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4 lezioni di vita dal creatore di Breaking Bad

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Per avere ideato e realizzato la migliore serie tv di SEMPRE, Vince Gilligan è una delle poche persone di cui si possa dire genio senza ricorrere a iperbole.

Eppure seguendo i fatti e le circostanze che lo hanno portato a passare alla storia come autore della più grande opera tragica dai tempi di Shakespeare (almeno secondo Anthony Hopkins e la sottoscritta), ci si accorge che la storia di Vince è fatta di talento e fortuna, come tutte le storie di successo, ma anche – e qui vi voglio – da una serie di buone prassi che faremmo bene a tenere a mente.

LEZIONE 1

Vince Gillian, dopo aver collaborato a un paio di puntate del glorioso X-Files e fatto esperienze autoriali per varie emittenti americane, non se la passava affatto bene. Durante una chiacchierata con un collega, anche lui professionalmente a terra, l’amico scherza sul fatto che una possibile soluzione sarebbe stata mollare tutta la baracca e darsi alla nobile arte della preparazione di metanfetamine. Mutatis mutandis, è quello che succede nella seconda puntata al nostro Walter White, con la differenza che Vince il piano B non l’hai mai attuato nella vita, ma l’ha preso così sul serio da farne una sceneggiatura.

Mai trascurare il tuo piano B: è molto di più di una exit strategy, è la tua proiezione in possibilità inesplorate. Prendilo dannatamente sul serio.

BONUS: Per quanto brillante possa essere la tua mente, non c’è riflessione solitaria che possa dare frutti migliori un sano cazzeggio.

LEZIONE 2

Sembra assurdo, ma il soggetto di Breaking Bad sembrava non piacere a nessuno: una storia in cui l’eroe, per quanto controverso, diventa eroe in quanto produttore di droga non trova facilmente spazio tra i produttori americani, a meno che non si tratti di un poliziesco a sfondo morale come The Wire. Insomma il povero Vince ha fatto inutilmente più di una anticamera prima di trovare un matto come lui che scommettesse sul progetto: ma per quanto difficile da trovare quel matto esisteva, e Vince non ha smesso di cercare.

Se ci hai provato una volta sola, non ci hai provato.

LEZIONE 3

A un certo punto viene fuori che l’idea di Vince non è abbastanza originale: in realtà è già stata realizzata con un discreto successo una serie con una trama simile, Weeds, in cui una giovane donna rimasta vedova si dà allo spaccio di marijuana per mantenere i figli. Vince non ne aveva mai sentito parlare, e ha dichiarato che se l’avesse saputo non avrebbe mai scritto Breaking Bad, eppure.

Se non sei il primo, puoi sempre essere il migliore: la creatività è uno stato mentale.

LEZIONE 4

Breaking Bad è una espressione che non esiste sui vocabolari, o meglio non esisteva: si tratta di un termine gergale della profonda Virginia per indicare qualcuno che comincia a darci dentro, a fare sul serio o – in un accezione appena negativa – a sbroccare. Ebbene, quando il nostro Vince si presentava ai produttori con un titolo incomprensibile per chiunque, ha fatto non poca fatica a convincerli che aveva senso e che anzi aveva proprio il senso dell’enigma degli States del sud, del lessico familiare della periferia del sogno americano: oggi possiamo dire che ha convinto mezzo mondo.

Se qualcosa ha davvero senso per te, trova l’entusiasmo, la pazienza e il tempo di convicere gli altri: funziona.

Soundtrack: Morphine – I’m free now

5 Comments

      • Forse le prime serie di Lost potrebbero valere il secondo posto, ma quel finale li, puerile e banale, ha fatto scendere di parecchio la serie nel mio personale ranking

        • Siete tutti e tre in grave errore.
          Nessuna di queste serie è la migliore dal momento che esiste una serie chiamata I Soprano.
          E l’argomento è chiuso.

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