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Anna va alle parlamentarie/2

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Domenica 30 gennaio 2012 alle 16:15 stacco gli sci dai piedi, mi metto in macchina e guido. Spingo l’acceleratore verso Trieste, dove voto e dove si tengono le parlamentarie del PD. Ho gia’ votato per le primarie, riponendo le mie speranze residue sul PD nell’uomo con le c aspirate e la faccia abbronzata. All’altezza di Sappada mi chiedo se sia giusto da parte mia votare per le parlamentarie in quanto radicale. Allo svincolo dell’autostrada di Tolmezzo mi rispondo che alle elezioni del 2008 ho votato PD facendo eleggere i 9 parlamentari radicali e dunque sono legittimata a dire la mia sulle liste del partito che attualmente mi rappresenta in Parlamento. All’altezza di Udine Nord mi dico che pero’ i radicali stanno mettendo su la lista Aministia, Giustizia e  Liberta’. A Udine Sud ricomincio a considerare di votare alle parlamentarie del PD (n.d.r. Udine Nord-Udine Sud=15 km, circa 7 minuti). Allo svincolo di Gorizia comincio a temere di incontrare alcune facce del PD cittadino e immagino il loro ghigno befardo mentre mi consegnano la scheda. Arrivata a Sistiana, i miei propositi democratici sono frenati dalla voce della mia defunta nonna che urla “sono dei maledetti comunisti”. Le rispondo che la Jugoslavia si e’ disciolta e i comunisti non esistono piu’. Trieste citta’, sbaglio strada e invece di dirigermi verso il seggio vado verso casa. Ad un certo punto la compilation rossa di Festivalbar 1999 mi propone I wish I could fly dei Roxette. Tra tutti i segni ricevuti durante il viaggio, considero questo quello definitivo e mi dirigo verso il seggio per votare. Scusa nonna.
Parcheggio e entro nel seggio. Sono ancora vestita da sci, mi daranno della sporca borghese? Mi consegnano la scheda con i due spazi per le due preferenze: visto che al primo posto voto un maschio, il Grande Fratello Democratico mi obbligherebbe a votare una donna come seconda preferenza. Decido di usare quello spazio per far sapere al Grande Fratello Democratico che piuttosto mi taglio la mano che farmi dire da lui a chi dare la mia preferenza. Piu’ tardi mi riferiranno che la frase “le quote sono per i panda non per le donne” provochera’ l’ira di qualcuna al seggio e l’ilarita’ tra tutti gli altri. Caro PD, la strada e’ ancora lunga.

Triestina di nascita, della sua terra si porta dietro lo spirito patriottico, lo spritz e la tendenza a sottovalutare qualsiasi raffica di vento sotto i 130 km/h. Radicale, milanista e milanese nel cuore, dopo la laurea il suo corpo fugge verso la Perfida Albione. Qui ottiene un dottorato in storia economica con una tesi sul divario Nord-Sud dopo l’Unità d’Italia. Il suo cervello invece, grazie alla sua tesi e alla mai curata passione per la politica, rimane in larga parte in Italia.

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