un blog canaglia

Altro che perdere voti

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Ora, noi stiamo qua a ripetere ridicolo, grottesco, patetico, poveri volontari del Movimento 5 Stelle, che pena, che tristezza, stavolta ha cagato fuori dal vaso, questa non è politica e via discorrendo.
Dopodiché, mi pare chiaro che lo show di Grillo con Renzi non sia il risultato di uno sclero estemporaneo, ma il frutto di una strategia accuratamente studiata per ottenere dei risultati: tant’è che basta andarsi a fare un giro sul suo blog per trovare decine e decine di commenti che definire entusiastici sarebbe un eufemismo.
Il metodo, quindi, funziona: perlomeno coi sostenitori più accesi, vale a dire quelle trenta o quarantamila persone che seguono Grillo sul web e scrivono su Facebook, che grosso modo sono le stesse che commentano sul blog e partecipano alle cosiddette “votazioni online”.
E gli altri? Voglio dire, i quasi nove milioni di italiani che hanno dato il voto al Movimento 5 Stelle alle politiche?
A quelli, temo, l’eco di ciò che è successo oggi arriverà in modo molto ovattato. Anzi, presumo che alla maggior parte di loro, che se va bene guardano il telegiornale mentre cenano aspettando Sanremo e non seguono le trasmissioni di approfondimento politico, non arriverà quasi per niente.
In qualche modo, di striscio, verranno a sapere che Grillo ha mandato a cagare Renzi durante una cosa non meglio identificata che si chiama “consultazioni”, rubricheranno la vicenda alla voce “nuova politica che rifiuta l’inciucio con quella vecchia” e concluderanno che tutto sommato, in un paese allo sbando che ha bisogno del “cambiamento”, va bene così.
Insomma, io non sono quello che si definisce un analista, però mi pare di poter supporre che la strategia sia questa: continuare a incendiare i (pochi) fedelissimi, fidelizzare i qualunquisti che abbondano in qualunque agglomerato umano e blandire i (moltissimi) tiepidi che fanno una gran fatica a campare e a malapena sanno cosa sia il governo. E mi pare che tutto sommato sia una strategia che potrebbe funzionare.
Alla facciaccia di quelli come noi, che ci ostiniamo a misurare il paese sui quattro gatti dei social network.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

25 Comments

  1. tranne a che non ci sia dall’altra parte una grande informazione sull’evento e non abbiano a loro volota loro strategia. e cioè invadere social e tv con le loro notizie. se ci sarà una grande eco la tua, e anche mia, preoccupazione sarà evitata.

  2. Neanche io sono un analista.
    Penso che l’italiano medio, quello che indichi tu molto bene, che guarda di sfioro il tg prima di SanRemo sia si becero (come pure il tedesco medio eh) ma sia anche particolarmente attratto dalla stabilità, dalle cose che cambiano ma non cambiano davvero.
    L’italiano medio è democristiano.
    Ha dei picchi di indignazione ma poi rientra tutto nei livelli di guardia, un andamento torrentizio ma senza esondazioni.
    Grillo ha fatto il botto un anno fa, quello era il massimo che potesse raggiungere e l’ha raggiunto.
    Da lì in poi secondo me si attesta su un 10-15%, in gran parte ex PdL, ex Lega e un 2-3% di delusi PD.
    Quindi la penosa scena di oggi, in cui Renzi invece si è comportato bene ma proprio bene, secondo me non ha mosso un voto.
    I fedelissimi del M5S di Facebook sono infervorati più che mai, ma quelli sono infervorati di loro, a prescindere, se Grillo si mette in streaming mentre caga fanno la ola.
    Gli antigrillini sono infervorati anche loro (e io in un certo senso sono infervorato) ma, di nuovo, non fanno testo, non voterebbero mai M5S, mai e poi mai.
    I giochi sono fatti.

    • Concordo col canemorto sopra.

      E aggiungo che non si può negare che i media tradizionali da sempre tirano merda su Grillo ( ha cominciato lui, gne gne gne) , quindi l’italiano medio non riceverà notizie ovattate o per sentito dire, ma vedrà diversi servizi faziosi sia su mediaset (ovviamente) che anche sulla Rai.
      Quindi forse alla fine un pò controproducente lo è stato.
      Ah, nemmeno io sono un’analista

      • troppo comodo prendersela coi media….
        ognuno ha i suoi di media…. o vogliamo negare che il fq sia molto buono coi 5s?
        come il pd ha i suoi, il nano ha i suoi anche i 5S hanno i loro… che tra l altro godono di una buona rappresentanza sui social, molto più che gli altri, basta vedere la bacheca di ballarò su fb!!
        che dovrebbe dire allora il nano, che ha le intercettazioni son ladaddario sul sito dell espresso?
        tutta colpa dei media allora?
        troppo comodo!

