmatica seria e con una fase di propaganda elettorale “cattiva”, utilizzando a manetta slogan che raffigurino come “parassiti tossici” gli avversari politici di destra, sinistra e centro, per “sporcarli” nell’immaginario quotidiano della città.

Roma è il paradigma di quello che accadrà a livello nazionale e che colpirà anche il governo. La causa principale dell’inedita fase appena aperta, è il mancato innesco del secondo atto del renzismo post rottamazione. Dopo aver messo da parte la vecchia ed affaticata classe dirigente, il secondo atto avrebbe dovuto prevedere la rottamazione di un modo di fare politica e di un sistema parassitario e clientelare di governare, contro il quale, al contrario, il Pd sembra essere troppo morbido e poco efficace. Il Pd è divenuto un centro di distribuzione del potere che ha attirato a sè tutto il trasformismo passato, presente e futuro.

Lo stallo della fase due ha, inoltre, resuscitato i 5 Stelle che potrebbero conquistare dopo Parma una città ancora simbolicamente più importante come Roma. Una tale vittoria simbolo aprirà nuovi scenari per gli anni a venire.

Più sta al potere e più Renzi si logora. Più fa il premier come lo sta facendo e più somiglia a quelli che diceva di rottamare. Nonostante i media lo sostengano in continuazione, lo schiaffo dell’Europa sulle quote migratorie e le inchieste giudiziarie degli ultimi giorni rappresentano segnali che la forza iniziale che si portava dietro sta lentamente svanendo. L’esodo migratorio inarrestabile ed i livelli di bassa crescita nonostante la congiuntura internazionale positiva, innescheranno tensioni sociali sempre più acute. Il Pd renzista governa quasi tutte le regioni e gode di una maggioranza parlamentare protetta. Nonostante ciò, oggi come non mai, il ponte di comando sembra perdere lentamente pezzi e travi.

Soundtrack1:‘Bombtrack’, Rage Against the Machine

Soundtrack2:‘Something in the way’, Nirvana

Soundtrack3:‘Stargazer’, Mother Love Bone

Soundtrack4:‘Love, Hate, Love’, Alice in Chains

Soundtrack5:‘Unravelling’, Harry Escott (Soundtrack ‘Shame’)

Soundtrack6:‘Io cerco te’, Il Teatro degli Orrori

Il Cunto dei Contenti

in scrivere by

“Sono arrivati addirittura con gli elicotteri. Non ti immagini quanti erano. Si tratta di quelli che sono sempre contenti. Hanno cominciato a schiamazzare dall’alba con la parlantina sciolta:

Va tutto bene. Tutti i problemi sono stati risolti. Si vive meglio. Le cose sono migliorate. Tutti quelli che vi parlano di problemi sono degli sfigati. Guardate questo bambino morto! Venite! Toccatelo, è un bambino morto, lo abbiamo appena ucciso noi, non è una cosa brutta, un bambino morto da oggi dovrà essere una cosa bella. Guardate i suoi genitori come sono positivi e contenti che gli abbiamo ucciso l’unico figlio che avevano. Non ne potranno avere altri. Mai più. Eppure sono contenti. Contenti come noi. Ridiamo insieme ad alta voce. Se vedete un bambino morto dovete ridere ed essere contenti. Questa è la vera rivoluzione. L’abbattimento del logos attraverso un finto logos della contentezza. Neuromarketing, ipnomassa e artifizi dialettici senza significato lanciati come colpi di carri armati che distruggano per sempre il significato delle cose e la contingenza spiacevole. Vogliamo che l’infelicità sia e dia contentezza, gioia e serenità.

I Contenti camminavano nell’agglomerato sin da mattina presto. Si aggiravano in gruppi di 5/6 soggetti. Ogni gruppetto distava da quello che lo precedeva 50 metri massimo. Gesticolavano in continuazione. Ridevano. Si strattonavano felici braccia e spalle. Ridevano sempre. Si abbracciavano sempre. Baci, abbracci e complimenti reciproci. Urlavano dicendo che questo è lo spirito sbrigativista giusto. La contentezza. Non i problemi. Contentezza. Contentezza. Contentezza. Contentezza. Contentezza. Contentezza. Contentezza. Positività e sbrigativismo. Positività e sbrigativismo. Positività e sbrigativismo. Positività e sbrigativismo. Positività e sbrigativismo. Ottimismo. Ottimismo. Ottimismo. Ottimismo. Ottimismo. Ottimismo. Ottimismo. Ottimismo.

La prima raffica colpì tre di loro. Era stato X. che aveva deciso di verificare a che punto fosse il suo livello di mira. Puntò quello più asimmetricamente distante dalla sua veranda, ma centrò precisamente l’ obbiettivo principale, un Contento abbronzato dal primo sole estivo. Fu un attimo. BUM. Mezzo secondo di silenzio. Poi la contentezza si riattivò tra i Contenti.

X. corse subito per andare a vedere da vicino. Tutti i Contenti erano contenti di vederlo arrivare felice e trionfante. Il corpo con la testa squarciata dagli spari giaceva a terra. X. arrivò e tutti i Contenti lo abbracciarono. Anche X. li abbracciava. Urla di gioia e complimenti infiniti. X. era davvero contento, tutti fieri di lui, gli stringevano la mano e gli chiedevano informazioni tecniche sul fucile mitragliatore che si era portato dietro. Passandolo ad uno molto Contento, X. gli disse “aspetta, adesso ti faccio vedere anche la mia pistola”. Era una Walther P38 Parabellum. Bella. Lucida. Il tipo la guardava contento come anche gli altri del gruppetto. Mentre guardavano, X., contento e felice, cominciò a sparare su di loro. Allo stomaco di uno, alla faccia di un altro, alle palle ed alla testa di un altro ancora. Cadevano a terra contenti. Erano felici. Tutto andava bene. Poi si girò verso quello che teneva il fucile. Lo guardava felice e contento, con piglio ottimistico e ghigno pieno di furbizia e positività: “hai visto come è bella la mia pistola? Come funziona bene? E’ tutto bello e positivo”, per poi lanciargli contro un intero caricatore.

Mentre X. raccoglieva il suo fucile mitragliatore ed osservava i cadaveri appena caduti sotto i suoi colpi, anche gli altri gruppetti di Contenti erano stati aggrediti con reciproca contentezza, positività ed ottimismo, gioia e speranza. La carneficina era iniziata. I corpi dei Contenti venivano squartati con asce e mannaie. Ci stavano a terra teste mozzate di donne Contente che ancora ridevano per la speranza e la contentezza. Mannaie, falci e macheti tagliavano qualsiasi pezzo di carne capitasse sotto tiro. Picconate sfracellavano capi e cervelli. La contentezza nell’aria era oramai un uragano di gioia e felicità. Finalmente la percezione era quella giusta. Era bello vedere quegli esseri contenti che correvano cercando di non farsi prendere dagli inseguitori che miravano con le pistole per colpirli uno ad uno come un gioco di bambini.

Le cose erano migliorate. I cadaveri per terra erano cosa buona. Quelli dell’agglomerato si sentivano bene nel trucidare senza pietà alcuna i Contenti. Questo era un bene perchè era ciò che i Contenti erano venuti a predicare: attitudine alla contentezza diffusa. Che poi questa si fosse manifestata in sangue e corpi ammazzati per le strade per loro non aveva tanta importanza. A loro interessava l’attitudine e la funzionalità, non il significato.

