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A me dispiace per Piero Ingroa però ok

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Boh, oggi ci hanno detto che è morto Piero Ingroa, che la Prof. dice che era uno importante. Alla Prof. ci piace farci leggere i giornali in classe, e quindi è partito un discorso su sto’ zio che onestamente, bene, bravo, grandissimo, però bon.

E’ morto, lo zio.

Aveva 100 anni.

Facciamocene una ragione e fine.

Che purtroppo non ricordo più chi, di sinistra, un po’ di tempo fa ha detto: “Si, zii, però ora basta con questi confronti tra la sinistra di adesso e Berlinguer, che la Boschi e la Madia quando che è morto quello non c’avevano manco i denti da latte”.

Quindi dico, ma sticazzi di Paolo Ingreio che se è morto a 100 anni vuol dire che da almeno 20-25 non contava ‘na minchia, e chissenefotte se il PD di adesso c’ha da imparare da lui, o se invece era un babbo comunista che invadeva gli Stati quindi meglio starci lontano.

Féèga.

E’ morto, io stasera vado a casa e mangio lo stesso.

Vogliamo fargli un applauso. E facciamoglielo. Pure un coro e una penna col Booster. Ossennò fischiamogli e facciamogli le penne col Booster sulla tomba.

Ma poi finita lì. Che domani c’abbiamo pure la verifica di storia e non ho ancora studiato un cazzo.

Ecchecculo che oggi la Prof non ha spiegato, che se no erano altre 20 pagine in più, zio pedro.

Per quelli che la partita doppia è andare allo stadio ubriachi. Prendo un libro o un giornale di economia, lo apro a caso, leggo e – qualche volta – capisco l'argomento, infine lo derido. Prima era il mio metodo di studio, adesso ci scrivo articoli. Sono Dan Marinos, e per paura che mi ritirino la laurea mantengo l’anonimato.

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