  3. A me sembra il contrario, che sei tu che ti affidi a chi segue il tg distrattamente prima di Sanremo. Se tutta quella gente di cui parli avesse visto l’incontro attentamente dall’inizio, il M5S arriverebbe al 90%.
    Io non ho potuto seguire l’incontro in diretta, ho acceso la tv intorno le 15,30 e si mandavano all’infinito i pezzi in cui Beppe diceva “io non sono democratico” “non ti faccio parlare”, gli stessi che si manderanno stasera a ripetizione su ogni rete (quanto ci scommetti???Stasera dopo i tg ti scrivo su twitter) alchè mi sono detto che stavolta Grillo l’ha fatto fuori dal vaso.
    Invece ho appena finito di vedere il video integrale su youtube e l’impressione è stata completamente diversa. Che dici, l’italiano medio andrè su youtube dopo il telegiornale o aspetterà Sanremo?

    • “buongiorno Matteo, sono Pinco, rappresento il partito dei Pallo. Se vuoi il supporto dei miei, dobbiamo fare A, B, C. Se mi fai anche D ed E sono pure disposto a far parte della squadra di governo, ho Gippi che sarebbe un ottimo ministro delle merendine avariate. E sappi che non accetterò che il tuo, o nostro, governo, faccia F e G, perderei la faccia col mio elettorato e comunque sono cose sbagliate. Discutiamo? Ah, per assicurarmi che tu non dica sì solo per prendermi i voti e poi fare quel cazzo che ti pare, voglio il disegno di legge di B pronto i primi 30 giorno, e C a 90. Che dici, ne discutiamo oppure nada?”

      ecco quello che dovrebbe essere una ‘consultazione’. Ne cerchi traccia nel discorso di Grillo, pure quello integrale neh.

        • Che è un’affermazione simile a quello che ti chiama alle 3 del mattino dicendoti “scusa, dormivi?”
          A Renzi servono voti. Tant’è vero che per la legge elettorale aveva fatto un appello urbi et orbi. Se poi arrivano da Alfano, da Grillo o dalla Madonna tant’è. Un qualcosa deve mollare per averli, e lo sa benissimo essendo un politico e non un liceale grillino, fosse un Tabacci al governo o una riforma sul finanziamento pubblico.
          Poi ci sono quelli “renziuomodellebanchekastapiddimenoelle” etc. Bene, per smascherarlo basta fargli una proposta seria (ovvero non “fai tutto quello che diciamo noi e taci”), se la rifiuta vuole dire che c’avevano preso.
          Io la proposta seria non l’ho vista ne con Bersani ne con Renzi. C’è stato un tentativo con Bersani (Rodotà), ma anche lì era ‘votate quello che vogliamo noi, poi potremo discutere’ senza mettere sul piatto un cazzo di nulla.

          Quando vedrò una proposta concreta rifiutata, allora magari anche io diventerò “XXXXXXuomodellebanchekastapiddimenoelle”. Per il momento no.

  4. Sono un analista…no, non è vero ma era per cambiare prospettiva.
    Mi chiedo. Ma grillo pensava che i suoi avrebbero detto si quando lui aveva dichiarato che “NO non sarebbe andato alle alle consultazioni”? Mi chiedo ancora: ma chi ha votato Si per mandare grillo da renzi, ha ottenuto quello che si aspettava o forse si sentirà un po’ preso per fondo schiena. Perchè sul blog impazza l’entusiasmo ma sotto sotto, tolti quei 4-5000 addetti alle pubbliche relazioni, non credo che un atteggiamento del genere possa aver convinto qualche indeciso che adesso si sentirà come saulo in via di damasco. Ai posteri l’ardua sentenza.

    • Questo commento l’avrei potuto scrivere io un minuto dopo aver visto i tg e un minuto prima di aver visto il video integrale dell’incontro. Ti poni di diritto tra quegli italiani “distratti” di cui parla Capriccioli, che lui metterebbe paraculamente tra gli elettori di M5S, ma che invece non votano neanche Radicale!!!!

      • Giuseppe, sai che non ti capisco? Pensi veramente che una persona normale, indipendentemente da quello che possono dire i media, dopo un attento ascolto del semimonologo di una persona che, contro la sua volontà, si trova, invitato a parlare e invece staparla senza dire niente di costruttivo impedendo al padrone di casa di esprimere i suoi pensieri, possa pensare che ” SI LUI è quello giusto a cui affidare il paese? Sai che non ti capisco?