I Contenti con le gambe amputate tramite accette e seghe a serramanico urlavano la loro contentezza a squarciagola. Troppo contenti. Era la cosa più bella che fosse mai capitata in tutta la loro vita. Altri Contenti sfuggiti alla contentezza della mattanza che aveva contagiato tutto l’agglomerato, arrivati agli elicotteri alzarono le mani contenti e si girarono verso gli ultimi inseguitori:”allora ragazzi, basta così, è stato un bel gioco, ora dobbiamo andare. E’ bello vedere che le cose vanno meglio…” BUM BUM BUM. Il contento non finì di parlare che una raffica del fucile mitragliatore di X. gli aveva fracassato la parte sinistra del viso e fatto volare l’orecchio a 25 metri di distanza. Come X. cominciarono a sparare anche gli altri. Quei pochi Contenti che non venivano abbattuti dai proiettili, con una contentezza e positività addosso mai provata, si precipitavano contenti con la parlantina sciolta e positiva verso gli elicotteri dove i piloti, Contenti anche loro, avevano già avviato i motori e si preparavano a spiccare il volo, pronti a svignarsela contenti il prima possibile.

Gli elicotteri, raccolti gli ultimi Contenti sopravvissuti alla carneficina, si alzarono in volo verso il cielo azzurro, limpido e trasparente come non lo era mai stato. Giù, invece, il colore delle strade dell’agglomerato era il rosso del sangue versato. Le cose stavano davvero andando meglio. La contentezza era stata davvero contagiosa.

“Sono arrivati addirittura con gli elicotteri. Non ti immagini quanti erano. Erano contenti. Avevano una parlantina sciolta che nemmeno ti dico… Solo che così come sono arrivati, i pochi che non sono stati abbattuti, così se ne sono andati.”

Soundtrack1:‘Tirami una rete’, Banco del Mutuo Soccorso

Soundtrack2:‘Banquet’, Bloc Party

Soundtrack3:‘Enjoy the silence’, Lacuna Coil

Soundtrack4:‘Seth light’, Obake

Perchè con MafiaCapitale ti incazzi di meno, Ggggente?

in società by

“E’ una vergogna ed uno schifo che si diano dei soldi ai Rom e agli extracomunitari che rubano e spacciano, mentre agli italiani zero. E’ inconcepibile che lo Stato permetta questo. Non è razzismo, tutto ciò è solamente assurdo. Chi la pensa diversamente è complice di questa situazione”.

E’ questo il mood avvelenato, urlato e livoroso che si ingrossa ad intermittenza negli ultimi tempi e che contagia sempre più persone.

Scomponendo tale ‘immenso’ pensiero, ritroviamo alcuni elementi precisi:

  1. Non è questione di razzismo;
  2. E’ uno schifo che dei soldi pubblici siano dati a chi ruba;
  3. Tutto ciò provoca rabbia, veleno e legittima atti anche forti e decisi;
  4. Chi ruba non merita rispetto e commiserazione;
  5. Chi non la pensa così è un cretino perchè è complice di chi ruba;
  6.  La ggggente non ne può più ed è incazzata nera e lo grida perchè la gggente è ggggente semplice, de core, e chi non lo capisce non è normale.

Ora, prendiamo un attimo la faccenda di MafiaCapitale.

  1. Ci stanno soldi pubblici dati a chi se li ruba? Si.
  2. Quelli che rabbiosi si indignano avvelenati ed urlano contro rom ed extracomunitari e che invocano anche azioni forti e decise e che lo fanno per una questione di giustizia sociale e non di razzismo, stanno in qualche modo protestando con la stessa intensità di fronte la faccenda MafiaCapitale? Assolutamente no.
  3. Quindi, se a rubare sono politici italiani, questi meritano rispetto e commiserazione? Evidentemente si, visto che nessuno si sta indignando con la stessa esasperazione riservata a rom e simili.
  4. E, quindi, questi indignati non protestando e non gridando come fanno contro rom ed extracomunitari, tacitamente, in base al loro percorso logico di cui sopra, si autodefiniscono complici dei politici italiani che rubano? In base al percorso logico che adoperano, si.
  5. E, ancora, se tutta questa gggente de core, genuina, e tutte le stronzate varie, non si incazza, livorosa e con foga violenta come fa con rom ed extracomunitari, con i politici italiani che rubano, tacitamente contraddice se stessa e quindi si autodefinisce non normale? E si pone sullo stesso piano di chi con disprezzo addita come difensore e complice dei rom che rubano? Si.

In conclusione:

  1. La tenuta logica e ragionante del pensiero riportato in cima al post è pari a zero;
  2. la prossima volta che uno di questi scienziati della genuinità e della semplicità ruspista, che contro questi politici che hanno rubato (che magari ha pure votato) non ha detto nemmeno una mezza “A”, viene e si incazza schiumante di rabbia dicendo che i rom rubano e gli extracomunitari spacciano e che si fottono i soldi pubblici e che è una vergogna ed uno schifo etc etc, chiamare la neuro per un immediato ed urgentissimo Tso diventa quasi un obbligo necessario per il bene di tutti, in primis, ed in secundis per il bene delle persone che, in qualche modo, questo soggetto incontra durante il giorno.

Caro scienziatello dell’indignazione ruspista, sei fregato, perchè, per come ragioni, lo stesso casino e bordello che imbastisci contro rom e simili, lo devi fare contro i politici italiani che rubano, adesso! e subito!, con assembramenti e cartelloni e rotture di cazzo vari!.

Ma tu non lo farai.

E quindi non posso non considerarti alla stessa stregua di uno che 1)ti invita in un ristorante dove preparano solo carne e 2)appena seduti ti dice che aveva detto che voleva mangiare vegano, 3)quindi ti fa alzare, 4)ti porta al vegano, 5)ti siedi e vedi lui che risbrocca perchè aveva detto che voleva mangiare carne e così via all’infinito.

Perchè di questo stiamo parlando, di un modo di ragionare che in confronto il cervello di un dodicenne limitato sembra Leonardo da Vinci.

Insomma, non il massimo della vita.

Soundtrack1:‘Human Genoma Project’, Obake

Soundtrack2:‘Széchenyi’, Obake

Soundtrack3:‘Mooch’ June 44

Soundtrack4:‘It’s a wonderful life’, Sparklehorse

Soundtrack5:‘My black ass’, Shellac

 

Suggerimenti per Italia Liberale con Francesca Pascale leader

in politica by

Italia Liberale con  Francesca Pascale leader verrà softly announced questa sera da Fabio Fazio. E’ la nuova grande intuizione dada-avanguardistica di Silvio Berlusconi. Finalmente nasce una forza massificata, un post partito massa  che ribalta il banco e diventa contenuto di flusso sessuale sano e liberato, conquista ed affermazione del proprio corpo, in contrapposizione al flusso danneggiato dai complessi cattosinistri del Partito democratico.

dddd

Il Pd purtroppo oramai è divenuto uno strumento parassitario di potere, degenerazione terminale di una deleteria non intuizione della classe dirigente  berlingueriana, ovvero il compromesso storico. 1)Il senso di insufficienza maggioritaria della dirigenza della sinistra, 2)questo dover divenire qualcos’altro da ciò che si era, o che l’altro dovesse diventare o essere diverso da ciò che era, incorporato come cruccio impossibile da risolvere, 3)vissuto come  dramma esistenziale che la leadership capiva ma che non riusciva a ribaltare, ha avuto come approdo il cadere nelle sabbie mobili di un compromesso storico 2.0. Il corpo partitico post comunista che, pare, viene fagocitato dai sornioni e lenti apparati digerenti democristiani.

