Atene-Mogadiscio sola andata

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L’Europa non ha solo due velocitá: ha sopratutto due direzioni. Negli ultimi anni, quasi tutti i Paesi dell’UE hanno eletto governi di centrodestra o liberali: Romania, Belgio,  Finlandia, Gran Bretagna, Polonia, Slovenia, Norvegia- e la Danimarca, dove qualche giorno fa Helle Thorning-Schmidt ha concluso il suo mandato non venendo riconfermata (i vertici europei saranno meno interessanti per piú di qualcuno). In Olanda non si vota da un po’, ma alle provinciali i laburisti hanno preso serie mazzate. In Francia l’impopolaritá di Hollande tocca picchi da record. Dove il blocco liberale o di centrodestra riesce ad esprimere una leadership credibile, questa finisce per governare.

Europa 2015

Dall’altra parte ci sono l’Italia e la Grecia. Dall’Italia sembra tutto diverso, no? Un poco lo è, innanzitutto perchè noi, disgraziatamente, un blocco di centrodestra in grado di governare non lo abbiamo: la narrativa opposta da Berlusconi a chi gli ricorda il suo fallimento politico è quella roba patetica del complotto della culona. Poi c’è Salvini.
Ma sopratutto, c’è l’infatuazione della nostra misera stampa e dei nostri tristissimi “intellettuali” per un fenomeno che meriterebbe diversa considerazione: la grande operazione lemmings del governo Tsipras.

Breve deviazione. Il crollo dei socialisti europei si riassume in: la sinistra ha un problema a definire una linea politica quando finiscono i soldi degli altri. Una crisi economica è un bel bagno di realtá: interi sistemi sociali si tenevano insieme grazie a generosissimi trasferimenti, a loro volta pagati da debito estero o da tasse elevatissime. La crisi e la globalizzazione hanno messo in chiaro, per sempre, che mantenere un livello di prelievo sufficiente a risolvere ogni conflitto potenziale con ondate di spesa pubblica uccide la societá piú di quanto non prevenga la sua disintegrazione per via del malcontento. La sinistra deve ancora, globalmente, trovare una risposta che coniughi in modo coerente i valori che afferma di sostenere e questo basilare principio di realtá. Non avendolo fatto in decenni in cui le crisi economiche non sono mancate, è possibile che non lo farà mai. Non piangeremo se i partiti socialisti verranno sostituiti da qualcos’altro, alla fine non è stata una storia gloriosa.

Un paese (che non è il villaggio di Asterix) resiste a tutto questo: la Grecia di Tsipras.

Spiace dirlo, ma vista in questa prospettiva la Grecia appare semplicemente come un gigantesco fenomeno di dissociazione, di non-accettazione della durezza della realtá. È chiaro che non è semplice accettare che i propri standard di vita debbano subire un drastico ridimensionamento. Ma come questo accade in una famiglia in cui ci si accorge che i soldi venivano da prestiti impossibili da onorare, e non da redditi, così succede a un paese in cui lo Stato spendeva, sostanzialmente, assumendo debiti su debiti, e comprando il consenso con una spesa sociale da paese del Golfo Persico.

Il destino della Grecia, credo, non puó che suscitare compassione. Molti greci, anche tra i piú accaniti sostenitori della follia suicida che porterá il paese a schiantarsi, non possiedono gli strumenti culturali per comprendere come la propaganda, la retorica e la demagogia dei governanti li abbiano ingannati e convinti ad addossare le responsabilitá delle loro disgrazie a qualche nemico esterno. Tuttavia, la storia prima di oggi ha dato lezioni in maniera molto piú brutale di questa.

Se dovremo vedere i greci passare in 15 anni dal sorpasso al GDP per capita italiano ai barconi diretti a Brindisi per capire un concetto semplice come  il fatto che ogni euro di spesa pubblica è uguale a (qualcosa piú di) un euro di tasse, oggi o domani, o piú banalmente che non esistono pasti gratis, allora cosí sia. Sperando che la lezione possa arrivare prima che siano i prossimi a fare da esempio. Perchè i prossimi, tutto considerato, mi sa che siamo noi.

(TACO'S LETTERS) Conosciuto anche come “Mazzò”, è un famoso polemista pop italiano. Ospite abituale in numerosi show televisivi, figura di rilievo nella polemica pop italiana dalla metà degli anni ’60 alla metà degli anni ’70, è conosciuto per l’estensione vocale (tre ottave) dei suoi insulti, come per l’agilità dialettica nell’enumerarli. Ritiratosi dalle scene live nel 1978, continua a rilasciare post di grande successo.

2 Comments

  1. Mi ha colpito l’elenco dei lavori usuranti greci. E noi dovremmo pagare la pensione
    a questi cialtroni? NO,NO,NO fallimento subito e dieta a pane ed acqua. FIRE,FUOCO

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