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A casa loro!

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In questi giorni Salvini ha annunciato un viaggio in Nigeria assieme al fido Toni Iwobi, nigeritaliano responsabile delle politiche di immigrazione di Via Bellerio. Porterà con sé un gruppo di imprenditori italiani, interessati ai potenziali investimenti nella nazione con la più alta crescita economica in Africa. L’obbiettivo non è altro che uno degli slogan storici della Lega: “Aiutiamoli a casa loro”. Uno slogan che, nella storia trentennale del partito, non aveva mai portato a risvolti pratici: tolti i diamanti in Tanzania, non ho memoria di un solo euro (o lira) leghista destinata a favore dei Paesi sottosviluppati. Del resto, dei quattro governi Berlusconi durante i quali il Ministero degli Interni era quasi sempre presidiato da Maroni, non è stato promosso alcunché volto ad “aiutarli a casa loro”; in compenso ci ricordiamo tutti quanto fatto per “rovinarli a casa nostra”.

Eppure lo slogan ha una logica efficace: lo scenario migliore sarebbe quello di rendere ogni luogo del mondo un posto dove vivere serenamente. Per questo vedere Salvini fare un primo passo per ridurre l’immigrazione attraverso un sensibile miglioramento dei luoghi di origine, appare cosa buona e giusta. Mi si perdonerà tuttavia la scarsa fiducia che ripongo nel leader del Carroccio, considerando che è dal 1983 che la Lega dice “Aiutiamoli a casa loro”, e solo 32 anni dopo affronta un viaggio per capire di cosa hanno bisogno.

Per quanto concerne gli slogan la Lega è a mio parere insuperabile rispetto a qualsiasi altro partito italiano. Il suo responsabile marketing meriterebbe un premio anche solo per la foto dell’indiano d’america con sotto scritto: Loro hanno subito l’immigrazione / ora vivono nelle riserve”. Purtroppo l’opposizione del partito non è mai andata oltre queste poesie, e mai una volta che le abbia trasformate in proposte precise e dettagliate. Un esempio su tutti è l’idea di Salvini di fare come l’Australia, ovvero convogliare tutti i migranti in un’isola del Mediterraneo. Quale sia questa isola, ovviamente, non è dato sapere.

Per fortuna che la direzione delle politiche estere in Via Bellerio è affidata a Iwobi, il quale afferma su Facebook che 1.5 milioni di Nigeriani sfollati scappano da Boko Haram per cui – deduce secondo un percorso logico che mi lascia un po’ “WTF I DON’T EVEN” –  i migranti nigeriani che arrivano in Italia sono secondo Iwobi “al 90% migranti economici”.

A questo punto, ritengo che il contributo migliore che Salvini e Iwobi possano dare è quello di fermarsi in Nigeria, zappa e cazzuola in mano, per qualche mese. Aiuteranno loro a casa loro, e noi a casa nostra.

 

 

 

Ps: per i più coraggiosi qui c’è l’intervista in cui Salvini dice che “la reaganomics resta il riferimento fondamentale sui temi delle tasse e della concorrenza, e che il riferimento della Lega va a chi pensa l’economia in questo modo.”

Per quelli che la partita doppia è andare allo stadio ubriachi. Prendo un libro o un giornale di economia, lo apro a caso, leggo e – qualche volta – capisco l'argomento, infine lo derido. Prima era il mio metodo di studio, adesso ci scrivo articoli. Sono Dan Marinos, e per paura che mi ritirino la laurea mantengo l’anonimato.

3 Comments

  1. Non sottovalutate Salvini, lui sa dove vuole andare a parare.
    Sono solo i suoi elettori che non lo sanno, loro non sanno un cazzo.

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