  5. Le cose sono due… o quella di Grillo è un’attenta strategia volta ad acquisire consenso in maniera quasi diabolica… oppure il blogger di turno si fa delle masturbazioni mentali. In questo momento non saprei quale versione sia la più probabile, ma di una cosa sono sicuro: inizia a non fregarmene più una beneamata ceppa.

  6. Mi sembra una strategia creata ad arte da Grillo.
    Lui non ci voleva andare alle consultazioni. Gli iscritti lo hanno mandato a forza di voti e allora lui ha deciso di approfittarne per dire a Renzi quello che molti italiani gli avrebbero voluto dire. Penso ci siano molti italiani (medi e non) che faticano a capire la mossa di Renzi, il suo improvviso voltagabbana a Letta e la decisione di andare al governo senza essere democraticamente eletto. Grillo punta a convincere questi pseudo-Renziani delusi. Quelli che credevano veramente che il sindaco fosse veramente un rottamatore, mentre finira’ rottamato lui e anche molto presto.

  7. Dopo il colloquio con Berlusconi, Renzi ha introdotto nel cronoprogramma anche la riforma della giustizia. A pensar male eccetera.

    Nel frattempo sprofondare nello sconforto delle urla dei dibattiti e le opinioni tra chi ha vinto tra Renzi e Grillo. Nel metodo della comunicazione dei “Vaffanculo” di Grillo o del “Facciamo così, siamo democratici, noi” e “Quattro riforme in quattro mesi” di Renzi non vedo differenze. Entrambe carnevalate.
    Quindi è la volta buona che guardiamo al merito, ai contenuti.

    Per i contenuti serve aprire delle “linee di credito”: in questo momento Renzi è affidabile? Se fossi il direttore di una banca accetterei di fargli un prestito? Che garanzie porta?
    Ognuno trovi la risposta dentro di sé.

    • Francesca, lei è una romanticona. Gli italiani non saprebbero vedere un contenuto manco se ci sbattessero il naso addosso.
      Non è un caso che i politici di successo ora siano Berlusconi, comprovato venditore di fumo, Grillo, ottimo venditore di fumo che evita con cura di dover girare anche solo una vite (e dove l’ha fatto, a Parma, al di là della buona o cattiva gestione di mr. Pizzarotti le promesse se le è dovute rimangiare visto che la realtà ha imposto le sue ragioni), e Renzi, per ora venditore di fumo in erba, a cui lascio almeno il beneficio del dubbio. Anche se, con la maggioranza che si ritrova, per fare qualcosa di decente dovrebbe essere almeno Batman.

      • “Anche se, con la maggioranza che si ritrova, per fare qualcosa di decente dovrebbe essere almeno Batman.”
        Ma no, va tutto bene: c’è Silvio, disposto a proteggerlo e tenerlo al riparo dalle cattiverie di Grillo.
        Faccia a faccia privato, privatissimo tra i due, messe alla porta le rispettive delegazioni: Silvio vuole la giustizia, e Renzi gliela darà.
        http://www.lettera43.it/politica/governo-renzi-berlusconi-tratta-per-il-ministro-della-giustizia_43675122821.htm
        Silvio, una garanzia: vade retro Grillo, qua si fa politica seria, come si conviene tra uomini d’onore.

        • si chiama ‘politica’ Annamaria. Io voglio qualcosa da te (voti, generalmente), tu ovviamente vuoi qualcosa in cambio. Non c’è dubbio che se i voti fossero arrivati dai 5S la merce di scambio sarebbe stata diversa. Migliore, magari. Ma in nessun caso non è ‘tutto o niente’ come vuole il Guru. O come finge di volere, per non dover mai sporcarsi le mani.

          • Al netto della comunicazione politica, ormai livellata spaventosamente verso il basso da tutti i protagonisti.

            Venditore di fumo n. 1: Berlusconi. Dei suoi governi abbiamo tutti memoria nella sua lotta per la rivoluzione liberale, nel senso che lui doveva essere libero di fare quel che voleva.

            Venditore di fumo n. 2: Grillo. Non è al governo, né lo è mai stato. La realtà locale di Pizzarrotti non mi sembra sia applicabile alla visione governativa. Quel che stanno facendo in Parlamento ha alcune abberrazioni, tipo la sperimentazione animale chiamata “vivisezione”, ma al netto cosa rimane? Un’opposizione che informa: la denuncia dell’affaire shalabayeva, la denuncia degli F35, la mozione Giachetti, la mozione di sfiducia della Cancellieri, salvaroma con lo scivolone slot machine, decreto imu-bankitalia con altro scivolone dei dividendi. Informa caciaronamente e puntando tutto sulle persone di cultura medio-bassa, che è quella che puntano tutti.