Questo complesso che per sedurre non si era capaci o monchi, è stato poi aggravato da successivi traumi quali il dramma della Bolognina, l’ Occhetto che perde con il novizio Berlusconi, Prodi fatto cadere da Bertinotti, D’Alema che spreca l’occasione, Fassino pizzicato al telefono con la storia della banca, Veltroni che non ha la massificazione necessaria per vincere, Bersani che sbaglia il rigore a porta vuota. Per risolvere il dilemma, si inventano il modello interclassista, il partito nazione che rappresenta tutti i settori della società, che vuole nascondere la conflittualità, finendo di conseguenza col diventare essenzialmente uno strumento di potere parassitario e trasversale, animato da primarie che altro non sono che vere e proprie guerre tra bande voraci di potere e poltrone.

Il partito di massa è un’altra cosa. La connessione sentimentale del leader e/o del partito con un proprio popolo è un’altra roba.

Un pugnettaro inibito sicumeroso potrebbe dire: ma quindi secondo te Renzi non è un leader?

Renzi è un decisionista. Ottimo. Perfetto. Intelligente. Realista. Ma, appunto, un decisionista, non un leader. Certo, è logico per la sinistra che non è abituata ad averne, scambiare un decisionista per un leader. Ma così è. Renzi rimane pur sempre un Fioroni grillizzato. La contingenza attuale maschera questa essenza, ma ciò inevitabilmente verrà fuori.

Italia Liberale con la Pascale leader (requisito necessario ed inevitabile) dovrà attenersi a delle linee semplici e praticabilissime:

  • Essere, appunto, una forza liberale, laica fattualmente (e questo è possibile in quanto per ora tutto il vaticanesimo  è confluito nel renzismo), una forza dada-avanguardista dove, come Publitalia negli anni ottanta, confluirà, per esserne valorizzata e lasciata fare pienamente, la maggiorparte della  devianza geniale e trasversale esclusa dalla bacchettonaggine parassitaria del nuovo compromesso storico;
  • Il liberismo più spinto e sfrenato come pratica di giustizia sociale da utilizzare però non alla Renzi che va a colpire categorie protette ma deboli (pensionati, malati, professori, pubblici dipendenti di medio e basso livello), ma le fondazioni bancarie, l’alta burocrazia pubblica, il parassitismo di alto livello del parastatale e quello delle municipalizzate;
  • Il suo bersaglio non dovrà essere Renzi, ma chi crede in e vota  Renzi. Chi lo vota deve essere in qualche modo accusato e dipinto come uno che crede all’asino che vola e chi crede all’asino che vola deve essere riconsegnato nell’immaginario quotidiano come pericoloso per sè e per le persone che gli stanno accanto;
  • Evitare il confronto pubblico con esponenti democratici. Contro di loro lasciare i grillini o il reparto guerrigliero dell’estrema sinistra o, ancora più efficacemente, la realtà spiacevole che emerge sempre. Renzi fa le cose per poterle dire in tv. Fa, non importa cosa, perché contro l’interlocutore lui obietta che ha fatto, mentre prima non si era mai fatto e lo accusa, sempre in modalità difensiva di passivo aggressivo, di non aver fatto mai o di non voler fare. Paraculaggine comunicativa che fa imparare a memoria ai  burattini che manda nei talk show che mentre la ripetono a comando sollevano il mento di 45° verso l’alto e guardano  un punto fisso. Che poi, chi cazzo se li guarda i talk show.

E’ solo una mostra di fattismo fine a se stesso. Smentito poi ad esempio dai dati reali dell’economia e della disoccupazione.

Infatti qua viene il bello.

L’economia, nella sua procedura contemporanea, riparte in un solo modo e cioè quando in un dato territorio, cittadini e non cominciano a spendere soldi, a comprare merci e servizi. Più spendi e compri più si vende, più si vende più si produce, più produci più crei occupazione, più crei occupazione più si spende e si consuma. Un governo deve risolvere questo. Questo Parlamento ha incrementato questa tendenza? No.

Si pensi al dato dell’aumento (positivo certamente) dei contratti di lavoro a tempo indeterminato che però va di pari passo con l’aumento della disoccupazione. Mentre la disoccupazione aumenta si sbandiera in giro che aumentano i contratti a tempo indeterminato. E quindi?

Tutto fantastico, per un film di David Lynch.

Questo perchè Jobs Act e riforma art. 18 sono strumenti inutili contro la disoccupazione in quanto l’indice di protezione del lavoro, essendo un onere sulla distribuzione delle risorse lavorative, influenza i flussi di assunzioni e licenziamenti, ma non l’ammontare degli occupati e dei disoccupati.

Altro dato fantastico, ma sempre e solo per un film di David Lynch: il + 0,3% del Pil festeggiato come la cosa più importante mai successa all’umanità.

Un pò pochino se si pensa alle irripetibili circostanze favorevoli esterne (prezzo del greggio, deprezzamento del cambio dell’euro, crollo dei rendimenti obbligazionari) che sono alla base del sin qui modesto impulso espansivo di cui l’Eurozona sta oggi godendo, dopo anni di carestia.

Italia Liberale dovrà poi partire da una analisi cruda dell’attuale dinamica parlamentare:

  • Il governo non cadrà perché ancora i parlamentari non hanno maturato i tempi per prendere pensione e vitalizio. E’ questo il motivo per cui tutti i parlamentari eletti, espressione della segreteria bersanianana e dalemiani vari, sono divenuti tutti renziani ed antidalemiani. Bisogna martellare su questo argomento e cioè sulla svalutazione dei valori della sinistra subordinati ai vantaggi di carrierismo parassitario e personale dei suoi rappresentanti;
  • Il governo inoltre si regge grazie all’accordo trasversale con i verdiniani di Forza Italia che gli garantiscono soccorso sicuro nei momenti di criticità numerica. Bisognerà criminalizzare anche questo accordo come segno di svilimento della vita politica e democratica e additare agli elettori i protagonisti del patto;
  • Della mollezza e bonacceria della sinistra Dem inutile parlarne, anche se in prospettiva eroderà consensi e porterà la dirigenza democratica a dover accettare compromessi al ribasso che creeranno insofferenza e reazioni deleterie che acuiranno contraddizioni e la precarietà di molti accordi;
  • Insistere sulla malafede dei giornali che hanno fatto la morale a Bellluscone sulle vicende del cd. bunga bunga, mentre oggi si abbandonano ad una propaganda imbarazzante che viene utilizzata come strumento per leccare il culo al governo incensandolo all’esasperazione perché altrimenti hanno  paura che gli levino i finanziamenti pubblici.

