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Ai Wei Wei vs Lego

Perchè Ai Wei Wei è uno stronzo e la Lego ha ragione

in arte by

Ai Wei Wei, è il piu’ famoso artista contemporaneo cinese.
Ai Wei Wei è l’artista piu’ supportato da tutti.
Ai Wei Wei è un artista venerato da tutti, o (per fortuna) quasi.
Ai Wei Wei è uno stronzo.

Il fatto di essere uno stronzo prescinde il ruolo di artista, o le sue “capacità” in quanto tali.
Questo ciccione con la barba ha creato in effetti delle opere discretamente interessati, nate con lo scopo di criticare il regime cinese e la sua inamovibile ed arcaica struttura sociale e culturale.
Ma non è diventato famoso per questo. Checchè se ne dica la fama di Ai Wei Wei è cresciuta esponenzialmente, diventando globale, in seguito al suo arresto da parte delle autorità cinesi e ai suoi 81 giorni di detenzione, senza accuse formali, se non quella di evasione fiscale alla compagnia per cui lavorava. Le notizie al riguardo a tutt’oggi sono confuse.
Di sicuro una situazione che non è piaciuta a nessuno, a me per prima. Cercare di togliere (letteralmente) la libertà di espressione ad un artista rientra nella lista delle cose che mi fanno incazzare abbastanza.
Nonostante questo, lo stesso Ai Wei Wei conferma in un’intervista che senza la polizia “I would never have become so noticeable as an artist.’”.
Il suo arresto, di base, se da una parte è stata sicuramente una esperienza personale traumatica, dall’altra ha rappresentato il trampolino di lancio di Ai Wei Wei nel mercato artistico occidentale, che lo ha accolto a braccia spalancate.
Oggi il cinese è considerato un mito, un’icona, una sorta di rock star che viene addirittura fermata per strada. Adorato dai buoni di tutto il mondo, soprattutto in Germania nella sua migliore veste di Sailor Moon, dove Ai Wei Wei vive da quando gli è stato restitutito il passaporto, e dove ha trovato subito un nuovo impiego come Professore alla Universität der Künste di Berlino.

Fin qui tutto bene. Happy Ending, direte voi. Cosi potrebbe essere, se non avessi l’impressione (e a quanto pare non solo io), che sul suo status di perseguitato politico dalla cattivissima Madre Cina, Ai Wei Wei abbia cominciato a marciarci.

E’ di questi giorni la notizia che la Lego, la società danese produttrice di giocattoli, quella dei mattocini colorati, si sia rifiutata di consegnare un ordine di migliaia di mattoncini all’artista per la sua produzione della sua prossima opera gigante (come quasi tutta la sua megalomanica produzione) per una mostra che si terrà alla National Gallery of Victoria, in Australia.
Le ragioni della Lego sono semplici: la società produce giocattoli e desidera prendere le distanze da qualsiasi utilizzo politico dei suo prodotti.

Ai Wei Wei, come un bambino frignone a cui è stato bucato il pallone, non ha preso affatto bene questa decisione, ed è corso da mamma Twitter e da zia Instagram a denunciare il fatto, accusando la Lego di “discriminazione e censura”.

Vorrei sottolineare che la Lego non ha proibito ad Ai Wei Wei di utilizzare i suoi prodotti per creare un’opera. Semplicemente non glieli vende. Quindi non si può parlare di censura.

Non ci sarà nessun silenzio imposto all’artista, che tra l’altro, da grande accattone mediale (e non solo) quale è, ha già trovato il modo di ovviare al suo problema, facendo in modo che da tutto il mondo i mattoncini Lego gli venissero donati, dai figli dei suoi fans.

La decisione della Lego è, a mio avviso, piu’ che legittima. I mattoncini sono il giocattolo che piu’ di tutti istruisce il bambino alla Libertà creativa, e la reazione di Ai Wei Wei, che della lotta per la libertà espressiva ne ha fatto uso, e soprattutto consumo, per lungo tempo, è una contraddizione in termini ed un segno chiaro di ipocrisia.

E fa di lui quello che è, uno stronzo.

 

Viola Kunst, di origine laziale misto terrone (o piu´ poeticamente magno-greca), pur lasciando gran parte del suo cuore a Roma, vive, lavora e soprattutto paga le tasse da anni (tanti) a Berlino, con allegre pause in Grecia e in Spagna. Viaggiatrice incallita, pittrice di spirito rinascimentale e indole incazzata, ama prendere per i fondelli un po´ tutto quello che le capita a tiro. Il suo cervello isterico-disfunzionale crea teorie bislacche, che la sopracitata vorrebbe inculcare a tutti. Crede che Winnie the Pooh sia l´origine dei mali del mondo e mantiene una fede incrollabile nel buon cibo di qualsivoglia provenienza, nel rock e in Jane Fonda.

18 Comments

  1. Però arte è anche provocazione. E questa, quella di ordinare i lego e poi frignare perché non ti vengono dati, è una provocazione bella e buona. Insomma, non saprei se si può prendere il piagnisteo di uno dei più quotati artisti contemporanei come si prenderebbe quello di un’altra persona. La sovrapposizione tra personaggio e reale individuo è, immagino, assoluta.

    • Ma l’arte è anche creazione. In questo continuo e ubiquo gridare alla censura da parte degli artisti non vedo nulla di creativo. Se ci fosse malcolm Y direbbe che hanno rotto il cazzo, ma siccome ci sono solo io: Wei Wei è un cialtrone è uno stronzo, dove devo firmare?

  2. Beh, a me il rifiuto della Lego invece pare molto paraculo. Evidentemente le vendite in Cina o vanno bene o vogliono entrare nel mercato, ed è meglio non inimicarsi il regime.

