un blog canaglia

25 fatti poco noti su Jorge Mario Bergoglio

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  1. Ha una vera e propria fissazione per la pesca d’altura, come esca viva usa cuccioli di Shar-Pei.
  2. Riesce a prendere sonno solo appeso per i piedi al soffitto.
  3. Ha sollevato un polverone nello Stato Pontificio quando, poco dopo essere stato eletto papa, è sceso nelle cucine vaticane e ha urlato: «Al primo che usa uno schiacciapatate gli sego le mani!».
  4. Ha una grande passione per le collezioni di francobolli, monete, timbri postali e scalpi.
  5. È un tenace giocatore di squash ma sfida esclusivamente avversari focomelici.
  6. Accanito tifoso del Club Atlético San Lorenzo de Almagro nel 1985 indossò il costume da mascotte (un corvo) per un derby contro il Boca Juniors, in seguito ad un drammatico errore logistico finì nella curva dei tifosi avversari, venne rapito e drogato per settimane.
    Fu ritrovato un mese dopo in mezzo alla pampa argentina completamente nudo, disidratato e in preda al delirio mentre cercava di trascinare un catamarano di dodici metri.
  7. È l’inventore del famoso proverbio veneto: Rossa de cavei golosa de osei.
  8. Il nome completo è Jorge Mario Alonzo Cristóbal Sanguedibue.
  9. La madre era balbuziente ma viveva in una realtà tutta sua convintissima di essere l’unica a pronunciare correttamente le parole.
  10. La scapola destra è coperta da un’angioma che ricorda moltissimo Sophie Marceau all’epoca de Il tempo delle mele 2 mentre fa un pompino a Michele Serra.
  11. Soffre di una tale stitichezza che riesce ad andare di corpo solo il martedì e solo se prima ha sentito il verso di un’alce che muore.
  12. La sua canzone preferita è “L’amore è” di Lorella Cuccarini e rifiuta di ascoltare qualsiasi altra cosa.
  13. Nel 1990 interpreta Kuato in Atto di forza di Paul Verhoeven.
  14. Se mentre gli parli fai finta di salutare qualcuno alle sue spalle lui si gira di scatto ogni volta. Il record è stato stabilito nel 2002 da Fidel Castro che ha ripetuto lo scherzo centoventisette volte durante un’udienza di appena venti minuti.
  15. Una volta gli hanno sentito dire: «Si, ma definire la garrota uno strumento di morte mi sembra un po’ eccessivo.».
  16. Ama dare pizzicotti fortissimi alle gote dei neonati e appena quelli urlano parte la scomunica.
  17. Appassionato scacchista, ha inoltrato decine di di richieste alla FIDE affinché venissero inseriti due pezzi nuovi, la strega, che appena inizia la partita prende fuoco, e il galileo galilei che, se riesce a dare scacco, appena un alfiere gli fa un’occhiataccia firma un’abiura e scappa dalla scacchiera.
  18. Nonostante gli sforzi non è mai riuscito ad imparare la tabellina del sei. Quando gli viene fatto notare risponde: «D’accordo, ma è la più difficile in assoluto.».
  19. Per anni ha dato la voce a Dodò il colorato pupazzo de L’Albero Azzuro, ha dovuto rinunciare quando gli autori hanno deciso che il personaggio avrebbe interpretato uno spot che pubblicizzava la pillola del giorno dopo.
  20. Per oltre trent’anni ha creduto che Moni Ovadia fosse un personaggio interpretato da Peter Gabriel, quando ha scoperto la verità per reprimere il dolore ha tentato di amputarsi un mignolo.
  21. Taglia le unghie degli alluci solo una volta all’anno, poi passa giornate a incidervi sopra maestose raffigurazioni dell’Annunciazione.
  22. Appena eletto papa ha mostrato le sue intenzioni su Ratzinger mimando un aeroplano che si alza in volo sull’oceano.
  23. I dieci minuti successivi, poi, ha scatenato il panico nel conclave sostenendo che si sarebbe chiamato Papa Pino Silvestre I.
  24. Ha una fortissima antipatia per le guardie svizzere e trova ogni pretesto per sottolinearlo, pochi giorni fa ha salutato un sottufficiale e, quando quello ha risposto, Bergoglio gli ha tirato uno schiaffone.
  25. Nell’estate del 1996 si era messo in testa di rivoluzionare il rito eucaristico. Secondo le sue indicazioni al momento del Corpus Christi anziché porgere un’ostia al fedele il sacerdote doveva colpirlo in faccia con un castoro.

Originatosi nella provincia emiliano-romagnola, da bambino soffre d'asma e ha l'aspetto di un profugo albino del Mali, a quattordici anni gli parte lo sviluppo e prende rapidamente le sembianze del famoso dirigibile Hindemburg. Caparbio collezionista di imprese epiche che terminano regolarmente molto presto e molto male, incallito disegnatore di peni, detesta i film di fantascienza degli anni ottanta ivi compreso Blade Runner ma escluso Ritorno al Futuro, più di ogni altra cosa ama John Steinbeck poi, in ordine sparso, la panificazione domestica, dare fuoco alle cose, il giardinaggio, Phoenix Marie.

11 Comments

    • Non è un caso. L’esposizione delle battute è ispirata alla ventennale top ten di Letterman (che poi si ispirava Dick Clarck che poi si ispirava probabilmente alle tavole della legge di Mosè) a cui hanno fatto omaggi praticamente tutti, ad esempio Luttazzi a Barracuda, più di recente e brevemente, Gervais nello straordinario “Fame”.
      In realtà è un modo molto semplice di costruire una struttura umoristica giocando col non sense e l’assurdo.
      Molto felice che ti sia piaciuto. Felicissimo. Adesso già meno. Adesso è finito tutto. Pazienza.

        • E adesso?

          SDPIF (equivalente italiano di OT): sospetto che i lettori a cui sfugge il senso di questo post di Libernazione siano vittime di un problema di aspettative. Io sono capitato qui per la prima volta poche settimane fa, ho divorato tutto quel che c’era su zio Herzog, e… fortunatamente non ho basato le mie aspettative sul tema/stile/contenuto del sito su quella serie di articoli. Altri lettori magari si aspettano di trovare solo articoli seri.

          Non ho una soluzione. Magari cambiare la tagline del sito da “Un blog di grande libidine” a “Un blog su tutto” potrebbe mettere in guardia i lettori.

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