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Amaca chips /4 – Damnatio

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Nessun dizionario supporta la mia personale ricostruzione etimologica di “amàca”, ma come non cullare l’assonanza con la siciliana “nàca” (appunto, culla) che munita di articolo suona appunto “a nàca”.

Il bello è che ognuno può aggiustarsi le nozioni come vuole e poi spararle nell’etere con un certo sussiego, e far derivare qualsiasi conclusione da qualsiasi premessa.

Ad esempio oggi il beneamato Serra ci regala l’esegesi della damnatio memoriae di   Obama nei confronti dell’assassino di Denver, in formato Bibbia commentata per bambini. Il sillogismo è notevole:

siccome il Presidente ha invocato sull’assassino l’oblio come punizione massima

allora dobbiamo comprendere che la fama non è importante

Il primo che trova il paradosso vince una citazione sul social network a sua scelta.

Sulla citazione di Benigni che esalta il lavoro umano, invece, si rimanda il vaffanculo a trattazione più approfondita della differenza che passa tra faticare, lavorare per fare arricchire qualcun altro e fare le cose per cazzi propri come Dio. L’ha tirato in ballo lui, Dio, io non volevo.

(Che poi Gesù a quelli che stavano a spaccarsi la schiena con le reti da pesca mica gli ha dato una pacca sulla spalla, eh. Se li è portati via di brutto, ma questa è un’altra storia e chissà Benigni quando ce la racconta.)

 

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