Vino

A Eataly una grattugia conica costa 100 dollari. E ne vale ogni centesimo.

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In teoria, per un italiano in visita all’ Eataly di Chicago , non dovrebbe essere difficile sentirsi preso per il culo. Ciononostante, spogliatomi di ogni pregiudizio, ho affrontato “l’esperienza”.

Mentre la scala mobile mi porta verso il piano nobile, laddove si consumano i pasti di stampo italiano, la perla di saggezza che fa da copertina a questo articolo cattura la mia attenzione:”La vita e’ troppo breve per non bere bene”. Gia’ in questa semplice frase, si intuiscono i segreti del successo di Eataly. Arrivato in cima, un cartello ruffianamente casereccio aiuta il turista ramengo ad orientarsi tra le “eccellenze” dell’italianita’.

 

Cartello
Foto scattata veramente dall’autore, come dimostra la totale imperizia nel proporla per il verso giusto.

 

Siccome a stomaco vuoto ragiono male, prima di soffermarmi a valutare i tagli di carne dal macellaio di origini ungheresi capace di dire “Crazie” e “Buonacera” con quattro diverse espressioni, mi dirigo con passo celere verso la pizzeria. Per farlo devo passare attraverso l’area formaggi, e nonostante sia chiaro (lo e’? Non lo e’?) che non ho tempo da perdere, vengo intercettato da un gruppo di Americani della North Carolina ansiosi di farsi fotograre tutti insieme, avendo per sfondo una carrellata di provoloni auricchio di proporzioni gargantuesche. Dopo le foto di rito- suggellate al momento dello scatto da un fin troppo scontato “Cheese”- mi metto in fila alla Pizzeria. Dopo pochi minuti di attesa vengo accolto dal sorriso del portiere, che qua come minimo si fregia del titolo di “Door Selector”. Nello specifico, si tratta di un epigono di Prince ma dieci centimetri piu’ basso e venti libbre piu’ leggero. Assieme al sorriso mi offre anche un “Benevenuto”, sicuramente frutto di lunghe sessione serali di training con Coach dalla pelle abbronzata, i capelli scuri ben pettinati e cognomi che finsicono in –arelli (Poncharelli, Fonzarelli etc.). Non faccio in tempo a sedermi al tavolino di legno con le tovagliette di carta che un cameriere con i capelli ingelatinati e una maglietta da marinaretto mi porge il menu’. Subito dopo,  poggia un piattino bianco rotondo al centro e vi versa con fare cerimonioso due gocce di olio d’oliva. Extra vergine, occorre dirlo? Un altro cameriere con la maglietta da marinaretto mi porge una busta di carta con del pane toscano sciapo tagliato casereccio. La maggior parte dei presenti in sala e’ ovviamente convinta che in Italia si intinga il pane in piattini con l’olio d’oliva prima di ogni pasto, un’abitutine da attribuirsi probabilmente ad un misto di approccio mediterraneo alla dieta, tradizioni mafiose e retaggi cattolici. Il cameriere con i capelli ingelatinati mi dice con accento perfetto “Cosa ordiniamo?” ma ad una mia richiesta di parlare in Italiano, fugge terrorizzato lasciandomi solo con il menu’. Ordino una Pizza con bufala e Prosciutto di Parma. Tutto sommato piuttosto buona, vale tutti e venticinque i dollari che la pago.

 

Pizza

 

Tra i tavoli accanto, noto grandi consumi di pasta. Gli  Spaghetti al pomodoro in particolare sembrano incontrare i favori di molti degli avventori. In generale, e’ difficile mangiare della buona pasta al di fuori dei confini italici. La carbonara ad esempio, in genere e’ o una frittata o vergognosamente allagata di panna (anche se una volta in Giappone, in un ristorante sorpra la modernissima stazione di Kyoto, quella dello Shinkanzen, ho mangiato una carbonara perfettamente replicata. In quello stesso ristorante mi hanno servito anche dell’ottimo abbacchio fritto, manco fossimo a Carpineto. Ma sono dettagli). Degli Spaghetti Bolognese poi, ho gia’ ampiamente detto in questo articolo: I dieci piatti piu’ inutili della storia.
Comunque qui ad Eataly gli Spaghetti al Pomodoro da 14 dollari sembrano essere veramente ben fatti. Cioe’, alcune decine di grammi di spaghetti di qualita’, ragionevolmente italiani. Pomodoro in barattolo senza aggiunta alcuna gia’ nel barattolo (c’hanno la fissa, anche qui in Austria, dei San Marzano con l’origano). Olio extra Vergine d’oliva. Una cottura dolce e prolungata.Gli spaghetti scolati al dente e saltati in padella con poca acqua di cottura. Niente altro. Praticamente, con quei 14 dollari per un piatto che ha un Cost of Goods di meno di 1 dollaro, state pagando perche’ qualcuno non rovini i vostri spaghetti.
E poi c’e’ il momento epifanico. Tra i tavoli si aggira un cameriere tale e quale a Shaquille O’Neil, anche lui con la maglietta da marinaretto -e in piu’ una parannanza bianca- armato di quella lunga grattugia conica che fa da titolo a questo articolo. A tutti quelli che hanno preso gli Spaghetti al pomodoro, propone con gesto studiato una “sgrattugiata” direttamente nel piatto. Nessuno naturalmente rifiuta, e quello che segue e’ un cerimoniale degno della festa del the verde: con gesto sapiente, il sosia di Shaquile O’Neil distribuisce il parmigiano sui piatti come fosse tartufo bianco di Alba, lasciando il panzone americano sognante davanti a tanta cura e perizia.
Diciamo subito che il grattare il parmigiano (o il grana, o il pecorino) direttamente nei piatti e’ cosa corretta: la mantecazione a caldo infatti, ha ragione d‘essere nei risotti, dove si cerca la consistenza cremosa data dalla fusione del burro con il formaggio. Il fatto pero’ viene salutato come epocale, tant’ e’ che  io stesso mi alzo da tavola con negli occhi l’immagine di quella grattugia conica. Mentre cerco di districarmi nel dedalo di prodotti della “tradizione Italiana”, l’occhio mi cade su un pacco di bucatini da 35 once, proposti a 9 dollari e 80 centesimi:

Bucatini
35 once equivalgono ad un Kilogrammo.

Svoltato l’angolo, tra una biografia di Bastianich (“Giuseppino”) e una guida sulle meraviglie segrete di Roma (chi non la comprerebbe, in viaggio a Chicago?), non resisto e compro un colino conico per filtrare la demi-glace. Vicino agli ascensori domando ad una sosia di Momie dove sia possibile pagare. Incassato il suo laconico “Downstairs”, raggiungo il piano inferiore, deciso a superare indenne gli ultimi scaffali che mi separano dalla fine “dell’esperienza”. Quando credo di essere arrivato al di la’ del guado, arriva lei, l’oggetto simbolo della rivoluzione culturale che Eataly sta portando in America: la grattugiona.

Grattuggia
Grattugiona orizzontale

 

La sollevo e non e’ nemmeno pesante, e’ proprio un oggettino cosi’, come tanti altri. Ciononostante, gli Americani si meritano di pagare 99,90 dollari per un oggetto ai nostri occhi cosi’ banale: la lezione di Eataly, infatti, e’ tutta da imparare. Tutto quello che c’e’ da sapere subito sulla cucina italiana  lo si impara da quegli spaghetti al pomodoro. Grandi materie prime, lavorate con cura e il meno possibile, leggerezza, equilibrio, attenzione per il dettaglio.
Naturalmente, al posto della grattugiona, potete sempre comprare un macinapepe di legno da 165 dollari, casomai ne sentiste l’esigenza.

Macinapepe

Presidente fondatore, nonchè socio unico, del FLNRPABMB-Il Fronte di Liberazione Nazionale dalla Rucola-Pachino-Aceto Balsamico-Mozzarella di Bufala, amo invitare alla mia tavola bevitori di sangue, collezionisti di sogni infranti e consumatori di aria fritta. Guardo con egual sospetto vegetariani, amanti della carne ben cotta e assassini seriali. Da sempre mangio per piacere e mai per necessità.

8 Comments

  1. A me me piace un succo li spaghetti ar pommodoro! A vorte me ne faccio a kilate e m’avanzeno er giorno dopo e me li magno freddi puro a colazione! A vorte ce metto ‘na sporverata de pepe macinato, a vorte ar posto der pommodoro ce metto er keciàppe che me piace financo de ppiù.

  2. Per un Italiano di stanza a Boston Eataly-NY e financo di piu’ Eataly-Chicago sono la Mecca.
    Per almeno un paio d’ore!

  3. vaglielo a dire a quelli del FQ, per cui lo sponsor top di Expo doveva essere l’Esselunga di Caprotti, famosissima nel mondo.

  4. L’Italia è stata sino a 20 anni fa un colosso industriale che produceva grandi ricchezze, al punto da poter mantenere una metà abbondante di italiani parassiti. La storia è finita, la tanto invocata deindustrializzazione non ha portato a nessuna alternativa produttiva di reddito, ma solamente a una generazione di disperati che campano della pensione dei nonni.
    Oscar Farinetti mi sta furiosamente sulle palle, sorriso furbastro sotto il baffo da consigliori del bimbo ritardato di Rignano in Arno. Oscar Farinetti, va datogli atto, ha capito tutto. Non si campa più vendendo la 500 e la Lambretta, ma gli spaghetti al pomodoro a 14 dollari ai redneck in sovrappeso. Esattamente come sono depredati i consumatori di sushi e di vino francese. Finchè dura la moda del madeinitaly avanti così.

    • gli americano pagano uno chardonnay anonimo 30 dollari la bottiglia, lo trovi uguale all’Esselunga a 3 euro, ne pagheranno pure 100 per una grattuggia demmerda.

  5. Il messaggio è molto chiaro. Si tratta del ritratto a tuttotondo del maschio italiano:

    1) Frase a effetto
    2) Spaghetti
    3) Ti incula prima di andare via

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