un blog canaglia

Al limite, odio e basta

in società by

Vediamo se riesco a spiegarlo così, con un minimo di pacatezza.
La violenza maschilista e l’omofobia sono dei problemi sociali: il che equivale a dire, tanto per fare un esempio, che sono più diffusi dell’odio, che so io, per i biondi; il che, a sua volta, equivale a dire che le persone che odiano le donne o gli omosessuali in quanto tali sono più numerose delle persone che odiano i biondi in quanto tali.
Ci siamo fin qui? Ok, andiamo avanti.
Prescindendo da quello che abbiamo chiamato “problema sociale” -concetto sul quale, state tranquilli, torneremo-, esaminiamo queste diverse fattispecie in sé e per sé.
Se qualcuno dovesse chiedermi: tra l’omicidio di una donna riconducibile al fatto che l’assassino odiava le donne e l’omicidio di un biondo riconducibile al fatto che l’assassino odiava i biondi quale trovi più odioso?, io risponderei che li trovo odiosi alla stessa maniera; cioè che trovo i due delitti -presi in sé e per sé, tenete a mente questo particolare- altrettanto gravi, essendo entrambi ispirati dall’odio ingiustificato verso un altro essere umano in ragione di qualcosa che l’altro essere umano è.
Spero che fin qui ci siate anche voi.
Orbene, siccome i delitti motivati dall’odio verso le donne sono evidentemente più numerosi dei delitti motivati dall’odio verso i biondi, al punto da destare -comprensibilmente- un vero a proprio allarme sociale, qualcuno propone di punire i primi più severamente degli altri, nel -lodevole- tentativo di arginare il problema e possibilmente di risolverlo.
Il punto è che per come la vedo io un’aggravante del genere finirebbe per punire più o meno severamente un omicidio non in ragione dell’oggettiva gravità che si attribuisce a quell’omicidio in sé e per sé, ma in ragione del fatto che omicidi analoghi compiuti da altri siano più o meno numerosi: cioè finirebbe per punire in modo differenziato il comportamento di una persona, comportamento del quale quella persona può -anzi, deve- essere chiamata a rispondere, a seconda di quanto siano numerosi comportamenti simili da parte di altre persone, comportamenti dei quali quella persona non può ragionevolmente essere chiamata a rispondere.
Questo, personalmente, mi sconcerta un bel po’. Mi dà l’idea di una disparità ingiustificabile sul piano del diritto penale, che a quanto mi risulta è fondato sulla responsabilità del singolo individuo, non su quella di gruppi di persone che tra l’altro manco si conoscono tra loro.
Ciò non significa, badate, che io non consideri i fenomeni della violenza sulle donne o sugli omosessuali dei problemi drammatici, che ne disconosca l’effettività e la gravità, che li sottovaluti, che me ne sbatta: semplicemente, ritengo che le aggravanti non siano uno strumento praticabile per perseguirli.
Altro sarebbe se si proponesse di istituire l’aggravante di odio senza specificarla ulteriormente: cioè se si decidesse che un omicidio ispirato dall’odio, sia esso odio verso le donne, i gay, gli islamici, i biondi, i cattolici, gli obesi e via discorrendo è più grave di un omicidio commesso, che so io, per rapina o per vendetta. In questo caso quella disparità non la vedrei più, e di conseguenza il trattamento dei cittadini mi sembrerebbe, come dire, più equo.
Sono sicuro, per una volta, di essermi spiegato senza prestare il fianco ad accuse di maschilismo o di omofobia: nella speranza che una faccenda del genere si possa -finalmente- discutere nel merito, ragionandone insieme e mettendo da parte i processi alle intenzioni.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

8 Comments

  1. Proprio in questi minuti sto discutendo con degli amici (su FB) perché anch’io non sono convinto che la violenza di un uomo nei confronti di una donna sia più grave della violenza di una donna nei confronti di un uomo.

    La violenza è sopraffazione del più forte, del più aggressivo nei confronti le più debole e remissivo. Punto. Indipendentemente dal sesso. Conosco personalmente maschi vessati fisicamente e psicologicamente da partner femmine violente e possessive. Perché dovrebbero essere tutelati meno?

