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Area C LIBERA!!!

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La sospensione di Area C in seguito ad una sentenza del Consiglio di Stato ha provocato fenomeni da valutare con attenzione. Quello che mi interessa non è tanto la sentenza, quanto le reazioni alla stessa.

Ad esempio da parte della Lega che ha ruttato la sua approvazione brindando alla chiusura di Area C, con tanto di magliette “Area C Libera” e “Pisapia non C tassi più”, esempio di genio italico-padano  applicato al fashion. Una delegazione di ex dissidenti sovietici ha partecipato alla cerimonia con le lacrime agli occhi: un anziano sospirava “Avessimo avuto il Consiglio di Stato ai tempi di Stalin…”

Lo zoo di centocinque, ricordando ai più vecchi i proclami radio del CLN, invitava al dileggio della tirannide: “Fotografatevi il culo di fronte alle telecamere spente di Area C”. Messaggi di solidarietà da Nelson Mandela e Vaclav Havel alla radio stessa: un redattore dello zoo ha ricordato in lacrime di quando fu arrestato dalla buoncostume polacca per contrabbando di calze di nylon oltrecortina…

E poi ovviamente la parte di milanesi che, sull’onda dell’emozione per la ritrovata libertà, hanno deciso di invadere festosamente la ex Area C, con caroselli d’auto, ebbri di quella felicità troppo a lungo sottratta dal cupo provvedimento repressivo.

“Erano mesi che non riuscivo a mangiare un cornetto da Cova in Montenapoleone seduto sulla mia funzionale Hammer”, dichiarava un automobilista, la faccia ancora segnata dalle privazioni degli ultimi mesi ma gli occhi limpidi, splendenti di quella gioia di vivere ritrovata.

Quello alla libera circolazione con le auto in centro città è un diritto inalienabile, inizialmente proclamato dai giusnaturalisti inglesi nel Seicento, verrà poi approfondito dai redattori dell’Enciclopedie, con una voce di Voltaire sull’argomento. Dello stesso Voltaire si ricorda spesso: “Non ho un’automobile come te ma darei la vita perché tu possa girare con la tua station wagon dentro il Castello Sforzesco”.

Nemmeno negli anni più bui del Socialismo Reale, il collettivismo era riuscito a imporre un blocco dell’auto  o una domenica a piedi: si pensi anzi alle parate militari sulla Piazza Rossa contro l’ambientalismo imperialista, tutti su mezzi a motore. Frequenti erano poi le visite di Breznev al mausoleo di Lenin a bordo della propria decappottabile.

Solo i generali birmani avevano osato avvicinarsi al livello di abominio imposto dalla giunta Pisapia sui milanesi, ganasciando le ruote della macchina di Aung San Suu Kyi: il provvedimento aveva fatto gridare allo scandalo ma i generali si erano difesi invocando come alibi proprio l’Area C milanese: “l’Occidente pensi prima alle proprie vergogne!” avevano dichiarato.

Ora finalmente il giogo dell’oppressione è stato spezzato. Finalmente potremo andare a testa alta in giro per il mondo, sulle nostre quattroruote: guardando negli occhi i nostri interlocutori stranieri potremo con ragione dire: Ich bin ein Kretiner! Santè.

(SINDACATO PAGANO) Nato in terre calde e prospere di disoccupazione si trasferisce giovinetto al Norte dove adesso lavora, rigorosamente a fini di lucro. Attende con speranza che Grillo faccia approvare il reddito di cittadinanza così da poter finalmente vivere come un rentier. Ha scelto il nome da usare nel blog guardando tra le bottiglie di alcolici di un amico rivoluzionario.

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