Italia Liberale con Francesca Pascale leader dovrà anche tener presente l’attuale fase storica segnata dalle pressioni di forze che mirano a smantellare la democrazia, perché costa. Costava anche negli anni ’30, motivo per il quale le centrali finanziarie dell’epoca (che poi sono le attuali) plaudirono all’avvento di Hitler e Mussolini, salvo poi toglierseli di torno quando l’etica dell’austerità aveva avvitato il mondo in una spirale deflattiva che poteva essere risolta solo con una energica manovra keynesiana: la II Guerra Mondiale.

E quanto sia vero questo solo Silvio lo può sapere. Quanto abbia pagato l’amicizia con Putin e Gheddafi, con i quali era riuscito a chiudere accordi a vantaggio del proprio paese, o essersi rifiutato di accettare le direttive Bce che, giuste o meno poco importa, andavano ad alterare le procedure democratiche ed a subordinare il parlamento italiano a logiche esterne.

C’è un primo Renzi ed un secondo, quello attuale.

Renzi è parte e prodotto della Questione Privata che la sinistra ha con se stessa e con la classe dirigente che per anni l’ha guidata tradendola, deludendola e mentendole. Bersani ha votato il pareggio di bilancio in costituzione e andava dicendo che la Fornero era un esempio per i suoi figli, mentre lei fabbricava esodati a volontà, sofferenza fisica e psichica a delle persone già deboli. Per sfinimento e rabbia è logico che l’avvoltoio Renzi abbia avuto consenso nel vilipendiare il cadavere. Ma di quel popolo è un estraneo. E’ un killer capitato per caso e quindi ad un certo punto assoldato per far fuori quei padri che avevano chiesto fiducia e che hanno deluso. Ma non fa parte di quell’automatismo che per decenni ha portato consenso al Pds-Ds. Prendi la questione scuola. Quelli sono oramai voti persi. Ma sempre voti sono.

La faccenda scuola tra l’altro ci aiuta a capire che Renzi sia un decisionista e non un leader che ha rapporti sessualmente granitici con il popolo che dovrebbe rappresentare. Senza entrare nel merito della riforma, dei presidi e dell’invalsi, molti insegnanti se la prenderanno nel culo. Li si lascia in mezzo alla strada. Che ci può anche stare, per l’amor di dio. Ma per tutti questi, un leader di un partito di sinistra, come lui si definisce, con valori cristiani e solidaristici, una parola poteva pure spenderla. E’ quasi un’ovvietà. Se sei un liberale conservatore te ne puoi anche fregare, i tuoi stessi elettori lo comprenderebbero immediately. Ma lui per come si presenta e vuol presentare il suo partito, si contraddice, crea disaffezione che emergerà nel tempo. Un leader di sinistra dovrebbe sobbarcarsi quelli che rimangono fuori e fargli attraversare il deserto. Un leader con una prospettiva, va da quello messo in mezzo alla strada e gli dice che gli darà il reddito di cittadinanza che non sarà pagato con tagli alla pensione o alla sanità. E’ una questione tecnica. Se non lo fai, sei un’altra cosa. Magari stai facendo bene, ma sei nel posto sbagliato e questo presto o tardi lo paghi.

Il fattismo renziano è fine a se stesso. Deve dimostrare che fa perché gli altri prima non facevano. Lui fa, a differenza degli altri che non facevano. Questo fattismo sovrastrutturale si esaurirà per sovrabbondanza di rumore senza efficacia. Si finirà per non ascoltare più per saturazione dell’udito. L’immagine sarà quella di un robot che gira a vuoto da solo perché i bambini sono andati a giocare a pallone da tutt’altra parte. 

Renzi ha colpito i protetti. Giusto. Ma ha colpito una parte di protetti, i protetti deboli, che tra l’altro votavano Pds e Ds e primo Pd. I protetti forti, i privilegiati veri, gli alti parassiti, non li ha nemmeno sfiorati, anzi con questi si siede a tavola e stringe alleanze. Lo ha fatto perché ha ragionato così: questi qua anche se glielo metto in culo votano sempre per il partito come da decenni ormai, poi mi prendo pure i voti di confindustria, me la compro facendo tutte le leggi a loro favore, ed in più mi fotto i voti di Silvio che tra processi ed aziende deve volare basso sennò lo rovino.

Ha toccato fondazioni bancarie? No. Ha toccato gli sprechi dell’alta burocrazia e delle municipalizzate? No. Ha strigliato il mondo confindustriale che da decenni ottiene benefici e sconti e che in cambio non restituisce che le solite lamentele e pretende sempre di più senza dare niente in cambio se non la minaccia di delocalizzare? No.

Quali interessi difende?

Per esempio, nel sistema bancario ha reso tutta una serie di istituti bancari italiani acquistabili da grandi banche internazionali.

Pensiamo all’ atteggiamento con il quale ha favorito aziende multinazionali come la Whirlpool, venute in Italia in teoria a risolvere i nostri problemi, mentre adesso invece licenziano le persone a migliaia.

Renzi risponde agli interessi nazionali, si o no?

https://www.youtube.com/watch?v=BCrX59lyg2k

Insomma, il renzismo si fonda su una montagna di contraddizioni. Le regionali serviranno a capire la temperatura del loro grado di maturazione e cioè se sono già pronte ad esplodere o ancora in fieri. Quando saranno mature, le forze con cui si è alleato per prendere il potere lo abbandoneranno e pugnaleranno alle spalle. Anche perchè sono da sempre le stesse. E sempre in tal modo si sono comportati, dal Gran Consiglio del fascismo che si incula Mussolini dopo averlo sempre appoggiato, sino a Craxi, Andreotti e lo stesso Silvio.

Silvio però può giocarsi un’ultima carta e restituire qualche sassolino accumulato: Italia Liberale con Francesca Pascale leader. Ma solo ed esclusivamente con la Pascale, una geniale anomalia dada-avanguardistica che andrà a raccogliere tutte le devianze trasversali escluse dall’apparato di potere parassitario bacchettonesco raccoltosi nel Partito Democratico.

Silvio lo può fare. Renzi conosce una sola zona del potere, quella del vento a favore, da sempre. Silvio al contrario sa anche cosa significhi subirlo, conosce il prezzo che si paga ad aver cercato di modificare i rapporti di forza. Questo fa di lui un vero leader, con una connessione sessuale con il suo popolo. Lo conosce nelle sue parti più intime. Ne è l’autobiografia. E Francesca Pascale ne è la sua più degna erede.

Soundtrack1:‘Vivere di conseguenza’, Verdena

Soundtrack2:‘Contro la ragione’, Verdena

Soundtrack3:‘Inno del perdersi’ Verdena

Soundtrack4:‘Going my way’, Paul Weller

Soundtrack5:‘577’, Motorpsycho

Soundtrack6:‘Barleycorn’, Motorpsycho

Soundtrack7:‘Rilievo’, Verdena

Soundtrack8:‘Diluvio’, Verdena

Soundtrack9:‘Puzzle’, Verdena

Soundtrack10:‘Pyre’, O.R.K

Post scriptum:

https://www.youtube.com/watch?v=hQrtyFvUA9c

 

 

Le devastazioni? Camouflage

in società by

Milano. Inaugurazione Expo.