    Tra l’altro cercando un po’ in giro, ho trovato una pagina su Wikipedia che cita alcuni studi piuttosto seri in cui sembra che la violenza nell’ambito della coppia sia perpetrata in egual misura (anzi con una leggera prevalenza femminile).

    Violenza contro gli uomini

  2. […] Sembrerà strano, ma, ogni tanto, capita anche a me di aver voglia di parlare un po’ di attualità. Il problema, è che ho sempre un po’ di timore a esprimere la mia opinione riguardo a certi argomenti, non perché abbia paura di dire la mia, ma perché poi devo stare a rispondere a tutti quelli che “no, ma che dici?” “ma come ti permetti?”  “Robespierre”. E non c’ho voglia. Fortunatamente, poi, girovagando su internet vedo che c’è gente un po’ più seria che la pensa esattamente come me; in più, cosa importantissima, mi ricordo che il mio blog lo leggono in tre e non ci sono rischi di sommosse. Decido quindi che, sì, ne parlo anch’io. Ma per le ragioni sopra citate, mi rendo conto che non c’è poi molto da aggiungere. Tutta questa premessa per dire che sono contro l’aggravante per il “femminicidio” e vi spiegherò le mie ragioni rimandandovi agli articoli di chi riesce a spiegarsi sicuramente meglio di me. Et voilà. […]

  3. Credo che parlare di pene, di carcere, sia fuorviante, il problema mi sembra che sia culturale, siamo in larga parte costruiti dalle culture e dalle società. Non ammettere che la società che viviamo sia in modo maggioritario maschilista e machista, che la politica, la religione, i media acuiscono il prodotto di questa subcultura, che ci sia un problema di genere in questa nostra organizzazione e cultura sociale, sia miope e ci toglie la possibilità di pensare ed educare al Maschile in termini lontani dai luoghi comuni.
    Il rispetto nei confronti di tutte le donne è dovere di tutti gli uomini, anche di quelli che non ne picchiano e non ne molestano in alcun modo alcuna.

    Perché è di tutti la responsabilità di aiutare chi lo fa a non farlo più e chi viene al mondo a non farlo mai.

  4. il pensare di aggravare le pene nel caso di violenza sulle donne è semplicemente un comodo alibi per chi dovrebbe fare ben altro per limitare, se non impedire, tutto ciò…

  5. Concordo sul fatto che sia iniquo differenziare le pene in base al genere della vittima o dell’aggressore.

    Tuttavia mi sembra difficile evitare processi alle intenzioni se ammettiamo come aggravante l’odio, anche e soprattutto genericamente inteso.

    L’odio è un sentimento e come tale non è buono o cattivo in sé ed in ogni caso è lecito. Si puniscono le azioni non i sentimenti.

  6. ma se una donna ammazza un’altra donna, c’e’ l’aggravante? o e’ una questione sessista e quindi addio parita’ dei diritti (e dei doveri)?

  7. Premesso che il tuo ragionamento è logico e coerente, vorrei sottolineare come influisca sulla determinazione della pena di ciascun reato anche il grado di allarme sociale che esso genera. Ciò è sempre accaduto (non sto dicendo che sia giusto o meno, sto solo sottolineando un dato). Detto ciò, resta secondo me il fatto che è la certezza della pena a fungere da deterrente, non (o non solo) la sua asprezza. Può anche esserci la pena di morte per questo tipo di reati, ma se io assassino ho la percezione che facilmente potrò farla franca, o che tre patteggiamenti, indulti, attenuanti etc. non sconterò la mia pena, beh… il valore deterrente della pena viene sminuito.

  8. Sono totalmente d’accordo sul suo ragionamento, ma penso che ci siano delle situazioni che per la loro gravità vadano evidenziate anche a livello legislativo, almeno finché l’allame rimane. Perché vede cosa succede a cercare di mettere tutto nello stesso calderone? Arrivano quelli che ti dicono che in realtà sono le donne ad essere violente e che fomentano (loro si) l’odio di genere. E voi gli date pure spazio senza nessuna risposta.

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