    “Vorrei sottolineare che la Lego non ha proibito ad Ai Wei Wei di utilizzare i suoi prodotti per creare un’opera.”

    e come avrebbe potuto?

    • Ma la Lego è una società commerciale, e ha delle responsabilità nei confronti degli azionisti (profitto) e, giusto per non sembrare uno sporco capitalista, anche nei confronti dei dipendenti (lavoro).E’ una questione di brand.
      Se avesse assecondato la richiesta di Wei Wei, perdendo quote nel mercato cinese, cosa avrebbe detto poi detto ai dipendenti che mandava a casa? Che il loro licenziamento aveva contribuito “all’arte”?

      • Ok, ma allora smettiamola di lamentarci dei venditori di mine antiuomo, dei tizi che acquistano il brevetto di un medicinale e poi ne aumentano il prezzo del 1000% eccetera.

        • Sono onesto: non vedo il nesso della tua risposta con la mia affermazione. Che cosa hanno in comune il rapporto Lego-Ai Wei Wei e i costruttori di mine antiuomo?

      • Se la Lego avesse consegnato i mattoncini a chi ne fa richiesta, come dovrebbe sempre succedere (purchè paghino, e non sono certo economici, per essere plastica), io ignorerei l’esistenza di questo Wei Wei, e come me molti altri.
        Questo è star fuori dalla politica. Non darglieli è una presa di posizione forte (infatti se ne è parlato, mentre nessuno avrebbe titolato “Lego vende mattoncini a un artista”, per manifesta non-notizia), e questo li pone dentro alla politica, se davvero avessero voluto starne fuori avrebbero fatto come sempre il loro mestiere sbattendosene di chi glieli compra, come da manuale del perfetto capitalista senza moschetto.

        • Caro Jonny

          se nel 2016 gli amministratori delegati vendessero i propri prodotti “sbattendosene di chi glieli compra, come da manuale del perfetto capitalista senza moschetto”, probabilmente e giustamente verrebbero licenziati in 3 nanosecondi.

          In un contesto in cui, ancor prima che il prodotto, ad essere stressato dalla società è il marchio e l’immagine, pensare di poter vendere indifferentemente una scatola di Lego ad un bambino e una tonnellata di Lego ad un’artista è sciocco e dannoso per la società.

          Stante il tuo ragionamento, suppongo che il tuo manuale insegni che l’importante è vendere tanto e subito, cosa che credo non sia mai – e dico mai! – stata fatta né pensata da qualsiasi industriale che gestisce un marchio storico.

  3. aspe’, let me understand: non glieli VENDE???

    cioè: io vado a comprare una scatola di lego e mi chiedono a cosa mi serve…?

    • Ovviamente la questione è di gran lunga più complessa di come pensi.
      Non è che Ai Wei Wei sia andato alla Coop, reparto giocattoli, e gli abbiano fatto storie sul perché e sul per come di una, 100, 1000 scatole. E’ che si è rivolto direttamente alla Lego.
      Ora, io non so se tu, quando compri un pacco di pasta, telefoni direttamente al PR di Barilla ordinandogliene una tonnellata, ma capirai che se ciò accadesse, due domande conoscitive, in quel di Parma, se le farebbero.

  4. 1) Precinde, inamovile. Controllo ortografico disattivato?
    2) Ciccione. Davvero vogliamo metterci a prendere in giro l’aspetto fisico di una persona?
    3) “Il suo arresto, di base (…) ha rappresentato il trampolino di lancio di Ai Wei Wei nel mercato artistico occidentale”. Beh, è più meritevole un arresto che una comparsata al Maurizio Costanzo Sciò o simili.
    4) Curiosità oziosa: se un lettore/commentatore desse dello stronzo all’autore di un articolo che dà dello stronzo a qualcun altro, il suo commento verrebbe bloccato?

  5. Ciao Claudio, ti ringrazio per avermi fatto notare il disattivamento del controllo ortografico, provvedero´. Puoi anche darmi della stronza perche´ lo sono. E non ti bloccherei perche´ credo nella liberta´ di dire quello che si vuole. Love.

  6. In realtà è Lego che facendo la faccia cattiva all’artista di fama internazionale sta cercando di farsi una botta di pubblicità gratis (e possibilmente vendere qualche pacco di mattoncini in più) e allo stesso tempo tenersi buono il governo cinese con cui ha recentemente stretto affari molto significativi. Ai Wei wei in tutto questo continua a curare il proprio orticello, come ogni altra persona, come Viola Kunst prova ad affermarsi come temeraria blogger d’arte in controtendenza rispetto al mainstream… In quanto a me… È da un po’ che avevo voglia di comprarmi un gioco lego da montare come ai tempi dei denti da latte: magari domani ne prendo uno e poi mando i pezzi ad Ai Wei Wei, eh?!

    • Caro Remo, premessa che nella vita non voglio fare la blogger d´arte, e premessa che non mi pare una cosa in controtendenza quella che ho scritto dato, dato che non sono la sola a ritenere Ai Wei Wei leggermente sopravvalutato come artista e leggermente ipocrita come persona, ti comunico che non hai bisogno di comprarti i Lego e spedirglieli. Oggi il nostro caro cinese ha annunciato trionfante da Berlino che gli sono stati donati tutti i pezzi necessari per realizzare l´opera. Giubilo nel regno! Ricchi premi e cotillon!

  7. In tutto ciò ho capito perché Viola crede che la decisione della lego fosse legittima, ma non perché “ha ragione”. Se io penso che uno è uno stronzo allora sono giustificato a non vendergli la mia merce? Me pare na cazzata

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