Su Facebook ci stava anche l’evento “Fare una figura di merda mondiale con l’Expo 2015”.

Ecco, immaginate la giornata di oggi senza le devastazioni di ieri. Di cosa si sarebbe parlato mai?

Forse dell’ennesima figura di merda che stiamo facendo a livello mondiale? Dell’ennesima occasione sprecata? O forse del fatto che la maggior parte dei lavori di Expo sia ancora in costruzione, con verifiche amministrative o controlli in corso? O della metro 5 non ancora pronta, che dagli 80 iniziali è arrivata a costare 1 miliardo e 500 milioni di euro? Delle aziende commissariate? Degli sponsor non proprio in linea con lo slogan “nutrire il pianeta, energia per la vita” ( McDonald, Coca-Cola)? Dei biglietti falsi? Dei cartelloni con l’inglese sbagliato? Delle polemiche sui volontari? Dei contratti di lavoro che non sono arrivati? Dei problemi per l’acquisizione delle aree? Oppure del fatto che Expo doveva anche mostrare al mondo un Paese intero ed essendo la cultura del cibo in Italia ovunque, i visitatori avrebbero dovuto avere la possibilità di raggiungere facilmente ogni regione, ed invece ECCO A VOI la Milano-Torino a due corsie piene di curve e di camion?!!

Eppure dell’Expo s’era cominciato a parlare addirittura nel 2006. Un paio di anni più tardi il Comune di Milano se l’aggiudicava formalmente.

Ecco. Non si parlerà di tutto questo e nemmeno del fatto che sono stati razziati milioni e milioni di soldi pubblici tra tangenti, appalti e subappalti.

No, perché ieri Milano è stata messa a ferro e fuoco da 200?300?500? terribilissimi, cattivissimi, ferocissimi e stupidissimi Black Bloc. Brrrrr. Che paura!!! Peggio che negli anni ’70. Addirittura contro questi Black Bloc qualcuno è arrivato ad ipotizzare di usare proiettili veri. Molti ci stanno perdendo il sonno e la ragione.

Ora, a seguito dei ritardi sugli allestimenti e sui lavori, Expo è ricorsa al trucco del Camouflage, costato oltre 2 milioni di euro. Camouflage, ovvero un modo elegante per dire camuffamento. In pratica, i ritardi dei lavori e degli allestimenti verranno coperti con paratie, trompe l’oeil, prefabbricati, teli, pannelli mobili, «exthernal exhibition elements», i quali serviranno a non far vedere ai visitatori le opere ancora incompiute, i cantieri aperti e tutto il brutto del provvisorio.

Bene.

Detto ciò, però, potrebbe sorgere il dubbio che qualcuno abbia pensato, appunto, che anche le devastazioni di ieri rientrassero nell’operazione di camuffamento per evitare di parlare della figura di merda ancora in corso e dei milioni di soldi pubblici sperperati e razziati di qua e di là, e che per questo abbia lasciato fare le Tute Nere/Black Bloc senza opporre resistenza. Ma questi sono solo piccoli e provvisori pensieri malvagi che presto verranno messi in sordina con una qualche raffinata operazione di camouflage.

Soundtrack1:‘Milano trema, la Polizia vuole giustizia’, Guido E Maurizio De Angelis

Soundtrack2:‘Milano odia, la Polizia non può sparare’, Ennio Morricone

 

La kazabaika geopsichica

in arte/politica/scrivere by

“Non esiste problema, per quanto appaia difficile, doloroso o apparentemente irrisolvibile, che la violenza non renda peggiore”
Breaking Bad, 05×12 Cane Rabbioso/ Rabid Dog

“Noi siamo troppo volubili e troppo cocciuti ad un tempo. Guardiamo la zia Chiara, prima capace di morire piuttosto che di sposare il marchese, poi un’anima in due corpi con lui, poi in guerra ad oltranza. Guardiamo la zia Lucrezia che, viceversa, fece pazzie per sposare Giulente, poi lo disprezzò come un servo, e adesso è tutta una cosa con lui, fino al punto di far la guerra a me e di spingerlo al ridicolo del fiasco elettorale! Guardiamo, in un altro senso, la stessa Teresa. Per obbedienza filiale, per farsi dar della santa, sposò chi non amava, affrettò la pazzia ed il suicidio del povero Giovannino; e adesso va ad inginocchiarsi tutti i giorni nella cappella della Beata Ximena, dove arde la lampada accesa per la salute del povero cugino! E la Beata Ximena che cosa fu se non una divina cocciuta? Io stesso, il giorno che mi proposi di mutar vita, non vissi se non per prepararmi alla nuova. Ma la storia della nostra famiglia è piena di simili conversioni repentine, di simili ostinazioni nel bene e nel male… Io farei veramente divertire Vostra Eccellenza, scrivendole tutta la cronaca contemporanea con lo stile degli antichi autori: Vostra Eccellenza riconoscerebbe subito che il suo giudizio non è esatto. No, la nostra razza non è degenerata: è sempre la stessa.”

I Vicerè, Federico De Roberto

Napoli. Aprile 2015.


Per Bimbozzi tutta questa storia è perfetta. E’ una meraviglia.

Quale storia, Ingegner Pretocchio*?

Questa dell’Italicum e del senato non elettivo. Una volta addirittura per un accenno di riforma in senso  semipresidenziale, blindata con tutti i pesi ed i contrappesi possibili, avrebbero gridato alla dittatura cilena ed al nazifascismo. Oggi invece uno vince, si prende tutto il parlamento, si fa tutte le nomine che vuole, dalla Corte costituzionale fino alle cariche di garanzia, e stanno tutti zitti. Ma ripeto: per l’avvento di Bimbozzi è perfetto. Ci stanno spianando la strada.

Perché perfetto?

Quando con Bimbozzi nel 2024 andremo al potere, noi avremo nelle mani tutto. Non ci sarà bisogno di colpi di stato o azioni violente. Avrà fatto tutto il Pd di Matteuzzo nostro. Lui pensa che costruendosi questo castello blindato vincerà per i prossimi tre secoli e che quando starà per perdere consenso prenderà la cornetta del telefono, chiamerà i giudici della corte costituzionale da lui nominati e gli ordinerà di azzerare tutto con una pronuncia di incostituzionalità. E col cazzo che finisce così. Mica va sempre tutto bene.

kaza renzi

Guardi che Renzi ha un consenso popolare enorme. Va al Parlamento europeo e se ne fotte di Schultz sbadigliandogli in faccia e parlando al telefono mentre il tedesco fa la conferenza stampa.


