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Amaca Chips /6 – Ruspe

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L’Amaca di domenica sullo striscione antifascista dai toni violenti mi rimbalza da due giorni sulla bacheca di Facebook perchè a quanto pare piace proprio a tutti, anche ai miei contatti che non posso ascrivere a seguaci della Repubblica delle Idee.

**disclaimer retroattivo (meglio tardi che mai dirà qualcuno): il fine di questa rubrica non è DARE TORTO A MICHELE SERRA, anche alla luce del fatto che a volte scrive cose tanto banali da risultare ovviamente giuste. Il punto è verificare se conduca con argomenti onesti e coerenti, se le premesse siano valide oppure talmente viziate da invalidare perfino le conclusioni; questo non perché lo si odi (si farebbe volentieri a meno anche di leggerlo, per la verità, a parte Cuore) ma perché dal momento che il popolo di sinistra acclama ogni suo rigo, forse qualche suo rigo può essere utile a capire il declino della sinistra italiana. Dunque anche questa rubrica si fonda su almeno due premesse che possono essere confutate: 1. che la sinistra italiana sia in declino (più di altre sinistre, ndr) 2. che ci sia un legame tra la sinistra italiana e il Serra. Se non basta, suggerisco masochisticamente altri due punti di discussione derivati ma non secondari: 1a. cosa sia la sinistra 1b. in cosa la sinistra italiana sia diversa dalle altre  2a. se il Serra sia tecnicamente definibile di sinistra 2b. se il popolo di sinistra in Italia sia tecnicamente definibile tale e in quale accezione. Questo non per invitarvi a sfare sfoggio delle vostre teorie – io non ne ho – ma per dire che le cose sono complesse e le parole ingannevoli quindi: non ne abbiate, qui non si argomenta per prendersela con qualcuno (neanche con Michele), ma per tenersi allenati a pensare. Abbiatevene se e solo se vi sentite colti a non farlo, o non abbastanza**

Torniamo all’Amaca incriminata, quella che si produce in un invito ai giovani a essere “meno stronzi” degli adulti che occupano la politica e i giornali (allora ogni tanto, magari la sera prima di addormentarti, lo senti un momento di rimorso? cit.)

E qui viene da chiedersi perché non lo rivolga “agli adulti che occupano la politica e i giornali” questo invito, nella fattispecie concreta a liberarsi e liberarci dall’antifascismo di regime e di facciata (non di sostanza) in nome del quale occupano quegli stessi posti. Viene da chiederlo e infatti lo chiedo, poi mi sovviene la solita temibile risposta. Chiaro: perché i giovani (di sinistra) sono per definizione migliori degli anziani (di sinistra: vale il contrario invece per la destra). Perché lo sono? Perché sono giovani (vedi a scelta alla voce tautologia o Matteo Renzi).

Insomma fin qui si svela un paternalismo sentimentale autoindulgente che ricorda un sermone di elogio della povertà fatto da Benedetto Sedicesimo. Ma è chiaro che per Serra non è l’antifascismo scimmiottato dei giovani a essere sotto accusa, bensì il Linguaggio Violento.

Come se a preoccuparci di Grillo fosse il Linguaggio Volgare e a scandalizzarci di Berlusconi le Barzellette Sessuali. Come se: per qualcuno è così e devo farmene una ragione.

Nel caso dei giovani in corteo quindi non si discute la ritualizzazione e l’impoverimento delle forme di protesta di sto cazzo di meraviglioso Eden di impegno politico che erano gli anni Settanta. Non importa se il corteo stesso si fonda sulla stessa estetizzazione della lotta politica per cui viene copiato il deprecato Linguaggio Violento: gli studenti sono così rincoglioniti da replicare ogni autunno cortei uguali e ugualmente inutili, per fotografarsi con Instagram col cartello al collo e dare un senso all’esistenza di Sinistra Giovanile e alla loro chefia comprata dai cinesi. Ma tutto questo intenerisce il Serra-innamorato-di-sè-stesso-da-giovane-come-si-è-rivisto-nei-film-di-marco-tullio-giordana al punto che è il Linguaggio Violento a rovinare la visione, non tutto il resto.

Beata innocenza, beata vanità.

Su un punto ha ragione, il nostro: ci vogliono le ruspe. Ci sto.

 

 

 

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