Anche la Ligresti nipote di Mubarak?

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Che la politica italiana, ufficiale, istituzionale e partitica sia ai suoi decrepiti ed osceni minimi livelli storici, ce lo hanno confermato perfino i Simpson. Nella puntata del 10 novembre scorso infatti, Kent Brockman, il giornalista di Springfield, bollava l’istituto del preside Skinner con la seguente battuta: “Questa scuola è più corrotta del Parlamento italiano’’.

Ancora oggi ci stiamo spremendo le meningi con il caso Cancellieri, già abbondantemente approfondito e rivoltato come un calzino. Tutti, anche i muri, anche le caccole secche depositate ai semafori, hanno capito cosa sia realmente accaduto. Le telefonate uscite in questi giorni nei giornali lo confermano. Il bello è che lo sapevamo anche se il caso non fosse mai venuto allo scoperto. Era scontato. Eppure, come stiamo aspettando che la ministra renda pubblico il suo numero di cellulare in modo che tutti i familiari dei detenuti italiani la possano contattare per sensibilizzare casi di denutrizione o di rifiuto dell’assunzione di cibo nelle celle, così attendiamo le sue dimissioni sacrosante.

E non perché sia accaduto chissà cosa, non perchè ci sia stato qualche comportamento penalmente rilevante, o perché di mezzo ci potrebbe forse stare un presunto, ipotetico, potenziale conflitto di interesse per il figlio di lei che lavorava per i Ligresti. Assolutamente non per tutto ciò. Ma per semplice opportunità. Perché sei un ministro di uno stato del mondo occidentale, cribbio e caspiterina. Perché nel Mondo funziona così. Perché in Giappone circa due anni fa il Ministro dei Trasporti ha chiesto scusa ufficialmente per il ritardo accumulato da tutti i treni in un anno, ritardo che ammontava complessivamente a tre minuti. Perché in Inghilterrra, febbraio 2012, il ministro dell’Energia, il liberaldemocratico Chris Huhne, si dimise per aver addossato alla moglie ignara una multa per eccesso di velocità , pur di evitare di perdere punti sulla patente . Perché in Germania, nel 2011, Il ministro della Difesa Karl-Theodor zu Guttenberg lascio’ il suo incarico perchè avrebbe copiato la sua tesi di dottorato presso l’Università di Bayruth.

Visto che, cari i miei parlamentari, nessuno di voi si professa nazista, fascista, comunista, sovversivo, populista, camorrista, poltronista, menefreghista etc(ista) etc(ista), ma tutti dei veri e sacrosanti liberali, vi date una mossa? O dobbiamo considerarvi nei secoli seculorum e per sempre ‘quelli per cui ruby era la nipote di Mubarak’, e considerare tutti quelli che in Italia si professano ‘liberali’, dei veri cazzoni matricolati, tenendo presente i rappresentanti che si scelgono costantemente e pedissequamente?

Soundtrack1:’Razor’s edge’, Ac/dc

3 Comments

  1. Gioco, partita incontro: userò questo link per spiegare perché quando qualcuno si autodefinisce liberale a me sale istintivamente il sorrisino ipocrita da “dai tranquillo, prima o poi ti passa”.

  2. L’esempio del ministro inglese non fa testo: i nostri ministri non hanno paura di perdere i punti della patente perché viaggiano con l’autista incorporato…! Scherzi a parte, mettere in correlazione la telefonata del Berlusca pro “nipote di Mubarak” con quella della Cancellieri pro Ligresti non ha senso. Nel primo caso il nostro ex doveva pararsi il culo da probabili scandali, nel secondo possiamo solo parlare di incauto interessamento senza fini personali. Mi pare una bella differenza. L’unica cosa in comune: ambedue avrebbero dovuto dare le dimissioni.

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