E fa bene, ma che dico bene, strabene cazzo!!! Ora sta provando il repulisti della minoranza interna. Prova la forzatura sull’italicum così se cade dà la colpa ai bersaniani, li addita come nemici interni peggiori degli avversari; se non cade, loro gli si sono dimostrati contrari, perdenti e di conseguenza li farà fuori definitivamente. L’attuale maggioranza dem, ora renziana, è entrata in Parlamento con lista bloccata compilata dalla segreteria Bersani. Ora stanno con Renzi, e allora??? Che dovevano fare? Dovevano votare l’emendamento che 1) avrebbe riportato al Senato la legge che 2) a quel punto si impantanava come sempre e 3) poi tutti giù contro il governo che ha sbagliato, che non fa niente ed il solito bla bla bla? Ma poi, di che cosa stiamo parlando? Questi deputati Pd eletti tutti grazie a Bersani, dovevano forse rinunciare ad uno stipendio di 20 mila euro al mese perchè qualche trombone si riempie la bocca con la parola democrazia? Quelli accumulano soldi, che gliene fotte della democrazia? Prendi uno di quelli che gridano allo scandalo e mettilo al loro posto e vediamo se poi si scandalizza ancora. Loro sono l’apparato. Una volta che ci entri nemmeno te ne accorgi. E l’apparato ha di volta in volta facce nuove con cui presentarsi. Prima c’era Bersani, ora Renzi. E Renzi è il top. Il Parlamento è uno stipendificio di ottimo livello. Fesso chi non riesce ad entrarci.

Ma così la politica perde in qualità.

Ma quale qualità?! Ma perchè, scusa, Letta era meglio di Renzi? Oppure, la commissione dei saggi voluta da Napolitano non era forse una forzatura istituzionale contro la costituzione? Con questa mossa Renzi immette nel sistema un precedente bellissimo: le regole del gioco le fanno i più forti e basta.  Se le accettate ok, altrimenti andatevene pure affanculo. Il più forte si fa le regole che più gli convengono, che gli consentono di vincere e di non perdere mai. Chi vince può fare quello che vuole. Ammettiamo che adesso vinca uno che decide di espropriare le case a tutti quelli che hanno i capelli biondi. Se arriva un altro a protestare invocando il rispetto dei valori costituzionali, gli si dice che la costituzione è un feticcio, che il Pd ha fatto la stessa cosa con l’approvazione dell’Italicum e che se passa con la fiducia ha rispettato le procedure parlamentari e la democrazia. 

Renzi ha addirittura le opposizioni dalla sua parte.

Esatto. Il suo potere si regge sul fatto che le opposizioni sono a lui alleate. Berlusconi lo appoggia per proteggere le sue aziende ed in cambio ha portato Forza Italia al 12%. Tiè, leggi qua, con Renzi le pubblicità del governo sulle reti Mediaset  sono passate dal 10 al 57%. Così si fa politica, altro che Bersani e grillini che gridano o-ne-stà- o-ne-stà ro-do-tà- ro-do-tà!!!.Poi, Salvini è il suo alleato ideale, anche lui al 15%. Totalmente innocuo e funzionale alla frantumazione della destra. Sono lontani i tempi in cui la Lega faceva paura, con Cossiga che minacciava di rovinare Bossi facendogli trovare l’ automobile imbottita di droga. “E quanto ai cittadini che votano per la Lega li farò pentire: nelle località che più simpatizzano per il vostro movimento aumenteremo gli agenti della Guardia di Finanza e della Polizia, anzi li aumenteremo in proporzione al voto registrato. I negozianti e i piccoli e grossi imprenditori che vi aiutano verranno passati al setaccio: manderemo a controllare i loro registri fiscali e le loro partite Iva; non li lasceremo in pace un momento. Tutta questa pagliacciata della Lega deve finire.” (i). E poi i grillini, che stanno bene al 20, percentuale che permette loro di poter continuare a gridare senza doversi prendere responsabilità.

Tutto l’establishment finanziario ed editoriale è dalla sua parte. Obama lo adora.

Ma non continuerà così per sempre. Obama con la storia di Lo Porto ha mandato un segnale chiaro: “Vieni qui, ti facciamo fare jogging fuori dalla Casa Bianca e tu posti il video su Twitter, ma ricordati che non conti un cazzo.

https://www.youtube.com/watch?v=qPWbBgop7N8

Ti pisciamo quando vogliamo. Come ti abbiamo piazzato lì grazie alle manovre di nostri vecchi referenti politici di primo livello che lavorano per noi da decenni e che abbiamo collocato nei vostri vertici istituzionali, così ti facciamo cadere quando vogliamo”. 

A proposito. Ha letto la storia di Gorbaciov?

Quale storia?

Secondo lo scrittore e filosofo Aleksandr Zinoviev, il crollo dell’Unione Sovietica fu una grande attività sovversiva occidentale che portò Gorbaciov a Segretario generale del Pcus. Gorbaciov e sua moglie furono reclutati dalla Cia nel 1966 durante un loro viaggio in Francia. Per le elezioni a Segretario generale, tutto fu pianificato affinché solo 8 persone decidessero. Si ritardò, con dei pretesti, la partenza dagli Stati Uniti del membro del Politburo Shherbitskij, che avrebbe sicuramente votato contro Gorbaciov. Fu impedito nelle elezioni un altro membro del Politburo, che era in congedo, Romanov, che avrebbe certamente votato contro. Se solo questi due avessero votato, Gorbaciov non sarebbe diventato segretario generale. Ed infatti venne eletto per un solo voto.

kazabaka geo

Ma perché Bimbozzi deve aspettare il 2024?

Primo perché ci dobbiamo inserire quando si acutizzerà la crisi prebellica che spaccherà l’Europa in due, e secondo perché deve implodere la situazione italiana con l’uscita di scena di Sirviuzzo ancora oggi troppo ingombrante, che non può che avvenire se non per cause naturali addebitabili alla vecchiaia. Ci vorranno almeno dieci anni perché rimbambisca completamente e si tolga dai coglioni. Nel frattempo dentro il Pd esploderanno le contraddizioni che oggi sono solo a livello embrionale. Tutti quelli che appoggiano il premier stavano lì già prima ed erano daleminani e bersaniani. Quindi ora sono passati con Matteuzzo solo per mantenere la poltrona. Il Pd diventa giorno dopo giorno la più grande macchina redistributrice del potere e quindi la più grande forza di attrazione del trasformismo attuale. Arrivano da tutte le parti. Ma le poltrone quelle sono. E per le poltrone la gente si squarta viva.


Tendenza alla guerra?

Vedi bello mio, qualche giorno fa c’è stato il 25 aprile. Un bel giorno, la festa della liberazione, i partigiani, bella ciao e la resistenza. I fascisti che si incazzano, qualcuno che rompe i coglioni con la storia delle foibe. Le solite cose italiane irrisolte. Ok. Bravi tutti. Ma nessuno cita mai la Carta Atlantica. Vattela a leggere. Oppure vai a vedere i soldi che gli Usa hanno dato a Hitler. Capirai che gli americani non hanno mai voluto un’ Inghilterra forte in Europa, ne avrebbero tollerato i britannici ed il Giappone come potenze mondiali ed imperialiste. Fanno firmare agli inglesi questa bella carta dove dicono che bisogna riconoscere l’indipendenza a tutte le colonie e che in caso di aggressione ad uno stato firmatario gli altri sarebbero occorsi in aiuto. Da quella carta é evidente che la seconda guerra mondiale é stata creata a tavolino. Gli Usa sapevano che con il loro sistema industriale praticamente indisturbato avrebbero matematicamente spaccato il culo a Hitler (finanziato dagli yankee stessi prima per crearsi l’apparato bellico) e al Giappone. Ed ecco, alla fine, l’Inghilterra ridimensionata a nazioncina europea.

