un blog canaglia

Antigone al Ministero

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Forse e’ inutile riassumere la storia: la famiglia Ligresti (non tutta, uno e’ ancora “ricercato” vivendo a Lugano) viene arrestata il 17 Luglio. Le vicende grossomodo si conoscono: la famiglia e’ solita a comportamenti banditeschi in ambito finanziario e industriale, e forse non solo in ambito finanziario e industriale. Si sa tutto anche delle varie amicizie collegate, sull’asse Virgillito – La Russa – Ligresti – Peluso. Poi c’e’ l’anoressia, il “mettersi a disposizione”, e i berlusconiani che paragonano la telefonata della Cancellieri per Giulia Ligresti a quella di Berlusconi per Ruby.

Cuffaro_cannoli

Insomma, Giulia Ligresti e Annamaria Cancellieri sono cosi’ tanto i perfetti nemici pubblici che tutto sommato un anticonformista per sport non vede l’ora di difenderli. Ecco il motivo dell’argomentatissimo post di Roberto, delle citatissime supercazzole di Manconi, e via fino a scendere nell’inferno della faccia di tolla con gli editoriali cazzari del Foglio.

Seriamente, pero’:  il comportamento di Annamaria Cancellieri e’, prima di tutto, un po’ patetico. Prima telefona, senza aver ricevuto alcuna sollecitazione, “mettendosi a disposizione”. Poi, apparentemente, osserva la vicenda con discrezione, evitando di esporsi troppo. Risponde al messaggio del padre di lei solo con un altro sms un po’ ambiguo. E’ possibile – non capisco da dove traggano la certezza di cio’ coloro i quali lo affermano o lo negano – che Giulia Ligresti fosse comunque nelle condizioni di ottenere i domiciliari senza nessuna “attenzione particolare”. Comunque siano andate le cose, credo che siano possibili solo due ricostruzioni coerenti con quanto ho letto in giro:

– Annamaria Cancellieri si e’ comportata in modo corretto ed equidistante. La vicinanza umana si e’ manifestata solo con comunicazioni personali.

– Annamaria Cancellieri ha effettivamente agito, attivamente anche se discretamente, per aiutare Giulia Ligresti ad ottenere una “corsia preferenziale”.

Mi pare che il primo caso sia stato smentito dalla stessa Cancellieri, quando parla di atto doveroso, gesto umano, e cosi’ via. Avrebbe potuto liquidare la vicenda dicendo che non si era spesa in alcun modo, ma piuttosto che dare un’altra intepretazione a quanto a disposizione del pubblico ha preferito vendere il gesto come “umanitario”.

La seconda interpretazione, ancora, e’ parziale. Se cosi’ fosse, avremmo di fronte una moderna Antigone che si erge a difesa dell’ingiustizia subita dalla povera detenuta, pronta a pagarne le conseguenze. Ma cosi’ non e’: ha fatto le cose a meta’, senza prendersi la responsabilita’ neanche di quella meta’. Perche’ la responsabilita’, che piaccia o meno, la si accetta prendendo atto che un ministro certe cose non le fa: puo’ farle chiunque, e dal punto di vista etico chi e’ in grado di biasimare qualcuno che aiuta un amico d’infanzia in difficolta’ anche per via di errori da lui commessi? Pero’ , se lo fa, ne esce a testa alta solo dimettendosi e urlando “lo rifarei cento volte”.

Questo dovremmo pretendere. Senza acrimonia, senza voler gridare al misfatto, senza farci prendere e senza prenderci per il culo.

Il resto e’ la storia quotidiana di un Paese la cui classe dirigente ritiene di essere cosi’ al di sopra delle regole che in fondo non si e’ mai posta il problema che sotto quelle regole la gente muoia, e non vede l’ora di utilizzare il caso per ribadire che le regole un po’ si’ , un po’ no, ma con moderazione.

(TACO'S LETTERS) Conosciuto anche come “Mazzò”, è un famoso polemista pop italiano. Ospite abituale in numerosi show televisivi, figura di rilievo nella polemica pop italiana dalla metà degli anni ’60 alla metà degli anni ’70, è conosciuto per l’estensione vocale (tre ottave) dei suoi insulti, come per l’agilità dialettica nell’enumerarli. Ritiratosi dalle scene live nel 1978, continua a rilasciare post di grande successo.

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