            Venditore di fumo n. 3: Renzi. Non è al governo, né lo è mai stato. Però per due mesi ha giurato e spergiurato che non era interessato. #enricostaisereno credo sia uno dei più clamorosi autogol comunicativi. Cerca la riforma della legge elettorale con Berlusconi dicendo “no ai cambiamenti” e infatti dopo poco si abbassano le soglie, si introduce il salvalega e tanti saluti alla coerenza. Cerca di formare un governo con il NCD, puntando sulla retorica del bene del paese e la responsabilità, cose riciclate già dal governo precendente. E precendente ancora. Puntando a quattro riforme in quattro mesi (più riforma della giustizia, aggiunta dopo l’incontro con Berlusconi, appunto).
            Cerca di dialogare con Sel con cui c’è stata una coalizione? Per niente, anzi, in questi mesi PD e Sel sono separati in tutto: ognuno per sé e ci rivediamo alle elezioni. Cerca di dialogare con Grillo? Per niente, l’incontro inizia con l’affermazione di Renzi “Non vi chiediamo alcun accordo vecchio stile, nessuno. Non siamo a chiedervi voti di fiducia o altro.” provare ad aprire con “Aboliamo il finanziamento pubblico, da subito, non prenderemo più soldi come PD, guarda mi hai convinto. Facciamo il reddito minimo, come dite voi da anni. ” avrebbe spiazzato Grillo, ma soprattutto me, cittadina non elettrice M5s ma delusa dal PD, visto come si è proposto e quanta fiducia ha perso nell’ultimo mese. Non c’è stata nessun apertura, nessun modo per avvicinarsi ai temi dei 5stelle se non scontrandosi. Con Berlusconi si è ammorbidito “perché è la politica, baby”, con il M5s invece no imperativi e categorici e anzi, è il M5s a dover far passi verso Renzi.

            La differenza tra i tre è che è Renzi che deve dimostrare buona volontà, fare passi di avvicinamento, come ha fatto con Berlusconi, o con Alfano o con Scelta Civica, è lui il premier incaricato.

            Continuo a pensare al direttore di banca: per avere un prestito io cittadino, devo fare salti mortali, far vedere che sono affidabile. Renzi chiede fiducia, chiede linea di credito. E con me, cittadina che deve prestare questa fiducia, parte notevolmente svantaggiato.

          • la vedo un po’ diversamente. A livello di comunicazione politica, chi è la minoranza propone dei punti (come ha fatto Berlusconi, il fatto che i suoi punti facciano schifo è altro argomento), non viceversa.
            E’ come se entrassi a fare un colloqui di lavoro dicendo ‘cosa mi offrite?’, il selezionatore farebbe una bella X sul mio fascicolo prima di gettarlo nel distruggi documenti. Prima ti dico cosa io ho da offrire a te, e ti pongo dei paletti sulla controparte, e si discute.

            Sul discorso SEL le do abbastanza ragione, non fosse che gli alfaniani e SC hanno posto il veto immediatamente, e i numeri di SEL sono molto minori.

            Ripeto, è realpolitik.

            PS
            simpatizzo per Renzi come per Pacciani, tanto per rimanere in zona Firenze, alle primarie sono andato a votar Civati…

  8. A mio parere, Renzi ha il vantaggio che da qui alle elezioni europee ha la possibilità di fare quelle due o tre “riforme”che possono essere vendute sulla piazza mediatica come storiche . Se “il ragazzo gioca bene” ( mio omaggio alla comune fede Viola) le sue carte e viene percepito come uomo del fare, tiene il suo elettorato e attira elettori da ogni parte, se sbaglia, viene spazzato via e lo scontro alle elezioni politiche anticipate sarà tra Grillo e Berlusconi. Questo mi sembra l’azzardo di Renzi: se poi manine o manone, interne o esterne giocano sui nostri destini muovendo i protagonisti della contesa politico-economica come marionette di un teatrino di periferia, questo lo possono sapere solo gli addetti ai lavori, gli iniziati al rito, non i profani.

  9. Al netto della spocchia dei cosiddetti analisti politici, quelli che sull’instabilità ci speculano e guadagnano (leggasi Mentana, uno per tutti), lì fuori c’è un popolo che lavora (attività più faticosa di redigere un articoletto inframezzato da cazzeggio sui social) e che sta per essere stritolato dal fiscal compact. Se amate tanto il tatticismo datevi al Risiko.

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