un blog canaglia

Altro che concedere

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Che poi, senza voler fare polemica eh, siamo ridotti che se uno rivendica un diritto che attiene alla sua sfera affettiva e familiare deve pendere dalle labbra della Bindi, o di Bersani, o di Grillo, o di Di Pietro, o di un altro di questi -rispettabili, per carità- personaggi? Cioè, siamo ridotti al punto che se i leader dei partiti, e con essi i movimenti che costoro rappresentano, decidono che battersi per attribuire a una certa categoria di individui i diritti che chiedono non è opportuno, conveniente, strategico, allora quegli individui se ne debbono restare là con la bava alla bocca aspettando che qualche cristo si decida a cagarli? Ma dove siamo, dico, in una società feudale che si basa sulla magnanima concessione di privilegi da parte del valvassore di zona?

Il discorso, in realtà, è molto più semplice: le coppie omosessuali esistono? Direi di sì. Vogliono fare un matrimonio, un’unione civile, un pacs, un torneo di Subbuteo? Ebbene, lo stato ne prenda atto. Senza fiatare, se possibile. E soprattutto senza che un’imprecisata schiera di energumeni si arroghi il diritto di discettare lungamente sull’ammissibilità di quella scelta -ma scherziamo?-, sul fatto che quella scelta sia accettabile-rispetto a quali criteri? i loro? quelli dei loro iscritti? quelli del paese che costoro blaterano di rappresentare? ma scherziamo un’altra volta?-, sull’eventualità di attribuire -loro? e chi cazzo sarebbero, loro?- a quella scelta la dignità di essere “riconosciuta”.

Quella scelta ce l’ha, la dignità di essere riconosciuta. In quanto esiste, ce l’ha. In quanto è stata operata e non danneggia gli altri. A prescindere da quello che ne pensino Tizio, Caio, Sempronio e tutto il cucuzzaro, fosse pure un cucuzzaro composto dal paese intero meno due persone.

Per me, in estrema sintesi, dovrebbe funzionare così. Altro che concedere.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

8 Comments

  1. E’ frustrante spiegare l’ovvio a dei moralisti del caizer portatori di sani valori che si arrogano il diritto di concedere diritti.

  2. Io non riesco a concepirlo… devo sottostare a questi fenomeni da baraccone per i miei diritti… non posso sentirmi sicuro di passeggiare in giro con il mio lui mano per la mano, perché qualcuno potrebbe pestarci. E a nessuno frega nulla. A nessuno. Nessuno mi tutela. Ho sempre ritenuto il voto un dovere, non un diritto, e sempre ho votato. Ma se continuo a non vederci chiaro per la prima volta nella mia vita annullerò la scheda. Le bestie sono loro, non certo noi. Ti ringrazio per il bellissimo articolo!

    • Non è del tutto vero, Giuseppe, che a nessuno frega niente. A tante persone frega tantissimo. Tante persone come me, che per il solo fatto di essere nata eterosessuale mi vedo riconoscere diritti che altri non hanno (perché mi posso sposare, adottare bambini, baciare mio marito in pubblico e tante altre cose), sono incazzatissime. Come diceva Gaber, posso essere felice solo se anche gli altri lo sono, e non sai quanto fa male vedere che non è così e constatare che la situazione è quella descritta da Capriccioli. Come te, ho sempre votato, l’ho sempre considerato un dovere, ma anche io probabilmente la prossima volta annullerò la scheda. I diritti civili, in quanto tali, non devono essere “concessi”, ci sono e basta.

  3. Purtroppo la Bindi rappresenta un’area oltranzista e anche minoritaria, ma con molto potere, sopratutto di veto. Lotterà coi denti per mantenere uno status quo, che non potrà mai essere immobile come lei vuole, ma non potrà usare la prepotenza all’infinito.
    Bersani è bravo ma non ha nè coraggio, nè idee convincenti.
    E’ un funzionario, non un “Obama” che guida e porta il partito da qualche parte, lui si limita a non far espandere la falla immensa che sta allagando la barca e tirare a veleggiare in bonaccia senza cercare il vento o remare.
    Ovviamente non può durare, ovviamente non può risolvere e ovviamente non può vincere, se non per ritiro degli avversari.

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