Ma cosa c’entra tutto questo con la situazione attuale?

C’entra in quanto le cose si studiano, ieri come oggi, a tavolino. Gli Usa hanno un piano: destabilizzare l’Europa, indebolirla, frammentarla. Forzarla su posizioni antirusse, Russia considerata militarmente l’apericena per l’attacco alla Cina. L’Europa è si una colonia militare Usa, ma energeticamente e commercialmente dipendente anche dalla Russia. La Germania secondo te passerà mai con gli americani? Fa le mosse, ma alla fine lo strappo non lo farà mai. E quindi ci staranno tensioni gravi, criticità serie, che si ripercuoteranno a livello interno. Una situazione del genere inevitabilmente genera scosse a 360°. Aumentano sospetti. Si indeboliscono alleanze. E Bimbozzi comincerà a farsi vedere in giro. Ma ancora è presto.

E per adesso che fa?

Per adesso prepariamo le reti per raccogliere i pesci. Prima cosa dobbiamo creare una sorta di nemico mediatico che accomuni disprezzo trasversale. Ci hanno provato con la casta ma è un’idea-forza che non ha prospettive politiche. E’ sterile. Calcola sempre che l’analfabetismo crescerà sempre di più perché studiare diventerà un privilegio e perché le riforme che fanno hanno l’unico obbiettivo di smantellare l’educazione pubblica. Le condizioni lavorative peggioreranno così come lo stile di vita tenderà ad un impoverimento graduale. Crescerà il livore. Dovremo dare a qualcuno la colpa per canalizzare rancore. Questo qualcuno saranno gli economisti e l’economicismo biototalizzante.

Ora perchè se la prende con gli economisti?

Perché loro hanno governato sia a livello nazionale ed europeo. Hanno messo la faccia. Pensa a Monti. Tutte le massime cariche sono sempre state ricoperte da economisti o quanto meno questa è la percezione generale. Il mood è sempre economicistico: Spread, Deficit, Crescita, Pil, Spending Review, Disavanzo etc etc, tutte cose che stanno sul cazzo e che non hanno portato a niente di buono. Sono loro che comandano, ma da anni non riescono a portarci fuori dal pantano, anzi peggiorano la situazione di volta in volta.

Ma è come accusare i medici di non guarirci dalla morte o da tutte le malattie?

E ma che mi frega. E’ un discorso prepolitico. E’ uno slogan. Tipo la Casta o la Rottamazione. Chi cazzo va ad approfondire la questione?! Il messaggio passa, eccome se passa. Mica dico di portarli in un campo di concentramento?! Solamente non devono più scassare il cazzo. Ricopriranno una funzione contabile e ragioneristica senza scassare il cazzo più di tanto. Come fa Renzi con Padoan. Mi immagino Renzi con Padoan: ‘firma qua e non rompere il cazzo’, seguito magari da un paio di scappellotti in testa e da una ravanata dello scroto in segno di strafottenza. Gli abbiamo dato più peso di quello che effettivamente meritano o possono ‘scientificamente’ supportare. Com’è quel detto? «non si è mai visto un grande economista diventare miliardario grazie a tutta la sua scienza». Beh, in effetti è vero.

Intende dire che forse in questi ultimi anni li abbiamo sopravvalutati?

Sono una setta che da sempre ripete un discorso ermetico e li si rispetta solo perché non ci si capisce niente. L’economia è una disciplina che della scienza ha solo il nome e della razionalità solo le contraddizioni, che si nutre di ragionamenti socio-psico-filosofici sulle nostre vite trasformandoli in un miscuglio di teorie, cifre, equazioni matematiche atte a dissimulare confusione concettuale.

Intanto ci raggiunge Johnny Casuscelli che gli piazza in faccia uno smartphone con una foto su un qualche profilo social. “In quanti sono coscienti del fatto che i loro selfie, provocanti o meno, sono usati dai piú per pigliarli per il culo in ogni conversazione privata tra amici?”. 

Casuscelli ci dice che dobbiamo andare assolutamente ad assaggiare la montanara, la pizza fritta napoletana.

montanara

Il nome deriva dai contadini che provenivano dalla montagna, “i montanari” appunto, che erano soliti consumare per merenda panini conditi con sugo di pomodoro, basilico e formaggio. Successivamente nella ricetta al pane è subentrata la pizza e sono stati aggiunti, secondo piacimento e disponibilità, provola o fiordilatte. Immutata invece l’essenza popolare del prodotto, visto che per molto tempo la montanara, preparata e fritta dai pizzaioli nei loro “bassi” e venduta dalle mogli per strada, è stata realizzata con l’impasto avanzato della pizza e condita con il sugo rimasto dal giorno prima.(y)

Usciamo dalla metropolitana di Montesanto ed imbocchiamo via Pignasecca, quartiere popolare di Napoli, pieno di colombi. Siamo venuti qui per la montanara di Fiorenzano, friggitoria storica nota per i suoi “cuopp” .

fiorenzano-foto-larcante

 

Pizzette di tutte le misure, zeppole, panzarotti, calzoni fritti ripieni, frittatine di pasta, arancini, crocche’ di patate, ciurilli impastati, zucchine e melanzane fritte, pasta cresciuta, trippa. Meglio lanciarsi sul panino napoletano, rustico con salumi, o su un un bel ‘cuppetiello’ di frittura mista? L’odore inebriante avvolge le narici.

Mangiamo la montanara in religiosa contemplazione.

Quindi ci dirigiamo verso il San Carlo.

Il Teatro San Carlo di Napoli è il più antico d’Europa. Affacciato sull’omonima via e, lateralmente, su piazza Trieste e Trento, fu il simbolo di una Napoli che rimarcava il suo status di grande capitale europea. Fondato per volontà di Carlo di Borbone, fu inaugurato il 4 novembre 1737. L’opera che per prima in assoluto andò in scena fu l’Achille in Sciro di Domenico Sarro e libretto di Pietro Metastasio con Vittoria Tesi, Angelo Amorevoli ed il soprano Anna Peruzzi. Per Stendhal “La prima impressione è d’essere piovuti nel palazzo di un imperatore orientale. Gli occhi sono abbagliati, l’anima rapita. Non c’è nulla, in tutta Europa, che non dico si avvicini a questo teatro, ma ne dia la più pallida idea”. Le sue linee architettoniche, le decorazioni, i velluti rossi e gli arredi incantano e lasciano a bocca aperta chiunque.

Teatro di San Carlo. 2009
Teatro di San Carlo. 2009

 

inaugurazione restauro teatro san carlo con nastasi e bassolino
inaugurazione restauro teatro san carlo con nastasi e bassolino

Il San Carlo, ha conquistato lo scorso anno il primo posto nella classifica del National Geographic superando la Scala di Milano, il Teatro Bolscioi di Mosca, l’ Opéra Garnier di Parigi ed il Semperoper di Dresda. Ed è proprio al San Carlo che stasera l’ing. Pretocchio presenterà la prima del suo spettacolo Io non sono nessuno, vita, morte e resurrezione dei Nerorgasmo.

