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Assassini

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Il caso di Savita, la ragazza indiana morta di setticemia a Dublino per un aborto negato, sta facendo il giro del mondo. Tuttavia, la stampa italiana sembra interessarsene poco e la vicenda non ha portato un gran dibattito. Mentre avrebbe potuto, visto che l’Italia è seconda nella speciale classifica dei viaggi all’estero per abortire (seconda dopo l’Irlanda).

In breve, i fatti si sono svolti così. Era il 21 ottobre quando, in preda a dolori lancinanti, la giovane dentista si era presentata in un ospedale di Dublino per ricevere assistenza. I medici avevano capito subito che si trattava di una complicazione della gravidanza – giunta al quarto mese – e che soltanto interrompendola avrebbero potuto evitare di compromettere la salute della donna. Ma la legge irlandese (datata 1861) parla chiaro: se il feto dà segni di vita, l’interruzione di gravidanza è vietata, anche quando la madre rischia di morire. Dunque, nonostante la sua evidente necessità, l’operazione non era stata praticata. Due giorni e mezzo dopo, il cuore ancora in formazione del feto aveva smesso di battere e i medici avevano provveduto a rimuoverlo. Nel frattempo, le condizioni di Savita, che stava soffrendo terribilmente, si erano aggravate, tanto che era sopraggiunta una violenta setticemia. A quel punto non c’era più niente da fare e, una settimana dopo il suo ingresso in ospedale, Savita è morta.

“Sorry, this is a Catholic country”, avrebbero detto i medici al marito, un giovane ingegnere anche lui di origini indiane, quando sua moglie, ormai stremata dal dolore, aveva chiesto di procedere con l’interruzione medica della gravidanza. È così che la cattolicissima Irlanda, per non interrompere la vita di un feto che stava morendo, ha lasciato morire una donna di trentuno anni che godeva fino a quel momento di ottima salute.

A questo punto si potrebbero fare considerazioni di ordine morale sulla legge irlandese e, per venire al nostro paese, sull’obiezione di coscienza dei medici. Ma non ne ho voglia, perché sono molto incazzato. Mi limito a dire che non fare tutto il possibile per salvare la vita di una donna, pur di non praticare un aborto (di un feto peraltro destinato a morire) non significa essere cattolici, significa molto più semplicemente essere degli assassini.

5 Comments

  1. Il problema non è se una Nazione sia a maggioranza Cattolica, Protestante, Islamica etc. etc. Il vero problema è la politica e la sua volontà di porsi al di fuori di comportamenti e credenze di ispirazione religiosa/confessionale: così come in Irlanda, così in Italia evidentemente la politica trova il suo (sporco) interesse nell’appoggiarsi (sempre a danno dei più deboli e con l’oggettiva approvazione del popolo bue) ad organizzazioni potenti e ben radicate, che incidentalmente in questo caso è una religione ma potrebbero essere portatori di interessi economici od organizzazioni illegali. Il potere cerca il potere, e guai ai poveracci presi nel mezzo.

  2. Questo e’ il classico genere di notizie alle quali, in Italia, e’ meglio non dare troppo spazio mediatico. Ci troviamo costretti a discuterne su internet e non nel parlamento, dove si dovrebbe.
    La nostra nazione non e’ poi molto diversa dall’Irlanda: il problema non e’ neanche il bigottismo religioso della massa, quanto il fatto che i politici hanno la stessa mentalita’ popolana quando si tratta di discutere di temi legati alla sfera religiosa. Dimenticandosi che questo stato si professa laico. Dimenticandosi che il simbolo della religione cristiana dovrebbe stare al di fuori di tutti gli affari della res publica. Ma come dimenticare i tristi dibattiti sui PACS, sulla possibilita’ dei medici di riufiutarsi di aiutare giovani ragazze ad abortire, sul crocifisso nei luoghi pubblici? Non dimentichiamo che in Italia abbiamo i Patti Lateranensi, stipulati da Mussolini e firmati di nuovo da Craxi. La religione deve essere fuori da ogni azione civica e sociale. Fino ad allora,

  3. Scusatemi ma se un paese é composto da persone che ritengono in maggioranza che ad una donna che rischia la vita non gliela si debba salvare per salvaguardare la possibilità di sopravvivenza del feto (anche se eventuali ed improbabili) di chi é la colpa? dei medici che sono costretti ad applicare la legge o del popolo che non ha eletto rappresentanti in grado di elaborare una legge migliore?
    cosa credevano i cattolicissimi irlandesi che le leggi del loro paese non si applicassero a loro stessi? perché in Italia non abbiamo una legge sulla fecondazione assistita illogica, stupida e cavillosa?
    se i cittadini hanno ritenuto di starsene a casa al 75% al referendum avranno avuto i loro motivi. non sono d’accordo con loro ma che devo fare? cambierò paese.
    il problema è che ho l’impressione che i laici ed i liberali in Italia siano effettivamente la minoranza. la maggioranza è composta da cattolici osservanti, persone disinteressate e paraculi vari. facciamocene una ragione.

  4. Il vero problema dell’Irlanda non sono le leggi idiote, i medici idioti e le loro risposte idiote.
    Sono gli Irlandesi a essere idioti. Tutto il resto e’ una conseguenza. E per ogni Irlandese idiota che crepa per una legge idiota, non spargo nemmeno una lacrima.
    Mi spiace per la povera Savita che forse, oltre a non essere irlandese non era neanche cattolica.
    Consiglio a emigranti di qualsiasi Paese: evitare con cura Stati popolati da idioti.

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