L’antagonismo degli egoismi produce solo un equilibrio che è quello tipico dei campi di concentramento. Pensaci bene, guarda come vive un normale quadro dei nostri tempi, o un interinale o un disoccupato, se non in un equilibrio precario, sempre provvisorio sul filo del rasoio, costantemente rimesso in discussione dai capi. L’incertezza e l’angoscia erano le migliori sbarre dei lager. Le guardie dei campi di concentramento infantilizzavano i prigionieri mantenendoli nell’incertezza, nell’improbabilità, nel rischio.

Infantilizzazione e femminilizzazione, è questo che intende?

Quello di cui si avverte maggiormente la mancanza, oggi, non è il padre come figura maschile, ma il ‘principio paterno’ su cui si fonda la norma, la legge, l’autorità: il terzo polo nel triangolo famigliare che attira a sé il figlio e lo separa dalla madre, stabilendo un ponte verso l’esterno, verso la società. Manca insomma, un’immagine di padre che raffigura qualcuno che ‘sta più in alto’: qualcuno a cui giurare e con cui confrontarsi, magari attraverso la sfida e la ribellione, per poter salire al suo livello. Gli uomini nella società odierna stanno elaborando una diversa competenza genitoriale rispetto a quella di un tempo, competenza che si affianca sempre di più a quella materna, in quanto essi si occupano anche delle cure primarie assieme alla madre. Un tempo la donna aveva il compito di mettere “al” mondo il figlio e il padre quello di metterlo “nel” mondo, di insegnargli a vivere nella società; egli era colui che trasmetteva le regole sociali, era il primo esempio di autorità, il detentore di valori. Il padre era la figura forte che proteggeva il figlio e lo accompagnava nel mondo insegnandogli a vivere e ad adattarsi alle richieste sociali. Oggi il padre è stato un po’ spodestato da questo ruolo. Questo ha comportato il fatto che il ruolo paterno sia oggi più difficilmente gestibile ed attribuibile ad un singolo individuo, ma venga invece spesso delegato al sistema sociale nelle sue più ampie articolazioni. Diventa così più difficile identificarsi in una figura paterna spodestata delle sue funzioni, che non trasmette più ai figli una tavola di leggi, un codice morale da far proprio, da modificare o da rifiutare. Diventa però più difficile anche separarsi da quell’universo femminile, materno, che in questa fase storica sembra avere il sopravvento.(ii)

Ed è nella vita sociale che il declino della figura paterna come principio d’autorità, di legge interiore, dà i suoi segnali più allarmanti. La delinquenza minorile è priva non solo di moventi, ma anche di sensi di colpa: il comportamento antisociale non avviene più nel segno della rivolta contro il padre, la sua legge e le istituzioni che lo rappresentano. Ma si perde nel magma indistinto, indifferenziato di un arcaico universo materno, in cui non è ancora intervenuta la “legge del padre” a stabilire un nuovo ordine e un nuovo equilibrio.(ii)

Voce fuoricampo: “A questo punto si tratta di agire non come esseri umani che hanno perso la propria capacità di prendersi cura gli uni degli altri divenendo mostri senza un perché”. 

https://www.youtube.com/watch?v=XBuDO_ZsXxA

Voce fuoricampo: “Industriale siciliano, instancabile sottaniere, sposa una ragazza timorata e la notte di nozze non riesce a concludere”.

E Bimbozzi di fronte a tutto questo cosa farà?

Entrociti, leucociti, piastrine, sono tipologie differenti di particelle  del sangue. Ecco, a Bimbozzi interessa il sangue, non le singole particelle. L’Homo oeconomicus, l’ essere produttore e consumatore, la iena egoista e calcolatrice fonte di progresso e di sviluppo che passa sopra qualsiasi cadavere per cercare sempre di massimizzare la propria utilità e il proprio profitto privato, è oramai un sociopsicopatico, un isolato distaccato da tutti gli altri. Gli rimane solo l’illusione della novità come unica possibilità di una propria isola privata. Ma è una vittoria di Pirro in quanto, scollegato da tutto il resto, presto o tardi andrà in tilt. Bimbozzi invertirà la tendenza. Ha la bacchetta magica.

E’ finalmente sera. Pretocchio sale sul palcoscenico completamente buio. Lo spettacolo inizia.

“Nell’ultimo concerto alla batteria suonò Francesco Dilecce, ora mio batterista nei Via Luminosa. Con lui abbiamo fatto l’ultimissimo concerto dei Nerorgasmo, quello che è diventato l’album “Nerorgasmo Live a El Paso” e in cui Luca era vestito da nazi. Credo che sapesse che sarebbe stato davvero l’ultimo concerto. Mi ricordo che è stato tutto il giorno, dalla mattina alle otto, fino a mezzanotte, prima di suonare ad assemblare l’uniforme da ufficiale SS. Chicca, la sua ragazza dell’epoca, appena prima del concerto mi disse ‘Che due palle, mi ha portato in giro tutto il giorno per tutta Torino a cercare tutte le cose, maniacalmente.’ Voleva proprio la mostrina della particolare divisione delle SS… ti ho detto no che faceva un sacco di modellismo fin da piccolo, con la passione per i soldati nazi?” (.)

“A quel concerto c’era pure Lallo, un eccellente bassista che ha fatto tra l’altro il turnista per artisti importanti. Non avevamo ancora iniziato a suonare e Lallo ha cominciato a fare il culo a Luca per il suo abbigliamento nazi, ‘Come cazzo sei vestito? Vergognati! Levati di torno’. La cosa è andata avanti per quasi tutto il concerto. E allora Luca ha fatto quel discorso che c’è anche registrato nel disco: «Volevo ricordare alla gente che si scandalizza ancora per queste cose che la nostra società ha assorbito tutto quello che c’era da assorbire dal nazismo, tanto è vero che i viaggi in Volkswagen, le vacanze e la vita come la facciamo noi adesso è quella che era stata programmata allora! E i nostri lager sono il terzo mondo lontani dagli occhi e lontano dal cuore… quindi la gente che si scandalizza di fronte ad una croce uncinata messa al collo per provocazione dovrebbe fare un pochino più attenzione a quello che gli gira intorno e alla vita che fa… perché se vogliamo guardare la nostra società è tutta nazista!»(.)

Questo post è dedicato alla memoria di Luca “Abort” Bortolusso

Soundtrack1:‘A horse with no name’, America

Soundtrack2:‘Olga’, Belisma

Soundtrack3:‘Televators’, Mars volta

Soundtrack4:‘ Saturday’, Oneida

Soundtrack5:‘Lady or the Tiger,’ Verma

Soundtrack6:‘Knowledge and conversation’, Dead Sea Apes

Soundtrack7:‘Lightning At The Doo’, All Them Witches

Soundtrack8:‘Nuclear Psychology’, Weird Owl

Soundtrack9:‘Tempel’, Colour Haze

Soundtrack10:‘Spirit Knife’, Jeremy Irons and the Ratgang Malibus

Soundtrack11:‘Yearning’, Mono

Soundtrack12:‘The Last Dawn / Rays Of Darkness’, Mono

Ogni riferimento a fatti, cose e persone è puramente casuale.

*L’ing. Paolo Pretocchio è un personaggio di fantasia che cerca di uscire dalla fantasia per trasferirsi provvisoriamente a Napoli.

1 2 3 5
Go to Top